28 febbraio 2010

Clima: ritornano gli emendamenti negazionisti dei senatori PDL nemici dell'ambiente

Sulla questione clima c'e' stata una guida ''faziosa'' e non all'altezza di ''gestire la delicata e complessa vicenda delle intese internazionali'': per questo si chiede al Governo italiano ''di impegnarsi per chiedere in sede Onu la revisione degli assetti degli organi preposti alle determinazioni delle strategie ambientali'' del gruppo intergovernativo di scienziati (Ipcc). E' quanto i senatori Antonio d'Ali, Guido Possa e Andrea Fluttero sottolineano nella loro mozione presentata oggi al Senato e in cui chiedono di dichiarare decaduto il trattato 20-20-20 sottoscritto dall'Italia in sede europea.
I senatori del Pdl chiedono ''in particolare l'avvicendamento del presidente dell'Ipcc Pachauri e del Commissario De Boer, osservando che: il primo si e' manifestatamene rivelato quantomeno fazioso e inaffidabile nella gestione di un ruolo di estrema importanza, tanto da indurre in errore lo stesso segretario generale dell'ONU e comunque i Governi degli stati membri. Il secondo ha dimostrato di non saper gestire la delicata e complessa vicenda delle intese internazionali, continuando ad individuare l'oggetto di possibili accordi utili e indispensabili a fronteggiare le emergenze planetarie ambientali solamente sulla riduzione della CO2, piuttosto che su vere e concretamente affrontabili questioni quali la deforestazione, l'inquinamento marino, l'inquinamento da residui tossici, l'inquinamento dei rifiuti solidi urbani, temi tutti sui quali si sarebbe potuto invece discutere e raggiungere proficue intese in sede di Conferenza COP15''.

I tre senatori chiedono anche ''l'attivazione in sede UE la clausola Berlusconi/marzo 2010 nel senso di dichiarare decaduto, in quanto non piu' utile, il trattato 20.20.20 e chiederne la sostituzione con un nuovo accordo che meglio risponda al dato scientifico, che riveda gli impegni di riduzione delle emissioni di Co2 su livelli per l'Italia piu' equilibrati rispetto a quelli assunti dagli altri stati membri aderenti ed in linea con quelli assunti autonomamente da Usa, Cina, India, Sud Africa, Brasile e Messico''.

(fonte: ANSA)
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Disastro del Lambro / Legambiente accusa: in questa Italia i responsabili pagheranno solo una pena pacunaria irrisoria

Legambiente: “Inutile annunciare pene esemplari per i responsabili. In Italia i delitti ambientali sono esclusi dal Codice Penale” “I responsabili del disastro che ha colpito il Lambro e che sta minacciando l’ecosistema del Po, oltre alle attività economiche locali e la sicurezza dei cittadini, meriterebbero pene esemplari. Peccato che, ad oggi, nel Codice Penale non compaiano i delitti contro l’ambiente. Chi si rende responsabile di danni enormi e difficilmente recuperabili a scapito della flora e della fauna nonché dell’ecosistema complessivo, al massimo rischia un’ammenda”.

Questo l’allarme lanciato da Legambiente che torna a chiedere con forza di introdurre i reati contro l’ambiente nel Codice Penale. I responsabili del dolo – ha dichiarato il vicepresidente dell’associazione Sebastiano Venneri – potranno verosimilmente essere condannati con pene sostanziali per aver messo in pericolo la sicurezza dei cittadini e per aver bloccato le attività produttive che insistono sui tratti inquinati, ma se nessuna di queste aggravanti verrà riconosciuta, potrebbero cavarsela con un nonnulla. Con una pena pecuniaria irrisoria che nulla ha a che vedere con l’entità del danno ambientale provocato”.

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23 febbraio 2010

Edo Ronchi e il nucleare: non siamo in deficit energetico, presto avremo un eccedenza di produzione anche senza il nucleare

In Italia stiamo consumando meno elettricita', questo non solo per la crisi economica e la riduzione della produzione industriale, ma anche per una serie di concause come la razionalizzazione degli utilizzi e la limitazione degli sprechi. Lo ha detto Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Questo minor consumo, secondo Ronchi, non e' un fatto momentaneo ma si sta rivelando una tendenza, che ci portera' al 2020 con un eccedenza di produzione di energia elettrica. Se gia' adesso alcune centrali termoelettriche ad alta efficienza vengono fatte funzionare non a pieno regime, allora - si chiede Ronchi - a cosa ci serviranno le centrali nucleari volute da questo governo? E ancora, saremo forse obbligati, al di la' di ogni logica di mercato, a consumare elettricita' ricavata dal nucleare? Edo Ronchi, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale sull'ambiente in Italia di Legambiente, ha poi ricordato che l'Italia si e' impegnata a portare per il 2020 almeno al 17% la parte di energia ricavata da fonti rinnovabili. Un obiettivo fissato dall'Unione Europea e vincolante per tutti i paesi membri. Una sfida che prevede un impegno forte delle regioni: l'Ue aspetta il Piano nazionale gia' il prossimo giugno, con un'articolazione degli impegni presi per regione.

(fonte: Ansa)
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Associazioni di categoria chiedono di non rinviare ulteriormente l'obbligo di integrazioni delle rinnovabili nei nuovi edifici

Prevista inizialmente per l’1 gennaio 2009, poi rinviata di un anno all’1 gennaio di quest’anno, l’entrata in vigore dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili negli edifici di nuova costruzione nei regolamenti edilizi comunali, subisce un ulteriore slittamento all’1 gennaio 2011.
L’applicazione della norma, introdotta dalla finanziaria 2008 (articolo 1, comma 289), è stata infatti ulteriormente prorogata con il ddl n.1955 di conversione del Dl 194/2009 “Milleproroghe”, approvato l’11 febbraio scorso al Senato. Il rinvio non è definitivo, perché ora si attende l’esito del passaggio della norma alla Camera.

Per questo un gruppo di 16 associazioni ambientaliste e rappresentanti del comparto delle fonti rinnovabili in una lettera indirizzata al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e ai deputati, chiedono il ripristino del termine dell’1 gennaio scorso per l’entrata in vigore del provvedimento.
Un suo rinvio, infatti, “comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che - evidenziano le associazioni - il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo”.

Un settore dal quale ci si attende “al 2020 la creazione di almeno 250mila nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e un contributo all’incremento del Pil superiore all’1,5 per cento”.

(fonte: Zeroemission.tv)
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ESHA: Il mini-idro europeo ha enormi potenzialita di sviluppo

Allarme dell’European Small Hydropower Association (Esha) per lo stato della maggior parte degli impianti mini idroelettrici in Europa: “Oltre il 55 per cento degli impianti di questo tipo hanno oltre 60 anni – evidenzia l’associazione in un rapporto, aggiungendo che soltanto potenziando e rinnovando il parco di mini centrali idroelettriche esistenti “si potrebbe arrivare ad una produzione di 30 TWh di elettricità verde”. Dando un considerevole contributo ai target europei al 2020.

Un aspetto, quest’ultimo, che finora è stato trascurato da molti Stati membri europei. Esha ne approfitta dunque per sottolineare l’importanza cruciale di inserire il mini idro nel SET-Plan, il Piano Strategico Europeo per le Tecnologie Energetiche, che prevede investimenti in settori chiave al fine di accelerare l’attuazione dei target europei al 2020. Il momento che il mini idroelettrico sta attraversando in molti Paesi europei è infatti "piuttosto di sopravvivenza che di sviluppo", sottolinea l’associazione nello studio.
Eppure il settore è in continua evoluzione e offre già un ottimo livello di innovazione tecnologica che fa del mini idro una soluzione “win-win”, ovvero “due volte vincente”, in quanto a basso costo e con un enorme potenziale. Oggi, ad esempio, è possibile realizzare impianti con molteplici funzioni, dove la produzione di energia idroelettrica è combinata con altri scopi (approvvigionamento idrico, controllo delle esondazioni, trattamento delle acque reflue) oppure integrata nelle infrastrutture già esistenti. Esistono inoltre soluzioni che consentono di tutelare maggiormente la fauna ittica come ad esempio l'adozione di particolari criteri nella progettazione delle turbine, che consentono di ridurre il disturbo ai pesci. Oppure la realizzazione di barriere a infrasuoni in grado di deviare in prossimità delle turbine i flussi migratori.

Nel suo rapporto Esha esprime, in particolare, preoccupazione per il recepimento della direttiva quadro sull’acqua con la pubblicazione da parte degli Stati membri dei loro piani di gestione dei bacini idrografici a fine 2009. In molti casi, - denuncia - la loro applicazione si traduce in un impatto diretto sulla concessione di licenze e permessi per realizzare gli impianti. Emblematico è il caso della Francia, dove la riclassificazione delle modalità di esercizio dei fiumi ha avuto come risultato il ridimensionamento del target di produzione di energia da idroelettrico, da 7 TWh a 2-3 TWh al 2020.

Così facendo, l’Europa corre il rischio di non approfittare del suo enorme potenziale (calcolato in un totale di 68 TWh all’anno) concentrato in Paesi come Austria, Francia, Italia e Polonia. E di cedere la sua leadership a Stati Uniti, Cina e Giappone "a causa dell’ignoranza che spesso si riscontra a livello locale sui livelli di innovazione tecnologia riguardo alle performance ambientali".

(fonte: zeroemission.tv)
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Presentato Ambiente Italia 2010, il rapporto annuale sullo stato di salute del Paese

"Vogliamo riempire di contenuti concreti la prossima campagna elettorale. Altro che schieramenti e posizionamenti, le Regioni hanno responsabilità enormi per disegnare la qualità dello sviluppo nei territori per uscire dalla crisi". Questo l'assunto di Legambiente che, in Ambiente Italia 2010, l'annuale rapporto sullo stato di salute del Paese, quest'anno ha voluto aggiungere ai tradizionali indicatori anche una significativa analisi delle sfide ambientali che le Regioni devono affrontare per promuovere uno sviluppo più moderno e pulito, avviando sul serio la Green economy, creando nuovi occupati in settori strategici, modernizzando il Paese puntando sulla qualità e la vivibilità concreta.

Il quadro numerico nazionale mostra un Paese bloccato, con gravi problemi in tema di mobilità, legalità, rifiuti, con sprazzi di eccellenze e buone pratiche sparse che, pur aprendo la strada a momenti di ottimismo non riescono a fare sistema e a caratterizzare lo sforzo unitario della comunità.
Nello specifico, appare decisamente negativa la performance italiana relativa alle emissioni climalteranti. Con 550 milioni di tonnellate di Co2, l'Italia è il terzo paese europeo per emissioni (era quinto nel 1990 e quarto nel 2000). Rispetto al 1990 - anno di riferimento per l'obiettivo di riduzione del 6,5% entro il 2010 del Protocollo di Kyoto - la crescita delle emissioni lorde italiane è stata del 7,1%, soprattutto a causa dell'aumento dei consumi per trasporti (+24%), della produzione di energia elettrica (+14%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+5%). Le emissioni nette, considerando i cambiamenti d'uso del suolo e l'incremento della superficie forestale, sono cresciute del 5%. Tutto ciò, mentre a livello europeo si registra una riduzione del 4,3% (Eu a 15) delle emissioni rispetto al 1990, con Germania, Regno Unito e Francia che hanno già superato gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, seguiti dall'Olanda che li sta raggiungendo.
Tra i settori più critici, va segnalato ancora quello della mobilità. L'Italia è il paese con la più elevata quantità pro capite di mobilità motorizzata. Nel trasporto terrestre i mezzi privati coprono circa l'82% della domanda. Si registra poi una crescita sostenuta del trasporto su moto e ciclomotori. Le merci continuano a viaggiare prevalentemente su strada (il 71,9% nel 2008), poco in nave (18,3%) e pochissimo su ferrovia (9,8%). Il tasso di motorizzazione è ovviamente altissimo, con 598 auto ogni 1000 abitanti (+91% dal 1980).

La tassazione ambientale ha raggiunto il minimo storico degli ultimi decenni. In rapporto al Pil, l'Italia mostra la massima riduzione della tassazione ambientale in tutta l'Unione europea nonostante l'intensità energetica sia rimasta pressoché invariata (a differenza degli altri paesi europei). L'entità della tassazione è composta per il 77% da tasse energetiche e in particolare dalle accise petrolifere, per il 22% da tasse automobilistiche e per l'1% da tributo di discarica e altre imposte, mentre non esistono imposte riferibili specificatamente al consumo di risorse ambientali.

In positivo, crescono, anche se di poco, le piste ciclabili protette e non protette nei capoluoghi di provincia (sono circa 2.840 km nel 2008 erano circa 2500 l'anno precedente); aumenta ancora la produzione agricola biologica, con 1.150.253 ettari di superficie biologica o in conversione (erano 1.148.162 nel 2006) e continuano a salire, come segnalato anche lo scorso anno, i sistemi di gestione ambientale: le certificazioni Iso 14001 infatti, passano dalle 12.057 del 2007 alle 12.922 del 2008, mentre le licenze rilasciate per prodotto Ecolabel sono il 31% del totale europeo. In tema di risorse naturali, risulta positivo lo stato di protezione delle aree di interesse ambientale con il 100% di territorio sensibile tutelato da Sic (siti di interesse comunitario).

Le performance regionali confermano il drammatico ampliamento del divario tra Nord e Sud del Paese, anche se in alcune politiche di settore aumentano le eccezioni virtuose. Il Pil pro capite (Italia: 26.184 euro) è sempre molto più alto nelle regioni del Nord, con la Valle d'Aosta in testa (33.683 euro), seguita dalla Lombardia (33.474), dal Trentino Alto Adige (32.515) e dall'Emilia Romagna (32.165). Chiude la classifica la Campania con 16.864 euro, preceduta dalla Calabria con 17.004, dalla Sicilia (17.429) e dalla Puglia (17.513 euro).
Le maggiori percentuali della Povertà relativa (rapporto tra numero di famiglie con spesa media per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà di 999 euro mensili e il numero totale delle famiglie residenti), si registrano in Basilicata e Sicilia (28,8%), Campania (25,3%) e Calabria (25%). Le percentuali minori in Emilia Romagna (3,9%), Lombardia (4,4%), Veneto (4,5%).
La percentuale (rispetto alla popolazione residente) di presenza straniera è più alta in Emilia Romagna (9,72%), Umbria (9,61%), Veneto (9,30%), Lombardia (9,29%), mentre è più bassa in Sardegna (1,77%), Puglia (1,81%), Basilicata (1,95%).

Il tasso di motorizzazione (mezzi per abitante) è massimo in Valle d'Aosta con 1.093 auto e 110 motocicli ogni mille abitanti, seguita dal Lazio (674 auto e 114 motocicli ogni 1000 abitanti) e dall'Umbria (666 auto e 92 motocicli). Il tasso minore è in Trentino Alto Adige (540 auto e 82 motocicli) e Puglia (543 e 65). La mortalità stradale più elevata si registra in Friuli Venezia Giulia (89,4 morti nel 2008 per milione di abitanti), nel Lazio (87,6) e in Puglia (86,5) mentre la minore in Liguria (53,9), Campania (56,6) e Basilicata (59,3).

In tema di rifiuti, la raccolta differenziata vola in Trentino Alto Adige (53,4%), Veneto (51,4%), Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5) e langue spaventosamente al Sud: in particolare in Molise (4,8%), Sicilia 86,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).
L'illegalità ambientale poi, continua a caratterizzare pesantemente le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), mentre le percentuali minori di infrazioni si registrano in Valle d'Aosta, Molise, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, pur registrando una sempre più seria penetrazione nelle regioni del Nord.
Le famiglie che possiedono un accesso a internet si trovano più numerose nel Lazio e in Lombardia, meno diffuse in Puglia e Sicilia.

In tema di turismo, le maggiori presenze in termini assoluti dal 2000 al 2007 si registrano in Veneto (61.529.573 nel 2007), Trentino Alto Adige (41.996.391) e Toscana (41.690.528), le minori in Molise (654 nel 2007) e Basilicata (1.856.789). L'attività di agriturismo si concentra sempre in Toscana (27%) e nella provincia di Bolzano (11%), mentre i numeri più bassi sono in Molise, Valle d'Aosta e in provincia di Trento.
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22 febbraio 2010

Piemonte: Cota favorevole al nucleare, Bresso contraria

"Penso che il nuovo nucleare sia una fonte di energia pulita". Lo dice il capogruppo della Lega alla Camera e candidato del centrodestra alla presidenza del Piemonte Roberto Cota, ospite di 'In mezz'ora' di Lucia Annunziata. "Come piemontesi -aggiunge- abbiamo le centrali nucleari vicine in Francia. Dove si costruiranno centrali nucleari lo stabiliscono dei parametri tecnici stabiliti dalla legge. Voglio che venga garantita la trasparenza assoluta". Se quindi verra' stabilito di costruire una centrale in Piemonte "verifichero' la trasparenza di questi parametri e diro' che una centrale di energia pulita in Piemonte e' meglioche una vecchia centrale in Francia".

(fonte: Adnkronos)
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Regione Puglia: Vendola sfida la crisi, bando da 5mln di euro per l'innovazione

Fare impresa dalla ricerca, con un bando da 5milioni di euro. È questa la prossima sfida della manovra anticrisi varata dalla Regione.
Un’azione che si inaugura con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Puglia, uscito ieri pomeriggio, del primo dei bandi dedicati al connubio tra impresa e ricerca, dunque non solo progetti e brevetti, ma produzione vera, strutturata in aziende reali con occupati regolarmente assunti che avranno il compito di valorizzare a livello produttivo i risultati delle ricerche condotte nei settori industriali più strategici per lo sviluppo della Puglia.
E non solo. Fare della ricerca un’impresa apre una stagione nuova nelle politiche regionali di attrazione degli investimenti perché favorisce l’insediamento in Puglia di aziende, anche provenienti da altre regioni, ad alto contenuto di conoscenza.
Per questo primo avviso intitolato “Aiuti alle piccole imprese innovative di nuova costituzione” la Regione mette in campo 5milioni di euro. Ne potranno usufruire le aziende innovative piccole (fino a 49 addetti) e piccolissime (non più di 9 addetti) in procinto di aprire i battenti o quelle che si sono costituite entro i sei mesi precedenti alla presentazione della domanda. Le imprese devono avere sede in Puglia e perseguire l’obiettivo ambizioso di trasformare in un prodotto i risultati delle ricerche condotte nei settori dei materiali avanzati, dell’aerospazio e aeronautica, della meccatronica, dell’Ict (Tecnologia dell’informazione e della comunicazione), dell’ambiente e risparmio energetico, della salute dell’uomo e biotecnologie, dell’agroalimentare, della logistica avanzata, tutti comparti fortemente strategici per la Puglia.
Oltre a questo intervento sono già disponibili nella programmazione 2007-2013 altri 10milioni che saranno utilizzati per un nuovo bando dedicato questa volta alle micro e piccole imprese già costituite.
L’Avviso, tra l’altro, ha buone possibilità di diventare una misura strutturale e permanente, quindi ciclicamente rifinanziata, nell’ambito degli interventi regionali di sostegno alla ricerca e all’innovazione, che – è bene ricordarlo – nella programmazione 2007-2013 mettono in campo oltre 1miliardo 700milioni di risorse pubbliche.

L’Avviso

Questo intervento agevola le spese di investimento riguardanti opere edili, impianti e macchinari, l’acquisto di licenze e brevetti e le spese di gestione per il personale dipendente, per le tasse, per l’affitto di immobili e macchinari, per l’energia, l’acqua e il riscaldamento. Il tutto per i primi tre anni di vita dell’impresa e fino ad un massimo di 1milione 200mila euro per ciascuna azienda finanziata. Condizione essenziale per l’erogazione del beneficio economico è l’assunzione regolare dei lavoratori con l’applicazione integrale da parte dell’imprenditore dei contratti collettivi nazionali o territoriali. Un obbligo, questo, che punta a contrastare il fenomeno del lavoro irregolare.
Le domande potranno essere presentate a cominciare dal 15 marzo, ma non c’è una data di scadenza perché il bando è a sportello dunque è aperto fino all’esaurimento delle risorse.

Come si accede
Per accedere all’Avviso occorre connettersi al portale dell’Assessorato allo Sviluppo economico www.sistema.puglia.it, registrarsi e aprire dal link “Bandi attivi” la pagina “Nuove imprese innovative”. A partire dal 15 marzo sarà possibile vedere la sezione “Procedura telematica” dalla quale si accede alla “Presentazione domande”. Il modello va compilato telematicamente perché il sistema generi un’istanza con il codice pratica, stesso discorso per gli allegati che dovranno essere trasmessi via web inserendoli nel sistema. L’ultima operazione sarà stampare il tutto ed inviarlo per raccomandata con ricevuta di ritorno a Puglia Sviluppo S.p.A. (via Amendola 168/5, 70126 Bari).
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Times: Italia vorrebbe portare e seppellire le sue scorie nucleari nell'est europeo

Le scorie nucleari di diversi paesi europei fra cui l'Italia potrebbero essere seppellite in un deposito 'collettivo' in un paese ancora da individuare ma che dovrebbe essere nella parte orientale del continente europeo.
Lo afferma l'edizione on line del Times, secondo cui contatti sono in corso fra otto nazioni che dovrebbero riunirsi di nuovo il prossimo maggio. Il quotidiano afferma che il progetto potrebbe avere luce verde dalla Commissione Europea entro quest'anno. I paesi interessati sono Italia, Romania, Bulgaria, Polonia, Olanda, Slovacchia, Slovenia e Lituania, con Polonia e Romania che dovrebbero essere i principali candidati ad ospitare l'impianto.
Tutte queste nazioni hanno uno o due reattori, per i quali sarebbe troppo dispendioso organizzare un deposito nazionale per le scorie a piu' alto livello di radioattivita', che costa circa due miliardi di euro. Altri paesi come Gran Bretagna e Francia hanno invece realizzato i depositi in casa.

(fonte: ANSA)
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Lo Smog fa più vittime dell'influenza

Lo smog fa molti piu' morti dell'influenza, e' una grande emergenza sanitaria per un Paese come il nostro dove ci si sposta quasi soltanto in automobile. Finalmente molti sindaci del nord sembrano accorgersene, e il blocco del 28 se non altro servira' ad accendere i riflettori sul problema''. A dirlo e' Roberto della Seta (Pd) della commissione ambiente del Senato. ''Dell'epidemia-smog si accorgono un po' tutti tranne uno: il sindaco di Roma Alemanno, che da quando governa la capitale ha compiuto scelte che incoraggiano ulteriormente l'uso dell'auto, a cominciare dal via libera a 'sosta selvaggia', ha ridotto le zone a traffico limitato, e che adesso fa lo struzzo e resta a guardare'', aggiunge il senatore. ''In base ai dati del 2009 - ricorda Della Seta - a Roma come in molte citta' italiane i giorni in cui le polveri sottili hanno superato i livelli di sicurezza sono stati molto di piu' di quelli consentiti. Malgrado per la sua posizione la capitale sia meno esposta delle citta' padane ai rischi di ristagno dell'inquinamento, i livelli romani di smog sono gli stessi di molte citta' grandi e piccole del nord. Occorrerebbe una strategia coerente per affrontare le cause dell'inquinamento, prima fra tutte il traffico privato, e occorrerebbe almeno non smantellare le scelte positive compiute nel passato, come il sistema della sosta a pagamento e l'estensione delle zone a traffico limitato anche di sera e anche fuori dal centro. Occorrerebbe insomma un sindaco che non fa finta di niente, che non si volta dall'altra parte''.

(fonte: ANSA)
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21 febbraio 2010

Elezioni Regionali: Greenpeace svelai candidati nucleari

Greenpeace svela i candidati nucleari: 'Il Governo italiano ha deciso di imporre il nucleare in Italia' si legge sul sito http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html, pagina dedicata ai candidati alla regionali di Marzo; 'La legge 99/2009 e il recente decreto legislativo del 10 febbraio 2010 hanno lo scopo di impedire alle Regioni di poter scegliere sul nucleare. Contro questo decreto tredici Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale'.


'È importante - fa sapere Greenpeace - che i candidati alla carica di futuri Governatori prendano posizione contro il nucleare, prima delle elezioni del 28 e 29 marzo. Molti candidati - appoggiando o non opponendosi chiaramente e con fermezza ai piani nucleari del governo - collaborano a riportare il nucleare in Italia: sono i candidati nucleari'

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19 febbraio 2010

Regione Lombardia: 15mln di euro in nuovi bandi per fotovoltaico e solare termico

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell'assessore alle Reti, Servizi di Pubblica utilità e Sviluppo sostenibile due bandi per la diffusione dell'energia solare e per l'utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici pubblici.
I bandi sono finanziati dalla Regione e dal Ministero dell'Ambiente con 15 milioni di euro. Beneficiari i Comuni e i loro Consorzi, le Comunità montane, le Province, le Aler, le Fondazioni e le Aziende pubbliche.
"L'individuazione degli edifici oggetto dell'intervento - ha spiegato l'assessore - avverrà a seguito di una selezione pubblica effettuata da Regione Lombardia in accordo con il Ministero dell'Ambiente".
Il primo bando - per la diffusione di impianti ad energia solare - ha una dotazione di 9 milioni: 7 per l'installazione di impianti solari termici e 2 per progetti basati sull'impiego della tecnologia solare, cioè soluzioni innovative che utilizzano il sole per produrre, ad esempio, acqua calda o vapore ma non energia elettrica.
Per il secondo bando - per l'utilizzo delle fonti rinnovabili in edilizia - sono stanziati 6 milioni: 5 milioni per interventi di riqualificazione energetica e 1 per la realizzazione di uno o più edifici a emissioni zero.
I bandi, il cui contributo massimo non potrà superare il 50% del costo complessivo, saranno disponibili nelle prossime settimane, cioè appena ci sarà il via libera del Ministero dell'Ambiente.
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Capacità fotovoltaica di 2milaMW entro la fine del 2010

L’Italia – scrive oggi Reuters – potrebbe raggiungere una capacità fotovoltaica installata di circa 2mila MW entro la fine del 2010. Lo ha detto all’agenzia di stampa Gerardo Montanino, direttore generale del Gestore Servizi Energetici (Gse).

Il Gse – spiega Montanino alla Reuters – ha già rivisto al rialzo le proprie stime sulla capacità installata all’inizio dell’anno, portandole a 950-1.000 MW rispetto agli 800-900 MW previsti alcuni mesi fa. Con l’aiuto degli incentivi di Stato, afferma il manager, la capacità dovrebbe raddoppiare entro la fine dell’anno.

“Quest’anno almeno 800, se non 1.000 MW, saranno aggiunti. Sarà un anno di boom”, ha detto Montanino. “Con incentivi molto generosi e una notevole riduzione dei costi dei pannelli, la gente si rende conto che queste condizioni vantaggiose non si ripeteranno nei prossimi anni”.

Il governo ha finora rimandato la presentazione del nuovo piano di incentivi. Secondo Montanino, potrebbe avvenire il 25 febbraio, in occasione dell’approvazione preliminare del nuovo regime da parte della Conferenza Unifica prima che vada alla firma dei ministri di Sviluppo economico ed Ambiente.

Diversi investitori e operatori di settore hanno tuttavia avvertito che ogni ritardo nella presentazione dei piani può rallentare la definizione delle strategie di investimento e dunque tradursi in ritardi nello sviluppo del settore.


(fonte: Zeroemission.tv)
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Aper lancia l'allarme per il mini-idro: penalizzati gli impianti di piccola taglia

Il Consiglio di Stato, a seguito dell'udienza di martedì 16 febbraio, ha emanato il dispositivo di sentenza n. 85/2010 con cui rigetta gli appelli proposti dall'AEEG e da APER e annulla definitivamente la delibera AEEG ARG/elt 109/08, che conteneva la revisione dei prezzi minimi garantiti (Del. 280/07 - ritiro dedicato) per la sola fonte idroelettrica. I piccoli produttori idroelettrici (potenza fino a 1MW) dovranno pertanto nei prossimi mesi restituire al GSE parte dei ricavi per la cessione dell'energia fatturati tra il 1 gennaio 2008 e il 30 giugno 2010.

'APER - dichiara Roberto Longo, presidente dell?Associazione - ritiene questa decisione fortemente penalizzante per gli impianti di piccolissima taglia, che rischiano di chiudere il 2010 con bilanci in negativo'. Ma soprattutto - precisa Longo - è pericoloso il messaggio che questa vicenda rischia di trasmettere al pubblico: ossia che le rinnovabili costano troppo, mentre gli operatori sanno bene che gli oneri che incidono sulla componente A3 sono ben altri.
L'AEEG ha infatti chiarito fin da subito, conti alla mano, che questo provvedimento - a differenza di quanto sostenuto da La Casa del Consumatore, avrebbe avuto un impatto assolutamente trascurabile sulla bolletta, pari a circa 0,00006 euro/kWh a consumatore.

Conclude Longo: 'E giunto il momento di fare chiarezza sul chi faccia la politica energetica nel nostro Paese se il Governo, attraverso i suoi organi istituzionali, compresa l?AEEG o il TAR che, non solo in campo tariffario ma ancor più in campo autorizzativo, sta diventando il principale attore dello sviluppo energetico in Italia'.

Non appena saranno pubblicate le motivazioni della sentenza, l?Associazione valuterà le ulteriori azioni da portare avanti a tutela del settore idroelettrico e in generale della generazione distribuita, che rimane un comparto strategico per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti di politica energetica fissati per il 2020 dalla nuova direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili.



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1 Marzo 2010, la prima giornata europea senza immigrati

Martedì 23 febbraio, alle ore 11 presso la sede di Legambiente a Roma, in via Salaria 403, verrà presentato alla stampa il Manifesto 1° Marzo 2010, una giornata senza di noi, 24 ore di mobilitazione per i diritti degli immigrati presenti in Italia (www.primomarzo2010.it).

Si tratterà di una grande manifestazione non violenta dal respiro europeo, in cui l’Italia affiancherà la Francia che con la Journée sans immigrés, 24h sans nous ha ispirato il movimento, e tutti gli altri Paesi che, come Grecia e Spagna, si stanno mobilitando per una giornata storica, in cui gli immigrati e i discendenti degli immigrati manifesteranno in tantissime città per la difesa dei propri diritti.

Per reagire alle campagne denigratorie e xenofobe che in questi ultimi anni hanno portato all'approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione, per respingere i tentativi ripetuti di presentare l'immigrazione come un fenomeno eminentemente negativo, il comitato 1° Marzo 2010, una giornata senza di noi, promotore dell'iniziativa, intende contrastare, insieme a tutti gli italiani che rifiutano ogni atto o linguaggio discriminatorio e xenofobo, l'utilizzo strumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di esclusione ed emarginazione degli stranieri che vivono e lavorano in Italia.

La parte preponderante degli immigrati presenti sul territorio italiano lavora onestamente e svolge funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come la nostra. Sono parte integrante dell'Italia di oggi. La contrapposizione tra «noi» e «loro», è impropria e pericolosa. Bisogna piuttosto promuovere la consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini impegnati a far funzionare e a migliorare il Paese, a costruirne il futuro.

Alla conferenza stampa di lunedì parteciperanno, in rappresentanza del comitato promotore, Stefania Ragusa e Sergio Gaudio, che illustreranno le modalità e i luoghi i cui si articolerà la storica giornata. Interverranno inoltre Simone Andreotti, per Legambiente, e i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, primi parlamentari ad avere aderito all'iniziativa.

Per informazioni: Daniele Sivori, tel. 3496643912

L’Ufficio stampa (06.86268353/60)

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18 febbraio 2010

Agroenergie: bando da 20 mln di euro per le aziende agricole che producono biomasse

In arrivo 20 milioni di euro per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da biomasse. “Continua la nostra attenzione verso quelle imprese agroalimentari che scelgono di investire nell’innovazione e nelle energie rinnovabili da biomasse agricole”, ha detto il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, annunciando la pubblicazione di un nuovo bando rivolto alle aziende agricole.
“Le agroenergie – ha poi aggiunto – costituiscono peraltro un’opportunità preziosa, per gli agricoltori, per diversificare il loro reddito, specie in una congiuntura delicata come questa. Tutto questo risponde a quel modello di green economy che noi sosteniamo con convinzione, e che contribuisce allo sviluppo sostenibile dei diversi territori”.
Il bando prevede il finanziamento di impianti a spiccato contenuto innovativo fino a 1 Mw elettrico di potenza, con un contributo massimo pari a 500 mila euro ed intensità non superiore al 40 per cento del costo dell'investimento. Con questo provvedimento, il ministero prevede di finanziare impianti per una potenza complessiva superiore a 30 Mw elettrici, tutti alimentati da biomasse di origine agricola compatibili con i criteri di sostenibilità ambientale dettati dall'Unione europea.
La procedura, in collaborazione con il Mipaaf, sarà gestita dall'Enama - Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola.

I termini di scadenza del bando sono fissati al 2 Aprile 2010.

Scarica il Bando: Procedura concorsuale per la selezione di progetti finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica, nonchè di vettori energetici da biomasse. - Scadenza 2 aprile 2010. (ZIP, 406 KB)

(fonte: zeroemission.tv)

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Eolico: Uil ed Anev firmano nuovo protocollo d'intesa

Per rispondere alle crescenti necessità di sviluppo della produzione elettrica da fonti rinnovabili e per combattere i danni ambientali causati anche dai mutamenti climatici in corso, UIL e ANEV hanno deciso di fare fronte comune, sottoscrivendo per il secondo biennio consecutivo un Protocollo di intesa volto a sostenere la crescita dell'eolico.
Le decisioni a livello Comunitario in tema di sviluppo delle rinnovabili ed il vincolante obiettivo al 2020, oltre all'esito incerto del Vertice COP di Copenaghen sul clima e la necessità di un impegno maggiore da parte di tutti i soggetti responsabili, hanno determinato la comune decisione di continuare a promuovere iniziative concrete e specifiche volte a trasformare tale obiettivo in una possibilità di sviluppo, occupazione e sicurezza energetica per l'Italia.

Dal rinnovo del Protocollo di Intesa, siglato oggi presso la sede Confederale UIL dal Segretario Generale UIL Luigi Angeletti e dal Presidente dell'ANEV Oreste Vigorito, continueranno a scaturire una serie di iniziative comuni con l'obiettivo di sostenere una crescente produzione di energia elettrica da tale tecnologia pulita, nell'ambito dello sviluppo complessivo delle fonti rinnovabili.

Il reciproco interesse delle due Organizzazioni - ANEV e UIL - a diffondere una cultura dell'eolico e delle altre fonti rinnovabili, con particolare attenzione alle garanzie sul piano occupazionale e ai processi di qualificazione e riqualificazione professionale, hanno portato - nel biennio 2008/2009 - alla realizzazione di una serie di azioni comuni di sostegno all'eolico: a) ricerca congiunta Regione per Regione su "occupazione ed eolico da oggi al 2020", b) iniziative nazionali a livello territoriale in Calabria, Sicilia, Liguria, c) primi due corsi di formazione su "eolico di base".

"Per la produzione dell'energia elettrica - ha detto il Segretario generale della UIL, Luigi Angeletti - il nostro Paese, ancora oggi, continua ad essere dipendente dall'estero con conseguenze negative sia sulla bolletta energetica sia sui processi di modernizzazione e di sviluppo. Il ricorso alle fonti rinnovabili e la diversificazione delle fonti energetiche possono dunque rivelarsi scelte strategiche. Rispetteremmo così i vincoli europei sulla riduzione delle emissioni e, al contempo, potremmo cominciare ad affrancarci da quella dipendenza. Anche la crescita di energia eolica si inquadra in questo contesto, ed il percorso comune che abbiamo fin qui fatto insieme ad ANEV, e che vogliamo continuare a fare, può costituire una occasione formidabile di occupazione e di qualificazione della professionalità dei lavoratori".

Per l'ANEV il Presidente Oreste Vigorito ha detto "L'importanza di uno sviluppo delle rinnovabili e dell'eolico in linea con gli obiettivi assunti a livello Europeo è indispensabile che venga realizzato seguendo le buone pratiche che in Italia l'ANEV ha dimostrato di saper definire per uno sviluppo virtuoso dell'eolico. Questo Protocollo con la UIL ne è un esempio lampante che indica come si possano realizzare sinergie tra settori utili a risolvere trasversalmente le criticità esistenti e a promuovere con azioni mirate politiche di formazione professionale specializzata e utile alla riqualificazione e al reinserimento da altri comparti. Il settore eolico infatti continua a garantire occupazione, sviluppo e professionalità, anche in un periodo nero per l'economia a la finanza, quello che si chiede è da parte del Governo di rimuovere le barriere ancora esistenti e che limitano l'ulteriore possibile crescita di un comparto che ha certamente il valore di essere anticiclico. La semplificazione, la trasparenza e la certezza del processo autorizzativo libereranno ulteriori risorse e ridurranno le inefficienze che oggi vincolano gli imprenditori che con capitali privati stanno sostenendo ingentissimi investimenti."


(fonte: Anev)

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Sviluppo economico: assegnati 22 mln di euro alla ricerca sulle rinnovabili

Nuovo impulso alla ricerca e all’innovazione applicate in campo energetico. La Direzione Generale per l’Energia Nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica del Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti emanato un decreto che assegna 22 milioni di euro per il finanziamento di iniziative di ricerca nel settore dell’energia elettrica, a partire da quelle rinnovabili.
“Si tratta di un ulteriore importante passo avanti, in linea con l’impegno di sostenere la ricerca sulle fonti rinnovabile e sull’efficienza delle reti elettriche, parte integrante del programma energetico del Governo Berlusconi - ha detto Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, ricordando che - esso ha come obiettivo quello di assicurare sicurezza energetica, ridurre il costo dell’energia per i cittadini e le imprese, sviluppare fonti energetiche pulite. I risultati delle ricerche potranno essere utilizzati per lo sviluppo di nuovi prodotti industriali e servizi a carattere innovativo”.

Con un’ampia attività istruttoria, che ha coinvolto anche l’Autorità di regolazione e la Cassa Conguaglio per il settore elettrico, sono state esaminate le 82 proposte di progetto avanzate da parte di imprese, enti di ricerca e università che hanno partecipato al bando di gara, emanato per individuare iniziative di ricerca per lo sviluppo non solo delle fonti rinnovabili, ma anche della rete di trasmissione e distribuzione e dell’innovazione tecnologica nel sistema elettrico. Con decreto direttoriale è stata approvata la graduatoria che ha assegnato 22 milioni di euro ai 26 migliori progetti selezionati, il cui finanziamento svilupperà investimenti complessivi per quasi 70 milioni di euro.

L’impegno verso la ricerca e l’innovazione consegue così un ulteriore risultato. I risultati delle ricerche potranno essere utilizzati per lo sviluppo di nuovi prodotti industriali e servizi a carattere innovativo.

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Biologico: A Milano ritorna il Mercato della Terra

Il Mercato della Terra di Milano dopo il successo della prima edizione tenutasi il 12 dicembre, replicherà sabato 20 febbraio, in occasione del carnevale ambrosiano, dalle 9 alle 15 presso il Giardini Largo Marinai d’Italia, dove era ospitato l’antico verziere, storico mercato ortofrutticolo cittadino, nei dintorni della Palazzina Liberty.
Al mercato contadino, organizzato da Slow Food, partecipano quaranta produttori provenienti principalmente dal Parco Agricolo Sud Milano. Sono inoltre rappresentate le aree agricole di Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Pavia e Varese.

Nelle si possono acquistare ortofrutta, formaggi, salumi, pane, birra, cibo di strada e molto altro ancora, la migliore qualità del territorio si presenta alla città, garantita dalla più sicura delle certificazioni esistenti, la faccia di chi produce.
I visitatori potranno incontrare i casari del Presidio Slow Food del pannerone di Lodi e come ospiti speciali dalla Sicilia, i produttori del Consorzio“Le Galline Felici”. Sarà possibile quindi acquistare direttamente dai produttori arance rosse siciliane e il pesce della Cooperativa del Golfo di Catania, tra cui anche la masculina da magghia, prodotto tutelato da Slow Food.

Il mercato, storicamente luogo di incontro e scambio, è animato dalle condotte Slow Food della Lombardia che organizzano Laboratori del Gusto per comunicare e sensibilizzare la popolazione sulla qualità dei prodotti agricoli del territorio. Verrà proposto anche uno spazio destinato ai “Tavoli della Convivialità” dedicati agli utenti del mercato che vorranno fare una sosta golosa con i prodotti appena acquistati o semplicemente fare “due chiacchiere da mercato”.
Il Mercato della Terra di Milano fa parte del progetto Nutrire Milano, energie per il cambiamento, sostenuto dal Parco Agricolo Sud Milano, dalla Fondazione Cariplo e dal Comune di Milano. Tutti gli aggiornamenti su www.mercatidellaterra.it , www.slowfoodmilano.it, www.nutriremilano.it
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17 febbraio 2010

Nucleare: 'Non durante il mio mandato elettorale', l'evoluzione italiana della sindrome Nimby

“Non durante il mio mandato elettorale” (in inglese: Not In My Term Office). Sembra questa l’evoluzione nostrana del fenomeno noto con l’acronimo Nimby (non nel mio giardino). A sottolinearlo Alessandro Beulcke, presidente di Aris-Nimby Forum, nel corso del suo intervento al convegno dal titolo “Cantiere Italia: quando lo sviluppo e' una corsa a ostacoli”, che si è svolto oggi a Roma.
Per Beulcke, “si è verificata una politicizzazione della contestazione, e il caso più evidente sono proprio le regioni contrarie al nucleare, in un quadro nel quale prevalgono più gli interessi locali che quelli individuali”.
Intanto, crescono i casi di Nimby in tutta la Penisola: secondo uno studio realizzato dall’Osservatorio Nimby Forum in collaborazione con l’agenzia Aris, nel 2009 sono stati ben 283, +7 per cento rispetto agli ultimi due anni. Un trend in crescita che riguarda ogni tipologia di struttura: infrastrutture viarie e ferroviarie, termovalorizzatori, discariche, rigassificatori, impianti per produzione di energia, impianti a fonti rinnovabili e “per la prima volta” anche impianti fotovoltaici (3 casi).
Rispetto al 2008 è aumentata l'opposizione a centrali a biomasse (70 nel 2009 contro le 52 del 2008), a impianti eolici (20 contro 5). Allargando lo sguardo all’intero settore elettrico, sono stati 160 gli impianti contestati l’anno scorso, pari al 56,5 per cento dei casi, il numero maggiore di proteste.
Al secondo posto il settore rifiuti (33,6 per cento), che perde un primato che durava dal 2004. Oltre il 50 per cento delle infrastrutture oggetto di contestazione - precisa lo studio - si trova nelle regioni del Nord-Est e del Nord-Ovest, mentre Sud e Centro si attestano attorno al 20 per cento.

(fonte: Zeroemission.tv)
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Biologico: Domenica 21 Febbraio ritorna l'Altradomenica e il Biomercato

Il “Consorzio Città dell’Altra Economia” e “A.I.A.B.” presentano la nuova edizione 2010 di “ALTRADOMENICA e BIOMERCATO”, un evento sui temi dell’altra economia; un insieme di iniziative che coinvolgono molte realtà della Provincia di Roma e della regione Lazio creando un grande appuntamento con lo scopo di avvicinare quanti più cittadini possibili ai temi da queste promossi (finanza etica, turismo responsabile, agricoltura e cucina biologica, commercio equo e solidale, riuso e riciclo, energie rinnovabili, software libero).
Anche domenica 21 febbraio, come per ogni successivo appuntamento, sarà fondamentale l'apporto del MERCATO BIOLOGICO con la presenza di oltre 50 produttori Biologici che presenteranno tutte le novità stagionali dei propri prodotti con degustazioni di qualità, affiancati da uno spazio espositivo per Associazioni e Artigiani, da musica, teatro, mostre fotografiche, convegni e presentazioni sui temi dell'altra economia.
Inoltre per tutto il giorno laboratori e animazione per bambini di grande impatto ludico e ricreativo. 3.500 metri quadrati al coperto di esposizione, uffici e vendita, il Tevere che scorre accanto e davanti una delle più grandi piazze pubbliche della Capitale chiusa al traffico delle automobili fanno della Città dell'Altra Economia una delle più interessanti oasi di tranquillità romane, con molteplici spunti e iniziative per tutte le curiosità possibili.

LE SUCCESSIVE DATE DI ALTRADOMENICA SARANNO (ogni terza domenica del mese)

21 marzo

18 aprile

16 maggio

20 giugno

Per tutte le informazioni sulla partecipazione e sul programma:

E-mail: segreteriaconsorzio@cittadellaltraeconomia.org

Tel: 347 1217942

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16 febbraio 2010

Nucleare: Monfalcone, Chioggia, Caorso, Trino, Scarlino, San Benedetto del Tronto, Montalto di Castro, Termoli, MoladiBari, Nardò, Scanzano, Oristano

«Il 19 novembre 2009 Enel e Edf, in un incontro romano, hanno chiuso la lista delle proposte dei siti dove realizzare le centrali nucleari in Italia, che presenteranno al governo italiano e all’agenzia nucleare. In base alla legge che reintroduce il nucleare in Italia, sarà l'Enel insieme a Edf a proporre al governo la localizzazione delle centrali nucleari in Italia. Enel e Edf consegneranno la lista dei siti alcuni giorni dopo l’insediamento dell’agenzia nucleare italiana che avverrà successivamente le elezioni regionali». Così Angelo Bonelli, segretario dei Verdi.
«Il rallentamento nell’istituzione dell’agenzia nucleare è dovuta ad una precisa strategia del governo – spiega – che vuole assumere le decisioni solo dopo le elezioni regionali per non danneggiarne il risultato». «Questa strategia è stata concordata tra il governo Italiano e l’Enel, dopo il passo falso commesso dall’amministratore delegato dell’Enel Conti che in una trasmissione televisiva del 5 dicembre affermò che i siti erano stati individuati ma che «non li avrebbe mai detti nemmeno sotto tortura».
Tra le regioni che Enel-Edf hanno identificato come siti potenziali per i reattori, secondo Bonelli, ci sono: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).

«Noi Verdi italiani attraverso la collaborazione con gli ecologisti francesi continuiamo la nostra operazione verità , perchè i cittadini hanno il diritto di sapere prima delle elezioni dove verranno realizzate le centrali nucleari in Italia», conclude Bonelli.

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Regione Lazio: erogati 200 milioni di aiuti alle imprese da parte di Sviluppo Lazio

"Attraverso Sviluppo Lazio si è fatto un intervento complessivo di quasi 70 milioni di euro solo per il 2009. Complessivamente per il 2006/2009 per aiuto alle imprese, abbiamo quasi raggiunto i 200 milioni di euro. Se noi consideriamo che il trend degli interventi 2001/2005 è stato pari a 68 milioni, c'è stata un'inversione di tendenza, non solo per il credito ma anche per le politiche di settore, per le imprese soprattutto quelle piccole e medie, e quelle associate, che ci permettono oggi di guardare a un sistema produttivo del Lazio con maggiore fiducia tenendo conto che l'economia della nostra regione ha retto meglio la crisi rispetto alle altre regioni."
Con queste parole il vicepresidente della Regione, Esterino Montino, ha commentato i dati presentati oggi da Sviluppo Lazio, riguardanti le politiche messe in campo dalla holding regionale per sostegno e aiuto alle Pmi del territorio. Un piano di investimenti che secondo il presidente Elia Valori, ha visto tra gli interventi più consistenti, "il Fondo rotativo per credito agevolato, strumento che ci ha consentito di rafforzare la capacità delle piccole e medie imprese nel reggere questo urto tremendo".
Per il fondo rotativo per il credito agevolato, sono 120 i milioni messi a disposizione da Sviluppo Lazio ai quali se ne aggiungono altrettanti provenienti da Banca Impresa Lazio, per un totale di 240 milioni di euro. Per il bando chiuso a dicembre 2009, sono state presentate 672 domande, esaurendo le disponibilità del fondo. Tra i progetti, dieci sono presso le banche per l'apertura del finanziamento.
Tra gli interventi messi in campo nel 2009 da Sviluppo Lazio, sette bandi attraverso i quali la "Regione punta ad attuare la sua strategia di crescita del territorio, tesa a rafforzare la competitività di settori chiave ed eccellenze dell'economia regionale: audiovisivo, ceramica e carta e investimenti per l'efficienza energetica", ha detto ancora Valori. Per le agevolazioni tutela ambientale e sviluppo sostenibile che vanno dagli incentivi per la rottamazione di elettrodomestici e acquisto di veicoli elettrici nel Comune di Roma e Frosinone alla realizzazione di impianti solari, sono stati investiti oltre 2 milioni di euro.
Infine, per le politiche per la casa, in particolar modo per la concessione di mutui agevolati a favore di giovani coppie per l'acquisto della prima casa e a inquilini che acquistano alloggi posti in vendita da enti privati o previdenziali, Sviluppo Lazio, ha investito circa 30.000.000 di euro a favore di 173 beneficiari.
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Rinnovabili: Italia importa energia da fonti rinnovabili dalla Tunisia.

Una parte dell'elettricita' verde necessaria a soddisfare il fabbisogno energetico italiano imposto dalla Commissione europea, arrivera' via cavo dalla Tunisia. Un collegamento sottomarino in grado di trasportare 1000 MW verra' realizzato in collaborazione tra Terna e Steg, la societa' elettrica tunisina. I due operatori, che hanno costituito la societa' mista El Med Elude, prevedono oltre alla realizzazione del collegamento elettrico anche quella di un polo di produzione in Tunisia da 1200 MW, destinato al mercato tunisino ed italiano. Accanto a questi progetti nasce da parte dello stesso gruppo un progetto di Marchant line per investimenti nel settore eolico. ''Cautelativamente'' si legge nel documento previsionale del governo italiano si puo' stimare che, a partire dal 2018, siano importabili dalla Tunisia ogni anno 0,6 TWh di elettricita' da fonti rinnovabili, equivalenti a 0,052 Mtep.

(fonte: ANSA)
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Nucleare: Poli Bortone evidenzia il singolare silenzio del candidato Palese (PDL) sulle centrali in Puglia

''E' singolare il silenzio di Rocco Palese dopo il richiamo all'ordine che il ministro Claudio Scajola ha mandato all'indirizzo degli esponenti del Pdl sul nucleare''. Lo dichiara Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia, in riferimento alla intervista rilasciata al ''Corriere della Sera'' dal ministro dello Sviluppo economico.

''Dalle colonne del Corriere della Sera - spiega Poli Bortone - Scajola ha detto che i candidati governatori del Pdl che chiudono le porte al nucleare ''sbagliano'', perche' non dicono ''la verita' ai cittadini''. Per aiutarli in questo, il ministro ha inviato ai candidati pdl, e chissa' perche', anche a me un dossier in cui spiega i vantaggi e le opportunita' del nucleare bollando come un errore il riferimento alla autosufficienza energetica delle Regioni in cui i suoi colleghi di partito hanno detto gia' ''no, grazie'' alla ipotesi di costruzione di centrali in quei territori''. ''Mi sembra strano - commenta la senatrice - che da Rocco Palese non sia venuto alcun commento, ne' alcuna iniziativa abbia preso il ministro Raffaele Fitto: disobbediranno, forse, agli input che il loro governo sta mandando in queste ore?''.

''Mentre gli esponenti pugliesi del Pdl continuano a mentire sul ritorno al nucleare - conclude Poli Bortone - e sul coinvolgimento che il governo garantira' alle Regioni che saranno individuate come sedi di centrali, cosa gia' mancata alla vigilia del provvedimento che stabilisce i criteri per la scelta dei siti, il governo va dritto e spedito per la sua strada, minando ove mai ce ne fosse bisogno la gia' scarsa credibilita' dei suoi luogotenenti locali''.

(fonte: ASCA.IT)
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Ponte sullo Stretto: dopo la posa della prima pietra, lievita già di un miliardo il costo dell'infrastruttura

Legambiente: “E’ bastata la fantomatica posa della prima pietra per far lievitare di un miliardo di euro il costo dell’infrastruttura”.

“E’ bastato il bluff governativo della posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina per far lievitare i costi dell’opera di un miliardo di euro, portando la spesa complessiva a circa 5 miliardi rispetto ai meno di 4 con cui il consorzio guidato da Impregilo si era aggiudicato l’appalto. Chissà a quanto arriverà il prezzo del Ponte, se un giorno i cantieri dovessero aprire davvero”. A commentare l’aumento del prezzo del collegamento sospeso tra Sicilia e Calabria è Legambiente che riprende la notizia dell’incontrollato aumento dei costi pubblicata dal Venerdì di Repubblica. “Notizie di stampa riportano che Eurolink, il consorzio con capofila Impregilo che si è aggiudicato i lavori del ponte, s’è visto aumentare il compenso dalla Società Stretto di Messina del 28%, da 3.879.600 euro a 4.969.530, senza aver mosso una pietra – afferma Legambiente – . E, come se non bastasse, le penali da pagare all’impresa, se l’opera non si farà, saranno più alte. Due scelte immotivate, a esclusivo vantaggio di Impregilo, che sembrano a tutti gli effetti una cambiale in bianco firmata dallo Stato a vantaggio dei privati”. “ I proclami bluff del Governo sull’avvio dei cantieri per la realizzazione del Ponte sullo Stretto distolgono attenzione, energie, risorse ad altre necessità pressanti e non più rinviabili sulle due sponde dello Stretto –aggiunge Legambiente -. E’ allora opportuno ricordare che per la costruzione di quest’opera faraonica non è ancora stato presentato un piano finanziario completo, ma solo un ipotetico project financing. Di vero e di concreto, infatti, ci sono al momento solo soldi pubblici, finanziati dal Cipe e dalla Finanziaria per circa un terzo della cifra stimata utile alla realizzazione del Ponte. Fondi pubblici che anche il buon senso vedrebbe ben spesi solo per l’immediata messa in sicurezza dei territori delle province di Messina e di Reggio Calabria e per la salvaguardia dei cittadini o per la realizzazione di nuove e più moderne infrastrutture per il trasporto pendolare”.

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15 febbraio 2010

Nucleare/ Scaroni (ENI): 'nessuno sa se e quando entreranno in funzione'

Per l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni il ritorno all'energia nucleare è "un passo obbligato" per l'Italia, ma "nessuno sa se e quando entreranno in funzione" le centrali atomiche.
"Una diversificazione del mix energetico nel nostro paese attraverso il nucleare è un passo obbligato", ha detto oggi Scaroni a margine di un convegno a Pisa.
"Nessuno sa se e quando entreranno in funzione [le centrali nucleari], se l'energia nucleare costerà meno o più di quella da gas, ma comunque il nucleare è indispensabile per la diversificazione energetica che è essenziale per essere competitivi come paese ", ha aggiunto Scaroni, che dal 2002 al 2005 è stato anche AD di Enel.

Scaroni ha anche detto di non essere rimasto sorpreso dal problema del Nimby [not in my back yards, non nel mio cortile]: l'ho provato negli ultimi anni sulla mia pelle e complica molto le scelte del nostro paese".

Anche se il governo di centrodestra ha varato una serie di provvedimenti per il ritorno al nucleare, con la costruzione dei primi impianti a partire già dal 2013, la maggior parte dei candidati presidenti del Pdl alle prossime elezioni regionali (tra cui anche il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, candidato in Veneto) stanno prendendo infatti prendendo posizione contro le centrali atomiche, almeno nelle loro regioni.
In un'intervista pubblicata oggi dal "Corriere della Sera", il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola dice che i candidati del centrodestra "stanno sbagliando".

"Penso che un politico, a tutti i livelli, abbia il dovere di dire la verità ai cittadini, di approfondire gli argomenti, e con coraggio indicare il futuro. Anche in campagna elettorale. I candidati del Pdl non sono contrari al ritorno a questo tipo di energia".

"Ma alcuni hanno detto - ha proseguito Scajola - questo sì, che il loro nei loro territori non sarebbe necessario perché sarebbero più o meno autosufficienti dal punto di vista energetico... In anni di analisi e confronti mi sono convinto che una quota di nucleare, invece, è indispensabile per garantire la sicurezza energetica del nostro Paese...".


(fonte: Reuters)

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Agricoltura Biologica: nel cuore di Roma oltre 200 orti biologici per i cittadini

Mettere oltre 200 orti biologici a disposizione dei cittadini romani che vorranno trascorrere il proprio tempo libero coltivando la terra, nel cuore della Capitale. È questo l'obbiettivo del protocollo d'intesa siglato da Regione Lazio, Arsial, Roma Natura (l'ente regionale per la gestione del Sistema delle aree naturali protette nel Comune di Roma), Legambiente e l'associazione Acqua Sole Terra per concedere in comodato d'uso gratuito due ettari di proprietà dell'Arsial, all'interno delle aree protette di Roma, ai cittadini romani che faranno richiesta, secondo dei requisiti che saranno indicati nel bando che verrà pubblicato in primavera.
Questi requisiti saranno relativi soprattutto alle fasce d'età, alla residenza (obbligatoriamente nel Comune di Roma), al reddito e al nucleo famigliare di appartenenza.
"Abbiamo accolto con entusiasmo l'idea lanciata tempo fa da Legambiente e dall'associazione Acqua Sole Terra - ha commentato l'assessore regionale all'Agricoltura, Daniela Valentini - perché ci siamo resi conto che la voglia di natura e di campagna sta crescendo in maniera esponenziale tra i cittadini. E l'orto garantisce non solo una migliore qualità di vita e di alimentazione, ma risponde anche al bisogno di aggregazione che c'è in ognuno di noi. Inoltre, possedere un orto significa anche spendere meno e questo è un ulteriore incentivo, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo."
I primi due ettari, che saranno suddivisi in appezzamenti di circa 70 metri quadrati ciascuno, si trovano all'interno del monumento naturale Quarto degli Ebrei-Tenuta di Mazzalupetto, nel quadrante nord della Capitale.
"Ma l'intento- ha aggiunto l'assessore Valentini - è quello di allargare presto anche in altre zone di Roma e di estendere l'iniziativa ai parchi della Capitale. Anzi, mi impegno sin d'ora, qualunque sia il risultato delle elezioni regionali, a stanziare dei finanziamenti nel prossimo bilancio a favore degli orti urbani."
Il comodato avrà una validità di otto anni (con un contratto 4+4) e permetterà agli ortisti di coltivare qualsiasi prodotto alimentare, purché in sintonia con le regole del biologico e senza l'uso di pesticidi.
"L'Arsial - ha commentato il commissario Arsial, Massimo Pallottini - vede così soddisfatta la propria vocazione naturale, e concedere i nostri terreni in comodato ai cittadini significa tutelare sia la salute delle persone che la salubrità delle terre."
"È fortemente simbolico - spiega Legambiente - che si parta dagli immensi spazi agricoli all'interno delle aree protette della campagna romana, in modo da rilanciare un'agricoltura di qualità, gestita direttamente dal cittadino, con un obiettivo anche educativo e come risposta al desiderio sempre più diffuso di 'sapere cosa si mangia'".
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Regione Toscana: 9 milioni di euro per i Consorzi di bonifica

La Regione Toscana destinerà al finanziamento dell'attività dei Consorzi di bonifica 9 milioni di euro da qui al 2011, una somma pari a 3 milioni l'anno nel prossimo triennio. E' quanto è emerso nel corso dell'incontro che il presidente della Regione e l'assessore regionale all'assetto idrogeologico hanno avuto a Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze con i presidenti dell'Associazione regionale dei Consorzi di bonifica (Urbat), dei Consorzi dell'area fiorentina e del Consorzio fiumi e fossi di Pisa.

Durante la riunione si è parlato della proposta di legge di riforma del settore che la Giunta regionale ha approvato ed inviato al Consiglio regionale nel luglio scorso. Prevede una riduzione del numero dei Consorzi dagli attuali 13 a 7, ed uno snellimento anche per gli organismi di gestione: il numero dei componenti del Consiglio dei delegati do vrebbe scendere a 23 e quello delle Deputazioni amministrative a 5. La proposta di riforma prefigura indennità soltanto per i presidenti e per i loro vice, e solo rimborsi spese per tutti gli altri componenti. Il risparmio economico stimato (circa 870.000 euro l'anno) sarà pari ai due terzi della cifra attualmente necessaria.

Quanto alla ripartizione territoriale la Toscana dovrebbe essere divisa in 30 comprensori anziché negli attuali 41, e i Consorzi dovrebberero essere accorpati fino a coincidere con l'ambito provinciale in 7 realtà provinciali su 10, con l'eccezione delle province di Prato, Siena e Massa Carrara, ambiti nei quali le funzioni sono già oggi svolte dalle Comunità montane. I compiti dei Consorzi (dalla regimazione delle acque, al consolidamento delle zone franose, alla prevenzione delle piene) rimarranno gli stessi: la drastica cura dimagrante riguarderà infatti esclusivamente il loro numero e la composizione degli organismi.

I dirigenti dell'Urbat e gli amministratori regionali hanno convenuto che la nuova Giunta dovrà consolidare un sistema che si occupa della realizzazione di opere, come le casse di espansione, importanti per la difesa del suolo, ma anche dell'attività di presidio, controllo e manutenzione del territorio che svolge un ruolo importante nella prevenzione delle calamità. Da questo punto di vista la Regione considera i Consorzi strumenti fondamentali del sistema regionale di tutela.
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Energia / Scajola: Italia può essere il punto di riferimento energetico del Mediterraneo

L'Italia mira a diventare un punto di riferimento del Mediterraneo in campo energetico: lo ha sottolineato oggi il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Parlando con i giornalisti a margine di un convegno a Verona, Scajola ha detto che ''il governo lavora per fare diventare il nostro Paese un 'Lab-energetico'. Siamo impegnati su due direttrici per le interconnessioni - ha spiegato - con l'Africa, domani partiro' per Tunisi, e con i Balcani''.

(fonte: Ansa)
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13 febbraio 2010

La Puglia di Vendola: protocollo d'intesa per la realizzazione di progetti per produrre idrogeno da fonti rinnovabili

La Regione Puglia di Nichi Vendola continua ad essere all'avanguardia in Italia per lo sfruttamento di forme energetiche pulite. Le ultime novità vengono dal settore dell'Idrogeno.
Su proposta dell’assessore Introna la Giunta regionale ha approvato il protocollo d’intesa tra Regione e Fondazione H2U Hydrogen University per la sperimentazione e la realizzazione in Puglia di progetti riguardanti l’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Il protocollo prevede che H2U procederà alla realizzazione del “Master plan dell’economia dell’idrogeno in Puglia”, di una Conferenza internazionale sulla mobilità ad idrogeno e darà supporto tecnico-scientifico ai piani e programmi regionali in tema di energie rinnovabili, efficienza energetica e idrogeno.
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In Puglia in mostra la Biodiversità

Grande successo per la rassegna fotografica dedicata ai luoghi della biodiversità pugliese, organizzata nell’ambito della mostra dedicata al bicentenario della nascita dello scienziato inglese Charles Darwin, allestita nel castello Normanno Svevo di Bari. Un reportage di quaranta fotografie realizzato da Anna Svelto, che descrive i 4 luoghi d’eccellenza della biodiversità pugliese, che ha visto la partecipazione di numerose scolaresche e migliaia di persone.
La rassegna, che si concluderà a Bari lunedì 15 febbraio, per il successo di pubblico che ha registrato e l’interesse che ha suscitato, diventerà itinerante nelle altre province pugliesi.
I luoghi raffigurati riguardano la foresta di Mercadante di Cassano delle Murge, con i suoi vivai che tutelano la biodiversità, l’Incremento Ippico di Foggia, l’Osservatorio Faunistico di Bitetto, una struttura tecnico del Servizio Caccia e Pesca dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, in cui opera il Centro per il recupero della fauna selvatica in difficoltà, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e la Masseria Russoli, di proprietà della Regione Puglia, che sorge in agro di Crispiano ed è sede regionale di Conservazione del Patrimonio genetico dell’Asino di Martina Franca. La Masseria Russoli, sia per il valore paesaggistico che per la presenza dell’asino di Martina Franca, risulta essere unica nel suo genere e di particolare pregio, tanto da poterla considerare come una delle “eccellenze” di Puglia.
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Regione Puglia: prima in Italia ad istituire l'Attestato di certificazione energetica

Gli edifici pugliesi dell’immediato futuro dovranno essere più efficienti sotto il profilo energetico cioè risparmiare le risorse, contenere le emissioni, utilizzare le fonti rinnovabili.
La rivoluzione, che mette insieme efficienza energetica, rispetto per l’ambiente ed educazione dei cittadini all’uso razionale dell’energia, parte tra cinquantotto giorni.
A scandire le tappe di questa svolta è il Regolamento n. 10 del 2010 pubblicato sul Bollettino ufficiale del 10 febbraio (Burp n. 27), che istituisce in Puglia l’Attestato di certificazione energetica. Un documento obbligatorio che la nostra Regione, tra le prime in Italia, rilascerà su attestazione di un soggetto certificatore. Così gli edifici saranno classificati secondo una scala dalla quale dipenderà, come logica conseguenza, anche il valore dell’immobile.
Le nuove regole interessano un numero enorme di soggetti: i costruttori di un edificio, ma anche i proprietari degli appartamenti o i detentori, in pratica gli utilizzatori dell’immobile. Saranno applicate agli edifici di nuova costruzione e a quelli da ristrutturare, ad eccezione degli immobili considerati beni culturali e di quelli che secondo le norme urbanistiche possono essere sottoposti al solo restauro conservativo. Tra le altre eccezioni si annoverano anche i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali nei quali gli ambienti sono mantenuti a temperatura controllata per esigenze del processo produttivo. Allo stesso modo sono esclusi box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi.
Il nuovo iter procederà così: un tecnico accreditato dalla Regione valuta le prestazioni energetiche di un edificio e compila il certificato. Il documento deve essere inviato alla Regione (Assessorato allo Sviluppo economico) che lo valuta e gli assegna un numero, redigendo un attestato che sintetizza i dati della certificazione energetica. Da quel momento, cioè dalla data di emissione, l’attestato ha validità di dieci anni a meno che non vengano realizzate altre modifiche sull’immobile, che ne variano la prestazione energetica. In questo caso l’attestato dovrà essere aggiornato.
In seguito alle nuove regole, l’Ufficio Energia dell’Assessorato allo Sviluppo economico darà vita al catasto energetico degli edifici che classificherà gli immobili in relazione alle prestazioni in materia di energia. Inoltre istituirà l’elenco dei “certificatori energetici” del quale potranno far parte professionisti che oltre al possesso dei titoli tecnico-scientifici e alle relative abilitazioni, devono dimostrare di aver svolto per almeno tre anni attività in alcuni settori legati all’energia. In alternativa dovranno seguire un corso di formazione della durata di 80 ore col superamento di un esame finale. Le nuove norme, che si integrano con i provvedimenti in materia di edilizia sostenibile promossi dall’Assessorato all’Urbanistica, sono state varate dopo aver ascoltato gli ordini, i collegi professionali e le associazioni di categoria ed entreranno in vigore a sessanta giorni dalla pubblicazione sul Burp.
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La Regione Lombardia lancia l'impresa agricola sociale

Legare la funzione produttiva ad una utilità sociale come quella di offrire lavoro a persone che vivono in situazione di disagio. E' il nuovo modello dell'agricoltura sociale, tema al centro di un incontro che si è svolto oggi nella sede dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Lombardia.
"L'agricoltura sociale - ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura - offre l'occasione di concedere una nuova possibilità a chi si è trovato o si trova a vivere situazioni di disagio, permettendogli reinserirsi e di trovare un ruolo nella società proprio attraverso il lavoro della terra".
"Oggi però - ha continuato l'assessore - agricoltura sociale non è sinonimo di beneficenza o di un'attività resa possibile solo se sostenuta, bensì un'opportunità per unire i valori della solidarietà con quelli della conduzione di un'impresa moderna e innovativa, capace di stare sul mercato con successo e profitto".
Nel corso dell'incontro è stata presentata l'esperienza della Cooperativa Sociale Aretè, al centro di un progetto finanziato dalla Regione Lombardia che sarà illustrato nei prossimi mesi con una serie di incontri formativi rivolti agli agricoltori, ai cittadini e al mondo scolastico. Altro partner del progetto regionale è AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) Lombardia, che ha offerto l'appoggio e la condivisione del mondo del biologico.
Aretè è un'azienda cooperativa delle campagne bergamasche che coltiva ortaggi con metodo biologico, presso la quale sono impiegati sia nei lavori agricoli sia in quelli amministrativi carcerati e persone con problemi psichici. Un caso di successo, seguito con interesse anche a livello nazionale. Infatti l'esperienza, già partita in Regione Lombardia, sarà oggetto anche di un progetto di livello nazionale in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole e forestali e il Ministero di Grazia e Giustizia.
"Il caso di questa cooperativa sociale - ha concluso l'assessore - rappresenta un modello che vorremmo sempre più diffuso sul territorio regionale. Dalla produzione biologica alle attività di educazione alimentare, passando per le nuove esperienze degli asili in fattoria, i cosiddetti agrinidi, oggi la multifunzionalità dell'agricoltura offre numerose occasioni per creare reddito e rendere allo stesso tempo le aziende sempre più inserite nel tessuto sociale nel quale vivono e lavorano".

(fonte: Regione Lombardia)
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Torna il treno verde di Legambiente

Torna sui binari d’Italia il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, la più grande campagna di rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane e d’informazione e sensibilizzazione sul risparmio energetico. Un’edizione speciale per festeggiare i venti anni di attività della storica campagna per la qualità della vita in città.

Il convoglio ambientalista, anche quest’anno, analizzerà la qualità dell’aria e i livelli di rumore dei centri urbani, avvalendosi dei rilevamenti condotti dal Laboratorio mobile dell’Istituto sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana). A bordo, poi, sarà possibile visitare la mostra interattiva sull'ambiente dedicata alla mobilità sostenibile, alle energie rinnovabili e al risparmio energetico con plastici e modellini interattivi, per “toccare con mano” il minor impatto ambientale ed economico degli stili di vita ecocompatibili.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, saranno resi noti i dati inediti sull’inquinamento atmosferico, relativi ai superamenti dei limiti di PM10 nei principali capoluoghi italiani monitorati nei primi 45 giorni del 2010 e uno studio relativo al tempo perso nel traffico.

Alla conferenza stampa di presentazione del tour 2010, parteciperanno:

Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale Legambiente

Mauro Moretti, Amministratore delegato Ferrovie dello Stato

Altero Matteoli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato

Partner

Telecom Italia

Partner tecnici

ANEV, Green Post, Indesit Company, Marco Polo, Sartori Ambiente

Partner scientifico

Co.Tec Engineering

Media Partner

Radio Kiss Kiss e La Nuova Ecologia

L’Ufficio stampa (06.86268379-99-53)

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Detrazione fiscali del 55%: novità in arrivo per il 2010

Novità in arrivo per le detrazioni fiscali del 55 per cento per le spese sostenute nel 2010 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. A darne notizia è Anit (Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e acustico) che ha annunciato ieri che sugli incentivi fiscali è “in fase di pubblicazione un nuovo decreto del ministero dello Sviluppo Economico”.

Il provvedimento, però, solo “su alcuni punti è chiarificatore, mentre in altri aumenta la confusione nel professionista e nelle aziende che hanno puntato su questa opportunità”, mette in guardia Anit. In sostanza, le novità consistono in una revisione dei limiti di trasmittanza per componenti opachi (mura, pavimenti e coperture) e finestrati e una revisione dei requisiti per l’ammissione alla detrazione di impianti a biomassa.

Per i componenti opachi verticali (mura) e le coperture, in particolare, è prevista un’ulteriore riduzione della trasmittanza, il che determina “ovviamente una maggiore difficoltà al raggiungimento dei limiti”.

Ma ci sono anche alcuni aspetti positivi: sono state aumentate le trasmittanze per le strutture orizzontali con flusso di calore verso il basso (pavimenti). Allo stesso modo sono state modificate le prestazioni previste per i componenti trasparenti, rese meno severe al nord (ma più severe al sud).

Altro aspetto positivo riguarda porte e vetrine: "vengono finalmente associate porte e vetrine ai componenti finestrati". Per fare fronte a questi cambiamenti il gruppo di lavoro Efficienza energetica dell’Enea sta aggiornando il sito che sarà pronto per marzo.

Tuttavia, ricorda Anit, le prestazioni termiche richieste alle strutture dal gennaio 2010 sono note dal 18 marzo 2008, data in cui è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il DM 11 marzo 2008. “A circa 700 giorni di distanza e nell’anno in cui sono già vigenti i valori 2010, - sottolinea l’associazione - si cambiano le carte in tavola: cosa significa e cosa comporta?”. Le osservazioni di Anit.

(fonte: zeroemission.tv)
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Mobilità Sostenibile: Intesa tra ENI e Lombardia su Gasolio ecologico BluDieselTech

Una nuova iniziativa "strutturale" per abbattere i livello delle emissioni e quindi delle polveri sottili: Regione Lombardia ed Eni avviano una collaborazione per la distribuzione sperimentale di un nuovo tipo di gasolio BluDieselTech a ridotto impatto ambientale. Gli impegni sono stabiliti da un Protocollo d'intesa firmato oggi dal Presidente della Regione Lombardia e dall'Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni. "Oggi - ha spiegato il presidente di Regione - presentiamo il lancio sperimentale di questo nuovo tipo di gasolio, che garantisce sensibili riduzioni di emissioni rispetto ai carburanti tradizionali. Contestualmente
sottoscriviamo un protocollo d'intesa per la misurazione scientifica, ad opera di Arpa, degli effetti derivanti dall'utilizzo di questo prodotto".
"E' un frutto concreto - ha detto il presidente - di uno sforzo comune che ha visto impegnati da una parte l'istituzione regionale e dall'altra ENI". Il presidente ha ringraziato Scaroni "la cui presenza testimonia la bontà di una lunga ed efficace collaborazione che ci sta portando a conseguire ottimi risultati".
L'atto di oggi fa seguito a un'altra sottoscrizione di un accordo con Eni, lo scorso lunedì 8 febbraio, per realizzazione in Lombardia di 30 nuovi impianti di distribuzione di metano entro il 2012. Regione Lombardia da tempo punta, tra l'altro, proprio sulla diffusione del metano per l'autotrazione, perché a bassissimo impatto: ha già triplicato gli impianti (da 26 agli attuali 86 in esercizio, e altre decine in itinere) e sestuplicato il numero di vetture a metano circolanti (94.000, che sommate a quelle a GPL fanno 303.000).
"Il nuovo gasolio - ha spiegato l'ad di Eni, Paolo Scaroni - si ottiene da modernissimi impianti di hydrocracking (per Eni in quello di Sannazzaro dei Burgundi, Pavia, uno dei pochissimi al mondo in grado di sviluppare questi processi, ndr.) che lavorano ad altissime pressioni e che consentono di ottenere idrocarburi a maggiore contenuto di idrogeno. Tali processi di raffinazione permettono di ottenere un prodotto a ridotto contenuto di poliaromatici con conseguenti minori emissioni di polveri sottili, stimabili fino al 30-40% rispetto con gasolio comune. E ciò mantenendo la caratteristica di prodotto premium, cioè a maggiore percorrenza per litro". Insomma più chilomtri, meno Pm10.
"Questo prodotto - ha spiegato ancora Scaroni - sarà in distribuzione, a partire dal 20 febbraio, in 50 stazioni di servizio dislocate a Milano e sulle tangenziali. In via promozionale, nei due mesi di sperimentazione, il prezzo sarà uguale a quello del gasolio normale, senza maggiorazioni".
Poi l'intenzione è quella di allinearne il prezzo all'attuale Blu-Tech.
Il periodo di sperimentazione consentirà ad Arpa di effettuare misurazioni scientifiche per verificare l'effettiva bontà del prodotto, peraltro già testata in laboratorio. I sistemi di misurazione di Arpa Lombardia sono ufficialmente riconosciuti certificati, e validi a livello nazionale ed europeo. Se l'esito sarà positivo ("ed è quello che ragionevolmente ci aspettiamo", ha osservato il presidente di Regione), la distribuzione del nuovo gasolio - che si presenta limpido e trasparente come l'acqua - potrà dunque avvenire su larga scala.
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