31 gennaio 2010

Scajola: l'energia dovrebbe tornare competenza di Stato

Il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, da nuclearista convinto, ricorda, in un'intervista all'Unità, che "l'energia debba tornare nella competenza dello Stato perchè è un interesse strategico, come la politica estera o la politica di difesa"."Oggi - dice c'è una competenza concorrente che crea notevoli ostacoli, non tanto nel nucleare, quanto nella realizzazione delle grandi infrastrutture e delle reti elettriche: ci sono opere energetiche fondamentali - afferma Scajola - che sono state bloccate per anni dal mancato assenso di un Comune o di una Regione". La strada da percorrere per il ministro è quindi quella di una modifica del Titolo V della Costituzione in materia di politica energetica. Nel confermare che "non c'è alcun luogo individuato per la costruzione delle nuove centrali", il piano del governo ne prevede 4, il ministro ne sottolinea le positive ricadute di convenienza energetica e occupazionale come anche il fatto che nel progetto "non sono previsti soldi a carico dello Stato, se non i pochi milioni necessari al funzionamento dell'Agenzia di sicurezza nucleare. Bisogna comprendere bene che lo sviluppo del nucleare in Italia avverrà con le regole del mercato: le competenze dello Stato sono di tipo legislativo, normativo e autorizzativo" ma poi "le centrali le costruiranno e le finanzieranno le imprese energetiche".

(fonte: Apcom)
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Legambiente e Confindustria premiano l'innovazione del sud amica dell'ambiente

Legambiente e Confindustria premiano 4 aziende per i migliori progetti che coniugano innovazione e ambiente nelle regioni meridionali Biogas per fornire energia elettrica a 1680 famiglie, tessuti prodotti con il riciclo delle bottiglie, packaging industriale ottenuto dalla macerazione della carta e abitazioni realizzate con alti criteri di risparmio energetico. Sono questi i 4 progetti vincitori del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente per il Sud, il riconoscimento promosso da Legambiente, Comitato Mezzogiorno di Confindustria, Regione Puglia, Federparchi e Fondazione Symbola per premiare le esperienze aziendali più avanzate e innovative nelle regioni del Sud Italia. A consegnare il premio questa mattina presso la manifestazione “Mediterre, Ambiente e Parchi del Mediterraneo” a Bari erano presenti, tra gli altri, Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, Cristiana Coppola, Vicepresidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno e Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Nicola De Bartolomeo, Presidente di Confindustria Puglia.

L’iniziativa, alla sua prima edizione nel Sud Italia, ha coinvolto le imprese in Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia con l’obiettivo di incentivare le tecnologie, i processi, i prodotti, i servizi e ai sistemi gestionali innovativi che producono significativi miglioramenti ambientali nel Mezzogiorno. A salire sul podio conquistando per un anno il logo “Premio Innovazione Amica dell’Ambiente per il Sud” sono state la Fattoria della Piana scrl di Candidoni (Rc), Politex sas di Freudemberg di Pisticci Scalo (Mt), Therese Real Estate srl di Pignola (Pz), Sabox srl di Nocera Superiore (Sa): tutte esperienze di Green Economy che hanno testimoniato la capacità di saper coniugare innovazione tecnologica e rispetto dell’ambiente nella prospettiva di un futuro migliore per il Sud.

E’ il caso dell’impianto per la produzione di biogas da 625 kW della Fattoria della Piana scrl di Candidoni (Rc) che consente di utilizzare il letame degli allevamenti dei soci della cooperativa, il siero residuo della lavorazione del latte, il pastazzo d’agrumi, la sansa d’olive e gli scarti delle industrie ortofrutticole della piana di Gioia Tauro, per produrre energia elettrica e energia termica. L’energia elettrica prodotta è in grado di soddisfare il fabbisogno di 1680 famiglie, l’energia termica viene utilizzata nel caseificio, consentendo di risparmiare combustibili fossili.

Non da meno l’innovazione con cui ha vinto la Politex sas di Freudemberg di Pisticci Scalo (Mt) che realizza un Tessuto Non Tessuto per numerose applicazioni con materia prima ottenuta da bottiglie in PET post-consumo. I prodotti, realizzati totalmente in PET riciclati sono ottenuti attraverso un processo di riciclo di bottiglie in PET post-consumo provenienti dai Centri di Selezione Co.re.pla, riselezionate, lavate e ridotte in scaglie ed infine inviate al processo di filatura per l’ottenimento del Tessuto non Tessuto.

Un’innovazione in campo immobiliare quella della vincitrice Therese Real Estate srl di Pignola (Pz) che con il progetto “Spinamare” sta costruendo quattro fabbricati residenziali ad elevata efficienza energetica (classe ORO), raggiunta con l’impiego di energie rinnovabili come il tetto solare e fotovoltaico e il recupero delle acque piovane.

Il packaging in un’ottica di sviluppo industriale ecosostenibile è invece il progetto della vincitrice Sabox srl di Nocera Superiore (Sa). Alla base della sua vittoria un programma industriale nel rispetto dell’ambiente che ha portato allo sviluppo di due linee di prodotto: la linea Packaging e la linea Ecology, linee di packaging realizzate con la GreenPaper, una nuova tipologia di carta, frutto di un’intensa attività di R&S, caratterizzata da ottime capacità prestazionali e da un’attenta selezione dei maceri.

Pannelli ecologici e riciclabili, progetti di isolamento termico, turbine eoliche e sistemi industriali per la bonifica delle emissioni da discarica: sono questi gli altri quattro progetti che, oltre ai vincitori, sono stati segnalati per aver utilizzato l’ambiente come un valore per lo sviluppo del Mezzogiorno. Innovazioni degne di nota sono state, quindi quella di Ecoplan srl (Polistena, Rc), Sangalli Vetro Magnetronico srl (Monte Sant’Angelo, Fg), Moncada Energy Group srl (Aragona, Ag), Catanzaro Costruzioni srl (Favara, Ag), Karborek (Martignano, Le), Stolfa (Capurso, Ba). Aziende anche queste che hanno trovato un modo di fare impresa in modo responsabile e sostenibile.


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Biocarburanti: avviato in Francia T-Bio-Buel, progetto per la produzione di bio-diesel

L'Agenzia per l'ambiente e la gestione dell'energia (Ademe) francese lancia la sua sfida per la ricerca nel campo dei biocarburanti di seconda generazione. L'obiettivo e' quello di convertire la parte legnosa delle piante (paglia, scarti di legno) in energia rafforzando pertanto la parte della pianta che non e' destinato per i prodotti alimentari. Il progetto T-Bio-Fuel si basa sulla produzione di bio-diesel liquidi da biomasse ligno-cellulosici (legno, paglia, rifiuti eccetera). Il costo di 112 milioni di euro e' stato approvato dal Consiglio di Ademe e ricevera' un sostegno di 33 milioni di euro. L'Ademe e' un ente pubblico sotto la supervisione congiunta del Dipartimento di Ecologia, Energia, sviluppo sostenibile e il mare e il Dipartimento della ricerca francese. Partecipa per l'attuazione delle politiche pubbliche nei settori dell' ambiente, dell'energia e dello sviluppo sostenibile.

(fonte: Ansa)
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30 gennaio 2010

Mais OGM: il Consiglio di Stato consente la coltivazione

Con una sentenza il Consiglio di Stato ha ordinato al Ministero dell'Agricoltura di consentire a un contadino di coltivare mais geneticamente modificato, aggirando il divieto de-facto sulle coltivazioni Ogm e provocando aspre polemiche. Nel 2007 il Ministero negò al contadino l'autorizzazione alla coltivazione di una varietà di mais Ogm che aveva già ottenuto il via libera nell'Unione Europea, sostenendo che le norme sulla coesistenza del mais tradizionale e di quello Ogm non erano ancora state definite, secondo quanto si legge nella sentenza ottenuta da Reuters.

"Il Consiglio di Stato... ordina all'amministrazione di terminare la procedura di autorizzazione", si legge nella sentenza.

Il Ministero ha preso atto della sentenza ma, in una nota, ha detto anche che l'autorizzazione dipenderà dal parere di una commissione tecnica che "difficilmente esprimerà un parere favorevole", dato che le modalità di coltivazione delle colture Ogm sono ancora in corso di definizione.

"La sentenza (...) contravviene in modo palese alla volontà della stragrande maggioranza dei cittadini e delle Regioni italiane. Primi fra questi, quegli agricoltori, ancora una volta la stragrande maggioranza, che non vogliono Ogm nei loro campi", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, nella nota.

Coldiretti ha detto in un'altra nota di voler sollecitare un referendum per dimostrare l'avversione dei contadini agli Ogm.

Circa il 72% degli italiani crede che il cibo che contiene Ogm sia meno salutare di quello tradizionale, secondo i risultati di un sondaggio condotto da Coldiretti e da Swg.

La decisione del Consiglio di Stato si limita al caso singolo in questione e non comporta una conseguente eliminazione del bando sugli Ogm in Italia, secondo quanto spiegato a Reuters dall'esperto di Coldiretti Stefano Masini.


(fonte: Reuters)

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CooL: Change of our Life, il concorso per i giovani europei

La Commissione europea ha approvato il progetto CooL (Change of our Life), un concorso rivolto ai giovani europei fino a 30 anni ai quali sono richieste soluzioni creative alle emergenze ambientali e climatiche dei nostri tempi.

Previsti premi in denaro e corsi di studio. I partecipanti dovranno elaborare le loro proposte in storie per immagini, o brevi filmati come documentari realizzati con il proprio videotelefonino che suggeriscano come migliorare gli stili di vita per ridurre l'inquinamento ed i consumi energetici. Info e domande di iscrizione qui. Le proposte dovranno essere inviate entro il 21 febbraio alla CCIP Camera per la Cooperazione e Incentivo al Partenariato, all’indirizzo ccip.europa@gmail.com.

(fonte: Zeroemission.tv)
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Honda inaugura il primo distributore di idrogeno alimentato con i pannelli solari

E' stato inaugurato il primo prototipo di distributore di idrogeno alimentato a pannelli solari. Si tratta di un modo più efficiente di produrre idrogeno con l'energia solare per alimentare, durante le ore notturne, le vetture fuel cell. A idearlo sono stati gli ingegneri di Honda e il frutto della loro invenzione si può ammirare, da oggi, nel Los Angeles Center della Casa giapponese. La stazione, che si trova presso il Los Angeles Center di Honda R&D Americas Inc., è stata progettata per essere comodamente introdotta in un garage grazie alle ridotte dimensioni. Ma non bisogna farsi ingannare dalle misure, perchè è capace di produrre una dose sufficiente per fare il pieno di idrogeno alla propria vettura (0,5 Kg in 8 ore). Si tratta di un nuovo prototipo di stazione di idrogeno a pannelli fotovoltaici (48 da 6 kW), studiato per il rifornimento domestico di vetture a celle a combustibile. Qual è la novità? Il precedente sistema di stazione di idrogeno richiedeva sia un elettrolizzatore che un compressore separato per produrre idrogeno ad alta pressione. Il compressore rappresentava il componente più ampio e più costoso e riduceva l’efficienza complessiva del sistema. Creando un nuovo elettrolizzatore ad alta pressione differenziale, gli ingegneri Honda sono stati in grado di eliminare completamente il compressore e questa rappresenta una assoluta novità a livello mondiale per questi sistemi domestici. Grazie dunque al sistema energeticoSmart Grid“ , la stazione di rifornimento a energia solare creata da Honda permette di erogare energia durante la notte con un doppio vantaggio: minori emissioni di anidride carbonica e utilizzo dell’energia elettrica nella fascia meno costosa della giornata. Il risultato è una stazione solare di idrogeno al tempo stesso meno costosa, più efficiente (del 25%) e più compatta, al punto da poter comodamente essere messa all'interno di un garage. Il tutto pur assicurando, nel giro di otto ore, la produzione di una quantità di idrogeno sufficiente (0,5 kg) a fare il pieno all'auto. Questo tipo di rifornimento domestico lento potrà in futuro essere integrato da quello rapido (pochi minuti) delle stazioni pubbliche.

La struttura utilizza 48 pannelli fotovoltaici a 6,0 KW. Inoltre, la matrice si avvale di celle fotovoltaiche sottilissime composte da rame, indio, gallio e selenio (CIGS) prodotte dallo stesso gruppo Honda. Durante il giorno, la nuova stazione solare può anche esportare elettricità rinnovabile, fornendo così un notevole beneficio in termini ambientali ed economici. Sviluppata per essere facile da utilizzare, la struttura intuitiva del sistema permette di alzare e rimuovere facilmente la pompa del rifornimento senza alcuna perdita quando la stessa viene riposizionata nell’unità. Progettata per rifornire lentamente per 8 ore continue durante la notte una vettura elettrica a celle a combustibile, la stazione solare a idrogeno fornisce sufficiente idrogeno per coprire gli spostamenti quotidiani di numerosi guidatori. Progettata per soddisfare le esigenze dei futuri Clienti di vetture elettriche a celle a combustibile, la stazione solare di idrogeno Honda ha l’obiettivo di integrare la rete pubblica di stazioni di idrogeno a rifornimento rapido. L’auto a idrogeno Honda FCX Clarity ha un’autonomia di 460 km sulla base del ciclo di guida europeo. Grazie alle stazioni pubbliche in grado di rifornire l’auto in 5 minuti e all’opportunità di avere un rifornimento lento a casa durante le ore notturne con la stazione a “Smart Grid”, Honda FCX Clarity può soddisfare un’ampia gamma di esigenze di guida, dall’utilizzo quotidiano ai viaggi durante il fine settimana. Un elemento chiave nella creazione della stazione solare di idrogeno è stata la creazione di un impianto di rifornimento domestico conveniente, pulito, efficiente e sostenibile. L’unione di una vettura elettrica a celle a combustibile e una stazione solare di idrogeno potrebbe portare allo sviluppo di una società a idrogeno fondata sull’energia rinnovabile, in grado di ridurre notevolmente le emissioni di CO2. Honda ha iniziato i propri esperimenti di stazioni solari di rifornimento di idrogeno nel 2001 presso il Los Angeles Center of Honda R&D Americas.

Sito ufficiale: www.hondanews.eu (in inglese).

(fonte: Mgenergy.it)
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28 gennaio 2010

Smog in Lombardia: lotta allo smog, presto 1 mln di euro per i comuni

Un forte appello ai cittadini perché assumano comportamenti virtuosi per lottare, insieme, contro lo smog. Lo ha lanciato il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, invitando tutti i lombardi a rispettare le leggi che impongono una temperatura massima di 20 gradi nelle case e nei luoghi di lavoro e vietano la circolazione dei veicoli più inquinanti. Per i Comuni sotto i 300 metri di altitudine, l'appello del presidente è rivolto anche ad evitare di bruciare la legna, in quanto - dai dati rilevati dall'Arpa sulle polveri sottili - risulta una significativa presenza di sostanze riconducibili alla combustione di questo materiale.
"Se vogliamo veramente dare un contributo serio a migliorare le condizioni dell'aria che respiriamo - ha detto il presidente Formigoni - in un periodo di criticità come è tradizionalmente il mese di gennaio, dobbiamo impegnarci ad adottare comportamenti diversi da quelli soliti. Fare un piccolo sforzo, tutti insieme, è un gesto di grande responsabilità e rispetto per l'ambiente".
"Chi è preoccupato per la qualità dell'aria - ha proseguito il presidente Formigoni - raccolga il mio invito a non usare l'auto e a servirsi dei mezzi pubblici. Va precisato comunque che in base ai valori rilevati dalle centraline dell'Arpa la concentrazione delle polveri sottili è migliorata decisamente dal 2002 ad oggi e il gennaio 2010 presenta dati migliori di quello dello scorso anno".
La conferma è venuta da Franco Picco, direttore dell'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente): nel gennaio del 2002 le polveri avevano raggiunto nella centralina di Milano-Juvara i 300 microgrammi per metro cubo, nel 2006 il quantitativo è sceso a 270/280, nel 2009 a 200 e nei primi 24 giorni del gennaio 2010 a 111.

PIU' CONTROLLI, PRONTO 1 MILIONE DI EURO - Regione Lombardia è pronta a scendere in campo a fianco dei Comuni finanziando fino ad un milione di euro l'intensificazione dei controlli eseguiti dalla Polizia Locale sulla circolazione dei veicoli più inquinanti. "Siamo pronti sostenere il pagamento di ore di straordinario agli agenti di Polizia locale e al personale - ha precisato Formigoni - e domani ho convocato i sindaci per illustrare le modalità operative con cui potranno ricevere sostegno economico alle loro iniziative di verifica e controllo dei mezzi in circolazione con sanzioni per chi sarà risultato inadempiente".

DIALOGO ISTITUZIONALE - Per meglio coordinare le azioni di lotta allo smog, domani mattina alle 9 il presidente Formigoni incontrerà il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà.

DOMENICHE A PIEDI - Riguardo alle domeniche con blocco del traffico, il presidente Formigoni ha ribadito che queste scelte non sono più in capo a Regione Lombardia ma direttamente ai sindaci dei Comuni che intendessero fare questa scelta. "Noi saremo al fianco di chi deciderà di farlo - ha sottolineato Formigoni - anche se la nostra azione si è concentrata da anni su provvedimenti strutturali".

IN LOMBARDIA ZTL PIU' GRANDE D'EUROPA - "In questo senso - ha spiegato il presidente Formigoni - siamo la Regione che più di ogni altra, in Europa e nel mondo, ha messo in campo finanziamenti e incentivi per 104 milioni di euro per adeguare gli impianti di riscaldamento, rinnovare il parco delle auto
circolanti e abbiamo costruito la zona a limitazione del traffico più grande d'Europa: in Lombardia è di 2.676 kmq, quasi il doppio di quella esistente nella Grande Londra, estesa su 1.580 kmq".

ECOINCENTIVI -"Gli effetti positivi portati dal cambiamento delle auto sostituite con veicoli meno inquinanti e degli impianti di riscaldamento - ha aggiunto il presidente Formigoni - hanno portato gli stessi miglioramenti che si sarebbero ottenuti con 53 domeniche di blocco del traffico".
"Le domeniche a piedi - ha proseguito il presidente Formigoni - sono una pagina gloriosa della nostra storia: le ho inventate io in un momento di emergenza e, allora, hanno avuto il merito di ridurre il traffico del 20-25% e le polveri sottili del 10-15%.
Dopo quella fase abbiamo deciso di intervenire nella lotta allo smog con provvedimenti strutturali". La Lombardia è la Regione in Europa che ha messo in campo la più imponente batteria di provvedimenti per la lotta all'inquinamento. Per gli incentivi, negli ultimi anni, ha speso 104 milioni.

RICORSI AL TAR - La Lombardia adotta queste misure nonostante l'azione contraria di certe Magistrature e di certi sindacati: il Tar ha infatti bocciato la legge regionale che vietava l'uso di oli pesanti (nafta) per il riscaldamento, costringendo così la Giunta regionale a ripresentarla una settimana dopo, assumendosi inevitabilmente un sfida, per poter agire nell'interesse dei cittadini. E dopo il ricorso, accolto, del sindacato "Trasporto Unito", il Codacons ha addirittura presentato ricorso contro il co-finanziamento regionale per l'installazione dei Filtri antiparticolato sui veicoli commerciali, sostenendo tesi nettamente in contrasto con i dati scientifici e con le valutazioni dell'Unione europea.

(fonte: Regione Lombardia)

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Regione Lombardia: nuovi finanziamenti per la ricerca in campo agricolo per gli anni 2010-2012

La ricerca e il trasferimento delle innovazioni sono elementi fondamentali per il futuro dell'agricoltura. Lo ha ribadito, intervenendo all'Università di Milano alla presentazione di un volume-cd con oltre 200 progetti di ricerca curati dalla Facoltà di Agraria, l'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Luca Daniel Ferrazzi.
In questa sede, l'assessore ha anticipato l'imminente presentazione del Programma regionale di ricerca in campo agricolo per il triennio 2010-2012. Si tratta di un investimento di circa 12 milioni di euro per nuovi progetti.
Facendo riferimento alla prospettata riforma della Pac (Politica agraria comunitaria), Ferrazzi ha ricordato che "l'agricoltura ha l'obbligo di guardare avanti e di raccogliere le sfide che le si pongono per mantenere i livelli di efficienza raggiunti, ma soprattutto per poter assolvere compiutamente quel ruolo multifunzionale che una società moderna le richiede".
"Nell'ambito del Programma regionale appena concluso - ha aggiunto l'assessore - sono state finanziate 82 ricerche per un valore complessivo di 26,3 milioni di euro ed un contributo a carico della Regione di 13,1 milioni di euro".
Il sostegno alla ricerca è stato completato anche da interventi strutturali e infrastrutturali, come l'Accordo di Programma per il Polo dell'Università e della Ricerca di Lodi, che vede tra i protagonisti l'Università degli Studi di Milano con le Facoltà di Agraria e di Medicina Veterinaria.
Uno sforzo finanziario complessivo pari a 183 milioni di euro di opere.
"Un'attenta e mirata attività di ricerca e sperimentazione produce innovazioni importanti e sicuramente rispondenti alle esigenze di sviluppo e competitività espresse dalle aziende agricole - ha concluso Ferrazzi - ma tutto questo rimarrebbe infruttuoso se non fosse accompagnato dal trasferimento alle aziende dei risultati della ricerca. Ciò avviene anche attraverso le misure del Psr regionale (Programma di sviluppo rurale)che, con oltre 1 miliardo di euro di dotazione finanziaria fino al 2013, ci permette di intervenire con appositi bandi che, oltre a finanziare la modernizzazione aziendale e importanti interventi strutturali sono anche finalizzati alla promozione e diffusione della conoscenza e più in generale allo sviluppo del capitale umano, attraverso interventi nel campo della formazione professionale e dell'informazione e della consulenza".
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Fotovoltaico: 1000 Kw dai gruppi di acquisto di Legambiente

1000 kilowatt di potenza solare fotovoltaica installata. E’ questo il risultato raggiunto dopo due anni di attività dai gruppi di acquisto solare di Legambiente. Un’esperienza che in Veneto e Friuli Venezia Giulia è riuscita a coinvolgere oltre mille famiglie riunite da Legambiente per acquistare impianti solari termici e fotovoltaici, abbattendo il costo di acquisto e d’installazione del 25-30% rispetto al prezzo medio di mercato, con un risparmio a famiglia di circa 3.000 €.

Coordinati dai circoli di Legambiente e da sportelli informativi promossi con le amministrazioni comunali, gli 8 gruppi di acquisto solare hanno ormai raggiunto 1 MW di solare fotovoltaico e più di 500 mq di solare termico installati, a fronte di più di 400 impianti realizzati complessivamente. Un risultato che in termini di mancate emissioni di CO2 vuol dire circa 25.000 tonnellate in 20 anni.

Ma il risparmio non è solo ambientale: i cittadini che hanno partecipato ai GAS, infatti, risparmieranno in bolletta circa 200.000 euro l'anno in totale, mentre nell’acquisto dei pannelli hanno già evitato di spendere complessivamente circa 1,1 milioni di euro rispetto al prezzo medio degli impianti. Un risultato raggiunto anche grazie agli accordi di Legambiente con istituti di credito convenzionati, in particolare le Banca di Credito Cooperativo e Banca Etica, che hanno consentito alle famiglie aderenti un credito agevolato e l’installazione dei pannelli a costo zero, ripagando il prestito con gli incentivi del conto energia e azzerando le bollette elettriche fin dal primo anno.

Vantaggi dai risvolti positivi anche per l’economia del territorio, visto che solo nel 2009 gli installatori che si sono aggiudicati i lavori per i gruppi di acquisto hanno avuto un fatturato di oltre 5 milioni di euro.

“Questa esperienza – ha dichiarato Davide Sabbadin, coordinatore dei gruppi di acquisto solare di Legambiente – rappresenta uno strumento innovativo di democrazia partecipata che ancora una volta ci ha confermato come siano i cittadini i veri protagonisti del cambiamento verso la sostenibilità del sistema energetico italiano. Insieme a loro, è importante anche l’operato dei comuni che possono contribuire nella promozione e nello sviluppo di una cultura di fattibilità sulle energie rinnovabili anche nelle pubblica amministrazione. Anche sul piano della partecipazione, i gruppi di acquisto solare costituiscono un esempio importante di collaborazione tra ente pubblico locale e cittadinanza, che speriamo si diffonda presto e diventi pratica comune in tutto il Paese”.
I Gas di Legambiente, infatti, stanno facendo scuola. Sono numerosi i cittadini, le associazioni e i comitati esterni che hanno tratto ispirazione da questa esperienza per adottare all’energia solare. Lo confermano anche i dati: in due anni sono state circa 3000 le persone informate direttamente da Legambiente tramite gli sportelli energia, che affiancano e promuovono i gruppi di acquisto solare sui temi delle rinnovabili e del risparmio energetico.

Per i gruppi di acquisto solare le iscrizioni sono ancora aperte a Padova e nei comuni in provincia di Pordenone. Tutte le info su www.energiacomune.org

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Piano Casa / Legambiente: 'Emendamenti criminali che mettono a rischio la sicurezza e lo sviluppo del Paese'

“Il Piano Casa doveva, nelle rosee previsioni del Governo, rilanciare l’economia del Paese. Ad un anno di distanza quel piano è evidentemente fallito perché quel tipo di sviluppo, miope e poco lungimirante, non ha dato alcun risultato. Eppure quella proposta superficiale e populista viene riproposta oggi con un emendamento nel decreto Milleproroghe, accompagnata anche dall’idea, assurda, di riproporre un condono generalizzato per gli abusi ambientali a scapito del paesaggio e dell’indotto ad esso collegato”.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta la notizia degli emendamenti pro cemento proposti dalla Maggioranza e ribadisce: “Il Piano Casa nella sua prima configurazione avrebbe solo favorito il lavoro nero a scapito della sicurezza e della legalità. Ad oggi, le Regioni hanno approvato Piani diversi, con caratteristiche molto differenti ma nessuna ha previsto norme di prevenzione per il rischio idrogeologico al quale il nostro Paese è generalmente esposto. Semplificare ulteriormente il Piano significa condannare l’Italia a nuovi rischi, nuove tragedie annunciate, nuovi scempi che oltre a devastare il territorio mettono gravemente a rischio la sicurezza dei cittadini. In questo panorama, riaprire anche i termini del condono edilizio vorrebbe dire dare la benedizione agli speculatori che si sono arricchiti – e che potranno continuare a farlo - a danno del Paese”.

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Prestigiacomo: contro lo smog si lavoro su risparmio energetico e m,obilità sostenibile

Il ministero dell’Ambiente sta lavorando da più di otto mesi insieme con i ministeri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture per realizzare un Piano nazionale contro lo smog. Gli ingredienti? Risparmio energetico e mobilità sostenibile.
Il ministro dell’Ambiente lo ha rivelato in un’intervista apparsa oggi su Corriere.it. Per la Prestigiacomo quella allo smog è “una battaglia difficile”, e per vincerla “non possono bastare i provvedimenti isolati presi dalle singole città”.
Emblematico è il caso di Milano che pur essendo “leader assoluta in Europa per la battaglia allo smog”, sta sforando tutti i giorni i limiti alle polveri sottili. E questo nonostante si stia provando di tutto “blocco del traffico, targhe alterne per un mese di seguito”. Ma la colpa, per il ministro, è anche dei limiti sulle polveri sottili imposto dall’Unione europea "in assoluto troppo bassi". Che sono costati già una procedura d'infrazione all'Italia e ad altri dieci paesi tra cui "Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Spagna".
Per questo il Piano nazionale al quale stanno lavorando i ministeri secondo livelli di intervento con "le linee guida per i comuni, su mobilità sostenibile e risparmio energetico. Ma anche misure “impopolari” come “limiti di velocità sulle strade a rischio” e “temperature più basse negli appartamenti”.
Le caldaie vecchie dovranno essere "rottamate e sostituite con altre con migliore efficienza energetica". Come "anche i vecchi mezzi di trasporto pubblici".

(fonte: Zeroemission.tv)
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27 gennaio 2010

Aper scrive alla Regione Sardegna: 'sbloccare le autorizzazioni degli impianti a fonti rinnovabili'

L’Associazione dei produttori di energia rinnovabili ha accolto con soddisfazione la notizia recentemente apparsa sulla stampa di settore, secondo cui la Regione Sardegna avrebbe in animo di avviare quanto prima il programma “Sardegna CO2.0” (zero emissioni), “per rendere la nostra regione un modello da imitare, puntando alla produzione di energia da fonti rinnovabili”.
Allo scopo di rendere concretamente operativo il condivisibile proclama, tuttavia, APER ritiene che occorra far fronte al clima di incertezza che è cagione di preoccupazione in capo agli Associati che operano (o intenderebbero operare) sul territorio della Regione Sardegna.
E’ con tale spirito che APER si permette si segnalare che gli Associati stanno lamentando una situazione di stallo in cui versano i procedimenti di autorizzazione unica di impianti a fonti rinnovabili, situazione che sembrerebbe essere giustificata dalla non chiara ripartizione di competenze autorizzatorie (tra Regione e Province) nelle more dell’adozione del nuovo atto di pianificazione energetica.
APER osserva che i lavori per l’adozione del Piano energetico non legittimano la sospensione dei procedimenti amministrativi di autorizzazione unica in corso. Ciò per diversi ordini di ragioni.
Anzitutto, secondo Aper, è principio fondamentale del diritto amministrativo quello secondo cui i provvedimenti abilitativi devono essere rilasciati in forza delle norme vigenti al momento del loro rilascio, non essendo conforme al principio del buon andamento (art. 97 Cost.) posticipare la loro adozione ad un momento futuro nell’attesa della (eventuale) emanazione di una disciplina specifica. Non è, infatti, conforme a Costituzione far ricadere sul privato incolpevole gli effetti pregiudizievoli delle inadempienze e dei ritardi della pubblica amministrazione (Corte Costituzionale, sentenza n. 110/1993).
In secondo luogo, e con specifico riferimento alla disciplina del procedimento di autorizzazione unica relativa agli impianti a fonti rinnovabili, si ricorda che il termine di conclusione del procedimento, che l’articolo 12, d.lgs. n. 387/2003 fissa in 180 giorni, costituisce principio fondamentale della materia (Corte Costituzionale, sentenza n. 364/2006 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della moratoria approvata con l.r. Puglia n. 9/2005 e Corte Costituzionale n. 282/2009 che ha giudicato costituzionalmente illegittima la disciplina introdotta dalla l.r. Molise n. 15/2008, in quanto traducentesi moratoria) , che le Regioni sono tenute a rispettare.
Pertanto, qualunque sospensione dei procedimenti in corso, appare essere illegittima alla luce di quanto ricordato, oltre che in contrasto con il proclamato obiettivo di sostenere la produzione di energie da fonti rinnovabili e, anzi, controproducente per il suo raggiungimento.
L’Associazione, infine, nell’auspicare che gli uffici regionali si attivino con solerzia per la prosecuzione e conclusione dei procedimenti in corso, non può non ricordare che a seguito
della novella della legge 241/1990, ad opera della legge n. 69/2009, le Amministrazioni procedenti sono tenute al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza della inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.
Né può certo costituire esimente dall’obbligo di concludere il procedimento entro il termine fissato dalla legge, l’attesa dell’emanazione del Piano energetico o la scarsa chiarezza circa il riparto di competenze autorizzative.
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Aeeg: la detrazione del 55% non è cumulabile ad altri incentivi

"La detrazione del 55 per cento delle spese sostenute per la riqualificazione energetica non è cumulabile con eventuali incentivi riconosciuti, per gli stessi interventi, dalla comunità europea, dalle Regioni o dagli enti locali”.

Lo ha stabilito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 3/E in risposta alla Regione Piemonte, promotrice di iniziative volte a favorire interventi di riqualificazione energetica sul patrimonio edilizio del territorio regionale.

Il decreto di attuazione della direttiva comunitaria sull’efficienza energetica (dlgs 115/2008) "prevede dallo scorso anno il divieto di cumulo degli incentivi attivati dallo Stato con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali", ricorda l'Agenzia. Pertanto, “il contribuente deve scegliere se beneficiare della detrazione fiscale o fruire di eventuali contributi comunitari, regionali o locali".

A questo proposito, "anche il ministero per lo Sviluppo economico ha precisato che lo sconto fiscale del 55 per cento sugli interventi edilizi per il risparmio energetico rientra tra gli strumenti statali di incentivazione dell’efficienza energetica e, per questo, non può sommarsi ad altri incentivi riconosciuti per gli stessi interventi dagli enti territoriali".

(fonte: Zeroemission.tv)
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26 gennaio 2010

L'impatto ambientale di una cicca di sigaretta

Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche quindi è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.

Di questo argomento si è discusso presso la sede ENEA di Roma, durante la giornata di studio “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato”. Ha aperto i lavori il Commissario dell’ENEA, Giovanni Lelli;ed hanno partecipato all’incontro, i ricercatori ENEA e dell’AUSL Bologna che hanno pubblicato un’analisi su questo tema, la Società italiana di Tabaccologia, la Società chimica italiana, l’Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia, rappresentanti del Comune di Roma, dell’AMA e di Legambiente.

Sulla base della normativa inerente la classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose le cicche di sigarette dovrebbero essere classificate come un rifiuto pericoloso per l’ambiente e come tale trattate. Contrariamente a questo principio, invece, le cicche vengono immesse in ambiente senza nessun criterio e nessuna precauzione. A conferma di tale comportamento una recente ricerca delle Nazioni Unite ha messo in evidenza che le cicche sono nettamente al primo posto nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo. Inoltre le cicche di sigaretta non spente, buttate o abbandonate in ambiente esterno o in casa, possono provocare incendi in casa o di boschi.

Lo studio ENEA - AUSL di Bologna presentato da Carmine Lombardi, Giuliana Di Cicco, Vincenzo Zagà mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette. Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. In effetti il carico nocivo di ogni cicca è basso (dell’ordine di milligrammi): il fattore che amplifica il problema è proprio l’elevato numero di cicche prodotte. La valutazione si basa sul numero di fumatori (13 milioni), sul numero medio di sigarette fumate da ogni fumatore (15 sigarette al giorno), sui quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e sul numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno).

Riassumendo, tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (filtro) è possibile affermare, che il carico nocivo immesso in ambiente con le cicche è rilevante:

Nicotina 324 tonnellate
Polonio-210 1872 milioni di Bq
Composti organici volatili 1800 tonnellate
Gas tossici 21,6 tonnellate
Catrame e condensato 1440 tonnellate
Acetato di cellulosa 12240 tonnellate

Altro aspetto da considerare – più strettamente sanitario - è legato alla possibile ingestione di cicche da parte dei bambini di età inferiore a 6 anni, una fascia di età in cui i bambini tendono ad esplorare attivamente il mondo che li circonda.

Lo studio sottolinea ancora che non esistendo normative nazionali che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni, la maggior parte delle cicche imbrattano i marciapiedi e il suolo, o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole. Da tutto questi fattori emerge l’opportunità di classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente e trattarle come tale.

I comuni, gli amministratori locali, i datori di lavoro – concludono i ricercatori- dovrebbero non solo emanare norme di comportamento, ma anche installare, in analogia a quanto previsto per altre tipologie di rifiuti, appositi raccoglitori per le cicche. Inoltre è importante sensibilizzare i cittadini e soprattutto i giovani, al rispetto della propria e altrui salute. Questo significa che il problema delle cicche va affrontato da vari punti di vista, coinvolgendo diversi attori e notevoli risorse finanziarie. La sua risoluzione comunque è legata intimamente al modo di agire dei fumatori. Infatti, solo con una riduzione del loro numero e con un comportamento consapevole di questi soggetti è possibile ridurne l’impatto ambientale.

Infine, è utile ricordare che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria. Poiché le cicche contengono gli stessi prodotti chimici presenti nel fumo è quanto mai evidente l’opportunità di classificare le stesse come prodotto tossico per l’ambiente. Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, definisce il fumo come la principale causa mondiale di malattia e di morte prevenibile. In Italia ogni anno oltre 80.000 persone vengono uccise dai prodotti delle combustione del tabacco, soprattutto sigarette.


(fonte: ENEA)

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Stoccaggio sotterraneo gas a S.Felice sul Panaro (Modena): verso il parere negativo della Regione

L’assessore regionale all’Ambiente e Sviluppo sostenibile Lino Zanichelli ha sottoposto oggi alla Giunta regionale un parere negativo sullo stoccaggio sotterraneo di gas in località Rivara di S. Felice sul Panaro, in provincia di Modena. Il parere negativo si basa su una istruttoria tecnico-amministrativa elaborata dagli uffici regionali e supportata dalle amministrazioni provinciali e comunali interessate.

“Alla luce del mandato ricevuto dalla Giunta – ha detto l’assessore Zanichelli – ho convocato per mercoledì 27 gennaio una riunione con le Province e le Amministrazioni comunali interessate, per dare informazione delle nostre intenzioni e per completare l’atto amministrativo della Giunta, che sarà assunto entro l’8 febbraio 2010″.

L’assessore Zanichelli ha informato del parere l’assessore all’Ambiente della Provincia di Modena Stefano Vaccari e il presidente dell’Unione dei Comuni modenesi dell’Area nord Carlo Marchini.

(fonte: sassuolo2000)

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Regione Toscana ricorre contro la legge di privatizzazione dell'acqua del Governo Berlusconi

Il governo ha impugnato la legge toscana sull'energia. E la Toscana ha deciso di ricorrere alla Corte costituzionale contro la legge del governo sull'affidamento in gestione dei servizi idrici. Tutto nell'arco di una settimana, con nel mezzo la firma dell'accordo che assicurerà a strade e ferrovie della regione dieci miliardi, dal governo, in sei anni. «Non abbiamo ricorso per partito preso, né per una questione ideologica – precisa il presidente Martini – Ci siamo rivolti alla Corte Costituzionale, come altre volte in questi anni, perché riteniamo che siano stato lese le competenze della Regione. Con il Governo abbiamo un rapporto di collaborazione senza però rinunciare alla nostra autonomia, che vogliamo invece tutelare».

«Non ricorriamo - spiega ancora il presidente - perché contrari alla privatizzazione del settore idrico o perché sostenitori della sua gestione pubblica. Ricorriamo perché a nostro giudizio, se deve essere l'una o l'altra, lo devono decidere i toscani e non il governo. In questo settore la norma nazionale non può già decidere tutto, fino al dettaglio».
Così la Toscana ha presentato ricorso contro l'articolo 15 della legge 166 sull'acqua motivandolo con l'invasività di tale norma rispetto alle competenze regionali in materia di organizzazione dei servizi pubblici locali. In sostanza, sostiene l'Avvocatura della Regione che ha redatto il ricorso, viene violato l'articolo 117, quarto comma, della Costituzione che riconosce alla Regioni una compete nza legislativa “residuale” in questo ambito.
Violando le competenze regionali, la norma impugnata detta nuove regole sulle modalità di conferimento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, con il dichiarato scopo di liberalizzare il settore e di affidarne la gestione a una società privata (o mista pubblico-privata) tramite gara (l'affidamento del servizio a un'azienda totalmente pubblica viene previsto solo in via “eccezionale”). L'articolo impugnato della legge 166 non ha limitato il proprio intervento agli aspetti più strettamente connessi alla tutela della concorrenza ed alla regolazione del mercato, ma è intervenuto direttamente sulla potestà residuale delle Regioni, che vedono così in gran parte compresse le prerogative costituzionalmente garantite in ordine alla libera determinazione se ricorrere o meno al mercato ai fini della gestione del servizio pubblico.

Martini spiega anche i motivi del ricorso del governo sulla legge per l'energia, che confessa di far comunque fatica a comprendere. «La motivazione – dice - sta nel fatto che avendo semplificato le procedure, oggi in Toscana si può avviare i lavori per costruire un impianto fotovoltaico fino a 200 kw con una semplice Dia, mentre le normative nazionali fissano questo tetto a 20 kw. Secondo il governo avremmo semplificato troppo, in una materia in cui non sono consentite deroghe». «Mi sembra una contraddizione – aggiunge - , tanto più da parte di un governo che dice di voler velocizzare e semplificare la vita ad imprese e cittadini».
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Regione Puglia selezionata per l'edizione 2010 del concorso enologico internazionale delle Città del Vino


E’ stata scelta la Puglia e la città di Brindisi per “La Selezione del Sindaco 2010”, ( 21-23 maggio), una delle rassegne enologiche più importanti ed attese d’Italia che eleggerà il vino simbolo dei territori a più alta vocazione vitivinicola d’Italia e d’Europa.
Il Concorso enologico internazionale delle Città del Vino, realizzato con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, è l’unica rassegna vitivinicola in Italia riservata ai vini Docg, Doc e Igt con una produzione compresa tra le 1.000 e le 50.000 bottiglie, che verranno presentati in gara dall’azienda produttrice e dal Comune in cui sono localizzati i vigneti (info: www.cittadelvino.it).
L’appuntamento di Brindisi è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Brindisi. Le passate edizioni hanno visto protagonisti oltre 1.200 vini provenienti da tutte le Regioni italiane e da molti Paesi europei -dalla Croazia alla Slovenia, dalla Germania alla Spagna, dall’Ungheria fino all’Austria e alla Francia - con la partecipazione di oltre 400 piccole e grandi aziende e più di 200 Comuni.

Per la Puglia, dopo le performance delle passate edizioni, che hanno visto i vini pugliesi aggiudicarsi oltre 20 medaglie d’oro e più di 50 medaglie d’argento, è previsto per l’edizione 2010 il superamento dei 100 campioni in concorso. L’Istituto Agrario “Pantelli” di Ostuni sarà la prestigiosa sede e il luogo dell’archiviazione dei campioni dei vini partecipanti alla selezione, mentre la “prova generale” di assaggio si terrà al Castello di Terra della Marina di Brindisi e vedrà protagonisti anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Sandro Pertini” di Brindisi, insieme alle commissioni di degustazione, composte da oltre 70 giudici, tra enologi, enotecnici, assaggiatori, sommelier e giornalisti del settore di livello internazionale. Al termine delle selezioni, una degustazione aperta, sullo sfondo della Piazza d’Armi del Castello di Terra della Marina, permetterà a tutti gli eno-appassionati di assaggiare la piccola produzione di qualità protagonista del concorso, con i consigli diretti dei produttori, italiani ed internazionali.

“La scelta di Brindisi quale sede dell’edizione 2010 del concorso - ha dichiarato l’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno - attesta quanto il sistema vitivinicolo pugliese sia in grado di confrontarsi alla pari con le altre realtà del comparto nazionale e di quello europeo. Per far questo sarà importante riuscire ad innovare guardando alle tradizioni ed alle esperienze del territorio pugliese, ripartendo da realtà come quelle delle cantine sociali che rappresentano un modello da replicare per creare e sviluppare processi aggregativi capaci di conquistare spazi sempre più vasti. Sono fiducioso -conclude l’Assessore -che anche in quest’occasione i nostri vini saranno protagonisti così come è avvenuto sinora. Essi rappresentano una tradizione sulla quale continuare ad investire per consolidare l’esperienza sin qui maturata e renderla ancor più autorevole”.
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25 gennaio 2010

Nucleare: la Regione Marche ribadisce il suo no alle centrali

Non vogliamo concentrare nelle mani di poche multinazionali la produzione d’energia elettrica nelle Marche. Sono contrario oggi, come vent’anni fa, all’energia nucleare e penso che la Regione abbia predisposto un PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) di buon senso e in grado di rispondere alle esigenze in modo condiviso e diffuso sul territorio”.

Vivace, deciso e anche polemico l’intervento dell’assessore regionale alle Attività produttive, Energia e Fonti rinnovabili Fabio Badiali al Forum organizzato dal Rotary Club di Osimo nella Sala Maggiore del municipio. Insieme a Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche, Badiali ha contestato con forza affermazioni e teorie di docenti e relatori totalmente schierati come Franco Battaglia dell’Università di Modena, secondo il quale il disastro di Chernobyl avrebbe provocato soltanto 50 morti, “dato del tutto trascurabile”. “Vi assicuro che non è affatto così - ha ribattuto Badiali -, ospito a casa mia, da oltre dieci anni, ragazzi di Chernobyl e conosco con certezza la portata del disastro avvenuto in quella centrale nucleare russa”.

Parlando del PEAR Marche, l’assessore ha sostenuto che “attualmente viene prodotta la metà dell’energia consumata sul territorio regionale. Il nostro no alle mega centrali di Falconara, Corinaldo e altri siti – ha insistito Badiali -, è maturato nel convincimento che le ingenti somme di denaro pubblico necessario all’investimento, è meglio spalmarle sul territorio marchigiano per piccole centrali a biomasse, impianti fotovoltaici, eolici e geotermici. Anche perché, oltre ad ottenere la stessa quantità d’energia necessaria, i benefici occupazionali e di sostegno sarebbero distribuiti a più aziende e famiglie, creando una filiera di lavoro che risulterebbe benefica per l’economia regionale e per la coesione sociale”.

Badiali ha concluso il suo intervento, sostenendo la necessità di ottimizzare e possibilmente ridurre i consumi e gli sprechi d’energia elettrica “per trovare un equilibrio tra la vocazione industriale e ambientalista che da sempre caratterizza le Marche”.

(fonte: viverecivitanova.it)
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Zaia: avanti con la valorizzazione degli scarti agricoli come biomasse per usi energetici

''L'emendamento che abbiamo approvato nel testo della Legge Comunitaria, con il determinante contributo dei Senatori Garavaglia e Vallardi della Lega Nord, fornisce un nuovo importante sostegno per le nostre imprese agricole consentendo la giusta valorizzazione dei sottoprodotti''. Cosi' il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia e' intervenuto in riferimento all'approvazione al Senato del testo della Legge comunitaria 2009, emendato da ''permettere - ha proseguito Zaia - di creare valore per le imprese agricole contribuendo al tempo stesso a raggiungere importanti benefici ambientali''. Con l'approvazione al Senato del testo della Legge comunitaria 2009 sono stati introdotti alcuni emendamenti che hanno modificato il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, consentendo la effettiva valorizzazione dei sottoprodotti derivanti dalle attivita' agricole, di allevamento e forestali anche se utilizzati al di fuori dell'azienda agricola, purche' inseriti in un sistema di tracciabilita'. Si tratta di un intervento importante e fortemente atteso dalle imprese agricole, che promuovera' l'effettiva valorizzazione dei sottoprodotti dell'agricoltura, diventando una opportunita' di integrazione del reddito delle aziende agricole. A tal fine era necessario definire in maniera univoca la loro natura di sottoprodotti, per evitare che potessero ricadere nell'ambito della normativa relativa allo smaltimento dei rifiuti a seconda delle possibili interpretazioni delle amministrazioni locali, spesso non omogenee, e fornire agli operatori del settore agricolo una disciplina chiara ma al tempo stesso basata su un sistema di tracciabilita' garantito. Si definisce in questo modo un ulteriore tassello del sistema per la valorizzazione delle biomasse ai fini energetici nell'ottica del raggiungimento degli obiettivi comunitari sulla produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso modalita' sostenibili e che non hanno ricadute negative sul mercato dei prodotti agro-alimentari.
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Mediterre 2010: Vendola ed Introna presentano la nuova edizione

È stata presentata venerdi scorso, alla presenza del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, la sesta edizione di Mediterre 2010 organizzata dalla Regione Puglia in collaborazione con Federparchi, che si inaugurerà mercoledì 27 gennaio e si concluderà sabato 30 presso la Cittadella della Cultura di Bari. Si tratta del primo, grande appuntamento dedicato al rapporto tra ambiente, tutela della biodiversità e sviluppo a tenersi dopo il vertice di Copenaghen, che farà di Bari per 4 giorni il punto di riferimento, a livello internazionale, per il confronto tra addetti ai lavori su tematiche come biodiversità, ambiente, protezione degli ecosistemi e delle risorse, turismo sostenibile e green economy.

“Mediterre è una manifestazione molto importante, a cui sono contento di poter partecipare, dedicata ad autorità nazionali e locali, istituzioni scientifiche, associazioni ambientaliste ed esperti che operano nel settore della tutela delle risorse naturali e nella promozione dello Sviluppo Sostenibile” ha dichiarato Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi. “Oltre ai numerosi convegni tecnico – scientifici organizzati per la quattro giorni barese a cui parteciperanno ospiti internazionali di grande livello” ha proseguito Sammuri “sono in programma eventi culturali, specifici seminari per favorire nuove relazioni tra istituzioni, gestori ed operatori del settore, mostre e allestimenti artistici, workshop, manifestazioni dedicate ai cittadini. Mediterre ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle tematiche ambientali e di realizzare un’importante azione di marketing territoriale per la regione Puglia e per tutto il patrimonio naturale che in Italia rappresenta il 10% del territorio, tra Parchi Regionali, provinciali, locali e Aree protette.”

“Ci auguriamo che Mediterre riscuota il successo delle edizioni precedenti. L'edizione 2008 ha, infatti, registrato ventimila visitatori riuniti intorno ai temi dell'acqua, della terra e del fuoco” ha spiegato l'assessore regionale all'Ecologia, Onofrio Introna. “Quest’anno l'argomento centrale è lo sviluppo sostenibile. Mediterre è il primo appuntamento nazionale dopo il vertice di Copenaghen e gli esperti si confronteranno sulla situazione del pianeta e sulle politiche per ridurre le emissioni di CO2. Parleremo anche della Puglia e di tutti gli interventi realizzati con l'obiettivo di garantire la tutela dell'ambiente. Tra gli eventi in programma” conclude Introna “la performance teatrale di Erri De Luca, i Radiodervish, il quintet di Paolo Fresu e molti altri artisti che animeranno le serate baresi.”

Tutti i convegni di Mediterre potranno essere seguiti in diretta streaming sul sito www.mediterre.regione.puglia.it.
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24 gennaio 2010

Case intelligenti: con le smart grid gli USA calcolano un risparmio del 20% dei consumi elettrici entro il 2030

L'utilizzo delle 'reti intelligenti' (smart grid), cioe' di quei dispositivi che regolano i consumi in tempo reale, oltre a far risparmiare sulla bolletta potrebbe ridurre i consumi energetici di un paese come gli Usa del 20% entro il 2030. Il calcolo e' stato effettuato da un laboratorio del Dipartimento dell'Energia statunitense, sulla base di una serie di esperimenti sul campo e di ricerche precedenti. Tra gli accorgimenti che si dovrebbero adottare ci sono l'installazione di termostati connessi via Internet ad un server che decide quando accendere o spegnere il riscaldamento, ma anche dispositivi che cambiano da soli le impostazioni dei principali elettrodomestici sulla base di segnali provenienti dalla rete elettrica, spegnendo ad esempio le lavatrici nei momenti in cui l'energia e' piu' cara. Particolarmente apprezzati, ha dimostrato la ricerca, sono anche semplici pannelli che indicano in tempo reale all'utilizzatore i consumi, che sono un ottimo incentivo al risparmio. ''Proprio la volonta' personale e' un fattore chiave nel risparmio - spiega alla rivista Scientific American Rob Pratt, leader dello studio - semplicemente mostrando agli utenti quanto stanno consumando si da' vita a una serie di comportamenti positivi che non vengono piu' abbandonati. Questo effetto puo' far risparmiare fino al 6% nel consumo di energia di case e piccoli negozi''. Grazie alle reti intelligenti, spiega lo studio, e' possibile anche utilizzare al meglio le fonti discontinue di energia, come il vento e il sole, ed evitare sovraccarichi della rete elettrica e blackout. Un fattore limitante nell'adozione di queste tecnologie potrebbe essere il costo, spiega lo studio, soprattutto nel caso di abitazioni vecchie da convertire, per le quali la spesa puo' aggirarsi sui mille euro. ''Le nostre prove hanno dimostrato che i consumatori vedono positivamente l'uso di questi strumenti, soprattutto una volta constatato che riducono le bollette anche del 10% - spiega Pratt - la chiave per una maggiore diffusione e' incorporarli direttamente nelle case nuove, il che farebbe risparmiare molto sui costi per l'installazione'.

(fonte: Ansa ambiente)
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Amazzonia in vendita: petrolieri, compagnie minerarie, distributori di gas in fila per l'acquisto

C'è la fila per comprarsi una fetta di Amazzonia. Il prossimo 9 aprile il governo del Perù aprirà l'asta. Petrolieri, compagnie minerarie, distributori di gas si accaparreranno l'Amazzonia lotto dopo lotto. La compagnia petrolifera peruviana, Perupetro, di vendere ampie concessioni a giganti come Total e Exxon Mobil.
L'asta è stata annunciata da Daniel Saba, direttore di Perupetro dopo diversi mesi di rimando. Lo scorso maggio in Perù gli indigeni amazzonici erano insorti contro una legge che permetteva di cedere le loro terre alle compagnie minerarie e petrolifere. Anche Survival ha lanciato l'allarme: le nuove operazioni petrolifere in foresta rischiano di scacciare e uccidere gli ultimi indios rimasti incontaminati.

(fonte: salvaleforeste)
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Scomparso giornalista nelle Filippine che indagava sul taglio illegale di alberi

Emmanuel Ansihagan è un leader indigeno e giornalista presso la radio DXRS. Da giovedì della scorsa settimana Ansihagan è scomparso. Aveva appena denunciato alla polizia di aver subito minacce di morte per i suoi reportage contro le operazioni di taglio illegale nella provincia di Misamis Orientale.

Uno dei messaggi recitava: "smetti di opporti al taglio e alle miniere, o finirai ucciso come gli altri come i capi indigeni." Poco prima di scomparire, Ansihagan aveva riferito alla polizia di essere pedinato e di ricevere minacce ogni giorno, per i suoi reportage nella trasmissione "Barog Mindanao", tanto che era stato costretto a sospendere la trasmissione. Secondo quanto riferito da Ansihagan prima della sua scomparsa, il Dipartimento per l'Ambiente e le Risorse Naturali non ha fatto nulla per fermare la deforestazione illegale più volte denunciata, soprattutto nelle terre indigene.
Un collega di Ansihagan, Arecio Padrigao era stato ucciso nel novembre 2008, per aver denunciato anche lui il taglio illegale, e l'omertà della polizia.
La notte di San Silvestro era stato freddato da due killer in motocicletta un parente di Ansihagan, Datu Berting Pinagawa. Pinagawa era leader di una associazione che si batteva contro il taglio illegale e le complicità dell'amministrazione.


(fonte:salvaleforeste)

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23 gennaio 2010

iPhone ed iPod fotovoltaici: inoltrati i brevetti

Diverse domande per nuovi brevetti sono state inoltrate di recente da Apple che coprono una vasta gamma di tecnologie. Lo ha rivelato anche l’US Patent and Trademark Office che parla anche di applicazione di celle solari ad iPhone e iPod.
La tecnologia consiste principalmente in un sistema di gestione per controllare il funzionamento delle celle in maniera tale da garantire un voltaggio costante anche quando alcune celle sono oscurate o ostruite dalla mano dell’utente. La connessione tra le celle è infatti configurata per consentire il passaggio a un set di celle specifico permettendo loro di operare.
L’obiettivo è coprire gran parte del fabbisogno elettrico del dispositivo, ma sono previste a supporto anche batterie. Le celle potrebbero essere inserite direttamente su entrambi i lati del dispositivo oppure inserendo quest’ultimo all’interno di un “case” concepito come un caricatore solare.

(fonte: Zeroemission.tv)
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Consumo del Suolo: 100 ettari al giorno divorati dal cemento

In Italia 100 ettari al giorno scompaiono sotto il peso del cemento, una superficie di territorio equivalente a 50 piazze del duomo di Milano. E’ questo il prodotto della trasformazione del suolo che negli ultimi decenni ha assunto una dinamica accelerata e non commisurata ai reali bisogni insediativi. Una stima approssimativa, data la mancanza di studi sistematici ma che già oggi nel nostro Paese mette a rischio la qualità del paesaggio e i terreni, agricoli, alla base delle produzioni alimentari 'Made in Italy'. Per far fronte a questa vera e propria emergenza, Legambiente e INU, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, hanno deciso di unire le forze e fondare un Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS), un centro di competenza, elaborazione e divulgazione che, in continuità con l’esperienza maturata in seno all’Osservatorio Nazionale sui Consumi di Suolo, persegue l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo e agire in sua tutela con attività di analisi e monitoraggio.

Alla base del Centro di Ricerca di Consumi di suolo c’è infatti la volontà di promuovere la tutela della risorsa suolo disponendo di dati certi, indispensabili per un serio monitoraggio degli effetti di scelte politiche e di pianificazione. Un fine che il Centro si propone di perseguire tramite lo studio delle dinamiche determinanti per il consumo di suolo e delle ricadute territoriali del fenomeno, ma anche con l’individuazione di politiche e strumenti adeguati alle diverse scale di governo del territorio. Tra gli obiettivi generali del CRCS anche l’opera di divulgazione dei temi inerenti alla tutela del suolo, a livello nazionale e internazionale, presso istituzioni, comunità scientifica e mezzi di comunicazione.

“In Italia - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – non solo siamo privi di un piano nazionale di lotta al consumo di suolo, ma deteniamo ancora un grave ritardo nell’acquisizione di dati aggiornati sul processo di cementificazione e sulle conseguenze ambientali, economiche e sociali che ne derivano. Un fenomeno di mancata consapevolezza che lascia maggiore libertà a chi specula sulla edificazione selvaggia del territorio. E’ per questo che Legambiente e INU hanno deciso di attivare un centro di analisi, ricerca e divulgazione per la riduzione del consumo di suolo connesso a trasformazioni urbanistiche infrastrutturali. Le risorse territoriali sono, infatti, limitate e sostanzialmente non rinnovabili, solo avendone maggiore coscienza sarà possibile fermare chi ne persegue indiscriminatamente l’esaurimento”.

“Il contenimento dei consumi di suolo – ha dichiarato Federico Oliva, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – deve essere una delle priorità del governo del territorio. La diffusione urbana è fuori controllo, sostenuta dalla possibilità, per le migliaia di Comuni italiani, di impiegare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti. Una diffusione alimentata da un sistema di mobilità ancora fondato sull’autovettura privata, e concentrata nelle aree più accessibili e più fertili del Paese. L’occupazione di suolo libero deprime la qualità sociale, economica e ambientale delle nostre città e dei nostri territori. Per curare questa patologia servono numeri certi e politiche efficaci: questi sono i compiti di analisi e di elaborazione che assegniamo al CRCS, costituito con Legambiente”.
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Energia: approvato decreo per la sicurezza del sistema elettrico delle isole maggiori

Il Governo ha approvato un decreto legge per incrementare la sicurezza del sistema elettrico nelle isole maggiori superando così le attuali criticità infrastrutturali. Su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il CdM ha introdotto per un triennio misure volte a garantire sicurezza al funzionamento del sistema elettrico nelle isole maggiori. Il provvedimento è stato adottato in attesa del completamento delle infrastrutture di trasmissione, che consentiranno il superamento delle criticità ancora esistenti e benefici in termini di prezzo dell’energia per tutti i consumatori.

“Questo intervento - ha spiegato il Ministro Scajola - si è reso necessario per fare fronte alla situazione di particolare criticità che si registra in Sicilia e Sardegna dove, da tempo, si verificano numerose situazioni di rischio per la continuità dell’erogazione dell’elettricità, più volte segnalate anche dall’Autorità competente a Governo e Parlamento, rischio che si è ulteriormente accentuato di recente”.

In particolare, la misura punta a mantenere in equilibrio la produzione di energia elettrica e i consumi in Sicilia e Sardegna evitando così il verificarsi di situazioni di disservizio ed eventuali black-out. Per questo ai grandi consumatori di elettricità che saranno volontariamente coinvolti nel garantire tale equilibrio, deriveranno minori costi, con benefici sull’assetto produttivo di tutte le grandi aziende italiane.

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Mobilità Sostenibile: accordo Enel e Gruppo Piaggio

Enel e il Gruppo Piaggio hanno firmato un accordo per lo sviluppo della mobilità a zero e basso impatto ambientale, con l’obiettivo di:
  • analizzare le esigenze specifiche di mobilità e di ricarica elettrica dei clienti delle flotte aziendali, per predisporre offerte innovative di servizi e prodotti;
  • realizzare test sull’interazione tra l’infrastruttura di ricarica Enel e i veicoli elettrici Piaggio;
  • studiare il rapporto tra scooter ibridi e infrastrutture di ricarica.

In particolare, Piaggio fornirà know-how, informazioni e dati tecnici sulle motorizzazioni elettriche e ibride, le loro caratteristiche prestazionali e di utilizzazione e le relative esigenze di ricarica, e metterà a disposizione i risultati di indagini sulla gestione dei mezzi a zero e a basso impatto ambientale. Il Gruppo fornirà inoltre per i progetti di sperimentazione i propri veicoli elettrici e ibridi: lo scooter Piaggio Mp3 Hybrid, il veicolo commerciale Porter Electric Power, e il “tre ruote” Ape Calessino Electric Lithium.

Enel metterà a disposizione la sua innovativa infrastruttura di ricarica elettrica, per testare la compatibilità con le caratteristiche tecniche e di lay-out dei veicoli del Gruppo Piaggio. Condividerà inoltre con il partner le conoscenze nell’ambito della gestione delle flotte aziendali, al fine di contribuire all’individuazione delle specifiche esigenze dei veicoli elettrici. La collaborazione prevede inoltre l’identificazione di diverse città o situazioni di utilizzo, caratterizzate da differenti stili ed esigenze di mobilità, per la realizzazione di progetti pilota congiunti. I due partner operano già da tempo nel settore della “mobilità sostenibile”: il Gruppo Piaggio – tra i principali costruttori mondiali di veicoli motorizzati a due ruote, e leader assoluto nel campo delle soluzioni di mobilità a basso/nullo impatto ambientale in tale settore – sviluppa, produce e commercializza sui mercati europeo e internazionali veicoli a basso e nullo impatto ambientale. Il Gruppo sta inoltre progressivamente ampliando l’offerta di veicoli ibridi ed elettrici, che integrano una gamma di “due ruote” e veicoli commerciali con propulsori termici fortemente orientati al contenimento di emissioni inquinanti e consumi.
Enel - fortemente impegnata nella difesa dell’ambiente e nella riduzione delle emissioni inquinanti e “climalteranti” - è attiva nel settore con il “Progetto Enel Mobilità elettrica”, nell’ambito del quale sta sviluppando un sistema intelligente di ricarica dei veicoli elettrici ed esperienze pilota di offerta di energia e servizi innovativi.

Entrambi i Gruppi ritengono che l’espansione del mercato dei veicoli elettrici e ibridi rappresenti un’opportunità strategica che mira all’abbattimento delle emissioni e a uno sviluppo industriale eco-compatibile.

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22 gennaio 2010

Nucleare: per tre tedeschi su quattro è una minaccia

Le centrali nucleari rappresentano una minaccia per tre tedeschi su quattro, secondo uno studio realizzato dalla German Environmental Foundation in seguito alla decisione del governo tedesco di allungare la vita centrali nucleare del Paese. Il rapporto ha tenuto conto del numero di persone che vivono all’interno un raggio di 150 chilometri da ciascuna delle 17 centrali nucleari attualmente attive Germania, una distanza che li espone al pericolo immediato, in caso di incidente nucleare.

All'interno di queste zone vivono tra 5,4 milioni e 11,8 milioni di persone, per la maggior parte concentrate nelle regioni occidentali e meridionali della Germania. Tra quelle più a rischio, secondo il rapporto, la città di Brema perché situata a meno di 150 chilometri da sei centrali nucleari. Ma i numeri, secondo la Fondazione, sarebbero addirittura sottostimati: “nel caso di un grosso incidente molte più persone potrebbero essere colpite dalla fuoruscita di materiali radioattivi”, si legge in un suo comunicato.
“Non è solo irresponsabile, ma disumano che le centrali nucleari continuino a essere tenute in vita in un paese densamente popolato come la Germania”, ha commentato Hans Guenter Schumacher, membro del consiglio della German Environmental Foundation. Nel 2000 la Germania si era impegnata a spegnere tutte le centrali attive sul suo territorio. Ma la coalizione di centrodestra alla base del nuovo governo Merkel ha recentemente dichiarato che è disposta a prolungare la vita degli impianti. I dettagli devono saranno negoziate nei prossimi mesi.

Secondo German Environmental Foundation, invece, almeno sette tra le più vecchie centrali attive in Germania andrebbero chiuse immediatamente: Biblis A e B in Assia, Brunsbuettel nello Schleswig-Holstein, Neckarwestheim 1 e Philippsburg 1 in Baden-Wuerttemberg, Isar 1 in Baviera e Unterweser in Bassa Sassonia. Il gruppo ambientalista ha inoltre richiesto che le energie rinnovabili essere data priorità nel processo legislativo.

(fonte: zeroemission.tv)
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OGM: Regioni d'accordo sulla sospensione alla coesistenza tra OGM e colture tradizionali e biologiche; plauso di Legambiente.

"Apprezziamo la scelta delle Regioni che hanno scelto di tener conto della proposta di sospendere il via libera al documento sulla coesistenza tra OGM, colture tradizionali e biologiche". Così Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente ha commentato il ritiro da parte delle Regioni del documento di indirizzo sulla sperimentazione in campo aperto di OGM, avvenuto oggi a Roma nel corso della riunione del Comitato tecnico.

"Siamo soddisfatti della scelta fatta dai rappresentanti delle Regioni Italiane che hanno preferito ascoltare il parere delle associazioni ambientaliste, degli agricoltori, dei consumatori e dell’opinione pubblica, da sempre contrario all’introduzione di colture Ogm. Intraprendere la strada dei prodotti transgenici costituisce, infatti, una scelta irreversibile, rispetto alla quale sono necessarie valutazioni che non lasciano nulla al caso. Ma, ad oggi, l’apertura agli OGM comporterebbe seri rischi per il futuro dell’agricoltura italiana, fondato sulla qualità, senza garantire invece alcuna tutela per la salute dei cittadini, né alcun valore aggiunto in termini economici e sociali, al comparto agricolo italiano. Tutti rischi di cui speriamo le Regioni continuino a tenere conto e sui quali siamo pronti a discutere ad un tavolo che coinvolga tutti i soggetti interessati, così come oggi hanno proposto di fare le Regioni".

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Nucleare: anche la Regione Sicilia boccia l'energia atomica

'Anche il Governo Lombardo – dichiara Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia – si schiera contro il nucleare, seppur in ritardo rispetto alle altre regioni d'Italia. Ma la notizia ancora più importante è rappresentata dal fatto che l'intero arco parlamentare ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno che impegna il governo di Raffaele Lombardo a contrastare qualsiasi ipotesi di installazioni di centrali nucleare nell'isola. Come avevamo ampiamente previsto e sempre sostenuto, il tanto sbandierato consenso sulla strategia del nucleare del governo Berlusconi si scioglie come neve al sole all'approssimarsi della scelta della localizzazione degli impianti'.

“Evidentemente – sottolinea Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – chi ha inopinatamente pensato di portare indietro l'Italia di 30 anni, rilanciando il nucleare, tecnologia in via di abbandono in tutti gli altri Paesi occidentali, non ha fatto i conti con i cittadini italiani che hanno bocciato questa opzione nell'87 e, ancora oggi, sono in gran parte contrari. Il ritorno al nucleare vanificherebbe tutti gli sforzi fatti finora per promuovere anche in Italia la green economy dell'efficienza e delle fonti rinnovabili che non dobbiamo regalare ai Paesi più avanzati, come la Germania, la Spagna e gli Stati Uniti”.
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21 gennaio 2010

Regione Puglia: appovate le modalità di adesione al regime transitorio per l'ammissibilità in discatica di rifiuti

L’assessorato all’Ecologia della Regione Puglia comunica che con delibera di giunta approvata ieri, la Regione ha approvato le modalità di adesione al regime transitorio per l’ammissibilità in discarica di rifiuti, con deroga per il cosiddetto parametro DOC (carbonio organico disciolto) rispetto ai limiti imposti. Il provvedimento appena approvato, nelle more del perfezionamento dell’iter legislativo (allo stato non ancora concluso) di revisione del decreto ministeriale sui criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, consente di evitare pericolose soluzioni di continuità nello smaltimento di rifiuti. Si scongiura, di fatto, una potenziale emergenza ambientale ma allo stesso tempo il provvedimento si inserisce all’interno di una serie di azioni che questa Regione ha attivato per coniugare l’esigenza di continuità del servizio di pubblico interesse svolto dalle discariche con l’esigenza di massima tutela ambientale del nostro territorio. Infatti, la proroga di 6 mesi delle autorizzazioni integrate ambientali già rilasciate con la relativa autorizzazione di deroga del parametro DOC è subordinata all’adesione, da parte dei gestori degli impianti, al regime transitorio alla seguente rigorosa condizione: Presentazione entro 2 mesi di una Analisi di Rischio conforme alle Linee Guida e di un progetto di adeguamento sui comparti di discarica autorizzati ma non ancora oggetto di conferimento che preveda: la realizzazione di un ulteriore strato impermeabile in geomebrana e contestuale sistema di monitoraggio del flusso di percolato tra i due strati di geomembrana; la realizzazione di sistema di recupero del biogas, utile anche a limitare le emissioni odorigene diffuse dal corpo discarica in coltivazione. Viene così incardinato il percorso di autorizzazione delle discariche in piena sintonia con le prescrizioni e gli obiettivi del Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali di recente approvazione e con le “Linee Guida per la valutazione del rischio”.
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Al via la campagna “Tu chiedi, Consumer risponde” per la difesa del consumatore

Codigoro, Lugo, Rubiera. Ma anche Bellaria Igea Marina, Fidenza, Fiorenzuola d’Arda. Un tour di 10 tappe in Comuni medio-piccoli dell’Emilia-Romagna, con tre giorni di “presidio” in ogni città per ascoltare e raccogliere pareri dei cittadini, ospitare associazioni dei consumatori e di categoria, e promuovere il talk show che si terrà l’ultima sera in teatri e cinema. In più il potenziamento del portale Consumer e l’attivazione di uno “Sportello virtuale” con le risposte di Anna Bartolini, giornalista e scrittrice, rappresentante italiana nel Consiglio dei consumatori dell’Ue ai quesiti più significativi inviati dai cittadini.

E’ “Tu chiedi, Consumer risponde”, la campagna che la Regione Emilia-Romagna propone a partire dal 20 gennaio, fino al 26 marzo – prima tappa a Codigoro, ultima a Lugo di Romagna – nell’ambito del progetto Ermesconsumer e realizzata con i fondi ministeriali.
Nelle piazze o nei luoghi di maggior ritrovo sarà allestito un gazebo, uno “Spazio Consumer” dedicato. Al dialogo con i cittadini si affiancherà l’impegno della Regione per la tutela dei consumatori, a partire dall’iniziativa “Pane: 1 Kg = 1 Euro” e quelle legate alla campagna “SpesaBene”, che saranno riproposte anche nel 2010, oltre alle attività di comunicazione e sensibilizzazione legate al sito Consumer.

Dieci tappe, “incontri diretti” e di confronto con i cittadini consumatori di cui saranno raccolte proteste, considerazioni, storie, proposte, in particolare su tre temi di grande attualità – il caro spesa, le garanzie sui prodotti, il telemarketing telefonico selvaggio – attraverso video interviste che saranno quindi presentate e discusse con esperti, associazioni dei consumatori e di categoria, istituzioni, sindacati, nella serata finale dedicata al talk show e moderata dalla redazione di Consumer e dai giornalisti de “Il Salvagente”.

Nelle piazze, all’interno dello “Spazio Consumer”, sarà presente anche un Video Vox Box, video sondaggio che unisce intrattenimento, informazione, raccolta opinioni e dati: un testimonial, per l’occasione Gianni Fantoni, noto attore comico che condurrà anche le serate, tramite una serie di sketch si rivolge direttamente all’utente e lo invita a compilare un questionario. I talk show serali saranno caratterizzati dalla presentazione dei video, due per ciascuno dei tre argomenti principali proposti dalla redazione di Consumer: caro-spesa, garanzie sui prodotti, telefonia e telemarketing selvaggio.

Il primo video si caratterizzerà come vera e propria inchiesta giornalistica, presentando dati, situazioni, problematiche e proposte in campo. Il secondo video sarà l’espressione delle opinioni e delle esperienze dirette della gente del luogo, raccolte durante i tre giorni del presidio. Seguirà il confronto tra i cittadini e gli esperti, le istituzioni, le associazioni dei consumatori e delle categorie, i sindacati; il tutto inframezzato dalla comicità di Gianni Fantoni e da stacchi musicali.

Contestualmente all’avvio del Tour, il portale Consumer lancerà il nuovo servizio di “Sportello Virtuale”, dove gli utenti potranno interagire direttamente con Anna Bartolini e la redazione di Consumer. Un servizio ulteriore che si affiancherà ad un potenziamento di Consumer stesso, che incrementerà numero e periodicità di inchieste, vademecum, news, sondaggi.

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Energia ed Isole Minori: strategie soluzioni innovative per il miglioramento della qualità dell'aria e la riduzione delle emissioni

Si è svolta nei giorni scorsi, presso la sede del ministero dell’Ambiente, la riunione convocata dal ministro Stefania Prestigiacomo per discutere delle problematiche legate all’approvvigionamento energetico delle isole minori. Alla riunione, presieduta dal capo della segreteria tecnica del ministero, Luigi Pelaggi, hanno partecipato i sindaci e i delegati di tutti i comuni delle isole, insieme ai rappresentanti dei gestori elettrici nei territori interessati e all’amministratore delegato del GSE Nando Pasquali.

Il ministero ha sollecitato il confronto tra gestori e autorità locali per individuare strategie e soluzioni innovative che possano concorrere al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione dei gas ad effetto serra. In particolare, sono state raccolte informazioni relative allo stato di efficienza e di manutenzione delle centrali in uso, al fabbisogno energetico e alle sue variazioni stagionali, all’esistenza o meno di impianti per la produzione di energia rinnovabile.

Le informazioni verranno analizzate e comparate dagli uffici della segreteria tecnica, per elaborare una proposta finalizzata a rendere l’approvvigionamento energetico delle isole minori ambientalmente sostenibile attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.La proposta, ha annunciato l’avvocato Pelaggi, verrà presentata ai gestori e alle autorità locali nel corso di un ulteriore incontro che verrà convocato nei prossimi mesi.

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Regione Lombardia: approvato il Piano Territoriale Regionale per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio

Il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato nella seduta del 19 Gennaio 2010 il Piano Territoriale Regionale, documento fondamentale di programmazione delle politiche per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio.
"Dopo più di trent'anni - ha commentato l'assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni - la Lombardia può contare su un Piano Territoriale Regionale che consente di guardare con maggiore responsabilità alla programmazione territoriale. Una guida importante per lo sviluppo della nostra regione e per l'attività urbanistica di tutti i soggetti istituzionali lombardi".
"Quello avvenuto in Consiglio regionale - ha aggiunto Boni - è a tutti gli effetti un passaggio storico, atteso e fortemente voluto, per il quale ringrazio sentitamente il presidente, i colleghi consiglieri e la stessa Direzione regionale al Territorio e Urbanistica".
Tra le linee guida principali previste dal Ptr figurano: il recupero delle vecchie aree industriali abbandonate o sottoutilizzate, la tutela e la valorizzazione del sistema delle aree verdi e di interesse naturalistico della Lombardia; la difesa dei laghi lombardi dal rischio cementificazione e dal degrado delle sponde, la sicurezza dei fiumi (esondazioni) e delle zone montane (dissesti idrogeologici), l'inserimento "coerente" delle nuove grandi infrastrutture per la mobilità con l'ambiente, le esigenze delle comunità locali e le caratteristiche del paesaggio; il collegamento dei percorsi ciclabili con gli itinerari internazionali, anche in relazione alla valorizzazione dei Navigli, grande patrimonio dell'identità lombarda.
"L'impegno - ha osservato Boni - è rendere ogni intervento sul territorio attento e coerente con le caratteristiche del paesaggio, evitando il consumo di nuovo territorio: i paesaggi lombardi devono essere al centro della responsabilità di pianificazione degli enti locali, nel segno di una nuova collaborazione tra Regione e comuni, in vista di Expo 2015, occasione di rilancio anche per la qualità degli spazi urbani". IL PAESAGGIO AL CENTRO DELLE POLITICHE PER IL TERRITORIO - "All'interno di questo strumento - ha sottolineato Boni - un ruolo di tutto rilievo è affidato al piano paesaggistico lombardo: la Lombardia è la prima Regione italiana che riesce a realizzare quanto previsto dal codice Urbani, ponendo il paesaggio al centro delle politiche per il territorio lombardo, con l'obiettivo di salvaguardare il sistema delle acque sul territorio regionale. Particolare attenzione è stata infatti posta alle sponde dei sei laghi insubrici e prealpini, al Fiume Po, alla rete idrografica, al sistema della montagna e alla rete verde ed ecologica regionale".
"I Comuni e le Province - ha spiegato Boni - avranno un quadro di riferimento per orientare il loro sviluppo in modo da limitare il consumo di nuovo territorio, conservare le aree libere e di interesse naturalistico ed ecologico, favorendo il riutilizzo di aree dismesse o degradate. Le nuove grandi infrastrutture che collegano la Lombardia al resto dell'Europa (da Malpensa alla Bre.Be.Mi, alla Pedemontana) troveranno una collocazione armonica rispetto alle previsioni di sviluppo locale, alla tutela dell'ambiente e alle aspettative dei cittadini lombardi".
Soddisfazione è stata espressa da Boni, infine, "per il fatto che il Piano Territoriale Regionale e in particolare il piano paesaggistico abbiano ricevuto consensi e apprezzamenti sia dalle istituzioni sia dal mondo associativo. Da oggi parte quindi un nuovo metodo di confronto finalizzato a tutelare, grazie al contributo di tutti, il patrimonio territoriale lombardo.

(Fonte: Regione Lombardia)
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