31 dicembre 2009

Biomasse: decreto per l'incentivazione della prodizione di energia elettrica

Un decreto da' attuazione ad alcune delle misure per l'incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In particolare il provvedimento reca le disposizioni in materia di incentivazione dell'energia elettrica prodotta da impianti alimentati da biomasse solide, oggetto di rifacimento parziale, mentre viene rinviata a un successivo decreto la determinazione degli elementi per la valutazione dell'energia elettrica incentivata. Oggetto delle misure di sostegno e la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento. In particolare viene regolata la materia relativa alla produzione di energia elettrica da biomassa, proprio poiche' presenta proprie specificita' rispetto alla produzione di elettricita' da altre fonti rinnovabili, soprattutto in ragione dei sui costi di approvvigionamento e del fatto che la fonte include una varieta' di prodotti estremamente diversificata. Il decreto quindi si preoccupa di salvaguardare prioritariamente la produzione di energia elettrica da biomassa solida, in particolare in impianti di potenza superiore a 1 MW, mediante misure economiche di sostegno a interventi di rifacimento ritenuti adeguatamente idonei, considerato che i costi di investimento, esercizio, manutenzione e approvvigionamento della biomassa dipendono dalla tipologia di biomassa, e risultano usualmente piu' elevati se solida. Tiene inoltre conto che in ragione del costo di approvvigionamento della biomassa solida, per gli impianti esistenti che cessano dal diritto alle tariffe di cui al provvedimento Cip 6/92, ovvero dal diritto ai certificati verdi, non sussisterebbero in assenza di appropriati interventi di sostegno, le condizioni per il mantenimento in esercizio degli impianti.

(fonte ANSA)
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Lecce / Festival dell'Energia: bando per progetti innovativi in ambito energetico

Il Festival dell’Energia, in programma a Lecce dal 20 al 23 maggio 2010, è alla sua terza edizione e per quest’anno lancia un bando (vedi sito in basso) rivolto a Università, Fondazioni, Associazioni, Istituti di ricerca pubblici e privati, italiani e stranieri in possesso di un progetto innovativo in ambito energetico.

I partecipanti potranno presentare progetti a carattere teorico (le possibili applicazioni, però, non dovranno essere già in produzione) o lavori riguardanti interventi nel settore energetico, documentati da sperimentazioni scientifiche, brevetti o realizzazioni di prototipi.
I progetti dovranno essere presentati sotto forma di abstract (3.500 caratteri spazi inclusi).
Con questa iniziativa, il Festival dell’Energia intende creare un’occasione di dialogo tra mondo scientifico, mondo finanziario, aziende e cittadini.

Come per l’edizione del 2009, i lavori e i progetti di ricerca saranno presentati al pubblico durante la manifestazione all’interno di un’area dedicata, lo Spazio Innovazione, a cui si aggiungerà un’area virtuale sul sito di InnovazionEnergia, dove sarà possibile visualizzare tutti i progetti del concorso.

Il termine per la presentazione delle candidature è il 15 marzo 2010 e la selezione avverrà entro il 31 marzo 2010. Tutti i progetti presentati saranno analizzati dal Comitato Scientifico del Festival dell’Energia.
Nel corso della terza edizione del Festival dell’energia si svolgeranno dibattiti, incontri, presentazioni di libri, conferenze e momenti ludici per coinvolgere esperti, cittadini, amministratori locali e nazionali, imprese, associazioni di categoria ed esponenti del panorama culturale italiano e internazionale sui temi dell’energia. Da gennaio 2010 il programma della manifestazione.


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Provincia di Bolzano: programma per le rinnovabili e la riduzione della CO2

La Provincia Autonoma di Bolzano ha annunciato una serie di misure per la riduzione delle emissioni. Si tratta di una ventina di interventi finalizzati alla riduzione dell'inquinamento e al progressivo passaggio dalle fonti energetiche tradizionali a quelle rinnovabili come l'energia idroelettrica, quella solare, eolica, da biomassa e geotermica. Alcune misure puntano a ridurre in modo significativo il consumo energetico delle nuove costruzioni e a incentivare le ristrutturazioni e il passaggio a categorie "CasaClima" con un minore impatto ambientale.

Attualmente in Provincia di Bolzano le emissioni annue pro-capite di CO2 sono pari a 5,3 tonnellate, a fronte delle 20 tonnellate di un cittadino statunitense e delle 9,9 tonnellate di un cittadino tedesco. Secondo quanto sottolineato dal presidente Luis Durnwalder, la Provincia intende arrivare nel 2020 a 4 tonnellate pro-capite annue e addirittura a 2 tonnellate entro il 2050. Non stupisce quindi che l'altro obiettivo prioritario per la Provincia, sia quello di arrivare ad un impiego del 75% di energia a livello provinciale derivante da fonti rinnovabili a fronte dell'attuale 56%.

Il programma di riduzione delle emissioni prevede anche un ulteriore miglioramento dell'efficienza energetica dei nuovi edifici. Le nuove norme provinciali fissano per le nuove costruzioni un consumo massimo di 7 litri di carburante/mq/anno corrispondente alla categoria 'CasaClima C'. Ma a partire dal 1° giugno 2010 tale limite passerà a 5 l/mq/anno corrispondente alla categoria 'CasaClima B'.

Per sostenere questo passaggio, la Giunta intende approvare una serie di incentivi che consentiranno a coloro che realizzeranno edifici CasaClima di categoria 'B+' e 'A+' di usufruire di un bonus nella cubatura rispettivamente del 10 e del 15%. Nel caso di risanamento di edifici vecchi, l'intervento dovrà assicurare l'inserimento dell'edificio nella categoria 'CasaClima C' con un fabbisogno energetico non superiore a 7 l./mq/anno. Nel caso di demolizione e ricostruzione per usufruire del bonus sulla cubatura dovrà essere invece realizzato un edificio in categoria 'CasaClima A'.

Altri interventi riguardano la realizzazione di ampie superfici ricoperte con sistemi fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici. Tra palazzi provinciali, scuole, ospedali "si può contare su di una superficie utile che si aggira intorno ai 20 ettari in grado di produrre una notevole quantità di energia pulita", ha sottolineato Durnwalder.
La Provincia intende inoltre introdurre incentivi nel settore agricolo per il trasporto e l'utilizzo di legname per la produzione energia, per il biogas, il fotovoltaico e per la promozione di prodotti locali, creando un apposito marchio "Alto Adige per il clima". Inoltre è in progetto la realizzazione di apposite colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici da collocare in punti chiave dei centri urbani.

(fonte: KyotoClub)

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Fotovoltaico: costi in discesa libera, - 8% l'anno

I costi del fotovoltaico scenderanno in media dell'8% l'anno: la previsione e' dell'Epia, l' Associazione europea dell'industria fotovoltaica, che annuncia che il numero di impianti fotovoltaici in Italia e' quasi raddoppiato in meno di un anno, passando dai 31.800 impianti installati a fine 2008 agli oltre 53.600 rilevati dal Gestore servizi energetici. Complessivamente, nel nostro Paese la potenza degli impianti fotovoltaici installati e' pari a 668,6 megawatt. Secondo lo studio, entro il 2020 con questa fonte energetica si potrebbe soddisfare addirittura il 12% della domanda di elettricita' dell'Unione europea, a confronto con la situazione attuale di poco inferiore all'1%. Il nostro Paese, se venisse confermata questa tendenza, sarebbe uno di quelli che potrebbe contribuire in misura maggiore al conseguimento degli obiettivi europei di lotta al cambiamento climatico. Ma, secondo l'Epia, si tratta di un traguardo realizzabile soltanto a patto che in Europa si verifichino due condizioni in particolare: una maggiore flessibilita' del sistema di generazione elettrica e sistemi di sostegno al mercato stabili e sostenibili.

(fonte: ANSA)
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Ispra: i ricercatori precari ancora sui tetti, Legambiente porterà il carbone al prefetto Grimaldi

Ci piacerebbe molto che il nuovo anno cominciasse bene per i precari dell’Ispra, ancora sul tetto dell’edificio per protestare contro i licenziamenti. Ci farebbe molto piacere per loro, ma anche per il Paese che insieme ai posti di lavoro di queste persone, rischia di perdere un grande patrimonio nel settore strategico della ricerca, con grave danno per l’ambiente e la sostenibilità. Speriamo che il Prefetto ci ripensi. Per convincerlo noi faremo la nostra parte”.
Con queste parole Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha annunciato per il prossimo 5 gennaio un blitz presso la sede Ispra
(l’ente creato da circa un anno dalla fusione di Apat, Infs e Icram) da parte di una particolare Befana ambientalista, che consegnerà un sacco pieno di carbone al Prefetto Grimaldi,

Commissario straordinario dell’Ispra, finora “sordo” a tutte le sollecitazioni ricevute per cercare di trovare una soluzione che tenga conto delle competenze e della professionalità degli addetti minacciati dai licenziamenti.

La befana di Legambiente interverrà quindi per cercare di scongiurare il rischio che importanti attività come gli interventi sulla biodiversità marina, le emergenze in mare (anche sulle cosiddette “navi dei veleni”), le bonifiche di siti contaminati, la pesca sostenibile, l’informazione ambientale, l’aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera e la prevenzione del dissesto idrogeologico siano definitivamente compromesse da licenziamenti e privatizzazioni frettolose. “L'azione che il prefetto sta intentando, irrigidendo le procedure e tagliando posti di lavoro - ha concluso Cogliati Dezza – impedirà la prosecuzione delle ricerche su un bene primario per l'interesse generale del paese e, oltre a disperdere professionalità e competenze, determinerà anche l’impossibilità di sviluppare il controllo pubblico su temi di primaria importanza e di interesse generale. Il governo deve fare il possibile affinché la ricerca pubblica ambientale non venga svenduta”.

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30 dicembre 2009

Enel / Conti: 'Non necessariamente il nucleare deve essere sovvenzionato dallo Stato'

"Non necessariamente" il nucleare deve essere sovvenzionato dallo Stato. Lo ha detto l'ad di Enel, Fulvio Conti, in una intervista a 'L'Espresso' in edicola domani. "Il nucleare - ha spiegato - ha un costo iniziale di investimento molto alto ma, una volta fatto, il costo del combustibile, cioe' la parte variabile, e' molto inferiore al gas e anche al carbone. L'effetto totale e' che il costo complessivo del nucleare e' piu' basso, inclusa anche la quota per lo smaltimento: tutti gli impianti hanno, all'interno del prezzo al cliente, una fettina accantonata per il decommissioning. Una fettina quasi impercettibile, che si impiega come una riserva assicurativa, e che permettera' di avere tra 40-60 anni le risorse per smantellare l'impianto esistente". Per Conti per finanziare il nucleare in Italia servono "due fattori base. Primo: la certezza che una volta presa la decisione non si sfasci tutto con il balletto dei ripensamenti". Per l'ad di Enel inoltre, "essendo il costo del nucleare piu' basso di altri, ci puo' essere uno scambio vantaggioso con il consumatore: che il prezzo non possa mai scendere sotto un certo livello, in cambio dell'impegno a non farlo mai salire oltre un altro livello. Questo da' certezza alla struttura di costi e rende finanziabile il progetto. Cosi' i finanziamenti pubblici non servono". Parlando della sicurezza e dei siti dove saranno costruite le centrali, conti ha detto che "l'importante e' spiegare bene ai cittadini cos'e' il nucleare, e uscire dal paradosso per cui abbiamo 27 reattori nell'arco di 200 chilometri dai nostri confini che ci forniscono energia". L'enel per fare questo avviera' una "campagna di comunicazione che cerchera' di affermare i fatti scientifici - ha aggiunto - . Le centrali nucleari esistenti, moltiplicando gli anni di lavoro per il numero dei reattori, hanno gia' funzionato per 13 mila anni senza incidenti. Oggi l'errore umano non e' ammesso"

(fonte: AGI)
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Premio Libro per l'Ambiente: proposti 115 titoli da 52 case editrici

Sono stati ben 115 i titoli proposti dalle 52 case editrici che quest’anno hanno voluto partecipare alla XII edizione del Premio Libro per l’Ambiente, il progetto promosso da Legambiente e da La Nuova Ecologia per incoraggiare una relazione innovativa tra il libro e i giovani lettori, attraverso un vero e proprio concorso per l’editoria di qualità, a carattere ambientale, al quale i piccoli lettori possono contribuire col ruolo effettivo di membro della giuria.

Saranno, infatti, proprio i lettori under 14 (oltre 2000 tra alunni delle classi aderenti, gruppi organizzati tra biblioteche, associazioni e comunità) a determinare i vincitori del concorso che vede in lizza tre titoli per la sezione Narrativa e tre per quella Divulgativa, scelti e preselezionati da un gruppo di esperti di editoria.

Per fornire ai ragazzi un’occasione di approfondimento delle tematiche di interesse ambientale e soprattutto per offrire un percorso di sensibilizzazione alla lettura e alla conoscenza, Legambiente garantisce l’acquisto e la distribuzione dei libri finalisti presso le giurie dei ragazzi che saranno seguiti da animatori impegnati nella valorizzazione del piacere della lettura. Un corso specifico di aggiornamento sulle tematiche ambientali, editoriali e sull’educazione alla lettura e alla comunicazione per l’infanzia, viene quindi proposto agli educatori e agli insegnanti che vogliono partecipare, mentre, per qualsiasi perplessità o richiesta inerente alla lettura e/o alle tematiche ambientali, verrà attivato uno sportello informativo per i partecipanti e i membri della giuria.

I libri in concorso verranno letti e discussi in classe e in altre occasioni, per poter decretare i titoli vincitori delle due categorie da premiare nel mese di giugno, durante una cerimonia di premiazione gestita proprio dai piccoli giurati.

La crescente risposta delle case editrici al nostro concorso - ha dichiarato la responsabile Scuola e formazione di Legambiente Vanessa Pallucchi - testimonia come i valori legati all’ambiente e l’informazione intorno ai temi della natura siano determinanti per la formazione dei cittadini più giovani. Negli anni abbiamo assistito ad una costante crescita dei livelli qualitativi delle proposte editoriali ricevute e crediamo, col nostro concorso, unico nel suo genere per il coinvolgimento diretto di migliaia di giovanissimi, di aver contribuito allo sviluppo di questo interessante settore dell’editoria”.

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29 dicembre 2009

Nucleare: Gli Emirati Arabi rifiutano la tecnologia francese che ha comprato l'Italia perchè troppo costosa!

L'emirato di Abu Dhabi, a nome dei 7 che formano gli Emirati Arabi Uniti, ha respinto l'offerta fatta da Edf, Areva, Suez-Gdf e Total di realizzare centrali nucleari del tipo Epr per realizzare l'ambizioso programma nucleare degli Emirati che hanno preferito un'offerta sudcoreana. Secondo quanto dice e il capo dello staff del presidente francese Nicolas Sarkozy, Claude Gueant, al quotidiano Les Echos, la colpa sarebbe del consorzio di società francesi che avrebbe impiegato troppo tempo ad avanzare la sua offerta: «Il gruppo francese ha impiegato troppo tempo a prepararsi per la battaglia. Le preoccupazioni circa il reattore nucleare Epr di Areva non erano infondate, Siamo delusi ma crediamo in Epr che consideriamo il tipo di reattore più sicuro del mondo. La vittoria sudcoreana è dovuta al prezzo previsto per l'energia proveniente dai reattori che intende costruire. Se i coreani sono stati in grado, in una regione molto ricca, di ottenere un contratto grazie al prezzo, è un fatto inquietante per il futuro di Areva».

Se piange Nicolas Sarkozy, che si era molto speso (anche dal punto di vista delle forniture e della presenza militare, la notizia dell'ennesimo fallimento dei mercanti nucleari ha reso felici no-nuke francesi. Réseau "Sortir du nucléaire" parla di un buon affare fatto dalla Francia prendendo ad esempio quel che sta succedendo con l'Epr finlandese: «Venduto a 3 miliardi di euro alla Finlandia, l'Epr il cui cantiere (iniziato a fine 2005 e che conta almeno 3 anni di ritardo) è un disastro industriale e finanziario, costerà in realtà almeno 6 miliardi ed è la Francia che dovrà pagare questo immenso sovra-costo».

L'Epr è la tecnologia nucleare su cui punta anche il governo italiano per il suo rinascimento atomico, almeno per quel che riguarda le intese sottoscritte da Scajola con i francesi. Ma, purtroppo per noi, quello dell'Epr finlandese non è un incidente di percorso: il cantiere dell'altro Epr, quello francese di Flamanville (dove Enel partecipa con una quota del 12,5%), è nella stessa situazione: «Iniziato a fine 2007, conta già un anno di ritardo - spiegano a "Sortir du nucléaire" - e un miliardo di sovra-costi. Non c'è quindi obiettivamente alcuna ragione per l'eventuale vendita di altri reattori Epr o perché ci siano nuovamente dei costi aggiuntivi a carico della Francia».

Insomma, l'Epr che ci hanno così tanto decantato come sicuro, di ultima generazione, economico e "risparmioso" per i consumatori di elettricità, si sta rivelando economicamente svantaggioso perfino per i francesi che lo costruiscono, tanto che gli emiri arabi, forse resi più saggi dal crollo del mercato edilizio di Dubai, hanno deciso prudentemente di scartarlo. Le centrali nucleari Epr, progettate agli inizi degli anni '90, rischiano di diventare obsolete già prima di entrare in servizio.

Gli ambientalisti francesi spiegano che «Il reattore Epr è così caro e così "cattivo" che non ha quasi nessuna chance di essere preso dalle compagnie elettriche straniere», evidentemente meno che da quelle italiane, affascinate dalla "sicurezza" del nucleare dei cugini francesi. Eppure l'autorità di sicurezza britannica sul nucleare, seguita dalle consorelle finlandese e francese, ha recentemente messo in luce una grave falla nel sistema di sicurezza dell'Epr. "Sortir du nucléaire" come al solito non ci va leggero: «Tutti i reattori nucleari sono pericolosi e cari, ma l'Epr é sicuramente uno dei peggiori reattori nucleari di tutti i tempi».

Probabilmente il no all'Epr francese è il segnale di quel che sta accadendo per progetti simili in giro per il mondo (meno che in Cina e in Asia) e l'intero progetto nucleare di Abu Dhabi ha buone possibilità di essere accantonato e gradualmente dimenticato tra i vari sogni di potenza perché, dicono gli antinucleari francesi: «Utilizzare dei reattori nucleari non è solo la maniera più pericolosa e più inquinante di produrre elettricità, è anche la più cara. La maggioranza dei Paesi ha compreso che la sola buona opzione è sviluppare simultaneamente i risparmi di energia e le energie rinnovabili e, soprattutto, di non investire in una tecnologia arcaica come il nucleare... Ancora una volta la la Francia atomica è andata a sbattere contro il muro».


(fonte: Greenpreport)

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ILVA / Taranto: funziona la legge anti-diossina voluta da Vendola, emissioni sotto i 2,5 Ng.

L’assessore al Lavoro e Fp, Michele Losappio, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Con un comunicato ufficiale il Direttore Generale dell’ARPA Puglia ha espresso il suo giudizio positivo sul piano di fattibilità presentato da ILVA alcuni giorni fa e destinato a ridurre la emissione delle diossine entro il parametro europeo dei 0,4 ng per dicembre 2010. Già oggi, con l’addizione di urea, la soglia di inquinamento è stata portata a valori inferiori i 2,5 ng così come indica la legge regionale 44/08, meglio conosciuta come legge antidiossine. Ora l’efficacia del procedimento scelto da ILVA, fra quelli più avanzati già sperimentati in Europa da altre Società, da un lato fa chiarezza sulle polemiche avanzate da una parte del mondo economico e da alcuni politici della destra che straparlavano di una legge che per la sua inapplicabilità avrebbe portato alla chiusura dell’ILVA, dall’altro rende giustizia a chi si è battuto – pur da trincee diverse - nella azienda e nella istituzione per portare “a casa” un risultato che per la prima volta inverte decisamente la tendenza a far finta di niente che ha contraddistinto la classe dirigente regionale per almeno 20 anni”. “Da presentatore, difensore, illustratore della legge in Commissione, in Consiglio e nella trattativa con il Ministero dell’Ambiente ringrazio – conclude Losappio - il movimento ambientalista, la Direzione Generale ARPA e il Presidente Vendola per aver contribuito in maniera determinante al varo ed al buon esito della stessa”.
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2.200 nuovi alberi nel Parco del Pollino grazie al gioco del lotto

Alberi per compensare le emissioni generate dalla produzione delle schedine del Gioco del Lotto: questo il progetto che portera' alla piantumazione di 2.200 esemplari di Pino Loricato e Pino Nero nel Parco Nazionale del Pollino. Il progetto, condotto da Lottomatica e dal Comitato Parchi per Kyoto, ha gia' reso possibile la messa a dimora di 3.500 alberi nell'Area Marina Protetta del Plemmirio, in Sicilia. ''Dato il successo dello scorso anno - ha sottolineato Renato Ascoli, direttore Generale Lottomatica - Lottomatica ha rinnovato la partnership con Parchi per Kyoto realizzando un intervento di forestazione e piantumazione di 2.200 specie autoctone nel parco del Pollino. L'obiettivo del 2010 e' compensare, infatti, le emissioni di CO2 relative alla produzione delle schedine del Lotto 2009, per le quali sono state calcolate circa 1.417 tonnellate di CO2 prodotte''. In armonia con quanto stabilito dai principi del Protocollo di Kyoto, durante tali interventi di forestazione non e' previsto l'impiego di nessun principio chimico per evitare di contaminare le risorse naturali; vengono, inoltre, eliminati tutti i rifiuti prodotti durante la fase di messa a dimora, coerentemente con le finalita' dell'intervento di assorbimento della CO2 atmosferica.

(fonte: Ansa Ambiente)

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28 dicembre 2009

Regione Toscana: 'il Governo nazionale non rispetta gli impegni, mancano 13 milioni promessi per la difesa del suolo'

«Il 26 giugno scorso il ministero dell'ambiente si è impegnato a finanziare con oltre 13 milioni e mezzo di euro gli interventi per la difesa del suolo necessari sul nostro territorio. Da allora abbiamo perso le tracce di tale decisione; nemmeno un euro è arrivato in Toscana da Roma e la Regione sta affrontando le emergenze di questi giorni con risorse proprie di concerto con i comuni e le province».
Con queste parole Marco Betti, assessore regionale alla difesa del suolo, denuncia lo stato di stallo in cui versano i finanziamenti nazionali per far fronte agli interventi in difesa del suolo: dalla sistemazione idraulica alla prevenzione delle frane fino al ripristino del territorio.
«Il governo regionale - continua Betti - ha fatto quel che doveva fare per ottenere i fondi con la delibera di giunta 916/2009. E' inoltre da tener conto che i 13 milioni e mezzo sono solo una minima parte delle risorse necessarie per far fronte compiutamente ai bisogni toscani».
«In particolare - ha concluso l'assessore - una quota parte dell'intera cifra promessa dal governo, ovvero 3.700.000 euro, è da destinare alla copertura dei danni provocati dalle calamità dell'inverno 2008/2009, per la quale la Regione e gli enti locali hanno già impegnato oltre 20 milioni».
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Emila Romagna: bando da 300 milioni di euro per l'agricoltura

Settanta progetti in tutti i principali settori produttivi, con un importo complessivo di spesa di 300 milioni di euro, a fronte di 114 milioni di euro di contributi pubblici, la partecipazione di 2.018 imprese di cui oltre 1.600 aziende di conduzione agricola. Sono i risultati del bando per i progetti di filiera del Piano regionale di sviluppo rurale, chiusosi nei giorni scorsi.

"Terminiamo un anno molto difficile per l’agricoltura emiliano-romagnola con una buona notizia che può segnare l’inizio di un anno migliore - ha detto - l’assessore regionale Tiberio Rabboni - Abbiamo lanciato al mondo agricolo questa sfida ad organizzarsi meglio nella filiera e il mondo agricolo ha risposto. E’ un successo che rivela la vitalità del nostro sistema, pur in questa fase di crisi”.

Il bando rappresenta la misura più innovativa del Piano regionale di sviluppo rurale e un’iniziativa unica nel panorama nazionale. L’obiettivo è quello di promuovere l’aggregazione, intorno a un progetto comune, dell’intera filiera agricola, mettendo insieme chi produce, chi trasforma e chi commercializza.

L’eccessiva frammentazione “dalla terra alla tavola” - male storico dell’agricoltura italiana - penalizza infatti sia chi produce, sia il consumatore finale e riduce la competitività sui mercati internazionali dell’intero sistema. Proprio per promuovere questo nuovo “gioco di squadra”, che rafforzi in particolare l’azienda agricola, il bando prevede come condizione stessa per accedere agli aiuti pubblici l’esistenza di un accordo formale e su un piano di reciprocità tra i diversi attori della filiera. Tale accordo, prevede ancora il bando, dovrà restare in vita per almeno 3 anni dopo la fine dell’investimento.


L’importo medio delle iniziative proposte è di 4 milioni 285 mila euro, un dato significativo che dimostra l’effettiva capacità di aggregazione del sistema regionale. Le domande sono distribuite in tutte il territorio regionale e in tutti i settori, a partire da quello lattiero-caseario, per il quale sono stati presentati ben 21 progetti di filiera e da quello dell’ortofrutta con 14 progetti. Oltre la metà dei contributi sono andati all’ammodernamento aziendale, ma significativo il successo riportato anche dalla ricerca e dagli interventi di promozione. I limiti minimi e massimi di spesa del singolo progetto di filiera variano da un minimo di 200 mila euro per settori minori, quali quello forestale e quello dei prodotti biologici, ad un massimo di 10 milioni di euro per i settori principali, quali il lattiero-caseario, l’ortofrutticolo, il vitivinicolo, carni bovine e suine. I contributi pubblici oscillano tra il 40-50% e il 70%.

Per quanto riguarda le forme aggregative, sono tre le tipologie prevalenti: rafforzamento di aggregazioni già costituite (cooperative, organizzazioni di prodotto); allargamento di aggregazioni già costituite a nuovi soggetti attraverso rapporti di tipo economico-commerciale; creazione di nuove aggregazioni, come raggruppamenti temporanei di impresa.

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RIvoluzione nel Fotovoltaico: brevettate le celle microfotovoltaiche glitter

Il laboratorio di ricerca del Department of Energy americano, il Sandia National Laboratories, ha brevettato un sistema rivoluzionario per costruire pannelli fotovoltaici composto da celle microfotovoltaiche glitter. Queste microcelle permettono maggiore flessibilità e dimezzano i costi mantenendo intatte le performance.
Hanno uno spessore che varia dai 14 ai 20 micrometri, cioè meno di un capello umano e circa 10 volte più sottile di una cella convenzionale. In questo modo necessitano di molto meno silicio ma generano la stessa quantità di energia. Inoltre i wafer possono essere realizzati in svariate dimensioni e hanno una tolleranza all’ombra migliore rispetto ai tradizionali pannelli fotovoltaici.

La produzione avviene in questo modo: le celle sono applicate al wafer di silicio in forme esagonali e un sistema elettronico ne assembla fino a 130 mila pezzi all'ora con un costo di un decimo di centesimo per modulo. Concentratori solari a basso costo, prefabbricati, potranno essere posizionati direttamente sopra ogni glitter per aumentarne la capacità di conversione.

(fonte: Casa e Clima)


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ADUSBEF e Federconsumatori: con la Finanziaria 2010 600 euro di spese in più l'anno a famiglia

Nel 2010 le famiglie italiane si ritroveranno in tasca circa seicento euro in meno per colpa di rincari, balzelli e nuove spese. L'allarme arriva dalle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, che puntano il dito anche contro la Finanziaria: «Non è vero – dicono i presidenti Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – che non contiene nuove tasse. Anzi, prevede misure che costeranno alle famiglie 120 euro in più all'anno. Senza contare gli aumenti di gas, carburanti, mutui e biglietti ferroviari.

Adusbef e Federconsumatori parlano esplicitamente di «ministangata governativa»: «Non è vero – sostengono – che la Finanziaria appena approvata non abbia aumentato le tasse, come hanno affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perché ci sono circa 120 euro di nuovi balzelli che graveranno sulle spalle di ogni famiglia».

Tra questi, le due associazioni citano le «anticipazioni tariffarie di tre euro a passeggero su ogni singolo biglietto aereo a favore dei gestori aeroportuali», oltre al «contributo unificato pari a 103,3 euro a carico dei lavoratori licenziati che fanno ricorso in Cassazione» e ai circa 38 euro «a carico di quei cittadini che "osano" fare ricorso» contro le multe per alta velocità». A queste spese si devono aggiungere tutti gli altri rincari: circa trenta euro per il gas, 130 per l'assicurazione auto (Rca), 18 euro per servizi idrici, 35 euro per la Tarsu (Tassa rifiuti solidi urbani), trenta euro di aumenti dei servizi bancari, ottanta euro per i mutui a causa degli aumenti dello spread applicato dalle banche, 65 euro per gli aumenti dei biglietti dei treni e novanta euro (su base annua) per i costi dei carburanti.
Secondo le stime delle due associazioni dei consumatori, dunque, da gennaio 2010 peseranno sulle spalle degli italiani rincari complessivi per circa 596 euro. E la «stangata 2010» parte già da Capodanno. Secondo l'Adoc, festeggiare al ristorante o in un locale costa il 4% in più, in media, rispetto all'anno scorso. E allora aumentano (+2%) quelli che, per risparmiare, preferiscono rimanere a casa o andare in un agriturismo.

Festeggiare a contatto con la natura, secondo l'associazione dei consumatori, costerà in media 130 euro (+2,3% rispetto all'anno scorso), mentre per organizzare una cena in casa, per otto persone, non si andrà oltre i 158 euro in media.

(fonte: L'eco di Bergamo)
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27 dicembre 2009

Clima: La Germania accusa l'incapacità e la non-volontà di USA e Cina

Dopo la deludente conferenza mondiale sul clima a Copenaghen la Germania accusa la Cina e gli Usa. ''La Cina non vuole guidare e gli Usa non sanno guidare'', ha detto il ministro dell'Ambiente Norbert Roettgen (Cdu) in una anticipazione dello Spiegel. ''I colloqui - cosi' il ministro - hanno toccato il fondo, quando la Cina si e' opposta addirittura ad una riduzione unilaterale da parte degli stati industrializzati dell'80% delle emissioni di Co2 entro il 2050. Ai cinesi non interessava la salvaguardia dell'ambiente, ma il suo impedimento''. Secondo Roettgen, ''l'elite politica degli Usa non e' in grado di trovare una maggioranza per la tutela del clima''. Dure critiche arrivano anche dal ministro allo Sviluppo, Dirk Niebel (Fdp), che accusa ''la Cina e gli altri paesi emergenti di essersi comportati come paesi in via di sviluppo''. ''La Germania - ha aggiunto in una intervista all'Hamburger Abendblatt di domani - vuole restare apripista'', ma non accettera' mai ''una semplice prosecuzione del protocollo di Kyoto''. Dal 31 maggio all'11 giugno a Bonn si svolgera' un incontro dei ministri che dovra' preparare la prossima conferenza internazionale in Messico, dal 29 novembre al 10 dicembre 2010.

(fonte: Ansa Ambiente)
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26 dicembre 2009

Ricerca Petrolio nell'Adriatico Meridionale: Regione Puglia chiede la sospensione dei decreti autorizzativi

L’assessore regionale pugliese all’Ecologia Onofrio Introna ha richiesto un incontro al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sulla questione del permesso di ricerca di idrocarburi al largo delle coste pugliesi presentato dalla Northern Petroleum LTD. Dopo l’incontro del 21 dicembre a Monopoli con autorità e associazioni locali infatti è stato dato mandato alla Regione di illustrare al Ministero le valutazioni sugli interventi che incidono direttamente sul territorio sia dal punto di vista economico che ambientale. Infatti alla competente commissione ministeriale di valutazione ambientale alla Regione Puglia non è stato permesso di partecipare visti ritardi il decreto di nomina del rappresentante regionale – del 4 giugno 2009 – è stato trasmesso solo il 21 dicembre 2009. Introna, chiedendo l’incontro alla Prestigiacomo, ha chiesto quindi la sospensione dei decreti autorizzativi, auspicando l’allargamento della partecipazione anche alle rappresentanze delle Amministrazioni locali coinvolte.
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Rifiuti: dalla Francia il metodo per riciclare gli sci

Un'azienda francese ha messo a punto un metodo per riciclare gli sci, estraendo le parti metalliche e trasformando il resto in combustibile ad alto potenziale per i forni dei cementifici. Il procedimento prevede la frantumazione degli sci, particolarmente complessa dato che i materiali sono studiati per resistere a choc molto forti, seguita dalla separazione tra frammenti metallici, destinati alla rifusione, e componenti plastici, che diventano invece combustibile. ''Questi materiali bruciano bene e sviluppano un calore notevole - spiega il responsabili ricerca e sviluppo di Tri-Vallees, Gauthier Mestrallet - i cementifici sono interessati all'offerta, perche' 3 tonnellate di questi rifiuti equivalgono a una tonnellata di petrolio''. Nel 2009 l'azienda ha trattato 190 tonnellate di sci, e per l'anno prossimo punta a raggiungere quota 250. Quantita' notevoli ma non sufficienti ad alimentare una catena di riciclaggio autonoma, anche a causa delle difficolta' di gestione del trasporto. Il procedimento, dichiara ancora l' azienda, avrebbe pero' suscitato l'interesse di operatori in Italia, Svizzera e Canada, che starebbero organizzando la sua esportazione. Il materiale da sci gettato ogni anno in Francia supera le 1.500 tonnellate, che finiscono quasi interamente nelle discariche.

(fonte: ANSA)

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24 dicembre 2009

Lazio: Zaratti presenta il nuovo bando per la cooperazione decentrata; 800.000 euro per progetti di solidarietà.

"Parte oggi il nuovo bando per la Cooperazione decentrata, con il quale destiniamo 800.000 euro per i progetti destinati ai paesi in via di sviluppo. - afferma l'assessore regionale all'Ambiente e alla Cooperazione Filiberto Zaratti - Le iniziative di cooperazione che saranno finanziate dal nuovo bando coprono un ampio ventaglio di iniziative, tra cui la tutela dell'ambiente e lo sviluppo economico e sociale dei territori dei Paesi partner, con un forte impegno a destinare le risorse direttamente nei Paesi beneficiari".
"Questo bando è l'epilogo di un cammino che in questa legislatura ci ha consentito di destinare oltre dieci milioni di euro a favore dei Paesi in Via di Sviluppo, rafforzando la rete solidale composta dalle tante esperienze di cui la Regione Lazio è così abbondante: ONG, associazioni, Enti Locali, amministrazioni pubbliche come ASL e Parchi. Il tessuto della solidarietà nella nostra Regione è vario e ricco, e ci auguriamo che queste risorse fungano da moltiplicatore di quel fitto complesso di esperienze". Prosegue Zaratti.
Il bando rimarrà aperto per 45 giorni da oggi. Il termine per presentare le domande, quindi, sarà il 27 gennaio 2010. Il testo integrale del bando si trova sul sito web della Regione alle voci "Avvisi pubblici" e "Cooperazione tra i Popoli"- sezione "Bandi".

Il bando per la Cooperazione 2009 (doc 515,00KB)

(fonte: Regione Lazio)

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Le grandi opere senza soldi del Governo Berlusconi ed il bluff delle inaugurazioni

'Prepariamoci a grandi “effetti speciali” per l’inaugurazione di grandi opere come l’Alta Velocità Milano-Genova, il Ponte sullo Stretto e l’Autostrada della Maremma. Ma c’è il trucco e c’è l’inganno. Ecco spuntare l’ennesimo emendamento inserito ai commi 222 e 223 della Legge Finanziaria 2010 per superare il problema delle risorse pubbliche scarse e dei numerosi progetti ancora non definitivi'....
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Premio Innovazione amica dell'Ambiente per il Sud Italia: prorogati i termini al 12 Gennaio

Innovare e fare impresa in modo responsabile e sostenibile, percepire l’ambiente non come un limite ma come un valore e un’opportunità di sviluppo sano ed equilibrato, nella prospettiva di un futuro migliore per il Sud d’Italia: sono questi gli obiettivi del Premio Innovazione amica dell’ambiente per il Sud Italia i cui termini di scadenza sono stati prorogati alle ore 12 del giorno 12 gennaio, in considerazione della richiesta di maggior tempo da parte di numerose aspiranti partecipanti.

Il Premio Innovazione amica dell'Ambiente per il Sud, promosso da Legambiente, Comitato Mezzogiorno di Confindustria, Regione Puglia, Federparchi e Fondazione Symbola, è un riconoscimento annuale alle tecnologie, ai processi, ai prodotti, ai servizi e ai sistemi gestionali innovativi che producono significativi miglioramenti ambientali nel Sud Italia e consiste nel diritto all'uso del logo del Premio per la durata di un anno. Il premio viene attribuito a realizzazioni di cui si possono già essere verificati i primi risultati in termini di miglioramento ambientale, che si distinguano per la loro originalità e soprattutto, per le loro potenzialità future, con l’obiettivo di creare anche nel Mezzogiorno un contesto favorevole alla ricerca e allo scambio di innovazioni in campo ecologico, premiando quelle realtà capaci di considerare l'ambiente non più come vincolo ma come valore e opportunità di sviluppo e di crescita per sé e per l'intera collettività.

Il bando si rivolge quindi alle imprese (private, pubbliche, individuali, cooperative, consortili, organizzazioni no profit) che producono beni o erogano servizi, alle amministrazioni pubbliche, ai singoli uffici della Pubblica Amministrazione, alle istituzioni scientifiche, agli istituti universitari, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini. Verranno accolte innovazioni di prodotto, servizi, tecnologie, processi, sistemi produttivi e di gestione relativi a tre diversi ambiti:

-L’eco-edilizia, verso un mercato efficiente e di qualità.

In tutta Europa, la ristrutturazione dei nuovi quartieri si impone con l'applicazione di standard costruttivi che puntano ad annullare l'impatto climatico e ambientale: in questa prospettiva il Premio vuole segnalare le politiche, i progetti, le tecnologie, i componenti, i materiali e le soluzioni appropriate che assicurano all'edificio, sia esso una nuova realizzazione o il recupero di una struttura esistente, un'elevata qualità abitativa, un sensibile risparmio energetico e gestionale, un minor consumo di suolo, nonché la sostenibilità sull'intero ciclo di vita.

-Tecnologie verdi: prodotti, servizi e sistemi per l'efficienza energetica.

Il Premio è dedicato alle innovazioni nel settore dell'efficienza energetica (componentistica e prodotti finali negli usi elettrici ed elettronici, strumenti e software gestionali, tecnologie per efficienza energetica integrate a livello aziendale e/o territoriale) e delle rinnovabili (impianti adatti ad una generazione decentrata, esperienze di politiche territoriali promosse da imprese e PA volte all'impiego di fonti energetiche rinnovabili). Due mercati in cui innovazione e ricerca si incontrano e possono generare nei prossimi anni ancora straordinarie opportunità di sviluppo e di lavoro.

-Turismo sostenibile e gestione del territorio.

L’aumentata sensibilità ambientale e il bisogno d’identità e ricerca di radici fanno del viaggio e del soggiorno un’esperienza culturale improntata alla massima qualità, favorita anche dal moltiplicarsi di alberghi e villaggi ecologici o di esperienze di ricettività diffusa, con evidenti vantaggi ambientali.

Saranno considerate anche le iniziative che favoriscono una fruizione dell'ambiente e dei beni culturali da parte dell'utenza turistica. Tutti i progetti devono pervenire esclusivamente in formato elettronico con compilazione diretta sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org. La premiazione avverrà il 30 gennaio a Bari, nella cornice della giornata conclusiva di Mediterre.

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Assessore Zaratti e Fontana (SeL): no al nuclerare nel Lazio; Robilotta (PDL) vuole le centrali ne programma elettorale

''La posizione della candidata del Pdl, Renata Polverini, sul nucleare e' imbarazzante' fanno sapere in una nota congiunta Enrico Fontana, capogruppo di Sinistra ecologia e liberta' alla Pisana, e Filiberto Zaratti, assessore all'Ambiente alla Regione Lazio. 'Se come lei stessa afferma, - continua la nota - c'e' bisogno di energia che costi meno e rispettosa della salute dei cittadini, non bisogna aspettare la risposta dei suoi esperti: il nucleare, oltre a essere un salasso per i cittadini del Lazio, esporra' le comunita' locali a pesantissime servitu' ambientali e sociali''.
''Ora il Governo non ha alibi e deve rendere noti i siti prima delle regionali. Il centrodestra faccia chiarezza a tutti i livelli e affronti il giudizio dei cittadini'', continua la nota. ''Dubitiamo che il suo programma possa contenere una ricetta diversa da quella gia' presentata dal ministro Scajola'', concludono.

Intanto Donato Robilotta, consigliere regionale del Popolo della Libertà ha affermato a tal proposito: "Chiederò al PdL di mettere nel programma per le elezioni regionali il Sì al nucleare, con l’impegno se vinciamo le elezioni a ritirare il ricorso alla Corte Costituzionale, fatto dall’attuale giunta e a dire di Sì al sito per la costruzione della centrale nucleare, nel caso in il Governo ne individui uno nel Lazio".''Io sono d’accordo con il Governo sul programma nucleare - continua Robilotta - e troverei francamente imperdonabile che il Pdl a livello regionale si nascondesse dietro un dito non prendendo posizioni o peggio contrastasse l’opera del Governo".
"Lascio volentieri agli altri, verdi e massimalisti, la battaglia di retroguardia sul no al nucleare. Oltretutto - aggiunge Robilotta - fare il nucleare è l’unico modo per ridurre la produzione di Co2, le altre sono solo chiacchiere".
"Bene fa il Governo - conclude Robilotta - a garantire un abbattimento del costo dell’energia ai cittadini dei comuni che si caricano un problema di interesse generale e bene farebbe la Regione a fare altrettanto".

(fonte: Iris Press)


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Nucleare:La Prestigiacomo fa finta di non firmare, poi firma. I Verdi insistoni: i siti sono già noti

'Si e' trattato di un confronto sui contenuti risolto positivamente'. Afferma Stefania Prestigiacomo. Una "normale dialettica" interna al governo ma è toccato ancora una volta al sottosegretario Gianni Letta mediare e superare lo scoglio su cui l'esecutivo s'era arenato nell'approvazione decreto sui criteri per l'insediamento delle nuove centrali nucleari.
Il ministro dell'Ambiente fa sapere che ''sono state accolte positivamente e recepite nel testo del dlgs sul nucleare tutte le proposte che erano state avanzate dal Ministero dell'Ambiente''.
Nel mirino della Prestigiacomo c'era l'articolo 13, e in particolare il comma 7, secondo cui "l'Aia (autorizzazione integrata ambientale) e la Via si svolgono secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni; non possono avere a oggetto questioni già sottoposte a valutazione ambientale strategica (Vas) o alla valutazione dell'Agenzia nell'ambito della localizzazione del sito". Con la Prestigiacomo che rivendica un ruolo maggiore nel percorso autorizzativo degli impianti, si profilano quindi nuovi ostacoli sulla via del ritorno all'atomo. Già in precedenza il ministero dell'Ambiente aveva presentato alcune decine di richieste di modifica, la maggior parte delle quali sono state accolte. Tuttavia, non si è trovato l'accordo sull'articolo 13, tanto che il decreto è stato approvato "salvo intesa". Intesa che alla fine è stata trovata.

I SITI
Intanto i verdi fanno sapere che ''il governo ha gia' in mano l'elenco dei siti, gia' individuati dall'Enel, dove costruire le centrali nucleari, ma non li rende noti per paura di un boomerang elettorale alle prossime elezioni''. Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che aggiunge: ''Sono quelli resi noti da noi Verdi nei giorni scorsi: Montalto di Castro (Vt), Borgo Sabotino (Lt), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento), Monfalcone (Gorizia) e Chioggia (Ve). D'altronde il decreto che individua i criteri per la scelta dei siti (all'ordine del giorno del CDM di domani) e' solo una formalita' perche' tali criteri sono gia' previsti in modo rigido dalle organizzazioni internazionali'.

CENTRALE DI GARIGLIANO
I Verdi della Camapania riferiscono di 'nuovi sopralluoghi, da lunedì scorso, nei pressi della ex centrale nucleare del Garigliano'. 'Tecnici dell’Enel e del governo stanno facendo sopralluoghi in uno dei siti proposti per realizzare una nuova centrale nucleare in Italia'. 'È una scelta che non ci convince - spiegano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il presidente provinciale di Caserta Lello Aveta -, anche perchè quel territorio è stato già martoriato quando la centrale era in funzione ed ancora oggi ne paga le conseguenze non essendo mai stata dismessa ed anzi addirittura si ipotizzava di utilizzarla come deposito provvisorio di scorie nucleari». «Il progetto del governo è chiaro - continuano Borrelli e Aveta -: rimettere in piedi la centrale atomica del Garigliano che non è mai stata dismessa e bonificata. Ci opporremo a questa scelta sbagliata su un territorio che ha bisogno di più energie rinnovabili e non certo di nuove centrali atomiche'.
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23 dicembre 2009

Eolico: Enel Green Power avvia 12 MW in Francia

Enel Green Power ha messo in esercizio oggi altri 12 MW di capacità eolica in Francia, con l’installazione di 6 turbine da 2 MW ciascuna a La Druine, nella regione di Champagne Ardenne. La Società di Enel interamente dedicata alle rinnovabili completa così il suo principale progetto eolico ad oggi in Francia, quello della Valle d’Arcée, parco eolico che conta ora 30 MW di capacità installata.

Grazie all’entrata in esercizio delle nuove turbine di La Druine, il parco eolico della Vallée d’Arce produce oltre 75 milioni di chilowattora all’anno, in grado di soddisfare i consumi di più di 22.000 famiglie, evitando ogni anno l’emissione in atmosfera di 60.000 tonnellate di CO2 .

“Nel 2009 abbiamo messo in esercizio 8 nuovi parchi eolici, per una capacità installata totale di 60 MW, confermando il nostro obiettivo di espanderci in maniera significativa in Francia, Paese nel quale riteniamo vi sia un grande potenziale di crescita nell’eolico e nel solare – ha dichiarato Francesco Starace, Presidente di Enel Green Power. “L’attuale portafoglio di impianti rappresenta un’ottima base per la realizzazione degli ambiziosi progetti di sviluppo che abbiamo in Francia per i prossimi anni.“

Ad oggi, con il completamento della Vallée d’Arce, sono 68 i megawatt di capacità eolica installata nel Paese da EGP, che generano ogni anno oltre 150 milioni di kWh. Altri 80 MW sono attualmente in fase di realizzazione su una pipeline di sviluppo eolico di oltre 500 MW.

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Biodiesel: a Siracusa il primo impianto di produzione in Sicilia

Sorgerà nel Siracusano, nell’area ex Syndial del Petrolchimico di Priolo Gargallo, il primo impianto siciliano per la produzione di biodiesel. Lo stabilisce il decreto autorizzativo rilasciato nei giorni scorsi dall’assessorato regionale all’Industria. L'impianto sarà realizzato dalla romana Ecoil che ha previsto un investimento di circa 33 milioni e a regime raggiungerà una capacità di produttiva di 200 mila tonnellate annue di biodiesel.
La centrale sarà il terminale di una filiera agro-energetica siciliana che, nel giro dei prossimi 3 anni, disporrà di circa 60-70 mila ettari di coltivazioni dedicate. Nei primi 2 anni l’approvvigionamento sarà garantito per il 20 per cento da produzioni locali (girasole, brassica carinata, soia) per giungere al 100 per cento quando le colture saranno a regime. Saranno impiegate tecnologie di trasformazione avanzate che consentiranno di produrre biodiesel anche da maperie prime povere “quali oli vegetali iperacidi, grassi animali e vegetali”, ha spiegato l’assessore all’Industria, Marco Venturi, che ha sottolineato come l’impianto “avrà un impatto ambientale praticamente nullo”.
I residui della produzione saranno trattati dal depuratore di Priolo “senza alcuna conseguenza sul suolo e le falde superficiali e sotterranee, essendo biodegradabili sia le materie prime sia i prodotti”. I lavori di realizzazione dell'impianto dovranno avere inizio entro 12 mesi dalla data di emissione del decreto ed ultimati entro i successivi 24 mesi. Secondo quanto stabilito dal decreto, nella fase di realizzazione, verranno utilizzate ditte locali.
Dal canto suo, Ecoil si impegna ad attuare un programma di monitoraggio ambientale dell’impianto e dell’area su cui sarà realizzato, entro 6 mesi dalla data di avvio della produzione; nonché a contribuire, con 10 mila euro all’anno, alle spese dell'Osservatorio ambientale per la gestione dello stato ambientale del territorio. Inoltre, verserà al comune di Priolo un contributo una tantum di 100 mila euro e di 0,75 euro per ogni tonnellata di biodiesel prodotto per la durata della convenzione (20 anni).

(fonte: zeroemission.tv)
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Legambiente: 'il Governo svela la sua maxi stangata nucleare'

'Il governo finalmente scopre le carte e svela la maxi stangata causata dal ritorno dell'atomo in Italia: a pagare sara' come sempre Pantalone, con buona pace dell'alleggerimento delle bollette elettriche sbandierato nell' ultimo anno e mezzo dal Governo''. Questo il commento di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, al decreto legislativo sul nucleare previsto dalla Legge Sviluppo, approvato oggi in Consiglio dei ministri che prevede decine di milioni di euro di rimborso per i territori che ospiteranno le centrali nucleari e sgravi fiscali per comuni, imprese e cittadini che vivono nei pressi degli impianti atomici. ''Il governo deve smetterla con la propaganda sui benefici economici, ambientali ed energetici che garantirebbe il progetto di nuove centrali nucleari, dal quale la stessa cancelliera tedesca Angela Merkel si tiene ben lontana - continua Ciafani - spendendo non meno di 50 miliardi di euro per produrre il 25% dell'elettricita', distoglieremmo tutte le attenzioni e le risorse economiche che potrebbero essere investite subito nella green economy dell'efficienza energetica e delle rinnovabili''. ''Il governo fermi questo progetto, utile per pochi e inutile per la collettivita' - conclude Ciafani - che scatenerebbe inevitabili conflitti istituzionali e sociali gia' visti, non solo negli anni '70 e '80, ma anche poco tempo fa a Scanzano Jonico per realizzare il deposito geologico dei rifiuti radioattivi, e che ne' i rimborsi milionari ne' l'uso dell' esercito eviterebbero'.
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Nucleare: il Governo svela le carte ed i siti, il nucleare sarà costosissimo per gli italiani

Dopo 22 anni l’Italia ritorna al nucleare: il Governo, fa sapere una nota del Ministero dello sviluppo economico, oggi ha messo un importante tassello all’iter per giungere, nel 2013, alla costruzione della prima centrale elettrica a combustibile nucleare. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per “ la localizzazione, la realizzazione e l'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché le misure compensative e le campagne informative al pubblico”

Il provvedimento è stato proposto da Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, con il concerto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, e dopo questo primo atto va all'esame della Conferenza Unificata e al parere delle Commissioni Parlamentari, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per il varo definitivo. Nei tre mesi successi, il Consiglio dei Ministri adotterà il documento contenente la “strategia nucleare” con il quale saranno delineati gli obiettivi strategici in materia.

Giungono in breve le prime forti critiche all'operazione nucleare: “Ma da dove arriveranno queste montagne di soldi? Sarà una donazione di qualche nababbo o soldi di un benefattore? L'eredità di uno zio d'America o un regalo di Babbo Natale? Il governo finalmente scopre le carte e svela la maxi stangata causata dal ritorno dell'atomo in Italia: a pagare sarà come sempre Pantalone, con buona pace dell'alleggerimento delle bollette elettriche sbandierato nell'ultimo anno e mezzo dal Governo”.
E' questo il commento sarcastico di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente al decreto legislativo sul nucleare previsto dalla Legge Sviluppo, approvato oggi in Consiglio dei ministri che prevede decine di milioni di euro di rimborso per i territori che ospiteranno le centrali nucleari e sgravi fiscali per comuni, imprese e cittadini che vivono nei pressi degli impianti atomici.

“Il governo deve smetterla con la propaganda sui benefici economici, ambientali ed energetici che garantirebbe il progetto di nuove centrali nucleari, dal quale la stessa cancelliera tedesca Angela Merkel si tiene ben lontana - continua Ciafani -. Spendendo non meno di 50 miliardi di euro per produrre il 25% dell'elettricità, distoglieremmo tutte le attenzioni e le risorse economiche che potrebbero essere investite subito nella green economy dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Sono queste le uniche soluzioni efficaci e già disponibili per rispettare la scadenza europea del 2020 prevista dal pacchetto energia e clima, ridurre davvero la bolletta e la dipendenza dall'estero e per diversificare le fonti energetiche”."Il governo fermi questo progetto, utile per pochi e inutile per la collettività - conclude Ciafani - che scatenerebbe inevitabili conflitti istituzionali e sociali già visti, non solo negli anni ‘70 e ‘80, ma anche poco tempo fa a Scansano Jonico per realizzare il deposito geologico dei rifiuti radioattivi, e che né i rimborsi milionari nè l'uso dell’esercito eviterebbero”.


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22 dicembre 2009

Olio combustibile: Regione Lombardia ripristina le limitazioni per l'utilizzo

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha riunito oggi la Giunta regionale per varare due provvedimenti conseguenti alla sentenza del Tar (del 15 dicembre scorso) che aveva riammesso sul territorio lombardo l'uso dell'olio combustibile per il riscaldamento civile. L'uso per gli impianti di case e condomini di tale combustibile, fortemente inquinante, era stato vietato dalla regione dal 1 ottobre 2004 nell'area critica e dal 1 ottobre 2006 in tutto il territorio. Fin quando, in contraddizione con le sentenze precedenti, il Tar della Lombardia ha appunto accolto il ricorso dei petrolieri. "Una decisione - ha detto Formigoni oggi in conferenza stampa - cavillosa e infondata. Cavillosa perché basata sul mancato invio di una comunicazione all'Unione europea, infondata perché questa stessa comunicazione è stata trasmessa".

"Un primo provvedimento assunto oggi - ha detto il presidente - stabilisce il ricorso con procedura d'urgenza al Consiglio di Stato, con richiesta di sospensiva della ordinanza del Tar. Il motivo dell'urgenza sta nella necessità di non interrompere gli effetti positivi dei provvedimenti assunti dalla Regione in questi anni per combattere l'inquinamento atmosferico, migliorare la qualità dell'aria e tutelare la salute dei cittadini specie dei più indifesi da questo punto di vista, cioè anziani, bambini e malati cronici". Va ricordato che, in base agli studi dell'Arpa, confermati anche da un Rapporto del Ministero dell'Ambiente del 2004, l'olio combustibile era responsabile di una quota di emissioni di Pm10 nell'aria pari al 7,6%, corrispondenti a 250 tonnellate annue.

"Il secondo provvedimento - ha aggiunto Formigoni - conferma la limitazione dell'uso dell'olio combustibile per il riscaldamento delle abitazioni civili. Vogliamo inviare ai cittadini un messaggio tranquillizzante: l'impegno della Regione per contrastare l'inquinamento procede. Non ci lasciamo scoraggiare da iniziative improvvide e confermiamo, anche con atti coraggiosi, la nostra lotta alle sostanze inquinanti". Il presidente ha anche riferito che un sindacato dei trasporti nazionale ha presentato un ricorso al Tar per sospendere il bando regionale che dà incentivi per l'installazione dei filtri anti particolato.

"Siamo in un Paese - ha commentato Formigoni - in cui un sindacato ritiene discriminatorio che una Regione metta a disposizione contributi per i Fap e invece che chiedere che questa misura venga estesa a tutta Italia, vorrebbe farla sospendere. Mi auguro naturalmente che un simile ricorso venga respinto dal Tar". "Si conferma comunque - ha concluso il presidente - che Kafka è stato superato dalla realtà di questo Paese".

DATI SCIENTIFICI Nel 2004 uno studio dell'Arpa Lombardia ha dimostrato che l'olio combustibile comporta emissioni inquinanti molto maggiori di quelle del gas naturale e del gasolio, gravemente nocive per l'ambiente e per la salute. In particolare: le polveri fini emesse dall'uso dell'olio sono fino a cento volte superiori a quelle del metano e fino a 10 volte a quello del gasolio; nell'aria della Lombardia venivano immesse ogni anno a causa dell'olio combustibile 250 tonnellate di pm10, pari al 7,6% delle emissioni totali di polveri sottili; l'anidride solforosa è emessa in quantitativi 300 volte superiori a quelli del gas naturale e fino al 50% superiori al gasolio; gli ossidi di azoto emessi dall'olio sono in misura da tre a sette volte superiori al metano e da due a tre volte superiori al gasolio; i metalli pesanti, in particolare il nickel presente in maniera significativa nell'olio combustibile, sono composti di provata tossicità per l'organismo umano e più in generale per gli ecosistemi; l'anidride carbonica, principale gas ad effetto serra, è emessa in quantitativi superiori dalla combustione dell'olio combustibile rispetto al gasolio, ma soprattutto rispetto al gas naturale. Nello stesso anno il "Rapporto intermedio" del Ministero dell'Ambiente conferma la validità di questi dati.

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Mobilità Sostenibile: in Puglia bici gratuita in treno, e nuovi spazi attrezzati nelle stazioni

L'assessorato ai Trasporti dell Regione Puglia informa che con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario invernale – 13 dicembre – Trenitalia e Regione Puglia hanno dato un nuovo impulso al Protocollo di Intesa sottoscritto a luglio 2007 sostenendo il trasporto integrato bicicletta e treno. Oltre a confermare la gratuità del servizio “bici al seguito del viaggiatore” sui treni regionali idonei, il programma di rilancio prevede l’adeguamento degli spazi attrezzati per il trasporto bici a bordo dei treni regionali a partire da gennaio prossimo.
Per contribuire alla decongestione del traffico nei grandi centri urbani e promuovere l'utilizzo di due mezzi di trasporto ecologici come il treno e la bicicletta, Trenitalia-Direzione Regionale Puglia e Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia, lanciano il messaggio: "A Natale, per lo shopping, lascia a casa l'auto e viaggia in treno con bici al seguito". Scopo dell’iniziativa è ridurre le emissioni nocive nell’ambiente offrendo agli utenti una comoda alternativa all’utilizzo dell’auto. Per usufruire del supplemento bici gratuito occorre presentarsi al Personale di Bordo, di propria iniziativa e munito di biglietto valido per il percorso che si intende effettuare. Il Personale di Bordo provvederà all’emissione manuale del supplemento bici gratuito. Per orari e informazioni ci si può rivolgere negli uffici Informazioni e Assistenza alla Clientela, nelle biglietterie o consultare il sito www.ferroviedellostato.it.
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Oasi Naturale 'Le Cesine': riapre l'area protetta nel leccese dopo i lavori forestali

Conclusi i lavori forestali alla Riserva Naturale 'Le Cesine' nel Comune di Vernole (LE), coordinati dal WWF e realizzati dal Settore Foreste della Regione Puglia sotto la supervisone del Corpo Forestale dello Stato di San Cataldo (LE).
Grazie ad una serie di interventi mirati al miglioramento della componente boschiva quali: diradamento dell’ara pinetata adulta; sfolli della giovane perticaia post incendio a pino d’haleppo; limitazione della componente arborea e arbustiva esotica;limitazione della necromassa presente (lotta passiva agli incendi); spalcatura e sottopiantagione di latifoglie autoctone.
Miglioramenti sono stati apportati anche alla sentieristica ed ai capanni di avvistamento
Il ripristino del corretto sviluppo vegetazionale è una prerogativa fondamentale per un habitat in buona salute, capace di ospitare una biodiversità animale e vegetale quanto mai ricca e variegata. Numerose sono le entità faunistiche che si avvantaggeranno della nuova situazione: dai numerosi passeriformi ai piccoli mammiferi e anfibi che torneranno a frequentare l''area.
Soltanto il costante e professionale intervento degli operai forestali ha reso possibile operare in tal senso. Nell'occasione delle conclusione dei lavori forestali è avvenuta anche la consegna al WWF della Masseria Cesine da parte della Regione Puglia, dopo circa 15 anni di lavori di ristrutturazione.
Ritorna quindi al WWF la gestione diretta della Masseria, sede naturale dell’Oasi che fa da premessa ad un 2010 ricco di iniziative che coincidono con il 30esimo anniversario dell’istituzione dell’area protetta.

http://www.riservalecesine.it
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Euromobility 2009: Bologna prima in eco-mobilità

Milano batte Roma, ma in eco-mobilità vince Bologna. Maglie nere per Catania, Sassari e Taranto. Boom di biciclette e auto a gas, aumento dell'offerta di trasporto pubblico e in generale una migliore qualità dell'aria, in un'Italia ancora a due velocità. Da una parte il centro-nord che segue l'innovazione e il sud che rimane indietro. Questi, in sintesi, i contenuti del terzo rapporto di Euromobility, elaborato con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del ministero dell' Ambiente, sul traffico 'pulito' nelle 50 principali città italiane. Sul gradino più alto del podio si piazza Bologna: il capoluogo emiliano ha vinto il titolo di città più eco-mobile d'Italia grazie a un trasporto pubblico funzionante, alle innovazioni nella gestione e a una quota significativa di auto a basso impatto.

Ecco l'Italia dell'eco-mobilità:

- MILANO BATTE ROMA: Milano balza al quinto posto della classifica, guadagna nove posizioni rispetto al 2008, e batte Roma che arretra al diciottesimo posto, perdendo cinque (rpt, cinque) posizioni. Nella top ten ci sono tutte città del centro-nord tranne Bari: dopo Bologna, al secondo posto Firenze, seguita da Parma, Trento e Milano. Seguono Venezia, Reggio Emilia, Padova, Bari e Modena. Il sud 'arranca'. Chiudono, infatti, la classifica Catania, Sassari, e ultima Catania;

- BOOM BICI E AUTO A GAS: Milano è la città più attiva nel bike sharing (il servizio comunale di bicicletta condivisa). In Italia sono 23 le città in cui è attivo il bike sharing elettronico (a tessera magnetica) o meccanico (a chiave codificata). Nelle 13 città con sistema elettronico gli utenti sono aumentati del 206,5% con un vero e proprio boom a Milano con 12.346 utenti (quadruplicati rispetto all'anno precedente) e Roma con 8.700 utenti (anche qui quasi quadruplicati). Le new entry della bicicletta condivisa sono Bergamo, Genova, Udine, Terni e Siracusa. Il numero maggiore di biciclette a Milano (1.400), che distanzia nettamente Roma (150) e Siracusa (130), seconde e terze classificate. Il rapporto Euromobility evidenzia poi un vero e proprio boom per le auto a gas, "anche grazie agli incentivi". Le auto a Gpl (Gas petrolio liquido) sono aumentate, rispetto al 2008, del 14,77% e quelle a metano del 29,29%. Le città che vanno a tutto 'gas' sono Ravenna, Bologna e Ferrara con una media superiore al 12%. Fanalini di coda, Trieste, Aosta e Udine che non raggiungono neanche l'1%;

- CAR SHARING E TRASPORTO PUBBLICO: Il car sharing (cioè l'auto condivisa) trova sempre più seguaci con un aumento degli utenti del 15,14% rispetto al 2008. Milano è in testa per numero di utenti, 4.097, rispetto ai circa 2.800 dell'anno precedente, seguita da Venezia con 3.065. Cresce anche il numero delle auto disponibili del 12,9% in più. Le città con la flotta maggiore sono Milano con 133 e Torino con 119. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, la migliore offerta (su vetture per Km per abitanti) si registra a Milano, Venezia e Roma. La peggiore a Siracusa, Messina e Latina;

- TROPPE AUTO: L'Italia ha il tasso di motorizzazione più alto d'Europa: 61,32 auto ogni 100 abitanti contro la media europea di 46. Inoltre è in aumento (nel 20% delle città esaminate) rispetto al 2008 che era pari 61,01. Le città con più auto sono Latina (72), Roma (più di 70) e Potenza (70). Nella classifica delle città virtuose Venezia e Genova, Bolzano e Bologna. A Napoli la palma negativa delle auto inquinanti (Euro 0) con più del 30% in circolazione, seguita da Catania, circa il 30%. Le città migliori (Euro IV) Aosta, Brescia e Roma;

- QUALITA' ARIA: Il rapporto Euromobility esamina anche la qualità dell'aria per le polveri sottili (Pm10). Nel 2008, complice la meteorologia (è piovuto molto), si è assistito a un miglioramento generalizzato in tutte le città, tranne a Siracusa dove l'aria è peggiorata. La città siciliana ha registrato una media annuale di Pm10 di 85 microgrammi al metro cubo e per 321 giorni in un anno ha superato i limiti di 50 microgrammi al metro cubo (la legge prevede solo 35 superamenti). Le città migliori sono Campobasso e Reggio Calabria con 12 giorni di superamenti, mentre per la media annuale di Pm10 l'aria migliore tira a Genova (20 microgrammi di Pm10 al metro cubo).

(fonte: ANSA)


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Premio Ambientalista dell'Anno 2009: vince la biologa e giornalista Emanuela Evangelista

Legambiente e La Nuova Ecologia assegnano il “Premio Nazionale Ambientalista dell’Anno 2009” alla biologa e giornalista romana, Emanuela Evangelista, per l’impegno ultradecennale a favore della ricerca scientifica e della conservazione del territorio forestale del Brasile. Il concorso nazionale, giunto alla terza edizione, assegna un riconoscimento a persone che con il loro lavoro svolgono un ruolo privilegiato nella difesa del territorio. Il premio alla biologa romana sarà consegnato oggi alle ore 20.00, a Roma, presso i locali di Antù, il nuovo spazio-laboratorio dedicato all’ecosostenibilità nel quartiere Garbatella, nel corso di una conferenza stampa presieduta da Marco Fratoddi, Direttore di La Nuova Ecologia, Toni Mira, caporedottore dell’Avvenire, Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e Alberto Fiorillo, portavoce nazionale di Legambiente.

Con ben 1.974 voti, Emanuela Evangelista è arrivata in cima alla classifica dei dieci candidati segnalati da una giuria di esperti formata da Tessa Gelisio giornalista tv, Filippo Solibello conduttore di Caterpillar, Giuseppe Onufrio di Greenpeace, Toni Mira, Vittorio Cogliati Dezza, Alberto Fiorillo e Marco Fratoddi.

Biologa e giornalista, Emanuela Evangelista vive tra l’Italia e il Brasile, dove è impegnata sia nella ricerca scientifica che nella conservazione della natura tropicale. Una delle sue passioni più grandi sono infatti le foreste, in particolare quella amazzonica, alla quale è dedicata l’omonima associazione Amazônia che ha lo scopo di difendere l’ambiente coinvolgendo le popolazioni locali nelle attività di controllo della pesca, del bracconaggio e del taglio illegale di legname. In qualità di presidente della sezione italiana dell’associazione, Emanuela Evangelista è riuscita a tutelare quasi 200mila ettari di foresta nello Stato brasiliano di Roraima garantendo alle popolazioni locali progetti di assistenza sanitaria, educazione e sicurezza alimentare.

E proprio dai numerosi messaggi che hanno accompagnato le preferenze pervenute a La Nuova Ecologia, è emerso quanto sia forte l’interesse e la partecipazione comune per quell’ambientalismo che presta attenzione a dimensioni lontane, dinamiche globali e ricchezze che ci riguardano anche se non si trovano sotto casa. “L’Amazzonia è un patrimonio dell’umanità e ci fa piacere, all’indomani del vertice di Copenaghen, poter consegnare questo premio che sottolinea l’importanza di salvaguardare il polmone del mondo – afferma Marco Fratoddi –. Oltre ad essere una biologa, Emanuela Evangelista è un’esponente dell’associazionismo e comprende l’importanza di coinvolgere le popolazioni locali per valorizzare questo importante scrigno di biodiversità. E’ un premio perciò che le diamo doppiamente volentieri”.

Ma è lunga e ricca la lista di personalità del mondo della politica, dell’imprenditoria, dell’arte e della scienza che, assieme a comuni cittadini che si dedicano al volontariato, condividono, secondo modalità differenti, l’obiettivo di salvaguardare il bene comune. Spiccano infatti in classifica i nomi di Annamaria Procacci, ex parlamentare ed esponente ambientalista particolarmente attenta ai diritti degli animali, piazzatasi al secondo posto con 670 preferenze, seguita dalla paladina della fauna selvatica Cristina Rovelli, terza con 47 preferenze, l’imprenditrice “verde” Catia Bastioli, al quarto posto con 33 voti, il sindaco abruzzese amico delle rinnovabili Gianni Anastasio, arrivato quinto con 24 voti. E poi ancora, il volontario antincendio Mimmo Rocca, le storiche dell’arte aquilane Veronica De Vecchis e Giovanna Di Matteo, adoperatesi insieme a Legambiente nella salvaguardia dei beni culturali, gli operatori dell’azienda trapanese Calcestruzzi Ericina confiscata alla mafia, gli eco artisti del Cracking art group, il ministro dell’ambiente svedese Andreas Caldgren che ha proposto all’Ue di adottare la carbon tax. Dieci vite, dieci biografie che La Nuova Ecologia ha voluto mettere in “competizione” per rappresentare, in realtà, un esempio di come sia possibile fare del bene al pianeta, senza essere degli eroi.

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Legambiente: chiede al Governo una proposta di linee guida nazionali sulle rinnovabili

Si è tenuto ieri l’incontro promosso da Legambiente in collaborazione con la Commissione Europea per continuare a tenere accesi i riflettori sul tema dei cambiamenti climatici dopo il vertice di Copenaghen. L'incontro avvenuto a Roma presso la Sede Commissione Europea – Rappresentanza in Italia è stato un approfondimento con istituzioni, associazioni, imprese, giornalisti e opinion leader su: cambiamenti climatici, energia rinnovabile, responsabilità sociale, green economy.

'La straordinaria partecipazione di coloro che - fa sapere Legambiente in una nota - in tutto il mondo sono scesi in piazza per fermare la febbre del Pianeta e per testimoniare l’urgenza di azioni concrete e vincolanti da parte dei governi non ha ottenuto una risposta adeguata al problema. Copenhagen, si conclude con un accordo che non fornisce adeguata risposta alla gravità dei cambiamenti climatici in atto. L’accordo prevede, infatti, solo un impegno generico a limitare entro un massimo di due gradi l'aumento delle temperature; non fissa cifre sui tagli alle emissioni di gas serra e promette aiuti per 100 miliardi di dollari da qui al 2020 per i Paesi in via di sviluppo'.
“Un accordo politicamente non vincolante, senza scadenze e senza obiettivi definiti non è una risposta accettabile dinanzi alla crisi climatica del Pianeta – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – E’ evidente che i 193 capi di Stato e di Governo che sono intervenuti a Copenhagen non hanno saputo dare un segnale decisivo, all’altezza della straordinaria mobilitazione dei cittadini di tutto il mondo. Non sono stati presi impegni in termini di riduzione di gas serra, di controllo e verifica delle riduzioni, e alla luce degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici non possiamo permetterci ulteriori passi falsi. E’ necessario intervenire adesso con forza e con azioni concrete, a partire da un accordo vincolante nella prossima conferenza di Bonn, proposta da Merkel e Sarkozsy entro giugno prossimo.”

Copenhagen ha rappresentato comunque il punto dal quale partire per giungere in tempi brevi ad un accordo vincolante adeguato all’enormità del problema, e per questo Legambiente, auspica la realizzazione di passi avanti significativi e immediati in Italia e chiede al Governo e alle istituzioni locali proposte forti e vincolanti per la riduzione delle emissioni climalteranti, a partire dal tema delle rinnovabili.

A fronte di una situazione a dir poco confusa per i progetti degli impianti da fonti rinnovabili in Italia, Legambiente chiede al Governo di presentare finalmente una proposta di Linee Guida nazionali per superare al più presto la situazione di caos che impedisce di portare avanti in modo equilibrato e trasparente i progetti eolici, solari, da biomasse, idroelettrici e geotermici nel nostro Paese. Stessa chiarezza sarebbe utile rispetto al tema degli incentivi per il solare termico, fotovoltaico e risparmio energetico, per il quale urgono indicazioni certe capaci di garantire al settore la possibilità di mantenere elevato il livello di investimenti, premiando gli impianti integrati in edilizia.

Infine, l'Unione Europea ha già fissato i propri obiettivi vincolanti al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili e stabilito gli strumenti che dovranno accompagnare questo processo, mentre del piano italiano al momento non si ha notizia. Per questo Legambiente chiede al Governo di presentare quanto prima i provvedimenti per lo sviluppo delle rinnovabili nelle Regioni e per la definizione del piano d'azione nazionale per raggiungere l'obiettivo nazionale al 2020.



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21 dicembre 2009

Rifiuti: se differenziamo per Natale avremo una discarica in meno

Per fare una raccolta differenziata di qualità non basta solo la buona volontà, ma è necessario imparare a gestirla correttamente. Infatti, come emerge da un recente sondaggio IPSOS-COMIECO, se da una parte 8 italiani su 10 fanno regolarmente la raccolta differenziata di carta e cartone, dall’altra molti fra questi non hanno ancora imparato a farla bene.
Il risultato è che spesso alcune tipologie di carta vengono gettate erroneamente nei raccoglitori della differenziata, mentre dovrebbero finire altrove, ad esempio nell’indifferenziata. Un punto debole di tanti italiani, che potrebbe avere un impatto molto forte in un periodo come quello natalizio, dove tra confezioni di salumi e formaggi, lasagne e cotechini, panettoni e pandori, il rischio di confusione cresce.
Per scongiurare il rischio che tanti buoni propositi risultino poco efficaci, Comieco – Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica – ha preparato una lista di indicazioni utili per una raccolta differenziata di qualità, a partire da un menu tipico del pranzo di Natale o del cenone di Capodanno.

Partiamo dall’antipasto: se è a base di affettati e/o formaggi, è necessario ricordare che la confezione cartacea in cui sono conservati va gettata nell’indifferenziata, in quanto è carta sporca di cibo, a meno che la confezione sia formata da parti separabili carta/plastica e allora i materiali possono essere riposti separatamente nella raccolta differenziata. Passiamo al più tradizionale dei primi piatti: le lasagne al forno. In questo caso, bisogna tenere a mente che la carta da forno va nell’indifferenziata. Stessa fine dovrebbero fare tutti i tovaglioli usati e in generale qualsiasi tipologia di carta o di cartone che contenga residui di cibo o che sia sporca. Vale la pena fare molta attenzione a questo punto, dal momento che un italiano su due, secondo lo studio IPSOS-COMIECO, commette proprio questo errore: mandare alla differenziata la carta sporca di cibo.
Siamo arrivati al secondo piatto simbolo del cenone di capodanno: il cotechino o lo zampone. In questo caso, è necessario prestare attenzione al fatto che la confezione di cartone va separata dall’involucro che contiene la carne. Un errore, quello di non separare la carta dagli altri materiali, che commette il 40% degli italiani. Lo stesso passaggio va compiuto per il dolce natalizio per antonomasia: il panettone o pandoro. E’ necessario, in questo caso, fare attenzione alla separazione della confezione in cartone dal cellophane che avvolge questi dolci. E dopo il dolce, è la volta del conto… Stiamo parlando degli scontrini, ovvero il caso più ricorrente di errore nella raccolta differenziata di carta: il 75% degli italiani, infatti, li manda nel raccoglitore della carta, quando invece, essendo carta chimica, dovrebbe essere gettata nell’indifferenziata. Dal momento che nel periodo natalizio è prevedibile un aumento massiccio della quantità - e delle dimensioni - degli scontrini battuti, è necessario che ciascuno dia il proprio contributo.
Infine, per avere un’idea di quanto siano importanti i piccoli gesti individuali per ottenere grandi risultati, basta pensare che nel periodo Natalizio un’intera discarica potrebbe essere evitata se ognuno di noi differenziasse correttamente dal resto dei rifiuti: due scatole di pasta, due giornali, due riviste, uno scatolone di cartone, due sacchetti, due portauova. Si raccoglierebbero così circa 120.000 tonnellate di carta e cartone, che grazie alla raccolta differenziata, tornerebbero ad essere una risorsa per la nostra economia.

(fonte:COMIECO)
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Energia: dall'Australia la ricerca sul generatore di energia elettrica dal calore

Ricercatori australiani hanno sviluppato un nuovo tipo di motore che genera energia dal calore prodotto dalle centrali a carbone ma disperso nell'aria, permettendo loro di dimezzare le emissioni di CO2, e aprendo la strada alla sopravvivenza a lungo termine dell'industria del carbone, di cui l'Australia e' il massimo esportatore. L'annuncio e' stato dato oggi dal direttore della compagnia ourSun, John Maitland, ex dirigente del sindacato dei minatori, per farlo coincidere con il vertice di Copenaghen sul clima. Maitland ha detto di aver registrato il brevetto per il nuovo motore, che si e' dimostrato fattibile in simulazioni al computer, e sta ora procedendo verso la fase di prototipo, con una fattibilita' commerciale prevista entro il 2013. La compagnia ha presentato domanda di sussidi al governo australiano per commercializzare la tecnologia. La maggior parte delle centrali termoelettriche disperdono due terzi del calore che producono, e il motore ourSun potra' imbrigliare parte di tale energia, migliorando i tassi di efficienza termica fino ad oltre il 60%. Puo' inoltre essere montato sulle centrali che usano altre fonti di energia, nucleare, solare, a gas o a biomassa. Ricercatori di tutto il mondo sono all'opera per sviluppare la cosiddetta tecnologia del carbone pulito, che finora e' concentrata sulla cattura delle emissioni per convogliarle in cavita' sotterranee, una tecnica non ancora provata e comunque molto costosa. Il nuovo motore attacca il problema aumentando l'efficienza delle centrali esistenti, ha detto Maitland.

(fonte: ANSA)

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Scajola ha firmato il decreto per l'impotazione di Energia nel 2010

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha firmato il decreto con cui si definiscono, per l’anno 2010, le modalità e le condizioni relative alle importazioni di energia elettrica e si emanano direttive all’Acquirente Unico in materia di contratti pluriennali di importazione.
L’attribuzione della capacità di trasporto ai soggetti interessati avverrà tramite procedure d’asta, i cui proventi saranno utilizzati a vantaggio dei consumatori finali. I proventi contribuiranno infatti alla riduzione dei corrispettivi per l’approvvigionamento delle risorse nel mercato per i servizi di dispacciamento.
A differenza dello scorso anno, il decreto prevede la possibilità per l’Acquirente Unico (AU) - il soggetto responsabile dell’approvvigionamento per i clienti del servizio di maggior tutela, ossia per quei clienti, domestici e piccole imprese, che non hanno ancora sottoscritto forniture sul libero mercato – di non ritirare energia di importazione qualora il prezzo non sia ritenuto coerente con le previsioni dei costi di approvvigionamento effettuati dallo stesso AU per l’anno 2010. Rispetto al 2009, la capacità disponibile sulle interconnessioni con la Francia, la Svizzera, l’Austria, la Slovenia e la Grecia risulta invariata e il suo valore massimo è pari a 8.040 MW nelle ore diurne invernali.
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Commissione VIA: Si al rigassificatore di Brindisi

La Commissione VIA nazionale ha espresso, come abbondantemente annunciato, il giudizio di compatibilità ambientale favorevole per la costruzione del rigassificatore nel porto di Brindisi, in località Capo Bianco, in palese contrasto con la volontà del territorio in cui l’impianto dovrebbe essere costruito. Con argomentazioni discutibilissime la Commissione ha ritenuto compatibile il progetto malgrado le inaccettabili interferenze con le attività portuali ed il rischio di incidente rilevante evidenziati dalle istituzioni locali - Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi -, dalla Commissione VIA regionale pugliese e dalle associazioni ambientaliste.

“Il giudizio espresso dalla Commissione VIA nazionale - dichiara in una nota Legambiente - è frutto di valutazioni puramente politiche del Governo, che da tempo ha assicurato alla British Gas l’approvazione dell’impianto. Non tiene conto del parere negativo espresso dagli enti locali, a partire dalla Regione che ha precise competenze sui temi energetici sancite dalla Costituzione, e delle valutazioni scientifiche, che hanno portato a dimostrare, tra le altre cose, l’incompatibilità della movimentazione di 110 navi da 240–280 mila tonnellate con le attività portuali. Incompatibile è anche la collocazione del rigassificatore a ridosso di altri impianti ed attività che movimentano, stoccano, producono sostanze infiammabili, esplosive o comunque pericolose. È infine assurdo poter pensare che il Decreto ministeriale che verrà firmato dai ministri competenti possa eliminare il sequestro dell’area che la magistratura considera corpo del reato essenziale nel processo in atto”.

Legambiente proseguirà la sua vertenza contro un impianto che rischia di compromettere lo sviluppo portuale e del territorio e di aumentare il rischio di incidente rilevante in una zona già satura su questo fronte. A tal proposito, il 23 dicembre, alle ore 17, si terrà una manifestazione organizzata dal Comitato “No al Carbone” di Brindisi.


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