31 ottobre 2009

Nucleare: riparte la lotta da Montalto di Castro con il No Nuke Day

E'ripartita oggi la lotta contro il nucleare berlusconiano da Montalto di Castro con il No nuke day, rivendicando il successo delle grandi manifestazioni contro il nucleare degli anni ’70 e ’80, concluse con il partecipatissimo referendum che nel novembre del 1987 mise la parola fine all’avventura atomica italiana. Pannelli fotovoltaici, led per l’illuminazione, una piccola casa geotermica, una mostra sul disastro di Cernobyl, materiale informativo sulla certificazione e riqualificazione energetica, prodotti tipici, pane tostato spezie ed oli in degustazione, laboratori di educazione ambientale ed un dibattito tra cittadini ed istituzioni hanno animato Piazza Giacomo Matteotti, grazie alle adesioni di decine di comitati, associazioni, imprese ed alla collaborazione del Comune di Montalto di Castro.

“Così riparte la mobilitazione contro il nucleare, torniamo a Montalto con la stessa determinazione che ci ha fatto vincere tanti anni fa. La vera sfida che oggi abbiamo di fronte è affrontare il superamento della crisi climatica, intraprendendo le vere strade possibili, che sono il risparmio e l'efficienza energetica, la produzione da fonti rinnovabili e pulite, come sole e vento, ma invece si torna a proporre il nucleare -ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente-. Con questa manifestazione prende il via una grande mobilitazione nazionale, che si avvia con il coinvolgimento di tutta la rete associativa e produttiva e anche delle istituzioni. Una mobilitazione che durerà nel tempo contro questa scelta di ritorno al nucleare, che non serve agli obiettivi del protocollo di Kyoto, che ci isola dalle scelte internazionali ed è contro gli interessi delle comunità e di questi territori. La Maremma, inoltre, ha già pagato un caro prezzo come polo energetico con le centrali di Civitavecchia e Montalto e il tentativo di costruzione della centrale nucleare. Ai costi elevatissimi, alla mancanza di sicurezza del nucleare, all'impossibilità di smaltimento delle scorie -ha concluso Gubbiotti- va aggiunto il rischio del terrorismo internazionale, visto che il plutonio per il funzionamento delle centrali è una fondamentale materia prima per chi intende costruire armi atomiche.”

Prima dell’apertura della giornata un gruppo di volontari del cigno verde ha aperto lo striscione “No Nuke” di fronte alla centrale di Montalto di Castro: “tenuta antinucleare” per l’occasione, con tute bianche e maschere antigas, un po’ come potrebbe succedere agli abitanti nei dintorni della centrale in caso di incidenti, anche piccoli, con rilascio di radioattività. Il sito fa parte di una lista ufficiosa, elaborata sulla base di uno studio di fattibilità, contenente le 10 città più idonee ad ospitare le future centrali nucleari italiane, sulla base dei criteri individuati, ossia la disponibilità di acqua per il raffreddamento dei reattori, la non sismicità dell’area e la capacità di trasporto della rete elettrica.


In piazza con Legambiente anche i Sindaci dei Comuni di Celleno, Canepina, Montalto di Castro e Nepi, tutti anti-atomo, e primi fondatori di una coalizione di Enti locali denuclearizzati lanciata per l’occasione dall’associazione ambientalista, che chiamerà a raccolta tutte le amministrazioni che vorranno aderire adottando una precisa delibera e posizionando all’ingresso del territorio comunale lo storico cartello che ne indica la scelta antinucleare. La contrarietà al ritorno all’atomo non viene solo dai Comuni: Legambiente ha infatti ricordato che l’appello lanciato con Greenpeace e WWF ha già visto tredici Regioni, a cui si è unita anche la Rete dei Piccoli Comuni, impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la Legge Sviluppo, appellandosi al titolo V della Costituzione in materia di poteri del Governo in caso di materie concorrenti con gli Enti locali. In particolare, Legambiente ha evidenziato alcune delle motivazioni contenute nel ricorso della Regione Lazio: “va rilevato come l’impiego della delega legislativa in materia ‘concorrente’, quale quella dell’energia, anche quella nucleare, sia costituzionalmente insostenibile giacché se la legge di delega contiene i principi della futura disciplina, la normazione integrativa è affidata al decreto legislativo, cioè ad un atto del Governo e non della Regione”. Sarà, infatti, proprio questo decreto a determinare gli eventuali poteri sostitutivi del Governo nel caso di non accordo con gli Enti locali riguardo l’ubicazione di centrali, scorie, depositi di combustibile, con mezzi e poteri straordinari ed affidate a commissari.

Sono tante le bugie che circondano la proposta di ritorno al nucleare nel nostro Paese. L’energia nucleare è la fonte energetica più costosa e meno competitiva: tra costo industriale e sussidio di Stato il costo raggiunge circa gli 80 dollari al megawattora, secondo una stima al 2030 del Dipartimento USA (2007), tanto che persino l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica prevede una riduzione del contributo dell’atomo alla produzione elettrica mondiale che passerà dal 15% del 2006 a circa il 13% del 2030. Il nucleare non permette di centrare gli obiettivi europei del 20-20-20: o si investe in tecnologia nucleare per la produzione energetica oppure si sceglie di sostenere la diffusione delle fonti rinnovabili, l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica, i due investimenti sono semplicemente alternativi e impossibili da portare avanti in parallelo. Scegliere il nucleare non vuol dire abbandonare i combustibili fossili: l’energia elettrica costituisce solo il 15% degli usi finali di energia, mentre il restante 85% è costituito da carburanti per i trasporti e calore per riscaldamento e processi industriali.
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Clima: Consiglio Europeo si accorda sul target di riduzione CO2 in caso di accordo sul clima di Copenaghen

E' stato raggiunto ieri l'accordo dal Consiglio Europeo sul target di riduzione della Co2 dei 27 dell’80-95% al 2050 e del 30% al 2020 in caso di accordo globale sul clima raggiunto a Copenaghen. "Siamo riusciti a raggiungere un accordo finanziario sul clima", ha detto il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt. "La Ue ha ora una posizione forte in vista di Copenaghen".

Il successo del vertice di Copenaghen dipenderà molto probabilmente dal denaro che sarà messo a disposizione. I paesi in via di sviluppo hanno detto che non firmeranno alcun accordo sul clima senza ricevere fondi adeguati da quelli più ricchi, che portano la responsabilità maggiore per avere danneggiato l'atmosfera, alimentando con petrolio e carbone le proprie industrie.

Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato favorevolmente l’accordo:“E’ una buona notizia che l’Europa confermi la sua posizione negoziale sulla lotta ai cambiamenti climatici, ma il semplice impegno europeo a garantire “un giusto contributo finanziario” per il sostegno finanziario agli interventi di mitigazione ed adattamento nei Paesi in via di Sviluppo non è sufficiente a sbloccare l'attuale impasse negoziale, rischiando così di compromettere il raggiungimento di un ambizioso accordo Copenaghen”.

“La questione fondamentale per il successo del summit sul clima - prosegue Cogliati Dezza - è ora la ripartizione degli oneri finanziari (almeno 100 miliardi di euro al 2020), tra i paesi industrializzati per aiutare i Paesi in via di Sviluppo ad affrontare la crisi climatica. Nessun accordo sarà possibile senza una concreta risposta dei paesi industrializzati alla richiesta di aiuti da parte dei paesi più poveri. In queste settimane che precedono l’appuntamento di Copenaghen è importante che l’Europa accolga la richiesta del Parlamento europeo di contribuire con almeno 30 miliardi di euro al 2020, in modo da sbloccare i negoziati e preparare la strada per il raggiungimento di un accordo globale in grado di fronteggiare crisi climatica”.


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Greenpeace Italia e Amnesty International ospitano in Italia il Bhopal bus tour: la tragedia che non va dimenticata

Dal 2 al 6 novembre 2009 la Sezione Italiana di Amnesty International e Greenpeace Italia ospiteranno il “Bhopal bus tour”. Una delegazione di sopravvissuti al disastro avvenuto nella città indiana nel 1984 arriverà in Italia e prenderà parte a una serie di manifestazioni, iniziative e incontri pubblici a Roma e Milano, con l’obiettivo di riportare sotto i riflettori dell’opinione pubblica una tragedia che causò la morte di circa 25.000 persone e che ancora oggi, dopo 25 anni, resta drammaticamente attuale.

Bhopal è un caso emblematico nel contesto della responsabilità delle aziende. Non è, infatti, soltanto una tragedia dei diritti umani del secolo scorso, ma rappresenta tuttora un triste esempio di come la legge protegga le imprese potenti ma spesso abbandoni a se stesse le persone che vivono in povertà. A distanza di 25 anni, gli abitanti di Bhopal non sono mai stati in grado di rivendicare i propri diritti e continuano a soffrire per le conseguenze del disastro.

Il prossimo 3 novembre nel centro di Milano - Piazza Castello ore 12,00 - si terrà la conferenza stampa a bordo del Bhopal bus. Interverranno i testimoni dell'incidente, insieme ai rappresentanti di Amnesty International e Greenpeace.

Il programma del Bophal bus Tour
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30 ottobre 2009

Turismo Sostenibile: Arriva ClimaHotel di CasaClima

Giovedì 22 ottobre 2009 presso il Centro Congressi della Fiera di Bolzano è stato presentato il nuovo sigillo “ClimaHotel”.
La manifestazione è stat organizzata in occasione della Fiera Internazionale HOTEL 09. Fra i relatori erano presenti Prof. Dr.-Ing. Werner Sobek, Prof. Dr. Felizitas Romeiß-Stracke e Arch. Matteo Thun. Durnate il convegno è stato anche consegnato il primo diploma di precertificazione a Gustavo Thöni.
Il Sigillo di qualità ClimaHotel si basa sui tre pilastri portanti della sostenibilità: Ecologia, Economia e Aspetti socio-culturali. Il nuovo sigillo di qualità rappresenta lo strumento per introdurre all’interno delle strutture alberghiere le necessarie misure tecniche e strategiche di gestione. Nel catalogo dei criteri ClimaHotel questi tre pilastri della sostenibilità corrispondono ai concetti “Natura” (Ecologia), “Vita” (aspetti socioculturali) e “Trasparenza” (Economia).

Lo Standard ClimaHotel corrisponde al raggiungimento del punteggio massimo di 100 punti. La valutazione viene eseguita attraverso un metodo diretto di conferimento dei punti che corrispondono all’ottenimento degli obiettivi di sostenibilità nelle relative aree di giudizio. Il punteggio viene assegnato con una ponderazione di 50 punti per „Natura“, 30 punti per „Vita“ e 20 punti per „Trasparenza“.

Area di valutazione „Natura“ (50 Punti ClimaHotel)

In questa categoria vengono esaminate le prestazioni della struttura in ambito di protezione del clima. In particolare vengono valutati l’indice di efficienza energetica dell’involucro edilizio, l’indice di efficienza complessiva dell’edificio secondo lo standard CasaClima B (elemento di valutazione “Energia”) ed il bilancio di impatto ambientale dei materiali utilizzati secondo lo standard “Nature” (elemento di valutazione “Materia”).
Nell’area di valutazione „Risorse“ viene esaminato il rapporto della struttura con le risorse „Acqua“ e „Terra“. Con il criterio “Terra” si vuole avere un riscontro su come l’hotel e la sua gestione si mette in rapporto con il sito in esame ed i flussi di materie prime, il loro utilizzo e smaltimento. Anche il tema della sostenibilità nell’ambito „Trasporto e Mobilità“ di ospiti e personale ricopre un ruolo rilevante, così come la raggiungibilità dell’hotel con i mezzi di trasporto pubblico.

Area di valutazione „Vita“ (30 Punti ClimaHotel)

Il punto focale di questa categoria è il rapporto della struttura con il benessere degli ospiti (elemento di valutazione „Uomo“), attraverso la valutazione di comfort ambientale, accessibilità e sicurezza. L’elemento di valutazione “Ambiente” esamina non solo la qualità degli spazi interni ed esterni, ma anche come le peculiarità del paesaggio in cui è immerso l’hotel influiscono sul benessere dell’ospite.
Il criterio di valutazione “Cultura” si relaziona con le misure adottate per valorizzare la connessione con l’autenticità del luogo attraverso l’utilizzo di prodotti locali, la comunicazione con le tradizioni locali e la cultura. Di questo concetto di utilizzo delle risorse locali diventa parola chiave il tema “Re-regionalizzazione”.
Il grado di innovazione rappresenta un ulteriore importante elemento di valutazione, orientato a dare risalto a diversi indicatori. In particolare vengono giudicate positive quelle strategie di gestione atte ad evitare brevi stagioni turistiche, la sensibilizzazione e al comunicazione dei valori di sostenibilità dell’albergo che si vuole vengano trasmessi attraverso la certificazione ClimaHotel.

Area di valutazione “Trasparenza” (20 Punti ClimaHotel)

Cosa influenza la sostenibilità degli investimenti in una struttura alberghiera? Nella risposta entrano i concetti di “Costi” e “Qualità”. Il catalogo dei criteri „Trasparenza“ rappresenta uno strumento pratico per redigere una raccolta completa di tutti i dati riguardanti questi due ambiti, con lo scopo di dare al committente un supporto per la pianificazione e la gestione. Importante considerare che il criterio vuole dare ai portatori di interessi una possibilità di confronto con questi aspetti e non vuole essere una valutazione del risultato economico della gestione alberghiera.
Proprio attraverso il confronto con il catalogo dei criteri il committente/albergatore/investitore ha la possibilità di valutare la coerenza degli scopi con i mezzi a disposizione. In questo modo gli elementi di valutazione „Costruzione“ e „Manutenzione“ sono strumenti di controllo e di trasparenza dei costi di investimento, che permettono di valutare la concretezza dei dati già in fase di pianificazione. Vengono inoltre esaminati anche fattori indiretti come la durabilità della costruzione e i processi organizzativi interni sia in fase di costruzione che di gestione (elemento di valutazione „Durabilità“ e „Processi“).
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Rifiuti; ad Ecomondo si parla di Raee

I rifiuti elettrici ed elettronici italiani sono stati protagonisti dell´annuale Forum RAEE che ha avuto luogo questa mattina in occasione di Ecomondo, fiera internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile, fino a sabato a Rimini Fiera. Un incontro sul tema ´Il nuovo sistema RAEE: risultati e prospettive´ a cura di FISE Servizi e promosso da Centro di Coordinamento RAEE, ANCI, ANIE, Federambiente, FISE Assoraee.

Al centro dell´attenzione i dati sul primo anno di attività del nuovo Sistema, entrato in vigore a fine 2007, presentati dal Centro di Coordinamento RAEE. Nel 2008 il Sistema multiconsortile di ritiro e trattamento ha raggiunto una raccolta di 65.000 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche: il 36% da apparecchiature refrigeranti, il 27% da Tv e monitor, il 20% dai grandi bianchi e il 15% da apparecchi illuminanti. I benefici ambientali derivanti da questo primo anno di corretta gestione non sono indifferenti e vengono stimati in un risparmio energetico pari ai consumi elettrici di una città di 100 mila abitanti e dalla riduzione di C02 equivalente alle emissioni di 100.000 auto. La raccolta di questo tipo di rifiuti è al momento prevalentemente concentrata nelle regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Piemonte) e del Centro (Toscana, Emilia-Romagna) che da sole hanno gestito il 65% dei RAEE smaltiti dal nuovo sistema lo scorso anno. Una distribuzione geografica che trova rispondenza nella diffusione dei centri di raccolta e della popolazione servita sul territorio. L´Italia viaggia a tre velocità: al Nord il dato medio della popolazione servita è del 92%, al Centro del 78% e al Sud del 52%. Il trend di raccolta e recupero si presenta in rapida crescita, assestandosi attualmente sui 3 kg abitante annuo, ma non sufficiente a raggiungere l´obiettivo minimo di 4 kg abitante annuo stabilito dalla normativa europea e nazionale per il 31 dicembre 2008. Un traguardo che invece la Francia, al secondo anno di applicazione del proprio sistema di gestione RAEE, ha già ampiamente superato raggiungendo i 5,8 kg abitante annuo, come ha illustrato durante il proprio intervento Christian Brabant, Direttore Generale del Sistema Collettivo francese Eco-systemes.

´Siamo nel secondo anno di attuazione concreta del nuovo regime RAEE . commenta il presidente FISE Assoraee Gabriele Canè - La macchina si sta sviluppando, ma non è ancora completa, mancano importanti adempimenti normativi e una maggiore e migliore copertura a livello territoriale. L´obiettivo è quello di mettere a regime l´intero sistema per ridurre il gap che divide l´Italia dai paesi del Nord Europa in cui già si registrano, in alcuni casi, 10/14 kg per abitante annuo. Il varo e l´entrata in vigore del decreto sul ritiro 1 contro 1´ è per il nostro settore una priorità in grado di rappresentare un punto di svolta nel raggiungimento degli obiettivi europei di raccolta e corretto smaltimento´.

Grandi aspettative, dunque, per il cosiddetto ritiro ´1 contro 1´ che permetterà ai consumatori di consegnare direttamente ai distributori le apparecchiature elettriche ed elettroniche non più utilizzate nel momento in cui si presentano al punto vendita per acquistare nuovi prodotti di questo tipo. Una previsione già contenuta nel Decreto Legislativo 151/05 sui RAEE ma al momento sospesa nell´attesa dell´uscita di un Decreto contenente semplificazioni amministrative per i soggetti interessanti. Buone notizie sono arrivate a Rimini da Luigi Pelaggi, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell´Ambiente, che ha assicurato come il Decreto sulla semplificazione a favore della distribuzione sia alla firma del Ministro: verrà emanato entro la fine dell´anno per entrare in vigore all´inizio del 2010.

(fonte: Ecomondo)
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Premio Sviluppo Sostenibile 2009: premiati Indesit, Montello e Cantine Lungarotti

Nella mattinata di ieri, la seconda giornata di Ecomondo (a Rimini Fiera fino a sabato 31), è stato consegnato il Premio Sviluppo Sostenibile 2009 promosso dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi.
Il Premio, che ha ricevuto l´adesione della Presidenza della Repubblica, ha individuato tre aziende meritevoli per i loro prodotti o processi ad alto valore ambientale. Tre le categorie premiate: efficienza energetica, rifiuti, energie rinnovabili.
Le imprese sono state giudicate in base all´efficacia dei risultati ambientali raggiunti, del contenuto innovativo del processo o del prodotto, dei risultati economici conseguiti, della possibilità di diffusione in Italia del processo o del prodotto.
La Indesit Company, è stata premiata per i nuovi elettrodomestici, soprattutto lavatrici e lavastoviglie, a basso consumo e ad alta efficienza energetica, cui si somma anche un ridotto consumo d´acqua, e per alcune innovazioni introdotte nel processo produttivo, come gli indici per misurare la riciclabilità dei prodotti.
Alla Montello è stato assegnato il Premio per i suoi impianti dedicati al riciclo di rifiuti a matrice organica e per quelli dedicati al riciclo della plastica. In questo campo, in particolare, ha introdotto l´importante innovazione dei detettori ottici automatici, che consentono di separare le plastiche per polimero e per colore.
Le Cantine Lungarotti, infine, si sono aggiudicate il Premio per il recupero dei residui della potatura delle viti, utilizzati per la produzione di energia, riuscendo così a trasformare un problema di smaltimento in una risorsa: la biomassa per produrre energia rinnovabile. Si tratta di un processo facilmente replicabile in altre aziende del settore vitivinicolo.
La green economy ha quindi trovato una via italiana. Sono, infatti, sempre più numerose le imprese nazionali che hanno saputo coniugare qualità ambientale e competitività industriale.

´Queste tre imprese e tutte quelle che, numerose, hanno partecipato al premio . ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione - dimostrano che ormai c´e´ molto verde nel motore dell´Italia. Gli stessi numeri lo confermano: nel 2008 la produzione di rinnovabili è aumentata del 21%; sempre nello stesso anno gli impianti di recupero e riciclo dei rifiuti sono arrivati a 6.400; 231.000 sono stati gli interventi di risparmio energetico, grazie alle detrazioni, e il fatturato complessivo della green economy è stato di 5,2 miliardi di Euro. E´ un importante segnale di una visione innovatrice che l´industria italiana sta cominciando a cogliere.´.

´Sono particolarmente felice di presenziare alla consegna del Premio . ha detto Lorenzo Cagnoni, Presidente di Rimini Fiera . per rimarcare il fatto che all´origine ci sia c´è la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi. Quando 13 anni fa Ecomondo, allora il suo nome era Ricicla, avviò la sua avventura fieristica, aveva una visione chiara sul suo possibile successo futuro, ma anche dell´importanza di incrociare la nostra strada con quella delle persone che più di altre avevano la chiarezza di ciò che la cultura del recupero e del riuso avrebbe significato in futuro. Avevamo bisogno di riferimenti, di consigli ed Edo Ronchi è sempre stato e sarà in futuro un nostro punto di riferimento. Oggi approfitto di questa occasione per riconoscergli pubblicamente ciò che ha significato per noi´.

Tutte le imprese segnalate
Fra tutti i partecipanti sono state segnalate 10 imprese che si sono distinte per ciascuno dei tre settori del premio e fra queste sono stati scelti i tre vincitori. Dall´ esame di tutte queste aziende è scaturita un´immagine dell´ Italia in cui si sta sviluppando un vivacissimo settore di imprese ad alte prestazioni ecologiche ed in cui stanno anche cominciando a nascere distretti industriali ´green´.
Ecco le imprese segnalate cui è stata assegnata una targa di riconoscimento;
Settore Efficienza Energetica: Ballarini, Edilana-Essedi, Kerakoll Group, Lilli Systems, Gruppo Loccioni, Pontarolo Engineering, Robur, Sorgenia Menowatt, Umpi Elettronica.
Settore Energie Rinnovabili: Beghelli, Cefla, Chemitex Italia, Cisa-Centro Innovazione Sostenibilità Ambientale, CO.AR.CO., Deltatronic International, Geotermia, Ropatec, Solon.
Settore Rifiuti: Aprica, Chenna, Ecoplan, Ecostar, Etra, General Beverage, Itea, Relight, Vodafone Italia


(fonte: Ecomondo)
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Regione Piemonte: finanziamenti per 750mila euro a progetto per il paesaggio

Ammonta a 750.000 euro il programma di interventi a sostegno del paesaggio approvato il 26 ottobre dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Pianificazione territoriale, Sergio Conti, così come previsto dalla l.r. 14/2008 “Norme per la valorizzazione del paesaggio”.

I progetti finanziati, per un totale di 600.000 euro, sono: la rivitalizzazione del percorso paesaggistico intorno al Sacro Monte di Belmonte, presentato dall’Ente parchi e riserve naturali del Canavese (84.810 euro); l’abbattimento della torre piezometrica e la costruzione di un serbatoio interrato presentato dal Comune di San Marzano Oliveto (175.450 euro); la realizzazione del parco tematico Primo Levi “La chiave a stella” a Settimo Torinese (340.397 euro).

Saranno finanziati con 150.000 euro i concorsi di idee e di progettazione presentati dal Comune di Rivalta (43.566 euro) per la riqualificazione paesaggistica lungo il torrente Sangone e la valorizzazione dell’area vasta della collina morenica, dalla società a capitale pubblico RSA per la riqualificazione e sviluppo del sito minerario di Balangero e Corio (71.568 euro) e dal Comune di Ciriè per riqualificare il sistema dei parchi urbani (34.080 euro).

“Nel percorso che la Regione ha intrapreso per un nuovo governo del territorio - afferma l’assessore Conti - l’emergenza paesaggio ha occupato uno spazio centrale, rivelandosi occasione per spostare il dibattito e le conseguenti scelte da una logica prevalentemente economicistica a un orientamento consono a ricomporre luoghi e livelli di vita qualitativamente migliori. Con la legge 14/2008 la Regione ha ufficializzato il riconoscimento del paesaggio quale componente essenziale del contesto di vita degli individui e della comunità, simbolo ed immagine dell’identità culturale. Superando le mere enunciazioni di principio, abbiamo previsto un’articolata programmazione di interventi. In particolare, il finanziamento di progetti per la qualità paesaggistica, nonché l’incentivazione del ricorso a strumenti utili a perseguire soluzioni progettuali caratterizzate da alta qualità paesaggistica, rappresentati dai concorsi di idee o di progettazione, dei quali la Giunta ha definito i criteri e le modalità”

(fonte: Regione Piemonte)
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Legambiente presenta 'L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali', 577 comuni virtuosi

Legambiente e Cresme hanno presentato il secondo rapporto al Saie di Bologna sull'esperienze più interessanti di riscaldamento domestico, energia pulita e gestione organizzata nelle località più virtuose d’Italia.

Sono ben 577 i comuni italiani che hanno già adottato Linee guida e regolamenti ad hoc per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione attraverso i regolamenti edilizi comunali. 577 comuni che hanno voluto indicare ai propri abitanti (pari a 17 milioni circa), modi e tecnologie per migliorare il comfort abitativo diminuendo concretamente i costi in bolletta per i consumi idrici ed energetici.

Dall’utilizzo di fonti rinnovabili, obbligatorio in 406 municipi, a quello di tecnologie per l’efficienza energetica (con ben 208 comuni che promuovono l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento, di cogenerazione o l’uso di pompe di calore), fino all’indicazione dell’orientamento degli edifici (277 Regolamenti mirati al miglioramento della soleggiatura e dell’illuminazione), passando per l’uso di materiali da costruzione di produzione locale e riciclabili (in 266 comuni) e l’utilizzo delle tecnologie per il risparmio idrico e il recupero delle acque piovane e di quelle ritrattate per usi compatibili, il quadro che emerge dall’analisi dei Regolamenti edilizi è quello di un Paese vivace, in gran fermento, dove le rinnovabili e l’innovazione energetica continuano a diffondersi dal basso, in modo costante e articolato.

Questa la foto dell’innovazione energetica in edilizia, scattata da Legambiente e Cresme in collaborazione con Saie Energia, nel rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali” presentato oggi al Saie di Bologna.

In vista del prossimo appuntamento di Copenaghen per la ratifica di un accordo internazionale che fissi obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di CO2 per tutti i Paesi al 2050 e per quelli industrializzati già al 2020, proprio il settore edilizio sarà chiamato a una forte accelerazione nella direzione della riduzione dei consumi e delle emissioni. E se per l’Italia questi obiettivi confermano quanto già previsto con il protocollo di Kyoto per la CO2 (-6,5% rispetto al 1990) e impegnano a far crescere le fonti rinnovabili fino a coprire il 17% dei consumi finali di energia, deve essere chiaro che non esiste alcuna possibilità di conseguire questi risultati senza il coinvolgimento del settore delle costruzioni, per ridurre il peso degli usi civili (che rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali).

“Proprio i 577 Comuni ‘rinnovabili’ – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente - dimostrano come sia oggi possibile coinvolgere il settore edilizio nella lotta ai cambiamenti climatici, mentre l'esperienza concreta di case costruite e recuperate con questi obiettivi conferma come tali criteri possano migliorare il comfort abitativo, aumentando la stima degli edifici sul mercato e contribuendo alla riduzione, fino al 50%, dei consumi energetici e quindi dei costi in bolletta per i cittadini. Per promuovere questo processo virtuoso però è necessario che il Governo e le Regioni aiutino questa ‘rivoluzione verde’ con criteri e regole chiare”.

La reale e concreta riduzione delle emissioni del settore però non sarà raggiungibile limitando lo sforzo solo alle nuove costruzioni, senza mettere mano ad un vasto programma di riqualificazione dell’edilizia esistente. E se dall’analisi effettuata emerge che larga parte delle indicazioni dei regolamenti riguardi le nuove costruzioni, diventa prioritario ragionare su come intervenire nel patrimonio edilizio esistente e fare il punto sulla complessità dello scenario, monitorando i problemi, facilitando la diffusione delle informazioni, sollecitando la formazione e la ricerca.

La chiarezza del messaggio è infatti la condizione sine qua non per gli operatori del settore. Occorre avere un quadro di riferimento nazionale coerente e garantire chiarezza sugli standard che si vuole adottare da oggi al 2020, in modo da legarvi le scelte che riguardano gli incentivi.

“Il nostro obiettivo - ha continuato Zanchini – è proprio quello di raccontare questi processi e provare a evidenziare le questioni più rilevanti, per valutare le possibilità che possono venire dalle tecnologie, per guardare a una città dove case e quartieri siano pensati e gestiti per utilizzare in maniera più intelligente l’energia”.

I Comuni dell’innovazione energetica sono diffusi in quasi tutto il Paese anche se con una maggiore concentrazione nelle Regioni del Centro-Nord, e in particolare in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Anche in Veneto, Piemonte, Lazio, Marche e Puglia si registrano esperienze significative di Regolamenti Edilizi attenti alla sostenibilità. In Sardegna e Sicilia iniziano ad avviarsi processi importanti, anche se limitati ancora a pochi Comuni.

L’Isolamento termico è un tema centrale per il contenimento dei consumi energetici delle abitazioni. Sono 432 i Comuni che prevedono obblighi, promozione e/o incentivi sull’isolamento termico degli edifici, ma anche il ricorso a tetti verdi e a serramenti ad alta efficienza. Da segnalare, 11 Comuni in provincia di Lecco in cui vige l’obbligo, per i nuovi edifici, di creare una copertura a tetto verde per almeno il 30% della superficie. In altri 17 Comuni italiani viene imposto un limite di trasmittanza delle pareti esterne massimo, mentre in 123 i vige l’obbligo di installare i doppi vetri.

L’utilizzo di fonti rinnovabili, tra solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e di fotovoltaico per l’energia elettrica, è richiesto in 406 Comuni. In 35 vengono promosse le biomasse per uso domestico (caldaie con cippato e pellets), in 28 si cita l’eolico e in 11 l’idroelettrico. Tra i Comuni che considerano le rinnovabili, 135 sono quelli in cui è stato recepito l’obbligo di installazione di 1 kW di fotovoltaico per unità abitativa, mentre per 103 vige l’obbligo di 0,2 kW di fotovoltaico per unità di fotovoltaico. I Comuni con l’obbligo di installazione del solare termico sono 253.

L’Utilizzo di tecnologie per l’efficienza energetica riguarda 208 Comuni, diffusi soprattutto al Nord, che prevedono incentivi, promozione o obbligo di allacciamento ad una rete di teleriscaldamento, l’uso delle pompe di calore o il collegamento ad impianti di cogenerazione per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva delle case. Tra questi, 115 impongono l’obbligo di allaccio al teleriscaldamento o l’uso di pompe di calore.

L’orientamento e l’ombreggiatura degli edifici sono fondamentali per ridurre l’energia per il riscaldamento e il raffrescamento delle abitazioni. Sono 277 i R.E. che contemplano il tema, con l’indicazione di orientare l’edificio lungo l’asse Est-Ovest, per consentire una maggiore illuminazione naturale. In 8 Comuni vi è un esplicito divieto di costruire edifici o abitazioni con un unico affaccio verso Nord. Per quanto riguarda la schermatura delle superfici vetrate, in modo da impedire un eccessivo riscaldamento nei mesi estivi, in 25 Comuni vige l’obbligo di oscuramento per almeno il 70% delle superfici vetrate.

I materiali da costruzione locali e riciclabili sono richiesti in 266 Municipi.

Il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche è contemplato dai R.E. di 358 Comuni, soprattutto del Centro-Nord. 321 impongono il risparmio della risorsa attraverso riduttori di flusso e altre tecnologie, ed il recupero delle acque meteoriche per gli usi compatibili, mentre nei restanti 37 Comuni il requisito è volontario. In 13 Comuni in provincia di Lecco, c’è l’obbligo del risparmio idrico e viene promosso, per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni, il recupero per usi compatibili e non potabili delle acque nere/grigie opportunamente trattate, limitando lo scarico in rete.

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Nave dei Veleni: non è la Cunsky, il Ministero chiude il caso

Il relitto a largo delle coste della Calabria «non è la nave dei veleni ma è la nave passeggeri “Catania”, costruita a Palermo nel 1906 e silurata nel corso della Prima guerra mondiale il 16 marzo 1917». Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo nel corso di una conferenza stampa organizzata con il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso nella sede della Direzione nazionale antimafia di via Giulia, a Roma. Nell’incontro con la stampa si è anche sottolineato che nella zona non c’è traccia di inquinamento radioattivo.

"Il risultato dell’indagine su Cetraro – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente - non deve in alcun modo rappresentare una battuta d’arresto nella ricerca della verità sulle navi dei veleni e su tutte le vicende relative ai traffici illeciti di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi nel nostro Paese. Che l’Italia e il Mediterraneo siano stati teatro di smaltimenti illeciti, non è infatti una fantasia ambientalista ma un fatto, denunciato e provato da molteplici fonti e indagini”.

Dell’affondamento di una nave dei veleni a largo delle coste di Cetraro aveva parlato un collaboratore di giustizia nel 2004. Nel 2006 la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta da Paolo Russo, ribadì le stesse informazioni. “Se si fosse intervenuti con maggiore prudenza e determinazione nel verificare le fonti e nel cercare il relitto – ha continuato Venneri - avremmo probabilmente ottenuto la verità, in tempi più brevi e con minor spreco di energie”.

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29 ottobre 2009

Emissioni CO2 auto: Ue fissa 175 g/km per il 2016, Legambiente scontenta

“La Commissione europea ha ceduto alla richiesta di Italia, Francia Germania. Ci impegneremo affinchè l’Europarlamento adotti le nostre richieste”. Così Legambiente ha commentato la proposta della Commissione europea per limitare le emissioni di CO2 a tutti i nuovi autoveicoli commerciali leggeri a 175 grammi per chilometro entro il 2016, introducendo il tetto gradualmente a partire dal 2014.

Una proposta in controtendenza rispetto ai termini che la stessa Commissione aveva dichiarato di voler fissare precedentemente, secondo cui i produttori di veicoli commerciali leggeri avrebbero dovuto tagliare le emissioni dei veicoli di nuova produzione del 14% fino al valore di 175 grammi di CO2 prodotta per chilometro, entro il luglio 2013 previa sanzione. Un provvedimento che avrebbe completato un quadro già delineato dalla direttiva europea che stabilisce i limiti di emissione per le autovetture.

“Deludente la proposta della Commissione che, di fatto, ha dato ragione alla richiesta-ricatto dei tre Paesi europei, fissando limiti meno severi rispetto a quelli annunciati - ha commentato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. Non è questa la strada da intraprendere in vista di Copenaghen: dall’Europa, infatti, devono arrivare chiari segnali per proseguire la politica intrapresa di riduzione delle emissioni. Proprio per questo Legambiente e Transport and Environment (T&E) chiedono al Parlamento europeo di ristabilire i limiti annunciati di 175 g/km al 2012, 160 g/km al 2015 e aggiungere il limite a lungo termine di 125 g/kmal 2020. Non si può, infatti, aspettare ancora altro tempo per coniugare innovazione e politiche ambientali”.

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Sustainable Factoring Project TUV-UniCredit Factoring: spingere le imprese alla sostenibilità

Finanzia e territorio: l´obiettivo è possibile. A Ecomondo, fiera internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile fino a sabato a Rimini Fiera, nella giornata di ieri è stato approfondito anche il rapporto tra il mondo del credito e quello delle imprese con la presentazione di un´innovativa opportunità. Si tratta del Sustainable Factoring Project TUV-UniCredit Factoring, presentato questo ieri, che punta al consolidamento della catena di fornitura spingendo grandi imprese e, soprattutto, piccole e medie imprese verso la sostenibilità.

Quattro le parole chiave del progetto: etica, ambiente, qualità e sicurezza sul lavoro. ´Il progetto si propone di definire criteri per l´accesso al credito facilitato in cambio dell´impegno concreto da parte delle aziende sul fronte della sostenibilità . illustra Paolo Merenda, Direttore Divisione Management Service di TUV Italia - Quindi un impegno serio e reale da parte delle aziende nei confronti delle rispettive comunità. Non viene preso in considerazione un obiettivo minimo da raggiungere ma una progressione di risultati in differenti aree (salute e sicurezza, ambiente ed energia, il rapporto con stakeholder delle comunità locali, i diritti umani, la catena di fornitura) alzando l´asticella con il passare del tempo. Chi, a seguito delle verifiche periodiche, avrà raggiunto i punteggi necessari alla certificazione del risultato potrà accedere alle particolari condizioni di politica finanziaria di UniCredit Factoring´.
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Ecomondo: Presentata Sinnova, la mostra evento a sostengo dell'ambiente

Una mostra-evento a sostegno dell´ambiente, che punta a promuovere l´innovazione sostenibile in tutti i campi dell´economia. E´ Sinnova, che dal 2010 ad ECOMONDO valorizzerà i nuovi prodotti e i processi che mettono al centro la persona, senza minacciare la sopravvivenza dell´ambiente e le prospettive delle future generazioni. L´evento è promosso da Rimini Fiera, Sisifo Italia e Novamont.
Ospite d´eccezione del lancio del progetto il celebre studioso Gunther Pauli, fondatore di Zero Emission, un network di 3000 scienziati che si occupano di innovazione ambientale. Insieme a Pauli sono intervenuti Catia Bastioli, Amministratore delegato di Novamont e presidente del Kyoto Club e Stefano Melazzini di Banca Intesa. Moderatore dell´evento il giornalista di Nova, Il Sole 24 Ore, Luca Dello Iacovo.
Introducendo il convegno, il direttore di Business Unit di Rimini Fiera Stefano Castelli ha sottolineato il ruolo sempre più centrale della ricerca e dell´innovazione, che ´sempre più costituiscono il mercato. Sinnova è un percorso nuovo, una sfida per le aziende e un incoraggiamento per chi vuole fare ricerca. Si tratta di un progetto orizzontale che abbraccia più case histories e più comparti industriali´.

Ed è proprio l´innovazione, secondo Gunther Pauli, il motore dell´economia del futuro: la blue economy´. Se l´economia pianificata prima e quella di mercato poi, hanno fallito, anche la green economy´ degli ultimi anni non ha costituito un modello veramente alternativo, perché troppo dispendiosa e scarsamente competitiva. ´Serve uno sguardo nuovo, perché biodegradabile non sempre è sinonimo di sostenibile´. Cosa s´intende allora per sostenibilità? ´E´ la capacità di rispondere alle esigenze di tutto, con ciò che si ha a disposizione, nulla di più´. Caratteristica principale della blue economy è una nuova rete dove produzione ed emissione sono strettamente collegate. Un esempio per tutti è il Brasile, dove, a partire dalla fine degli anni ´90, la massiccia emissione di CO2 dalle centrali a carbone è stata utilizzata per la produzione di alghe e vegetali commestibili, utilizzabili come vero e proprio alimento contro la denutrizione. ´Le zero emissioni´, secondo Pauli, ´si possono ottenere solo se l´anidride carbonica viene usata in modo alternativo e non se viene dispersa nell´aria o sepolta sotto terra´. Pauli lancia anche una provocazione nei confronti delle aziende produttrici di rasoi: ´Perché, invece di usare titanio e acciaio per la loro produzione non utilizzano i derivati della seta? I risultati sono ottimi e i costi si riducono del 50%!´.

Catia Bastioli di Novamont, premiata nel 2007 come miglior inventore europeo grazie alle plastiche biodegradabili ottenute dall´amido di mais, ha parlato di ´un grande cambiamento culturale che occorre fare, passando dall´economia di prodotto a quella di sistema. La grande sfida è che l´innovazione deve reinventare modelli di sviluppo che partano dal territorio e superino la logica delle multinazionali, che non arricchiscono le economie locali´.
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Coldiretti: un quarto di terreno coltivabile sottratti all'agricoltura negli utlimi 40anni

Un territorio grande come due volte la regione Lombardia per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti è stato sottratto all'agricoltura che interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di ¼ negli ultimi 40 anni. E' quanto è emerso dallo studio realizzato per la Coldiretti dal prof. Angelo Frascarelli, dal quale si evidenzia che l'erosione di terre fertili è imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all'abbandono delle zone marginali.
Un processo che mette a rischio la sicurezza del territorio in Italia dove - sottolinea la Coldiretti - ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. In più di un caso su tre (42 per cento) chi acquista terra non è un imprenditore agricolo. Non è un caso infatti che i terreni agricoli battono l'oro nella classifica degli investimenti giudicati più sicuri dagli italiani e sono collocati al pari dei conti correnti ad alta remunerazione e al di sotto della casa, che è di gran lunga in cima alla graduatoria, secondo l'indagine realizzata da Coldiretti-Swg nell'ottobre 2009.

L'uso plurimo della terra (agricolo, residenziale, ricreativo, paesaggistico, ambientale) con spiccata conflittualità di interessi specialmente nelle aree di pianura, l'alta densità demografica, il fatto che solo il 30 per cento della superficie agricola coltivata è in pianura, i forti vincoli ambientali, paesaggistici ed idrogeologici generano una forte pressione che tiene particolarmente alto il valore della terra in Italia. Tra i nuovi fenomeni va segnalata la domanda di terreni da destinare a pannelli fotovoltaici che si è aggiunta alla diffusione nelle aree fertili di impianti agroenergetici con la richiesta di terra da destinare alla produzione di biomassa.

La crisi finanziaria, con la ricerca di beni rifugio alternativi agli investimenti piu' tradizionali come la borsa, rischia di favorire le speculazioni sui terreni agricoli facendone schizzare le quotazioni verso l'alto e ostacolandone ulteriormente l'acquisto da parte dei giovani imprenditori agricoli. “Il terreno è un costo per le imprese agricole che devono crescere e svilupparsi e l'aumento delle quotazioni rischia di trasformarsi in un ulteriore onere che si somma a quello della stretta creditizia” - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “l'importanza di misure antispeculative soprattutto per favorire l'inserimento dei giovani agricoltori”.

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Nucleare: Legambiente lancia il No Nuke Day a Montalto di Castro (Vt)

Un nuovo reattore nucleare, anzi due? No grazie due volte!”. Questo lo slogan che Sabato 31 Ottobre accompagnerà il “No Nuke Day” di Montalto di Castro (Vt), la manifestazione nazionale organizzata da Legambiente per ribadire il proprio no forte e deciso al concreto rischio del ritorno al nucleare del nostro Paese. Scopo dell’iniziativa, animata da spazi espositivi, laboratori di educazione ambientale e momenti di approfondimento con le istituzioni, e a cui tutti i cittadini sono invitati a partecipare, sarà costruire insieme una mobilitazione forte e partecipata a favore di un sistema energetico moderno, pulito, sicuro. Montalto di Castro sarà la prima tappa della mobilitazione di Legambiente contro il paventato ritorno al nucleare.
La cittadina dell’Alto Lazio, infatti, per caratteristiche ambientali, densità abitativa, disponibilità di acqua e di reti elettriche, viene indicata - da indiscrezioni apparse sulla stampa nazionale - , tra i siti candidati ad ospitare una centrale nucleare. In realtà, si tratterebbe di riprendere il vecchio progetto dell’impianto già previsto ed i cui lavori furono invece fermati a seguito della enorme mobilitazione dei cittadini e del referendum popolare del 1986, con cui gli italiani si dichiararono contrari all’energia atomica. Appuntamento per la stampa alle ore 9 in Piazza Giacomo Matteotti, che sarà il fulcro della mobilitazione.
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28 ottobre 2009

Greenpeace / Cesare Augusto: "Berlusconi don't be stupid, save the climate"

Greenpeace fa parlare i grandi del passato che hanno lanciato messaggi al premier italiano. "Berlusconi don't be stupid, save the climate" afferma Cesare Augusto. "Berlusconi, qui si salva il clima o si muore!" ribatte Garibaldi. "Berlusconi, non negare la scienza: salva il clima" ammonisce Giordano Bruno. Sono alcuni dei fumetti che Greenpeace Italia ha collocato accanto alle statue di Roma.
Domani a Bruxelles, infatti, si terrà il Consiglio europeo, dove i capi di Stato dovranno definire la posizione dell'Europa sul clima da portare a Copenhagen. Con la "protesta" delle statue a Roma l'associazione chiede al Presidente del Consiglio di impegnarsi per evitare un disastro climatico di scala mondiale.
Secondo Greenpeace l'impegno europeo per ridurre le emissioni di gas serra del 20 per cento al 2020 non è in linea con gli sforzi richiesti dalla comunità scientifica internazionale per mantenere sotto controllo l'aumento delle temperature del Pianeta ed evitare impatti climatici catastrofici.
'Attualmente - si legge in una nota - i negoziati internazionali verso Copenhagen vanno dritti verso l'insuccesso, anche a causa dell'Europa. I ministri dell'Economia non hanno definito nessun impegno finanziario per aiutare i Paesi in Via di Sviluppo a fronteggiare gli impatti dei cambiamenti climatici, e i ministri dell'Ambiente non hanno aumentato gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Queste questioni prioritarie passano domani nelle mani dei capi di Stato'.

Ai leader europei riuniti a Bruxelles Greenpeace chiede:
- di adottare un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 40 per cento rispetto ai livelli del 1990;
- di impegnarsi a fornire risorse finanziarie ai Paesi in Via di Sviluppo pari a 35 miliardi di euro all'anno fino al 2020, per aiutarli a fronteggiare i cambiamenti climatici con misure di mitigazione e adattamento.


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Rifiuti: Vendola presenta bando per centri comunali raccolta differenziata

Il Bando regionale per la realizzazione di centri comunali di raccolta differenziata dei rifiuti verrà presentato alla stampa in una conferenza in programma Venerdi’ 30 Ottobre alle ore 10,30 presso la Presidenza della Regione Puglia – Lungomare Nazario Sauro, 33 Bari. Parteciperanno il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’Assessore Regionale all’Ecologia OnofrioIntrona.
Il Bando, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 1 Settembre, prevede un impegno di 15 milioni di Euro di fondi Por Puglia 2007-2013, destinati agli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), per la realizzazione di infrastrutture funzionali all’implementazione della raccolta differenziata sul territorio regionale come i centri comunali di raccolta, aree attrezzate e custodite con contenitori idonei che consentono ai cittadini il conferimento dei rifiuti urbani differenziati secondo tempi e modalità definiti dalle amministrazioni comunali. Nella conferenza stampa verrà inoltre presentato lo spot sulla raccolta differenziata realizzato dalla Comunicazione Istituzionale con protagonista l’attore Lino Banfi.
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Rimini: apertura di Ecomondo 2009

Ha debuttato questa mattina, a Rimini Fiera, la 13a edizione di Ecomondo (fiera internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile), assieme alla 3a di Key Energy (fiera internazionale per l´energia e la mobilità sostenibile, il clima e le risorse per un nuovo sviluppo) e alla 2a di Cooperambiente (fiera dell´offerta cooperativa di energia e servizi per l´ambiente, in collaborazione con LegaCoop).

Fino a sabato 31 ottobre il >sistema ambiente Rimini´ ospiterà 1.500 imprese disposte sull´intero quartiere fieristico riminese (110.000 mq.), con un´offerta di manifestazioni che abbraccia vari settori merceologici ispirati dalla cultura del recupero e riuso, per soddisfare gli oltre 65.000 visitatori attesi.

Al taglio del nastro il Sottosegretario di Stato per l´Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, On.le Roberto Menia.

´Ecomondo . ha detto il Sottosegretario . non è un appuntamento, ma l´appuntamento del settore. Un incontro tradizionale, rafforzato ogni anno di più dalla qualità di ciò che le aziende mettono in campo. Una qualità internazionale, che dimostra come tutto ciò che riguarda l´ambiente non è solo ideologico´, ma anche fortemente concreto, tanto da aver dato vita a quella ´green economy´ sulla quale oggi si concentrano tante aspettative per il rilancio dell´economia globale´.

´In queste prime ore di manifestazione . ha commentato il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni . abbiamo già avuto la percezione di quanto sia partecipato l´appuntamento fieristico che intorno ad Ecomondo ha visto negli anni crescere altri progetti fieristici, in particolare Key Energy, già solido nel settore dell´energie alternative. C´è ovviamente un grande lavoro dietro ad un evento di questo tipo, ma anche la soddisfazione di aver guadagnato la fiducia, lungo il percorso di crescita, di compagni di viaggio autorevoli e cointeressati al messaggio che da Ecomondo scaturisce, un messaggio orientato alla cultura del recupero e del riuso´.

Fra questi partner spiccano la Regione Emilia-Romagna, Legacoop e Conai, che all´inaugurazione erano presenti ai massimi livelli.

´Ecomondo . ha ricordato Piero Perron, presidente di Conai - è un evento fondamentale per tracciare il punto su quanto fatto e delineare le linee di intervento future. Veniamo da un anno difficile, a causa di una riduzione del 12% degli imballaggi immessi sul mercato, ma siamo riusciti ugualmente ad assolvere alla nostra missione e guardiamo avanti con fiducia, confortati dal costante aumento della raccolta differenziata´.

Il sistema industriale infatti funziona, ed è in grado (dati Conai 2008) di recuperare complessivamente acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro per il 68,5% dell´immesso al consumo. L´Italia supera così di 8,5 punti percentuali l´obiettivo di legge previsto dalla normativa europea e da quella italiana. La quantità di materiali riciclati è cresciuta nonostante la contrazione dei consumi. Sono state riciclate 7.228.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio (59,4%) su un totale di 12.168.000 tonnellate immesse al consumo.

Lino Zanichelli, assessore all´Ambiente della Regione Emilia-Romagna: ´Ecomondo diventa tutti gli anni più grande e più importante, anche perché i temi dei rifiuti e dell´energia sono ormai nel cuore delle grandi questioni globali. Questo momento di grande crisi è l´occasione perché i governi assumano decisioni importanti in tema di ambiente. Fra l´altro quest´anno la manifestazione si tiene in un momento cruciale, ossia poco prima della conferenza di Copenhagen´.

Giuliano Poletti, presidente Legacoop: ´Essendo giunti alla seconda edizione di Cooperambiente, posso dire che per il nostro mondo trovarsi all´interno di Ecomondo è stata ed è un´esperienza importante. Oggi, la presenza di oltre cento cooperative all´interno della fiera, in un momento economico non certo facile, rappresenta la miglior conferma della validità di questa proposta´.

La cerimonia inaugurale prosegue con un importante convegno, ´Politiche per il Green New Deal; come la sostenibilità può far ripartire l´economia globale´ organizzato da Rimini Fiera, Conai, LegaCoop e Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Confindustria, Anci, Legambiente, Kyoto Club.
Dopo il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni, intervengono: Christopher Flavin, Presidente Worldwatch Institute, Filippo Bernocchi, delegato alle politiche ambientali ANCI, Piero Perron, Presidente CONAI, Lino Zanichelli, Assessore all´Ambiente Regione Emilia Romagna, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Legambiente, Giuliano Poletti, Presidente Legacoop. Conclusioni affidate al Sottosegretario di Stato per l´Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, On.le Roberto Menia. Modera Antonello Piroso, direttore del TG de La7.

Domani, 29 ottobre, la Fondazione per lo sviluppo sostenibile ed Ecomondo conferiranno il Premio per lo sviluppo sostenibile a tre imprese, associazioni od organizzazioni d´imprese che si siano particolarmente distinte per impegno innovativo ed efficacia dei risultati per uno sviluppo sostenibile. I settori considerati sono quello dei rifiuti, delle energie rinnovabili e dell´efficienza energetica. Il Premio ha ricevuto un riconoscimento prestigioso come l´adesione del Presidente della Repubblica, che si esprimerà con tre medaglie destinate alle imprese premiate.

(fonte: Ecomondo)
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WWF: ogni minuto scompare l'equivalente di 36 campi di calcio di foresta

Al XIII° Congresso Mondiale sulle Foreste tenutosi nei giorni scorsi a Buenos Aires, molti Stati hanno dichiarato il proprio impegno per contrastare il fenomeno della deforestazione selvaggia e del commercio di legname illegale, ma pochi passano poi dalle parole ai fatti. L’Argentina, il Paraguay e il Brasile, in particolare, si sono impegnati a tutelare quel che resta di una delle foreste subtropicali più minacciate al mondo, la Mata Atlantica, lavorando per azzerare il processo di deforestazione e implementando un pacchetto di misure che includa legislazioni nazionali a supporto di quest’obiettivo.
Nonostante le azioni di conservazione la deforestazione ha raggiunto livelli allarmanti. Ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 36 campi da calcio al minuto. Solo negli ultimi 25 anni è scomparso il 10% delle foreste, principalmente a causa dell’attività umana e ogni anno viene degradato o distrutto circa l'1,2% delle foreste tropicali, con perdite maggiori nel centro e Sud-America, e poi in Asia e Africa. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse legnose, il taglio illegale per l’agricoltura estensiva e l’allevamento e il commercio del legname sono le cause principali della perdita di foreste primarie in diverse aree del nostro pianeta, e questo comporta anche un progressivo avanzamento dei processi di desertificazione, che sottraggono suolo fertile anche alle attività agricole tradizionali e quindi impoveriscono sempre di più le popolazioni locali e non solo.

La foresta atlantica circonda città come Rio de Janeiro, San Paolo e Asunçion fornendo acqua a milioni di persone e ospita più di 20.000 piante (di cui 8.000 non si trovano in altri luoghi), 1.000 specie di uccelli, 372 di anfibi, 350 di pesci, 197 di rettili e 270 di mammiferi. Ma l’espansione delle attività agricole, dell’edilizia e delle città e lo sfruttamento non sostenibile delle sue risorse ne hanno comportato la quasi totale distruzione, tanto che oggi si estende per soli 35.000 km2, ovvero appena il 7,4% dei 500.000 km2 originari.

“Argentina, Paraguay e Brasile hanno dimostrato di essere consapevoli delle loro responsabilità e di aver compreso che solo politiche coordinate tra Paesi diversi possono affrontare problemi globali come la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici – ha detto Massimiliano Rocco, responsabile TRAFFIC e Timber Trade del WWF Italia. Infatti, oltre alla perdita di habitat, biodiversità e degli indispensabili servizi che gli ecosistemi sono in grado di offrire alla vita sulla Terra (compresa quella dell’uomo), la deforestazione e i processi di degradazione delle foreste sono responsabili di almeno il 20% delle emissioni globali di gas serra, tanto che bloccare la perdita di copertura forestale è considerato uno dei modi più efficaci per tutelare il pianeta dalle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici. Un’urgenza confermata dall’obiettivo “zero deforestazione entro il 2020” lanciato dal WWF come sfida planetaria per preservare il nostro pianeta.

(fonte: wwf)

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Certificazione Energetica / Regione Lombardia: Entrata in vigore la nuove procedura di calcolo

E' entrata in vigore lunedi 26 Ottobre la nuova procedura di calcolo per la certificazione energetica degli edifici nella Regione Lombardia, come definita dall' Allegato tecnico del Decreto n. 5796 dell'11 giugno 2009. E' entratoanche in vigore anche il nuovo software di calcolo CENED+ realizzato da Cestec Spa.
Il software CENED+ consente di elaborare e preparare per un corretto upload nel Catasto anche file XML prodotti da altri software sviluppati in conformità alla procedura di calcolo di cui al Decreto Dirigenziale di Regione Lombardia n. 5796 dell'11 giugno 2009.La tecnologia utilizzata per lo sviluppo dell’applicativo consentirà la portabilità multipiattaforma dello stesso, mentre gli aggiornamenti che si renderanno necessari nel tempo per far fronte alle esigenze dei professionisti non richiederanno la disinstallazione e re-installazione del software.

Fino alla data del 26 ottobre erano accettati, all’atto di chiusura di una pratica di certificazione nel catasto energetico, esclusivamente i file .cnd prodotti con il software CENED, sviluppato in collaborazione con ITC-CNR e fino ad oggi in uso. A partire dalla mezzanotte del 25 ottobre 2009 sono invece accettati, all’atto della chiusura della pratica di certificazione, esclusivamente i file .XML prodotti secondo le specifiche dell’Organismo di accreditamento.

Inoltre, a supporto dei certificatori energetici sono stati pubblicati i file excel (il cui utilizzo non è però obbligatorio) che consentono di effettuare i calcoli non implementati nel software CENED+: ossia il calcolo della temperatura di ambienti non riscaldati adiacenti agli ambienti da certificare, il calcolo puntuale della capacità termica e la valutazione della priorità degli interventi migliorativi.


Ricordiamo, infine, che contestualmente alla nuova procedura di calcolo e al nuovo software, entra oggi in vigore il nuovo modello lombardo di Attestato di Certificazione Energetica (ACE), previsto all'allegato C della Dgr VIII/8745 del 22 dicembre 2008. Questo nuovo modello di attestato definisce per ciascun edificio due classi energetiche: oltre alla valutazione rispetto all'indice di prestazione energetica relativo alla climatizzazione invernale EPH, è prevista una classificazione sulla base dell'indice di prestazione termica per la climatizzazione estiva ETC.


(fonte: Casaeclima.com)

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Polveri Sottili e inquinamento cittadino: Il Piemonte chiede subito un Piano Nazionale per non vanificare gli sforzi regionali della regione padana

"L’Europa non ha concesso all’Italia la deroga fino al 2011 per l’obbligo di rientrare nei limiti giornalieri e annuali delle polveri sottili. Tutto ciò perché il Governo non ha un piano nazionale che supporti le misure adottate a livello regionale. A farne le spese sono principalmente le Regioni della Pianura padana, che corrono il rischio di vedere vanificato l’impegno svolto con risultati positivi negli ultimi quattro anni”: a lanciare l’accusa è l’assessore regionale piemontese all’Ambiente , Nicola de Ruggiero.

La presa di posizione scaturisce dalla decisione della Commissione Europea del 28 settembre scorso che, al punto 13, sostiene che “per ottenere la conformità ai valori limite entro la scadenza della deroga, oltre alle misure previste nei piani regionali, occorrono anche misure a livello nazionale. In assenza di un piano nazionale per la qualità dell’aria che definisca tali misure, la Commissione ritiene che per queste zone non sono state fornite tutte le informazioni necessarie a dimostrare il rispetto delle condizioni”.

“Aldilà delle conseguenze evidenti per la salute dei nostri polmoni - sostiene de Ruggiero - il mancato ottenimento della deroga porta al pagamento di pesanti sanzioni economiche, dovute per il mancato rispetto dei limiti di legge negli anni 2005-2008. La decisione è stata assunta alla fine di settembre ed è motivata dal fatto che, nonostante la correttezza e la bontà del piano regionale del Piemonte, unico a suo tempo approvato in Europa, quello che manca per ottenere la deroga è il piano nazionale. Appare paradossale che la richiesta sia stata predisposta e inviata proprio dal Governo, per cui è incomprensibile che quello che manchi sia proprio il suo contributo. Ci auguriamo, e daremo anche il nostro apporto, che il Ministero dell’Ambiente invii entro fine novembre il piano nazionale per la qualità dell’aria”.

Per salvaguardare la salute dei suoi abitanti l’Unione Europea ritiene che il PM10 non debba superare la media annua di 40 microgrammi per m3 e che i giorni di superamento della soglia massima di 50 microgrammi per m3 non debbano essere più di 35 all’anno. Negli ultimi quattro anni la media è scesa del 25,5 % (a tutto settembre 2009 31,4 microgrammi per m3) ed i superamenti del 45,1% (a tutto settembre circa 100 giorni in meno in Piemonte).

“Il Governo deve capire - continua de Ruggiero - che la qualità dell’aria del bacino padano è, com’è avvenuto a Napoli ed in Campania per i rifiuti, una vera e propria emergenza da affrontare a livello nazionale. E’ la vera emergenza del Nord che riguarda la salute dei cittadini e che non ammette più mancanza di responsabilità. Il Governo deve intervenire in maniera efficace e veloce. Da una parte è necessario mettere a disposizione le risorse per cambiare radicalmente il trasporto pubblico, rinnovando il parco mezzi con autobus ecosostenibili, garantendo i finanziamenti per trasporti su metropolitana e ferrovie locali. Ma si possono anche assumere decisioni meno costose come limitare la velocità del traffico sulle autostrade, perché è una delle misure, ormai ampiamente dimostrata, capaci di ridurre le emissioni”.

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Effetto Serra e cambiamenti climatici: diventiamo tutti vegetariani e ci salveremo!

Per salvare il pianeta dall’effetto serra, è necessario ridurre il consumo di carne, a costo di renderla un bene di lusso: è questa la proposta del celebre economica britannico Lord Stern, autore nel 2006 di un rapporto diventato la pietra miliare della politica ambientalista britannica. Stern ha infatti rivolto un appello, in un intervista al Times, affinché la carne sia bandita dalle nostre tavole.

“Gli allevamenti determinano un enorme spreco di acqua e producono una quantità altissima di gas serra. Sono inoltre uno spreco immenso delle risorse del pianeta”. Invece, “una dieta vegetariana è decisamente migliore”.

Secondo le stime dell’Onu, la produzione di carne è responsabile del 18 per cento delle emissioni globali, comprese quelle che si generano dalla distruzione delle foreste per far posto agli allevamenti e ai concimi per gli animali come la soia.

Il metano, come quello sprigionato dai bovini, è un gas serra 23 volte più potente dell’anidride carbonica. Per queste ragioni, Stern chiede ai governi di occuparsi dell’impatto degli allevamenti alla prossima conferenza sul clima di Copenaghen (dal 7 al 18 dicembre) al fine di giungere a un accordo che imponga un netto aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che determinano un impatto nocivo sull’ambiente, carne in testa.
Secondo Stern quindi dobbiamo diventare tutti vegetariani, accelerando cosi la riduzione dei gas serra, dimezzandoli a 25 miliardi di tonnellata entro il 2030, dai livelli attuali di 50 miliardi di tonnellate.

(fonte: zeroemission.tv)
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Nave dei Veleni / Legambiente: non è rassicurante sapere che la nave affondata in Calabria non è la Cunsky

Secondo Legambiente 'la notizia che la nave affondata a largo della costa di Cetraro non sia la Cunsky non può rappresentare in nessun modo un motivo di allentamento delle indagini e di abbassamento della guardia'. 'Continuiamo a ritenere, - ha affermato Sebastiano Venneri, il vicepresidente di Legambiente - come detto sin dall’inizio, che vadano rapidamente compiute tutte le ricerche per conoscere quante e quali navi cariche di scorie siano state affondate nel Mediterraneo, a cominciare dalla Rigel, colata a picco in circostanze misteriose il 21 settembre 1987 a venti miglia da Capo Spartivento, e proseguendo col relitto avvistato recentemente dall’Astrea, la nave dell’Ispra incaricata delle ricerche dal Ministero dell’Ambiente di fronte a Maratea'.

'Non riusciamo a comprendere – ha aggiunto Venneri – come la notizia che la nave raggiunta dall'Oceano Mare non sia la Cunsky debba tranquillizzare i cittadini e mettere a tacere le richieste di chi da anni cerca la verità sui traffici illeciti dei rifiuti pericolosi nel nostro Paese.
Se c’è voluto un mese e mezzo solo per capire che quella sul fondo delle acque di Cetraro non fosse la nave indicata dal collaboratore di giustizia Fonti, chissà quanto tempo ci vorrà per conoscere realmente la verità su tutte le navi cariche di veleni che sono state affondate negli anni Ottanta.
Bisogna agire subito, senza cedere alla facile tentazione di ‘tranquillizzare’ gli animi delle persone preoccupate per la propria salute e per il futuro della Calabria che, forse dobbiamo ribadirlo, continua ad essere minacciata dall’inquinamento e dalle contaminazioni dovute ai rifiuti speciali interrati, affondati, dispersi e mischiati al cemento delle strutture portanti degli edifici pubblici frequentati da persone di tutte le età, come nel caso delle scuole di Crotone o della collina “radioattiva” di Ajello in provincia di Cosenza'.

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Ecomondo 2009: si parte con la 13esima edizione, dal 28 al 31 Ottobre alla Fiera di Rimini

Da mercoledì 28 a sabato 31 ottobre 2009 il mondo dell´ambiente punta i riflettori su Rimini Fiera, dove si tiene la 13a edizione di ECOMONDO, fiera internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile, appuntamento leader per il settore.
Il sistema ambiente Rimini´ ospiterà 1.500 imprese disposte sull´intero quartiere riminese (110.000 mq.), con un´offerta di manifestazioni che abbraccia vari settori merceologici ispirati dalla cultura del recupero e riuso, per soddisfare gli oltre 65.000 visitatori attesi.
Ciò grazie ad ECOMONDO e COOPERAMBIENTE, 2a edizione della fiera dell´offerta cooperativa di energia e servizi per l´ambiente, in collaborazione con LegaCoop, e grazie alla contemporaneità con KEY ENERGY (3a Fiera Internazionale per l´Energia e la Mobilità Sostenibile, il Clima e le Risorse per un nuovo Sviluppo) Ri3 e ENERGYES.

Aperta sia agli addetti ai lavori sia al grande pubblico, solo ECOMONDO 2009 ospita circa 1.050 aziende su 70.000 metri quadrati articolati in 13 padiglioni, uno in più dello scorso anno (in mostra la più ampia gamma di opportunità tecnologiche, sistemi, attrezzature e servizi che partendo da una vetrina dedicata al tema centrale del recupero e riutilizzo dei rifiuti si allarga ad ampio raggio su tutte le tematiche ambientali).

In programma un imponente programma di seminari scientifici che avranno il loro filo rosso nel tema Ecodesign per il pianeta. Soluzioni per un ambiente più pulito e per una nuova economia. Il coordinamento del programma è del Prof. Luciano Morselli che anche quest´anno ha ideato la mascotte di ECOMONDO, il cavalluccio marino rosa, simbolo di emergenza ambientale.

ECOMONDO è anche teatro della fattiva collaborazione fra Rimini Fiera e tutti gli attori del mondo ambientale, a livello istituzionale ed associativo, centri di ricerca e imprese. Un valore riconosciuto e che è valso a Rimini Fiera, primo fra gli organizzatori fieristici, l´ingresso nel consesso delle Agende 21 Locali.

Importante novità del 2009 è lo svolgimento in contemporanea (22 ottobre . 2 novembre 2009) di Ambiente Festival, un´iniziativa che si sviluppa sul territorio cittadino, promossa dall´Assessorato alle Politiche Ambientali ed Energetiche del Comune di Rimini e da Rimini Fiera per integrare e valorizzare i contenuti di Ecomondo con le esperienze di cittadini, associazioni e istituzioni locali e nazionali in materia di ecologia e sostenibilità. Dodici giorni di eventi, a ingresso libero, che anticipano e affiancano l´appuntamento con ECOMONDO.

La 13a edizione di ECOMONDO sarà aperta dal Sottosegretario di Stato per l´Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, On.le Roberto Menia e da un importante convegno, Politiche per il Green New Deal; come la sostenibilità può far ripartire l´economia globale organizzato da Rimini Fiera, CONAI, LegaCoop e Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Confindustria, Anci, Legambiente, Kyoto Club.
All´evento inaugurale, a cui porterà il suo saluto il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni, interverranno: Christopher Flavin Presidente Worldwatch Institute, Piero Perron Presidente CONAI, Filippo Bernocchi, delegato alle politiche ambientali ANCI, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Legambiente, Lino Zanichelli, Assessore Ambiente e Sviluppo Sostenibile Regione Emilia Romagna, Giuliano Poletti Presidente Legacoop. Modera Antonello Piroso direttore del TG de La7.

´La green economy´ - dice Simone Castelli, direttore della Business Unit 2 di Rimini Fiera . trova a Rimini Fiera l´evento fieristico di maggiore rilievo per rilanciare il tratto di innovazione che ne caratterizza l´attività. ECOMONDO comunica una cultura del recupero e riuso che ormai ci appartiene, ma che per diventare attività quotidiana ha bisogno di diffondere tecnologie e saperi, elementi che nelle giornate riminesi si esaltano pienamente´.

´Una fiera è lo specchio del comparto economico al quale si riferisce . spiega Alessandra Astolfi, project manager dell´evento fieristico . ed ECOMONDO restituisce l´immagine di un´economia che certo ha risentito dei venti di crisi, ma sulla quale sono appuntate le speranze affinché rappresenti una delle leve più robuste per alimentare la ripresa. Veniamo da un´edizione straordinaria, con 64.858 visitatori (+12% sul 2007) e puntiamo a confermarci, tenendo sempre in grande conto la qualità dei visitatori da assicurare alle aziende espositrici´.

´La green economy non è più solo un programma politico . sottolinea l´Assessore Regionale all´Ambiente Lino Zanichelli . ma una realtà che già vive sul territorio grazie all´iniziativa di molte imprese. La Regione Emilia-Romagna è impegnata a fare sempre più sistema tra settori pubblico e privato e a coinvolgere i consumatori in questo processo, proprio per valorizzare e promuovere concretamente uno sviluppo economico basato sulla sostenibilità delle produzioni e sulla qualità ambientale. Ecco il significato della nostra presenza a ECOMONDO 2009, un´edizione che si annuncia come la più interessante e innovativa degli ultimi anni´.

´ECOMONDO . dice Giancarlo Longhi, Direttore di CONAI - è un appuntamento fondamentale per conoscere direttamente, e non per sentito dire, attraverso l´ascolto di dati ed esperienze dei settori industriali di riferimento, le più significative attività di recupero e riuso svolte a livello internazionale. CONAI partecipa ad ECOMONDO sin dalla prima edizione, ogni anno troviamo in fiera la possibilità di esprimere al meglio la nostra attività e a cogliere gli spunti per progettare nuovi filoni di intervento´.


Ulteriori info su www.ecomondo.com; orari: 9-18, ultimo giorno 9-17;
info espositori: 0541744249 mail s.balzi@riminifiera.it;
website: www.ecomondo.com
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27 ottobre 2009

Sabato 31 Ottobre a Taranto si discute con Nichi Vendola di Kyoto e Copenaghen

Sabato prossimo 31 ottobre ci sarà presso il salone di rappresentanza del Palazzo della Provincia di Taranto un interessante dibattito pubblico in previsione della quindicesima conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Questo convegno, promosso da Sinistra e Libertà assume anche un grande significato in quanto si tiene in una città, che l'inquinamento lo soffre troppo. Saranno presenti il Presidente Vendola, il Presidente Florido, l'assessora Introna, il sindaco Stefàno.

Il dibattito si svolgerà secondo la seguente scaletta:

Presentazioni

Ippazio Stefàno (Sindaco di Taranto)
Gianni Florido (Presidente della Provincia di Taranto)
Onofrio Introna (Assessore Ecologia Regione Puglia)

Comunicazioni

Paola Agnello Modica (“Il sindacato europeo verso Copenaghen”)
Piergiorgio Comella (“Dalle regioni una campagna per le rinnovabili”)
Massimo Serafini (“Il negoziato climatico da Kyoto a Copenaghen”)
Magda Terrevoli (“Le regioni italiane da Kyoto a Copenaghen”)

Interverranno fra gli altri:
Giorgio Assennato (Direttore Generale ARPA),
Alessandro Battistoni, Franco Benaglia, Valerio Calzolaio, Mirko
Lombardi, Michele Losappio, Oscar Mancini, rappresentanti locali di
Sinistra Ecologia & Libertà, contributo di Giorgio Nebbia, rappresentanti
Associazione “Altamarea”, rappresentanti Sindacati, rappresentanti Autorità
locali.

Interviene Nichi Vendola
(Presidente Regione Puglia)

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Regione Puglia: Enel e Istituzioni si accordano sulla riduzione del 10% di emissioni di CO2

Nuovo accordo tra gli enti locali pugliesi e l'Enel sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli impianti termoelettrici in Puglia, in particolare l'accordo si riferisce alla centrale termoelettrica di Brindisi in località Cerano. Ridurre subito il carbone del 10%: p questa la richiesta avanzata dalle istituzioni per la centrale Enel di Cerano.

I
eri sera a Palazzo Nervegna ci sono state oltre due ore di confronto, infine il rappresentate Enel, Gian Filippo Mancini, ha annunciato l’aggiornamento tecnico dell’incontro, pur sottolineando il clima di collaborazione in cui l’intero confronto si è svolto.

«Abbiamo posto, come prioritaria, la riduzione dell’anidride carbonica del 15% in tre periodi tra il 2010 ed il 2012 e subito la riduzione del 10% del carbone che porta ad un considerevole abbattimento delle emissioni massiche - ha riferito il sindaco Domenico Mennitti -. Abbiamo anche posto il problema della revisione degli investimenti, che abbiano concreti riscontri nelle politiche portuali - ha aggiunto -, nonchè la questione del Cdr come combustibile e ci siamo riservati di scendere nei dettagli sul sostegno all’economia locale con interventi adeguati».
Il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, oltre ad insistere sulla riduzione dell’anidride carbonica e delle emissioni massiche, ha ribadito la necessità della «copertura del carbonile entro 18 mesi dalle autorizzazioni, sul sistema di monitoraggio da realizzarsi con fondi dell’Enel». «Ovvio che il discorso dell’agritermìa sarà questione da affrontare - ha aggiunto Ferrarese -, come considerevole è la questione dei ritorni economici per il territorio che andrà ancora discussa. È certo però che le istituzioni vanno nella stessa direzione».

«È un negoziato duro - ha continuato il presidente della Regione, Nichi Vendola - ma la sintonia istituzionale è un punto visibile per la tutela dei cittadini», anche perchè la richiesta di «negoziare l’abbattimento dell’anidride carbonica e del carbone offre alla città la percezione di un disagio alleviato ». E Vendola non ha nascosto che il negozia sia «complesso», anche perchè ad esso sono legati «i problemi del modello di sviluppo di Brindisi» ma - ha aggiunto - «la riduzione del 10% del carbone nell’immediato va percepita come il momento della verità».

(fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)
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Nave dei Veleni: il relitto al largo delle coste calabre non è la Cunski

Il relitto trovato al largo delle coste di Cetraro non corrisponde alla Cunski e, dalle prime analisi ambientali, risulta che al momento fino alla profondità di 300 metri non ci sono alterazioni della radioattività. Lo comunica in una nota il ministero dell'Ambiente. "Il relitto a largo di Cetraro non corrisponde alla caratteristiche della Cunski - spiega il ministro dell'Ambiente Stefania Prestiacomo - Questo quanto emerge dai primi rilevamenti della 'Mare Oceano', la nave, inviata dal Ministero, che sta svolgendo gli accertamenti sui fondali del Tirreno. Infatti la morfologia del relitto risulta diversa da quella della Cunski. In particolare è stato rilevato che il cassero della nave affondata si trova nella zona centrale mentre quello della Cunski era a poppa".

(fonte ApCom)
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Acquisti Verdi: Online il sito ENEA del Progetto 'Buy Smart - Green Procurement for Smart Purchasing'

E' online il sito del Progetto “Buy Smart - Green Procurement for Smart Purchasing”, co-finanziato nell’ambito delle azioni SAVE del Programma comunitario IEE (Intelligent Energy Europe/Energia Intelligente per l’Europa) della Commissione Europea, Direzione Generale Energia e Trasporti e realizzato in sette paesi europei (Germania, Austria, Italia, Slovenia, Lettonia, Repubblica Ceca e Svezia) da un consorzio di otto istituzioni con una grande esperienza nel settore degli acquisti verdi e dei prodotti eco-efficienti. Responsabile del progetto è l’Agenzia per l’Efficienza Energetica di Berlino.

L’ENEA è il responsabile del progetto per l’Italia
, l'obiettivo è quello di aumentare la quota di prodotti eco-efficienti in sei importanti settori - IT (Information Technology), elettrodomestici, componenti per l’edilizia, veicoli, illuminazione ed elettricità da fonte rinnovabile non solo presso le istituzioni pubbliche ma anche presso il settore privato - è il principale risultato che ci si attende dal progetto. In particolare “Buy Smart” intende:
  • migliorare l’informazione sul green procurement per gli acquirenti pubblici e privati
  • mettere a disposizione esempi di buone pratiche a livello europeo
  • migliorare l’informazione sulle etichette energetiche e ambientali e sul loro utilizzo quali efficaci strumenti per l’identificazione dei prodotti eco-efficienti
  • promuovere l’utilizzo degli strumenti a supporto agli acquisti verdi mediante la collaborazione con partner strategici quali le piattaforme per gli acquisti elettronici, i network commerciali e le camere di commercio e industriali dei paesi partner
  • realizzare una serie di eventi, seminari e incontri per i potenziali acquirenti di prodotti eco-efficienti
  • realizzare una serie di progetti pilota di acquisti verdi soprattutto elettronici.

http://www.buy-smart.info
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Allarme Clima: i ghiacciai alpini in scioglimento pronti a liberare una bomba ecologica

Un gruppo di scienziati svizzeri, ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurich), del Laboratorio federale svizzero di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) e dell’Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei politecnici federali (EAWAG), hanno lanciato un allarme circa lo scioglimento dei ghiacciai alpini che sta portando alla luce una bomba ecologica, possibile ingenti danni all’ambiente e alla salute umana.

Analizzato alcuni strati sedimentari provenienti dal lago artificiale Oberaarsee, nelle Alpi svizzere, gli scienziati hanno osservato che sostanze molto inquinanti, alcune nel frattempo finite fuori produzione o il cui uso è stato proibito, potrebbero sprigionarsi man mano che i ghiacciai delle Alpi si ritirano per effetto del global warming.

I risultati dello studio che ha consentito la ricostruzione dei processi di sedimentazione nei ghiacci di composti chimici altamente inquinanti negli ultimi 60 anni sono stati pubblicati nella rivista Environmental Science and Technology. Secondo gli scienziati, questi “inquinanti storici”, deposti anni prima dalle correnti atmosferiche sugli strati di neve e poi congelati nei ghiacci, oltre ad accelerare ulteriormente il processo di scioglimento dei ghiacciai, costituiscono un grave pericolo per uomini ed animali che utilizzano le acque provenienti dallo scioglimento dei ghiacci. 



Nel momento in cui i ghiacciai si sciolgono, le sostanze chimiche in esso accumulate, vengono infatti trasportate nel lago glaciale più vicino mediante l’acqua di ruscellamento. Una volta nel lago precipitano sul fondale e si accumulano sotto forma di sedimenti insieme ad altre sostanze sospese nelle acque di scioglimento.
 Analizzando le acque del lago artificiale Oberaar, i ricercatori hanno individuato tre anelli, risalendo strato per strato fino al 1953, anno di costruzione della diga che ha portato alla formazione del lago. La lettura degli anelli ha condotto non solo al riconoscimento delle sostanze inquinanti prodotte negli anni sessanta e settanta, ma anche ad osservare la loro diminuzione in seguito all'interdizione del loro impiego.

Tuttavia, a suscitare allarme tra gli studiosi il fatto che la tendenza si invertiva con livelli di inquinamento via via crescenti a partire dagli anni Novanta. Tale incremento, secondo i ricercatori, è in parte dovuto al ruscellamento del ghiacciaio dell’Oberaar, che è diminuito di ben 120 metri solo nel corso dell’ultimo decennio e potrebbe aver rilasciato una quantità consistente di sostanze tossiche accumulate. Ipotesi confermata dal confronto dei campioni provenienti dal lago Oberaar con campioni di laghi che si trovano ad altitudini minori in cui non si riscontra lo stesso aumento di inquinanti storici negli anni Novanta.

(fonte: Zeroemission.tv)
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