29 agosto 2009

Fotovoltaico: Bando per la concessione delle coperture della Fiera del Levante per impianti solari

L’Ente Autonomo Fiera del Levante di Bari, www.fieradellevante.it, ha indetto una gara pubblica per la concessione d’uso di superfici di proprietà dell’Ente su cui installare impianti fotovoltaici.
L’Ente, fa sapere che a fronte del pagamento di un canone, concede l’uso per un periodo minimo di 20 anni delle superfici delle coperture degli edifici (padiglioni espositivi). La concessione avverrà ad operatori che realizzino a proprie spese gli impianti fotovoltaici e beneficino degli introiti relativi agli incentivi del conto energia e alla vendita di energia prodotta. A conclusione della concessione le superfici saranno riconsegnate libere da impianti e materiali; in alternativa gli impianti fotovoltaici verranno acquisiti senza onere alcuno dall’Ente.
La concessione d’uso di superfici di proprietà dell’Ente comporta: la progettazione, la fornitura, i lavori di posa in opera e i lavori edili ed impiantistici, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione degli impianti fotovoltaici e allo smantellamento dei medesimi ed al loro smaltimento a rifiuto a conclusione del periodo contrattuale o, in alternativa, la consegna degli stessi al’Ente in perfetto stato d’uso.
L'investimento complessivo per la realizzazione degli interventi è stimato presuntivamente in € 3.874.000,00 oltre IVA, compresi gli investimenti materiali e gli investimenti immateriali, oneri della sicurezza, studi, progettazioni, collaudi e spese varie.
L’Aggiudicatario provvederà a sostenere tutte le spese necessarie per la progettazione, realizzazione e gestione degli impianti fotovoltaici, a fronte della vendita dell’energia e degli incentivi del conto energia. L’Aggiudicatario verserà all’Ente Fiera un corrispettivo per la concessione d’uso delle superfici di proprietà dell’Ente, per tutta la durata della concessione.
Al termine della concessione l’Aggiudicatario provvederà a riconsegnare all’Ente Fiera tutte le superfici oggetto della concessione libere da ogni manufatto e nello stato in cui sono al momento della stipula del contratto provvedendo, a propria cura e spese al termine della concessione, alla rimozione e all’allontanamento a rifiuto dei materiali, compreso lo smaltimento secondo normativa.
In alternativa, su proposta del Concessionario, l’Ente Fiera si riserva il diritto di acquisire gli impianti installati previa verifica del loro stato di conservazione e funzionalità.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

Biocarburanti in Europa: ne discute la Commissione UE

La Commissione europea continua a discutere su eventuali paletti da mettere nel settore della produzione di biocarburanti. All'Esecutivo spetta infatti, sulla base alla Direttiva sulle Energie Rinnovabili, il compito di compilare un rapporto in cui si analizza e si cercano i mezzi per minimizzare l'impatto indiretto che ha il cambiamento dell'uso del suolo sulle emissioni ad effetto serra. Il compito dell'Esecutivo e' anche di formulare proposte per sviluppare una metodologia concreta in grado di calcolare i cambiamenti indiretti dell'uso dei suolo, da poter essere applicata anche ad altri prodotti agricoli. Nel dibattito sul pericolo che potrebbero costituire gli agrocarburanti per la deforestazione e la conseguente sicurezza alimentare sembra dunque aver fatto breccia la richiesta avanzata dall'industria dei carburanti verdi che ha sempre chiesto di estendere i criteri di sostenibilita' ad altri i prodotti di origine agricola.

Il cammino per arrivare al documento finale, che dovra' essere pronto il 31 dicembre 2010, e' ancora lungo e Bruxelles procede, passo dopo passo, anche se, secondo quanto riporta EurActiv, l'idea e' di avere gia' una proposta legislativa a marzo. Si darebbe cosi' una mano agli stati membri per la programmazione dei Piani di Azione Nazionali per le Energie Rinnovabili che devono essere consegnati entro la fine di giugno 2010. Tra le tante idee un orientamento che si sta facendo strada, per considerare e minimizzare l'impatto legato al cambiamento d'uso dei terreni, e' proprio quello di estendere i criteri di sostenibilita' a piu' settori ed ad altri paesi consumatori, stimolando le amministrazioni ad adottare le medesime restrizioni applicate ai biocarburanti ed incoraggiando altri tipi di industria ad applicarle su base volontaria. Spunta anche l'idea dell'etichettatura dei biocarburanti importati nell'Unione europea, che dovranno essere conformi alle restrizioni previste dalla direttiva. La seconda via ipotizzata e'quella di accordi internazionali per proteggere gli habitat ricchi di carbonio, ma, tempi lunghi a parte, si andrebbe al di la'della portata della Direttiva.
(fonte: Ansa)
Leggi tutto...

28 agosto 2009

Rinnovabili: anche l'agricoltura per il 'green new deal'

Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso della tavola rotonda “Per non restare al verde”, organizzata nell’ambito della manifestazione “Cortina In ConTra Estate 2009”,è ntervenuto a proposito dell'ultimo rapporto dell’ENEA, elaborato sui dati 2008,che sottolineava: “Le energie rinnovabili rappresentano un'importante opportunità industriale oltre che una fonte di energia alternativa. L'investimento nel settore è molto cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere nel mondo i 160 miliardi di dollari e dare occupazione a quasi 4 milioni di addetti”
“Seguendo il ‘green new deal’ lanciato da Obama – ha detto Vecchioni - anche il settore agricolo vuole contribuire sempre più a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e diversificare le fonti energetiche”. Un importante passo operativo su vasta scala in Italia è stato fatto Confagricoltura, creando la prima rete che produce biomasse di origine agricola, con 120 imprese, 600 milioni di investimento e 170 megawatt di potenza installata. Tutto ciò che è legato alle energie rinnovabili noi lo vediamo come una integrazione di reddito e una riduzione dei costi per le nostre imprese. Ma non riteniamo questo percorso né risolutivo, né esaustivo in termini di impatto sul clima. La nostra, in proposito, è una visione laica ed economica, non ideologica”.

“Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura - darà nuovo impulso allo sviluppo in questo settore. Un sistema di incentivi chiaro e stabile negli anni, infatti, consentirà alle imprese di pianificare gli investimenti nel lungo periodo. Tenendo presente che, superato il passaggio iniziale, più le tecnologie avanzano, più il ricorso agli incentivi può essere ridimensionato. La comunità agricola diventerà quindi un alleato ancor più prezioso all’interno di un disegno che consente una riformulazione economica del rapporto col territorio. Purtroppo – ha sottolineato Vecchioni - 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia i finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciono fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita”.

Poi Vecchioni ha avvertito: “In tutto ciò va definitivamente modificato l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie, invece, consentono la coesistenza di entrambe le attività, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati stanno per essere restituiti alla comunità agricola. Inoltre, a proposito della lotta alle emissioni di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani è privata”.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Biomasse: Aper presenta la mappa degli impianti in Italia

Si terrà giovedì 24 settembre 2009 presso l’Hotel Antares Concorde di Milano il corso di formazione dedicato alle bioenergie organizzato dall’Associazione. In quest’occasione sarà presentato in anteprima lo studio, condotto da APER, sulla diffusione degli impianti a biomassa presenti sul territorio nazionale.
In particolare, lo studio offre una fotografia del reale sviluppo degli impianti a biomassa in Italia, realizzata attraverso la raccolta di dati forniti dagli Associati APER, informazioni dalla letteratura disponibile e contributi da altri operatori di mercato (produttori di energia, altre associazioni, enti locali, soggetti istituzionali ecc.). A differenza di altre fonti infatti, le bioenergie sono da sempre caratterizzate dall’assenza di dati strutturati sulla loro concreta diffusione. Complici le caratteristiche intrinseche di questa fonte e l’assenza di soggetti preposti alla raccolta e monitoraggio delle informazioni per questo settore, se non per categorie di dati aggregate o per aree territoriali limitate.
Ampio spazio sarà inoltre dedicato agli aggiornamenti normativi che hanno caratterizzato il settore delle bioenergie durante l’ultimo anno, nonché agli aspetti prettamente economici come ad es. le opportunità di fund raising, le tipologie di finanziamento offerte dalle banche (leasing e project financing), fino alla valorizzazione dell’energia e ai sistemi di incentivazione.
Il corso si conclude con l’illustrazione di casi pratici di gestione degli impianti presentati dagli operatori stessi.

per informazioni: www.aper.it

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Energia: rivoluzione nelle bollette elettriche, deve essere indicata la percentuale del mix energetico

Cambia la bolletta elettrica; martedi è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del 31 luglio “Criteri e modalità per la fornitura ai clienti finali delle informazioni sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione dell'energia elettrica fornita, nonché sull'impatto ambientale della produzione”.
Il presente decreto disciplina, ai sensi dell'art. 1, comma 5, della legge n. 125/07 le modalita' con cui le imprese esercenti attivita' di vendita di energia elettrica sono tenute a fornire informazioni ai clienti finali, sia sulla composizione del mix di fonti energetiche primarie
utilizzate per la produzione dell'energia elettrica fornita dalle imprese di vendita, ma anche sull'impatto ambientale della produzione di energia elettrica, utili al fine di risparmiare energia.
A partire dal 2010 quindi le imprese che distribuiscono energia elettrica devono fornire attraverso le bollette ai clienti finali, nonché attraverso i propri materiali promozionali e sui propri siti internet, le informazioni relative al mix energetico dell’elettricità venduta; devono specificare quindi se l'energia è prodotta da fonti fossili o rinnovabili, e indicarne nello specifico da quali fonti.
Le informazioni sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione di energia elettrica devono basarsi sulla distinzione tra le seguenti fonti: fonti rinnovabili, gas naturale, carbone, prodotti petroliferi, nucleare, altre fonti. La composizione del mix energetico relativo all'energia venduta dalle imprese di vendita, nell'anno di riferimento, deve essere indicata in termini percentuali dell'energia venduta per fonte rispetto all'ammontare di energia elettrica complessivamente venduta dall'impresa nel medesimo anno. A decorrere dal 2012, le imprese di vendita sono tenute ad indicare la quota di energia elettrica venduta nell'anno precedente derivante da produzione di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento.

Leggi tutto...

27 agosto 2009

Risparmio energetico: dal 1 settembre al bando le lampade ad incandescenza

Da martedì prossimo, 1 settembre, inizierà in tutta Europa la definitiva messa a bando delle lampadine a incandescenza dagli scaffali dei negozi. Un grazie infinite a Thomas Alva Edison, che ha inventato 130 anni fa il bulbo con il filamento di tungsteno rivoluzionando gli stili di vita di milioni di persone, ma la storia deve fare il suo corso. In commercio ci sono dispositivi molto più efficienti e duraturi, che consumando meno energia inquinano molto meno delle lampadine incandescenti.

Per questo l’Unione europea ha stabilito con due regolamenti approvati a marzo la loro sostituzione con quelle di ultima generazione a basso consumo, che dovrà essere completata entro settembre 2012. Si comincerà proprio da martedì prossimo a mandare in soffitta le lampadine da 100 Watt, quelle che comportano il maggior spreco di energia.

L’acquisto delle nuove lampadine costerà un po’ di più ai cittadini europei, in media circa 5 euro per una lampadina ad alta efficienza. Ma saranno ampiamente compensati – fanno notare le associazioni europee dei consumatori Beuc e Anec in un comunicato congiunto – da un risparmio mensile fino all’80 per cento di energia elettrica e da una durata da 8 a 15 volte superiore. Tradotto: fino a 166 euro in meno all’anno sulla bolletta della luce.

Le due associazioni dei consumatori avvertono tuttavia che sarà necessario organizzare la transizione predisponendo alcune misure Ue che, da una parte, permettano la raccolta e il riciclaggio delle nuove lampadine a basso consumi alla fine del loro ciclo di vita, e dall’altra impongano una sostanziale riduzione del contenuto di mercurio (tecnicamente già possibile) delle lampade fluorescenti compatte, abbassando dagli attuali 5 mg a 1 o 2 mg la soglia massima per unità.

Ma i consumatori possono dormire tranquilli per l’assenza di rischi per la salute derivanti dall’esposizione alla luce delle nuove lampadine fluorescenti compatte o alogene. Bruxelles ha infatti più volte fugato ogni dubbio di questo genere, certificando la loro totale sicurezza anche in base ai test compiuti dal Comitato scientifico della Commissione europea.
La seconda fase della messa al bando progressiva scatterà nel 2010, sempre a settembre, quando cesseranno le forniture ai negozi di lampade inefficienti da 75W. Poi, a settembre del 2011, toccherà a quelle da 60W, e infine, un anno dopo, a tutte le altre (da 40, 25 e 15 Watt).

Alcune eccezioni: le lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. Da queste misure l’Ue calcola di ottenere un risparmio di energia di circa 80 TWh entro il 2020 e un taglio della CO2 di circa 32 milioni di tonnellate all’anno.

fonte: Zeroemission.tv
Leggi tutto...

26 agosto 2009

Eolico: nel 2009 la crisi è stata inesistente, in Europa siamo passati da 64 TeraWatt a 73 TeraWatt

Secondo una ricerca dell'industria eolica europea (Ewea) il settore nel 2009 non ha sofferto per la situazione di crisi. Le stime per quest'anno parlano infatti di una continua crescita con una progressione annuale dell'1% rispetto all'anno precedente. La nuova capacita' in energia eolica nei 27 paesi dell'Unione europea dovrebbe arrivare nel 2009 a 8600 MW. La capacita' cumulativa installata dovrebbe cosi' passare dai 64.937 MW del 2008 a 73.535 MW. Dati giudicati incoraggianti in un anno in cui la crisi finanziaria ha toccato molte industrie con una domanda di elettricita' in diminuzione, in relazione alla ridotta attivita economica generale.
Benche' i risultati 2009 siano incoraggianti, il vero test sull'abilita' del settore eolico a tener testa alla crisi finanziaria sara' nel 2010, ha commentato Christian Kjaer, direttore esecutivo Ewea.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Fotovoltaico: Ricercatori usa raggiungono il 43% di conversione dell'energia solare

Nuovo passo avanti nell’efficienza delle celle fv. I ricercatori dell’University of New South Wales (UNSW) di Sydney, in Australia, annunciano un nuovo record di conversione che migliora il precedente primato di 42,7 per cento detenuto dall’università americana del Delawere. Grazie a un innovativo dispositivo multi-celle che cattura una porzione più ampia dello spettro della luce solare, hanno fatto schizzare l’efficienza al 43 per cento.

Il team, guidato da Martin Green (foto), Research Director della UNSW ARC Photovoltaics Centre of Excellence, in collaborazione con due gruppi di studiosi americani, ha stabilito il nuovo record utilizzando una combinazione multi-celle che potrebbe rappresentare un nuovo standard per l’utilizzo della luce solare per la produzione di elettricità.

“Poiché la luce solare è composta di differenti colori di energia, che vanno dall’ultravioletto all’infrarosso – ha spiegato il professor Green -, una combinazione di celle solari di differenti materiali può convertire la luce solare in modo più efficiente rispetto a una singola cella”.
Secondo i ricercatori, le celle di silicio, ottimizzate per catturare la luce in uno spettro che va dal rosso all’infrarosso, possono essere in grado di convertite fino al 46 per cento di luce in quel range di colori. Se combinate con quattro altre celle, ognuna ottimizzata per una differente parte dello spettro solare, la combinazione delle cinque celle converte il 43 per cento di luce in energia elettrica.
Dello sviluppo delle altre 4 celle, realizzate con composti semiconduttori più costosi che prevedono l’utilizzo di combinazioni di gallio, indio, fosforo e arsenico, si sono occupati il National Renewable Energy Laboratory (Nrel) ed Emcore Corporation, entrambi negli Usa.

(fonte: Zeroemission.tv)
Leggi tutto...

Nucleare: continua la propaganda di Scajola per convincere gli italiani della sicurezza delle centrali

Tra sei mesi l’Italia saprà dove saranno costruite le centrali nucleari, a dicembre sarà scritto lo Statuto dell’Agenzia per la sicurezza; durante il meeting di Rimini Scajola ha fatto sapere : ''il governo ha fatto una scelta' di responsabilita''': era necessario ''muoverci con assoluta urgenza'' sul ritorno del nucleare.
Per il ministro in Italia ''oggi soffriamo troppo'' sul fronte dell'energia: il Paese ''era rimasto fermo a Mattei''. Scajola ribadisce che l'obiettivo e' ridurre al 50% la produzione di energia dal fossile (''con una discesa verticale dall'attuale 80%''), per poi dividere il restante 50% in due quote uguali tra nucleare ed energie rinnovabili. Ha quindi sottolineato l'impegno per incentivare le rinnovabili indicando che nel 2008 ''i tassi di crescita sono stati del 429% per il fotovoltaico, sia pur partendo da una base infinitesimale per arrivare all'1,5%, e del 30% per l'eolico''.


“Il ritorno al nucleare comporta solo grandi rischi, alti costi e nessun vantaggio per il clima”: E’ questo il commento del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza alle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.

Secondo Legambiente infatti non ci sarà nessun vantaggio per la riduzione di emissioni in atmosfera: al 2020, infatti, se tutto va bene ci sarà una centrale operativa che ridurrà le emissioni per poco più di 4 mln di ton, che, a fronte di una produzione odierna di 552,8 mln/T annue in Italia di CO2, corrisponde allo 0,7%. Tutto ciò al netto della produzione di CO2 di tutta la filiera, perché alcuni studi recenti hanno calcolato che se si considera tutto il ciclo di lavorazione, per ogni kwh di produzione con il nucleare si emette la stessa quantità di CO2 di un kwh prodotto con il ciclo combinato. Il nucleare servirà poi solo alla produzione di elettricità settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18-20% del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialità.

Il Governo - prosegue Cogliati Dezza – continua a ripetere i soliti luoghi comuni sul nucleare, alimentando solo false speranze sull’energia dell’atomo, mentre in realtà il suo utilizzo non potrà risolvere la crisi economica ed energetica. Non è un caso, infatti, che l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti abbia chiesto al Governo una soglia minima garantita nelle tariffe di vendita. In sostanza dunque questa scelta energetica potrà solo esporre il Paese ad un grosso rischio, perché anche con il massimo controllo non sarà possibile eliminare in modo assoluto la possibilità di incidenti. E’ assurdo pertanto mettere a repentaglio la sicurezza del Paese per un’energia che non offrirà vantaggi economici e ambientali, mentre abbiamo a disposizione l’energia del vento e del sole, risposta immediata e reale ai cambiamenti climatici e ai costi in bolletta degli italiani”.


Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

24 agosto 2009

Fotovoltaico: l'India insegue il solare a concentrazione italiano di Rubbia che il Governo Berlusconi a tagliato dai finanziamenti

L’India sta per partire con un gigantesco piano di sviluppo dell’energia solare e di riduzione delle emissioni di gas serra, battezzato col nome di “National Solar Mission” che la renderà come la prima potenza solare mondiale con ben 100 mila Megawatt al 2030 e 200 mila Megawatt entro il 2050.

L’India punterà principalmente sul solare a concentrazione, detto anche solare termodinamico, cioè proprio su una tecnologia italiana avviata e sviluppata in ENEA da Carlo Rubbia negli anni della sua presidenza. Ma l’India punterà anche sulla generazione distribuita di energia e sulle reti intelligenti di energia: le cosiddette smart grids, attraverso cui interconnettere sul territorio produttori e consumatori e ottenere il massimo dell’efficienza energetica sia nella produzione che nell’uso di energia, proprio come sta pensando di fare l’Europa con la sua “piattaforma sulle smart grids” per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare la sicurezza e l’efficienza energetica.
Perché l’India vuole fare questo? Per tre motivi. Perché conviene economicamente (l’energia solare è gratis e non si misura a barili), perché permette di sviluppare nuove tecnologie che possono rendere l’India una leader mondiale in questo campo (detenere brevetti e vendere royalities), ma soprattutto perché l’India intende presentarsi al tavolo di Copenhagen, nel dicembre prossimo, con fatti concreti. E i fatti concreti indiani significano non solo il proprio impegno nella lotta contro i cambiamenti del clima, ma anche la richiesta ai Paesi industrializzati di investimenti adeguati in India, in cambio di crediti alle emissioni, vista anche l’ormai cronica incapacità dei paesi industrializzati (salvo rare eccezioni) di ridurre le proprie emissioni.

Fonte: Accademia Kronos
Leggi tutto...

Fotovoltaico:ENAV costruisce la prima torre di controllo ad energia pulita

E’ stata realizzata da ENAV, la Società Nazionale per i Servizi di Assistenza al Volo, nell’aeroporto di Ancona Falconara Marittima la prima Torre di controllo in Europa dotata di un importante impianto fotovoltaico.
Questo impianto, che produce circa il 25% dell’esigenza di energia elettrica della Torre di controllo, è nato dalla volontà di ENAV di portare avanti la sua politica di salvaguardia ambientale e di proseguire nelle opportunità di risparmio offerte da progetti istituzionali.
L’impianto fotovoltaico ENAV di Falconara Marittima, infatti, produce energia pulita, allineandosi peraltro alle linee guida del Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas serra e determina una consistente riduzione dei costi dell’energia. All’incentivo in Conto Energia erogato dal Gestore Servizi Elettrici di 0,36 euro ogni kWh prodotto, infatti, va aggiunto un ulteriore beneficio economico di circa 0,15 euro kWh dall’impianto fotovoltaico, grazie al risparmio nei consumi di energia elettrica prelevata dalla rete. Il totale stimato del beneficio economico per la Società è quindi di circa 28 mila euro all’anno. Il sistema installato è di tipo grid-connected ed è collegato in parallelo alla rete elettrica dove viene immessa “l’energia rinnovabile da fotovoltaico”.
Questo impianto consentirà ad ENAV non solo di valorizzare “l’energia pulita” generata, ma anche di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 32 tonnellate l’anno di CO2. Per realizzare l’intero impianto e le pensiline su cui sono alloggiati i moduli fotovoltaici sono stati investiti circa 340mila euro e sono state sfruttate tutte le superfici utili del sedime ENAV: 245 moduli (1.60x0,80m) di silicio policristallino per una estensione di 870 mq sono stati posizionati sulle superfici offerte dalla copertura di un parcheggio e di altri manufatti.
ENAV intende proseguire nella politica di contenimento dei costi industriali e di attenzione all’ambiente con altri interventi simili. Nel suo piano industriale, infatti, la società ha già previsto ulteriori interventi su altre Torri e Centri di controllo sin dall’anno in corso, con il coinvolgimento diretto della società TechnoSky, che sotto la guida dell’Energy manager dell’ENAV sta elaborando un piano per lo sviluppo delle energie rinnovabili su scala nazionale.
Leggi tutto...

23 agosto 2009

Turismo sostenibile: nuovi corsi per esperti operatori

CESTAS tra i corsi in partenza tra novembre e dicembre 2009 ha segnalato diversi percorsi di studio nel campo del turismo sostenibile; nello specifico si svolgeranno:

Master di II livello in Politiche Sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio giunto alla sua ottava edizione. La principale novità è rappresentata del fatto che quest'anno il Master vedrà la prima parte della didattica erogata in modalità e-learning.
Obiettivo del Master è fornire ai partecipanti gli strumenti tecnici e teorici necessari per svolgere funzioni dirigenziali e di promozione dello sviluppo locale.
I corsisti a conclusione del percorso formativo avranno acquisito competenze nell'analisi e nella progettazione dello sviluppo locale, urbano e delle politiche di pianificazione strategica.
Il Master è destinato a manager governativi e non che ricoprono o ricopriranno ruoli di responsabilità nell’elaborazione, esecuzione e valutazione dei programmi di sviluppo territoriale e di promozione della piccola e media impresa.
Al termine del corso è previsto lo svolgimento di un periodo di stage formativo della durata di 300 ore.

Corso di alta formazione in Esperto in progettazione per la cooperazione internazionale allo sviluppo.
Il corso nasce per rispondere ad una crescente domanda di professionisti della progettazione in grado di elaborare e presentare progetti di qualità e di successo sulla base dei requisiti richiesti dai vari donors.
Il corso si propone pertanto di formare esperti e consulenti in progettazione con competenze che favoriscano l’accesso ai programmi e alle fonti di finanziamento per la cooperazione internazionale allo sviluppo.
Al termine del corso, lo studente potrà trovare collocazione all’interno di contesti istituzionali quali enti pubblici locali e nazionali, università, istituti di ricerca e osservatori, ma anche ONG, organizzazioni internazionali, associazioni, ONLUS, società di consulenza in progettazione.

Corso di Specializzazione in Progettazione e Management per il Turismo Responsabile e Sostenibile.
Obiettivo del Corso è fornire una conoscenza delle problematiche economico-ambientali e gestionali, degli attori, delle tecniche di comunicazione, di vendita e promozione applicate al settore turistico-culturale-ambientale; formare una figura polivalente che operi presso enti non profit, tour operator, uffici pubblici di promozione del territorio, che sia in grado di creare relazioni tra aziende private, settore pubblico e Terzo Settore e di accedere alle varie fonti normative per l’acquisizione di fondi regionali, nazionali e comunitari.

Corso di specializzazione in Esperto in progettazione sociale.
Tecniche di ricerca, strumenti, metodologie per la progettazione sociale, attraverso le potezialità della Web 2.0.
Il corso si pone l'obiettivo di creare competenze per la stesura di progetti sociali, fornendo ai corsisti gli strumenti appropriati e il metodo di lavoro per sperimentare tecniche di ricerca, analisi di contesto, metodologie per ideare, gestire e monitorare l’impatto di programmi di promozione sociale attraverso la conoscenza di pratiche di project cycle management e la gestione e valutazione dei progetti.

Corso di specializzazione in Strategie e strumenti per lo sviluppo: corso di formazione per operatori di commercio equo e solidale.
Il corso mira a fornire competenze specifiche nella gestione di un'attività di commercio equo e solidale, attraverso l'analisi dei processi di gestione economica dell'attività di importazione dei prodotti in un'ottica di efficacia / efficienza, la gestione amministrativo contabile di un punto vendita secondo criteri di sostenibilità ambientale e la formazione sulle tecniche di promozione e commercializzazione dei prodotti, oltre che sugli strumenti idonei per implementare campagne di comunicazione efficaci.
Sono inoltre previste 3 giornate di viste didattiche presso le organizzazioni di commercio equo locali, le centrali di importazione dei prodotti, gli organismi di certificazione del Marchio, i distretti di economia solidale con l'obiettivo di approfondire i metodi e le tecniche acquisite durante le lezioni e di conoscere esperienze di buone pratiche.

Corso di specializzazione per Bibliotecari addetti al pubblico - Front Office.
Il Corso punta a formare un addetto di Biblioteca dotato di metodologie e tecniche per il recupero e l'analisi delle informazioni, che conosca le tipologie di cataloghi esistenti per localizzare l’informazione ricercata (Reference) e le regole di catalogazione descrittiva, che effettui il prestito in ambiente automatizzato utilizzando applicativi di Sebina Open Library (software in uso all’interno del polo bolognese aderente a SBN).
E' previsto un periodo di stage formativo (della durata di 100 ore) presso le biblioteche del polo bolognese.

Corso di riqualificazione Web 2.0 nuovi strumenti gestionali per il no-profit - Le TIC per l' Innovazione e cambiamento.
Il corso ha come obiettivo fornire e consolidare le competenze legate all'uso innovativo e responsabile delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) all'interno delle Organizzazioni non profit e per le persone che lavorano nel Terzo Settore.

Parte delle lezioni (il 20% circa) sarà svolto in modalità e-learning. Ulteriori informazoni sono disponibili nella sezione dedicata al Dipartimento Formazione del sito www.cestas.org.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

19 agosto 2009

Mar Mediterraneo: Goletta Verde promuove Toscana e Liguria, bocciate Campania e Calabria

Termina il lavoro di Goletta Verde di Legambiente per il Mar Mediterraneo: 100 aree critiche minacciano il mare italiano. Maglia nera per inquinamento a Calabria e Campania. Sale sul banco degli imputati il sistema di depurazione, di cui sono privi ben 18 milioni di italiani. È questo il bilancio di Goletta Verde che oggi ha concluso a Capalbio i suoi due mesi di navigazione. Un tour lungo oltre 2.000 miglia e 23 tappe per monitorare la salute del mare, denunciare i casi di mala gestione e gli abusi edilizi sui litorali.

Nella sua XXIV edizione, la storica campagna di Legambiente ha puntato i riflettori sui punti critici dell’ecosistema marino-costiero, analizzando le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento, dalla mancata o scarsa depurazione agli scarichi illegali, ma anche le coste deturpate dal cemento vista mare e minacciate da nuovi appetiti speculativi. E il bilancio di questo viaggio è tutt’altro che positivo: gravemente inquinati l’81% dei campioni analizzati dai biologi del Cigno Verde, valori di inquinanti microbiologici oltre i limiti di legge per il restante 19% dei punti monitorati. Più che un campanello d’allarme i dati emersi dalle analisi di Goletta Verde soprattutto sulle foci dei corsi d’acqua delineano il quadro di un’emergenza nazionale: fortemente contaminati da coliformi, streptococchi fecali ed escherichia coli, i fiumi di tutto il Belpaese rappresentano la maggiore fonte di inquinamento per le acque dei nostri mari. Una situazione di cui le principali responsabilità vanno attribuite ai Comuni che scaricano i propri reflui nei corsi d’acqua senza effettuare un'adeguata depurazione o senza depurare affatto. Un quadro confermato dall'imminente avvio della procedura d’infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue in ben 525 comuni con oltre 15mila abitanti e dal Rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis e Anea secondo il quale l’85% degli italiani è servito dalla rete di fognatura e solo il 70% da un impianto di depurazione.

“Le conseguenze di un sistema di depurazione ancora inadeguato sono tangibili nel mare italiano – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente -. I fiumi italiani sono troppo spesso considerati dei collettori che sversano in mare un carico di inquinanti microbiologici non solo pericoloso per la salute di ecosistema marino e cittadini, ma semplicemente vergognoso per quello che dovrebbe essere un Paese civile. Un mare in questo stato non può più aspettare risorse economiche che continuano ad essere stanziate per grandi e inutili infrastrutture, come il ponte sullo Stretto di Messina o le nuove autostrade, mentre sarebbe urgente impiegarle in opere pubbliche meno visibili ma più utili, come ad esempio i sistemi di fognatura e trattamento dei reflui fognari. Per garantire la salute dei bagnanti e la tutela dell’ambiente è necessario che entro la fine dell’anno il Ministero della Salute approvi il decreto attuativo, completando la normativa di recepimento della nuova direttiva sulla balneazione. Solo così riusciremmo a salvare la salute del nostro mare e il turismo italiano”.

Tra le regioni costiere più importanti conquistano la maglia nera dell'estate 2009 la Calabria (con 15 punti critici, 1 ogni 47 km di costa), e la Campania (con 11 aree fortemente inquinate, 1 ogni 42 km). Promosse, invece, per qualità delle acque e una gestione sostenibile del territorio la Sardegna, con un punto critico ogni 432 chilometri di litorale e con 3 località che hanno conquistato il massimo riconoscimento delle cinque vele e altre 13 segnalate nella Guida Blu con quattro, e la Toscana con un'area inquinata ogni 300 chilometri di litorale e 3 località a cinque vele e altre 6 con le quattro le vele di Legambiente e Touring Club.
Il periplo di Goletta Verde lungo la Penisola ha messo a fuoco anche le eccellenze dei nostri litorali e ha promosso la conservazione della biodiversità e le Aree marine protette. Sono circa 300, infatti, le località costiere che si distinguono per la tutela dell’ambiente e promozione del turismo sostenibile inserite nelle Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Le Cinque Vele sventolano su Isola del Giglio, Cinque Terre, Domus de Maria, Pollica Acciaroli e Pioppi, Capalbio, Castiglion della Pescaia, Nardò, Baunei, Ostuni, Santa Marina Salina, Noto, San Vito lo Capo e Posada. Altre 38 località hanno conquistato le quattro vele, sono invece 94 i comuni costieri a tre vele, mentre su 114 sventolano le due vele e su 35 sventola una sola vela.
“Dopo 24 anni di vedetta del mare quest'anno Goletta Verde si è concentrata maggiormente sull'analisi delle aree più critiche nel tentativo di recuperare quei tratti di costa inquinati a tal punto da non essere più oggetto di monitoraggio da parte delle istituzioni – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente -. Ma la nostra storica campagna ha anche promosso il turismo di qualità e le aree marine protette, incentivato la gestione sostenibile del sistema mare per valorizzare l' immensa risorsa di cui gode il nostro Paese grazie alle sue coste. Un viaggio quello di Goletta Verde che ha incrociato un numero sempre maggiore di nuovi pirati del mare: amministratori pubblici, affaristi del mattone che, in virtù di interessi economici e politici, sfregiano le coste, si impossessano indebitamente di tratti di litorale e concorrono alla deturpazione del patrimonio marino. Contro il degrado e lo sfregio del territorio - ha concluso Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - la risposta vincente arriva dalle eccellenze delle località delle cinque vele che puntando sulla mobilità sostenibile, sulla promozione dell'efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili, su un sistema efficiente ed efficace di depurazione rappresentano la “normalità virtuosa” che non subisce la crisi economica e sociale in atto nel nostro Paese ”.

A minacciare mare e litorali italiani, infatti, non ci sono solo i batteri, ma anche le speculazioni e il cemento lungo costa, declinati nelle due fattispecie di case, villette, residence e alberghi vista mare da una parte, e nuovi porti dall’altra. Per convincersi dalla gravità della situazione bastano pochi numeri: solo nel 2008 sono stati 3.674 i casi accertati di abusi edilizi su demanio marittimo, 4.697 le persone denunciate e 1.569 i sequestri effettuati (Mare Monstrum 2009).


Tutti Sostenibili


Leggi tutto...

Allarme Ozono: le città italiane oltre i limiti grazie al caldo record

Con il caldo è sempre più emergenza ozono: Novara, Lecco, Mantova e Alessandria sono le città che sforano di più i limiti, ma l’ozono non perdona nemmeno a Ferrara o a Matera. La campagna “Ozono ti tengo d’occhio” realizzata da Legambiente insieme al portale www.lamiaaria.it, per informare in tempo reale i cittadini sulla qualità dell’aria in molte città italiane, riporta numerosi dati relativi all'estate 2009: dal 15 luglio ad oggi le città capoluogo di provincia che hanno già superato il limite di legge previsto per la salute, di 25 giorni annui (valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 µg/m³, che entrerà in vigore dal 2010, calcolato come media su otto ore) sono quasi raddoppiate, passando da 15 a 28, con Roma che si appresta ad alimentare il gruppo con ben 24 giornate di superamento al 15 agosto.

A guidare la classifica dell’aria irrespirabile c’è ancora Novara con 67 giorni di ozono off-limits (erano 45 il 15 luglio), seguita da Lecco (62), Mantova (60), Alessandria e Ferrara (57), Bergamo (55), Brescia (53), Matera (51), Varese e Vercelli (49), ma l’emergenza riguarda evidentemente anche molte altre realtà, concentrate soprattutto al Nord e in Pianura Padana.
L’ozono prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici, in presenza di un forte irraggiamento solare può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio e polmonare. Per questo, dal 2010 dovrà essere adeguatamente monitorato dalle amministrazioni locali che sono obbligate ad avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera anche solo i limiti della cosiddetta “soglia di informazione” (la media di un’ora superiore a 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive), un fenomeno che avviene per lo più in estate quando le temperature innescano una serie di reazioni chimiche responsabili della formazione del gas.
Poiché questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono rilevare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in luoghi comunemente ritenuti immuni da inquinamento, come ad esempio le aree verdi urbane ed extraurbane e in alta montagna (il cosiddetto Paradosso del giardino).

“Nelle nostre caotiche città, l’emergenza caldo dei mesi estivi, si trascina inevitabilmente dietro l’emergenza ozono. Il problema dello smog è ormai divenuto cronico e i dati che raccogliamo lo confermano costantemente – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Le amministrazioni locali e il Governo non possono continuare quindi a procrastinare misure e politiche di contrasto serie. E’ indispensabile infatti - dobbiamo ribadirlo - intraprendere in modo urgente azioni strutturali sulla mobilità urbana, penalizzando anche economicamente il traffico privato e promuovendo modalità sostenibili di trasporto di persone e merci. Solo così si potrà davvero combattere l’inquinamento atmosferico, liberare i polmoni dei cittadini e le strade delle città”.

“L’obiettivo de LaMiaAria è far sì che tutti siano informati in modo chiaro e comprensibile sulla qualità dell’aria che respirano” dice Chiara Metallo, direttore tecnico de LaMiaAria. “Poiché la qualità dell’aria riguarda tutti è indispensabile la partecipazione e il coinvolgimento diretto da parte dei cittadini; per questo, tra le altre sezioni del sito, abbiamo creato un Forum e la rubrica ‘Chiedi alle Istituzioni’ nella quale i cittadini possono sottoporre i propri problemi relativi alla qualità dell’aria e la redazione LaMiaAria si impegna a trasmettere il quesito all’Istituzione competente”.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

16 agosto 2009

Mobilità Sostenibile: arrvano nuovi incentivi statali per gli impianti a GPL e metano

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato l' arrivo di maggiori incentivi statali per l'installazione di impianti di alimentazione a gpl e a metano per tutti i tipi di autovetture circolanti.

Dall'entrata in vigore della Legge Sviluppo , ieri 15 Agosto, l'incentivo passerà da 350 a 500 euro per gli impianti di alimentazione a gpl e da 500 a 650 euro per quelli a metano.

L'applicazione di tale misura, già prevista solo per alcuni tipi di categorie di veicoli (euro 0, euro 1 ed euro 2), sarà estesa a tutte le autovetture circolanti.

"Anche questa misura del Governo, come gli incentivi auto, va a sostenere interventi che rendono meno inquinante il parco auto del nostro Paese favorendo l'installazione di impianti per l'uso di combustibili eco-compatibili come il gpl e il metano - ha detto il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola - il quale ha poi ricordato che la misura innesca anche benefici a favore delle attività delle industrie e delle officine del settore, creando così un positivo volano per la ripresa della domanda".

Le risorse messe a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, per sostenere questo incentivo, ammontano complessivamente a quasi 90 milioni di euro per il 2009 e potranno potenzialmente beneficiarne circa 150mila automobilisti.


Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

14 agosto 2009

Protocollo di Kyoto: l'Italia pagherà un caro prezzo per nucleare e comustibili fossili

“Non bisogna stupirsi se l’Italia dovrà pagare per aver sforato gli obiettivi fissati con il Protocollo di Kyoto e le politiche UE, piuttosto è importante concentrare gli sforzi per invertire la rotta, iniziando a ridurre le emissioni per evitare di continuare a pagare multe diminuendo l’impatto pure sul Clima. Sarebbe inoltre opportuno che qualcuno si assumesse la responsabilità per aver ritardato gli interventi che avrebbero permesso di evitare questa situazione”.

E' questo il commento di Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente sui costi di Kyoto. L’Italia, che deve recuperare il proprio sforamento rispetto agli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto (-6,5% rispetto al 1990, mentre siamo a +9%), continua a rappresentare una anomalia Europea. E’ l’unico grande Paese che non ha una politica per ridurre le emissioni di CO2, e neanche con la ratifica del Pacchetto europeo, il cosiddetto 2020 avvenuta lo scorso Dicembre, ha ancora messo in campo alcun provvedimento. Del resto il Governo Berlusconi - denuncia Legambiente - aveva scommesso sul fallimento di Kyoto contando sulla promessa di Putin che non lo avrebbe mai ratificato. Ma anche dopo la firma di Putin, e la conseguente entrata in vigore del Protocollo, e perfino dopo l’introduzione da parte dell’Unione Europea di precisi obiettivi di riduzione per i settori energetico e industriale, ancora nessun provvedimento è stato preso per ridurre le emissioni.

“L’Italia inizia a pagare il conto di chi ha scommesso sul fallimento del protocollo di Kyoto, un costo che continuerà ad aumentare per le scellerate scelte di via libera alle nuove centrali a carbone e a nuove autostrade – ha aggiunto Zanchini – . Per non parlare, poi, del programma del Governo di rilanciare il nucleare. Progetto pericoloso e inutile ai fini della riduzione delle emissioni visto che potrebbe dare qualche risultato in tal senso solo dopo i termini fissati dagli accordi. Per Legambiente l'Italia può cambiare questa situazione in poco tempo, con vantaggi concreti per i cittadini e le imprese, puntando con forza sull’efficienza energetica, sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e su una mobilità che premi il trasporto pubblico. Cioè facendo semplicemente quel che stanno facendo gli altri Paesi Europei da cui acquistiamo i diritti di emissione. Il Comitato di Gestione del Protocollo di Kyoto, che ha lanciato l’allarme sui costi, potrebbe essere finalmente di qualche utilità indicando al Governo queste politiche”.

(fonte: Legambiente)

Tutti Sostenibili


Leggi tutto...

Nucleare: Legambiente occupa l'accesso a Marina di Grosseto per contestare il Governo e la scelta nuclearista

“Un’Europa senza nucleare”. È questo lo striscione che ha accompagnato questa mattina i volontari di Legambiente che da Festambiente sono scesi in strada all’ingresso della localita’ balneare di Marina di Grosseto per dire NO al nucleare. Uno spettacolare blitz a sorpresa per ribadire con forza la netta contrarietà alla scelta del Governo Berlusconi di tornare al nucleare nel nostro paese. Tra lo stupore degli automobilisti, turisti e villeggianti gli ambientalisti simbolicamente e pacificamente hanno occupato per pochi minuti la carreggiata che porta alla località balneare maremmana per chiedere ancora una volta efficienza energetica, più energie rinnovabili e meno emissioni di CO2.

“Il nucleare si conferma una scelta pericolosa, costosa e che non risolverà i problemi energetici del nostro paese – ha dichiarato Angelo Gentili, segreteria nazionale Legambiente e coordinatore di Festambiente – una scelta che ci allontana da scelte prioritarie quali risparmio energetico e fonti rinnovabili. Un grido di protesta lanciato dalla Maremma che, da Montalto a Marina di Grosseto passando per Follonica, potrebbe essere candidata ad ospitare uno dei quattro reattori che il Governo vuole costruire. Continueremo nella nostra grande mobilitazione nazionale, fatta di tante iniziative, con l’obiettivo di rispondere alle bugie del governo e dei nuclearisti per ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare per rilanciare la nostra idea di modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili, senza il quale l’Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna.”

(fonte: legambiente)

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

13 agosto 2009

Nucleare: il Governo va avanti; Regioni, ambientalisti, trbunali amministrativi e consigli di stato gli vanno contro

Francesco Mazzuca è stato nominato Commissario della Sogin spa con il compito, coaudiuvato dai Vicecommissari, Giuseppe Nucci e Claudio Nardone, di accompagnare la Sogin verso la nuova "missione che la contraddistinguera", nel quadro del nuovo piano strategico energetico del Governo Berlusconi, si legge in una nota.
La Legge Sviluppo prevede la nomina, con decreto della Presidenza del Consiglio, di un Commissario e di due Vicecommissari che si dovranno attenere agli obiettivi e alle direttive dell'atto di indirizzo strategico del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero delle economia e finanze.
"Il Presidente Berlusconi, con la nomina di Mazzuca, Nucci e Nardone, ai quali vanno i miei piu' sinceri auguri di buon lavoro - ha commentato il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, - ha posto il primo tassello per il ritorno dell'Italia all'energia nucleare. Dobbiamo recuperare competenze pubbliche e private che porteranno lo sviluppo di un'industria energetica nucleare in grado di fornire energia sicura, a basso costo e a zero emissioni di gas a effetto serra".

Tuttavia nonostante prosegue il cammino del Governo italiano verso il nucleare, continuano ad arrivare i no regionali ad una eventuale installazione nucleare sul loro territorio: l'ultima ad opporso è la Liguria che con il suo presidente Burlando, dice di no non solo ad eventuali insediamenti di centrali nucleari, ma anche di siti di stoccaggio, che per altro ci sono nel vicino Vercellese, di scorie atomiche. Proprio la Regione di Scajola, forte sostenitore del ritorno italiano al nucleare, ha dato questa delusione al Ministro.
Alta batosta contro il nucleare arriva dal Consiglio di Stato, infatti dopo le due sentenze del Tar del Piemonte sfavorevoli alla Sogin (il Governo), anche il Consiglio di Stato le dà torto. Il massimo organo di Giustizia Amministrativa, con sentenza del 30 giugno, depositata il 31 luglio e pubblicata ieri, dà ragione a Medicina Democratica, Comitati, Legambiente, Pro Natura: il ricorso presentato dagli ambientalisti contro la trasformazione del sito di Bosco Marengo in deposito nucleare sarà giudicato dal TAR del Piemonte, confermato tribunale competente del giudizio.
La sentenza riguarda il “regolamento di competenza”. Come noto, Sogin, solo dopo la prima sentenza del Tar del Piemonte che aveva sospeso i lavori di smantellamento dell’impianto nucleare, aveva fatto appello al Consiglio di Stato per spostare la competenza da un tribunale all’altro, dal Tar del Piemonte al Tar del Lazio, adducendo come motivazione “l’evidente carattere di pericolosità nazionale” dello smantellamento piuttosto che di drammatica ma limitata pericolosità piemontese. Medicina democratica l’ha definito un “tentativo di scippo”, fortunatamente andato a vuoto. I lavori avviati a Bosco Marengo (smantellamento dell’impianto nucleare e costruzione di un deposito di scorie radioattive a tempo indeterminato) provocano grave pericolo a lavoratori, popolazione e ambiente: sono stati decretati dal governo ma non consentiti dalla legge senza che sia stato prima predisposto un apposito, ultrasicuro deposito nazionale; non sono nemmeno muniti di VIA (Valutazione di impatto ambientale) e addirittura delle prescritte autorizzazioni dell’ISPRA (su piani operativi e progetti particolareggiati di disattivazione) per garantire sicurezza e radioprotezione.

Tutti Sostenibili

(fonte: il ponente)
Leggi tutto...

Rinnovabili: la Regione Marche finanzia con 6,4 milioni di euro nuovi parchi solari termici e fotovoltaici

La Regione Marche ha pubblicato le graduatorie dei progetti che hanno partecipato al bando regionale, rivolto agli Enti pubblici, per lo sfruttamento dell'energia solare: 14 progetti per la produzione di energia elettrica pulita grazie all'installazione di impianti fotovoltaici, per lo piu` su edifici scolastici, e 43 progetti per la produzione di acqua calda attraverso pannelli solari termici sulle coperture di edifici e impianti sportivi.
In totale sono stati concessi 4,6 milioni di euro, per un investimento complessivo di 6,4 milioni di euro. I progetti relativi al fotovoltaico genereranno una potenza elettrica pari a 560 kW. Il bando messo a punto dalla Regione, relativo alla programmazione dei fondi europei POR per la competitivita` e l'occupazione per il periodo 2007-2013, e` un altro tassello dell'attuazione del Piano energetico ambientale regionale, puntando sullo sviluppo dell'economia sostenibile attraverso il risparmio energetico, lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili e la produzione distribuita sul territorio.
'Il bando per la promozione dell'utilizzo del sole a scopo energetico - sottolinea l'assessore all'Ambiente, Marco Amagliani - e` solo uno dei numerosi bandi emanati recentemente dall'amministrazione regionale per dare concretezza agli indirizzi del PEAR. Si aggiunge infatti agli altri contributi destinati alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici, al risparmio energetico nell'illuminazione pubblica, all'utilizzo dell'energia del vento attraverso mini-aerogeneratori, all'utilizzo delle biomasse.' 'Ancora una volta ' prosegue Amagliani - ci conforta riscontrare la grande risposta avuta in termini di domande presentate, a testimonianza del grande potenziale in termini di ulteriore sviluppo del settore. Grazie ai contributi regionali abbiamo messo in moto investimenti, quindi lavoro e occupazione, in quei settori innovativi e a basso impatto ambientale che sono trainanti nel processo di rivoluzione verde che sono convinto caratterizzera` tutta l'economia.'
Oltre a generare economia e a ridurre il deficit elettrico regionale, i progetti finanziati dal bando 'solare' permetteranno infatti di non rilasciare in atmosfera 845 tonnellate di CO2, fornendo quindi un ulteriore contributo al raggiungimento degli obiettivi del PEAR e del Protocollo di Kyoto in tema di lotta ai cambiamenti climatici. 'Se avessimo potuto finanziare tutti i 100 progetti di impianti fotovoltaici ammessi in graduatoria ' conclude Amagliani - avremmo potuto attivare ben 16,6 milioni di investimento, per una potenza installata di oltre 2mila kW, ed evitare ben 1.730 tonnellate all'anno di CO2.' Nelle prossime settimane e` prevista l'approvazione della graduatoria relativa al mini-eolico. Sono invece ancora aperti i termini per partecipare al bando sullo sfruttamento dell'energia da biomasse.
Per le informazioni aggiornate si rimanda al sito internet: www.ambiente.regione.marche.it.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Turismo Sostenibile: alberghi ecologici vincenti, 21.000 ton di CO2 in meno

Legambienteturismo fa sapere come proprio le vacanze possono diventare occasione preziosa per affermare nuovi e più sani stili di vita, alleggerendo le bollette e dando una mano anche all'azione di contrasto dei cambiamenti climatici.

Lo dimostrano i risultati di una indagine svolta da un gruppo di esperti sulle strutture ricettive e turistiche che aderiscono alla etichetta ecologica (ecolabel) di Legambiente Turismo: 372 strutture sia annuali che stagionali, distribuite in 15 regioni, con oltre 50.000 posti letto, che nel 2008 hanno contato circa 5 milioni e 300 mila presenze e che, grazie a piccoli accorgimenti di gestione e a qualche piccolo investimento, hanno ottenuto un miglior posizionamento sul mercato, alleggerito le loro bollette e consentito una minore produzione di anidride carbonica, primo gas responsabile dei cambiamenti climatici in atto.
La ricerca di Legambiente condotta su 305 hotel & co. aderenti, ha dimostrato una riduzione della produzione di CO2 di ben 21.000 tonnellate, con un concreto miglioramento dell’opinione sull’ospitalità da parte dei clienti,
coinvolti nelle azioni per il risparmio di acqua ed energia, partecipi nell'uso dei mezzi pubblici e delle biciclette, soddisfatti della riduzione concreta dei rifiuti.
“Per ottenere questo interessante risultato, tramite misure definite dagli accordi tra i gruppi locali delle imprese e Legambiente Turismo e verificati puntualmente dagli incaricati dell'associazione, non c'è stato bisogno di grandi investimenti - ha dichiarato la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni -. Nel complesso infatti, nelle strutture aderenti sono stati installati circa 40.000 dispositivi per docce e rubinetti che hanno consentito una riduzione dei consumi calcolata in circa 800.000 metri cubi di acqua e una riduzione di energia (gas o elettricità per riscaldare l'acqua) calcolata in oltre 70 Mwh, mentre l'installazione di oltre 60.000 lampadine a basso consumo ha consentito un minor consumo di energia elettrica per almeno 450 Mwh. Con uno sforzo decisamente sostenibile quindi si può dare un grande aiuto all’ambiente e migliorare la qualità della nostra vita aumentando la soddisfazione di chi sceglie il turismo intelligente”.
La diminuzione di anidride carbonica dovuta all'uso delle biciclette (circa 8.000) acquistate dagli esercizi alberghieri per consentire ai turisti di non usare l'auto nei piccoli spostamenti ha prodotto la riduzione di almeno 750 tonnellate di CO2, oltre al calo dell'inquinamento da polveri e idrocarburi.
Quasi 6 tonnellate di rifiuti in plastica sono stati evitati grazie alla riduzione di circa il 50% delle “monodosi” per gli alimenti da colazione generalmente prodotte dalle multinazionali alimentari, spesso sostituite, grazie agli accordi presi, dalla fornitura di alimenti freschi di produzione locale e in gran parte biologici. Stesso discorso per i saponcini monodose, raramente utilizzati fino in fondo e più facilmente sprecati, quasi ovunque sostituiti da dispenser.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

11 agosto 2009

Eolico: La Puglia regina, al primo posto nazionale per l'energia pulita del vento

Il Gestore dei Servizi Elettrici – GSE Spa pubblica sul proprio sito internet, www.gse.it, la prima edizione de “L’Eolico. Dati Statistici al 31 dicembre 2008
Il documento, attraverso sintetiche elaborazioni, fornisce un quadro di riferimento delle principali caratteristiche degli impianti eolici in esercizio in Italia a fine 2008 e la loro diffusione.
In particolare, per ciascuna regione e provincia italiana, viene rappresentata la ripartizione percentuale del numero, della potenza e della produzione degli impianti, oltre alla potenza installata per kmq e procapite.
Nella relazione sono riportati il numero delle ore di utilizzazione degli impianti, il confronto tra la produzione 2007 e 2008 di uno stesso gruppo di impianti e la potenza eolica installata dal 2004 al 2008 in Italia e nellla Comunità UE a 15 Paesi.
Alcuni dati :
A fine 2008, in Italia, risultano installati 242 impianti per un totale di 3.538 MW;
• Nell’Italia meridionale vi è il più alto numero di impianti realizzati, in particolare in Puglia ed in Campania, che insieme esprimono, sia in termini di numero che di capacità installata, il 43% del totale nazionale. Tra le Regioni dell’Italia centrale è l’Abruzzo a detenere il primato con il 6,6% di impianti ed una capacità del 4,4%. Tra le Regioni settentrionali la Liguria, con 2,9% di impianti, esprime una capacità dello 0,3%.
• La Sicilia e la Sardegna assieme raggiungono in impianti circa il 26,4% del totale nazionale ed un considerevole 35,3%, in termini di capacità installata.
• Nel ranking nei Paesi dell’UE 15, in termini di potenza installata, a fine 2008 l’Italia è risultata terza dopo Germania e Spagna.

Scarica il documento

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

GSE pubblica le statistiche sulle rinnovabili in Italia: ottimo progresso nel 2008

Il Gestore dei Servizi Elettrici – GSE Spa pubblica sul proprio sito www.gse.it il Rapporto “Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia - Anno 2008" che fornisce una panoramica sulla situazione attuale e sull’evoluzione delle fonti rinnovabili impiegate in Italia.
Il documento è stato redatto considerando le disposizioni comunitarie in merito al calcolo di alcuni indicatori, in particolare per la quota rinnovabile dei rifiuti, e alla suddivisione delle biomasse e rifiuti in biomasse–bioliquidi, rifiuti (biodegradabili) e biogas.
Il documento, attraverso tabelle e grafici, confronta la Produzione rinnovabile/Produzione totale e la Produzione rinnovabile/Consumo Interno Lordo di energia elettrica, dei Paesi dell’UE 15.
Inoltre è stato evidenziato il rapporto fra la Produzione rinnovabile ed il Consumo Interno Lordo di energia elettrica per ciascuna regione italiana, rilevandone il potenziale contributo.
Alcuni dati emersi dallo studio:

• A fine 2008, in Italia, risultano installati 23.859 MW di potenza da fonte rinnovabile per una produzione complessiva di 58.164 GWh. L’incremento di produzione rinnovabile dal 2007 al 2008 è stato di oltre il 21% ed è imputabile in larga parte al consistente aumento della produzione idroelettrica, che è aumentata di circa il 27%. La fonte solare ha visto un incremento in termini di capacità di circa il 400%, passando da un valore di 87 MW nel 2007 a 431 MW nel 2008. Si segnalano, inoltre, i robusti incrementi di capacità delle fonti eolica e biomasse che sono cresciute dal 2007 al 2008 rispettivamente del 30% e del 16%.

• La distribuzione della produzione rinnovabile 2008 per aree geografiche risulta essere la seguente: nell’Italia settentrionale si concentra più del 75% della produzione nazionale, in particolare in Lombardia ed in Trentino Alto Adige, che esprimono, rispettivamente il 20,4% ed il 16,1% del totale nazionale. Tra le Regioni dell’Italia centrale è l’Abruzzo a detenere il primato con il 2,7%, mentre tra le Regioni meridionali la Puglia, con quasi il 4%, predomina sulle altre. La Sicilia e la Sardegna assieme raggiungono circa il 4% del totale nazionale.

• Nell’anno 2008, nel ranking della produzione di energia da fonte rinnovabile nei Paesi dell’UE15, l’Italia risulta essere quinta, dopo Germania, Svezia, Francia e Spagna.

scarica il documento

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Foreste: Greenpeace convince anche Kleenex e Scottex a proteggerle

Dopo anni di campagna internazionale di Greenpeace, con azioni anche in Italia, Kimberly-Clark, la multinazionale che produce con i marchi Kleenex, Scottex e altri, leader nella produzione di tessuti in fibra di carta in oltre 80 Paesi, ha annunciato oggi l’adozione di standard per l’acquisto di fibre che finalmente garantiscono la conservazione delle foreste. Kimberly-Clark diventa, con questi standard, uno dei leader della sostenibilità nella produzione di tessuti in fibra di carta.
A novembre 2006, davanti la sede italiana di Kimberly-Clark a Torino, gli attivisti di Greenpeace dimostrarono portando dei water con degli alberi dentro, a simboleggiare lo spreco delle risorse naturali.
“Abbiamo lavorato con Kimberly-Clark e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti” commenta Chiara Campione, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace. “E’ un vero piacere dichiarare chiusa questa campagna e ringraziare la Kimberly-Clark per essersi portata verso standard più sostenibili”.

Kimberly-Clark si impegna ad usare solo fibre vergini certificate e fibre riciclate, nel rispetto di adeguati standard di sostenibilità, garantendo al tempo stesso la qualità della produzione, come Greenpeace ha da sempre sostenuto. Questo permetterà non solo di proteggere le foreste in pericolo ma anche di aumentare l’uso di carta certificata dal Forest Stewardship Council (FSC, lo schema di certificazione di prodotti derivati dal legno sostenuto da Greenepace) e di carta riciclata. Entro il 2011 Kimberly-Clark avrà già il 40% della sua produzione in Nord America certificata da FSC o riciclata: è un aumento del 71% rispetto ai livelli del 2007 che corrisponde a 600.000 tonnellate di fibre. Sempre entro il 2011, Kimberly-Clark non userà più fibre dalle foreste boreali canadesi, a meno che non siano certificate FSC.

“E’ un grande successo per le ultime grandi foreste dell’emisfero settentrionale!- aggiunge Chiara Campione - Quelle foreste ospitano gli ultimi caribou selvatici e oltre un milione di uccelli migratori. E sono il più grande deposito di CO2 del pianeta: l’equivalente di 27 anni di emissioni umane in atmosfera, ai livelli attuali”.

I nuovi standard adottati da Kimberly-Clark rinforzano i precedenti impegni dell’azienda contro la deforestazione illegale e aggiungono una preferenza per l’uso di carta riciclata. Inoltre, Kimberly-Clark si impegna a promuovere iniziative a favore dell’uso di carta riciclata e l’identificazione, mappatura e protezione di aree forestali che possono essere designate quali Aree Forestali Protette. Un risultato che dimostra che si può conciliare business con la protezione dell’ambiente.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

8 agosto 2009

Berlusconi: 'Con il nucleare si pagherà meno l'energia'; Legambiente: 'è una bugia, i costi aumenteranno'

Il Premier Berlusconi ha fatto sapere nella conferenza stampa dei 14 mesi di lavoro del governo che il ritorno al nucleare e' un passo importante perche' gli italiani pagheranno meno l'energia.
'Abbiamo preso un'importante decisione di ritorno al nucleare - ha evidenziato -, stringendo accordi con chi ha il know-how che noi abbiamo abbandonato a causa degli ambientalisti. In passato eravamo all'avanguardia nella ricerca sul nucleare ed eravamo quasi arrivati al punto di avere la nostra prima centrale nucleare. Purtroppo l'hanno bloccato facendo un regalo agli italiani che ora pagano il 40% in piu' l'energia rispetto ai partner europei'.
Secca replica al Presidente arriva da Legambiente: “Con il nucleare non si riduce la bolletta, nè si ferma la Febbre del Pianeta”. E' questa la risposta di Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente alle dichiarazioni sul nucleare del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Un appello che l'associazione ambientalista lancia nel corso di Festambiente, il primo Festival denuclearizzato che dal 7 agosto fino al 16 a Rispescia (Gr) offrirà ai visitatori buone pratiche di green economy, risparmio, efficienza energetica, fonti rinnovabili, le 'ricette' per fermare la “febbre” del pianeta.
A lanciare il messaggio antinuclearista saranno gli stessi cantanti tra cui Eugenio Finardi, Bandabardò e Africa Unite, che saliranno sul palco di Festambiente, indossando il braccialetto di Legambiente “No Nuke” contro la scelta energetica dell'atomo. Il nucleare non è la risposta al mutamento climatico, né è una scelta condivisa dalla maggior parte degli italiani. Secondo un sondaggio della Lorien Consultings, infatti, sono oltre il 60% gli italiani contrari all'energia nucleare, quasi 7 italiani su 10 considerano pericolosa l'energia dall'atomo (65,8%), mentre cresce invece l'apertura verso le fonti alternative, a cui sono favorevoli 8 cittadini su 10.
Il nucleare non è assolutamente la fonte energetica più economica – ha aggiunto Gentili – perchè gran parte del costo dell'elettricità da nucleare è legato al costo di investimento per la progettazione e realizzazione delle centrali, che è almeno doppio di quanto ufficialmente dichiarato, e richiede tempi di ritorno di circa 20 anni. Se a questo si considerano anche i costi di smaltimento delle scorie e di decommissioning degli impianti i costi diventano addirittura poco calcolabili. Dove il kWh da nucleare costa apparentemente poco è perché lo Stato si fa carico dei costi per lo smaltimento definitivo delle scorie e per lo smantellamento delle centrali. E sono proprio queste spese ad aver scoraggiato gli investimenti privati negli ultimi decenni. Per fermare la febbre del pianeta e ridurre la bolletta energetica italiana la soluzione più semplice è fondata sul risparmio, sull'efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili: la via più immediata, più economica e sostenibile”.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Fotovoltaico: Enel completa la centrale da 6 MW di Montalto di Castro

E' stata completata la centrale fotovoltaica di Montalto di Castro (Viterbo) che, con 6 MW di potenza installata, è attualmente la più grande d'Italia e tra le più grandi in Europa. Si aggiunge all’impianto Enel di Serre Persano (SA) da 3,3 MW, prima centrale fotovoltaica di grandi dimensioni d’Italia inaugurata nel 1993 e tuttora funzionante.L’impianto di Montalto di Castro ha un’estensione di poco inferiore ai 10 ettari ed è in grado di produrre oltre 7 milioni di chilowattora l’anno, pari al fabbisogno di 2.700 famiglie. L’energia prodotta dal sole a Montalto consentirà di evitare ogni anno l’emissione in atmosfera di quasi 5.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2).
L’impianto è stato progettato e realizzato da Enel.si che oggi, direttamente e attraverso la sua rete in franchising, costituisce un punto di riferimento di aziende e privati per la diffusione della tecnologia fotovoltaica e, più in generale, per tutte le soluzioni di efficienza energetica e di generazione distribuita. Negli ultimi tre anni, Enel.si, società controllata di Enel Green Power (la società di Enel interamente dedicata alla gestione e sviluppo delle fonti rinnovabili), ha curato l’installazione di oltre 80 MW di impianti solari per conti di clienti industriali, domestici e dei servizi. La maggior parte dei pannelli utilizzati per la realizzazione della centrale sono stati forniti da Sharp.
Leggi tutto...

Nucleare: Greenpeace protesta contro accordo Russia-Turchia per construire nuove centrali

Dodici attivisti di Greenpeace hanno protestato a Ankara contro gli accordi tra Turchia e Russia per la costruzione di un impianto nucleare. Hanno trasportato Matrioske con la faccia del primo ministro russo Vladimir Putin e del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan,. All’incontro partecipa anche il premier italiano Berlusconi.
Gli attivisti turchi di Greenpeace hanno steso dei banner con il messaggio ''Nucleare? No, grazie!” scritto in russo e turco, appellandosi al proprio governo perché interrompa subito i negoziati.
“Se ci sarà l’accordo, come per le Matrioske russe, non ci saranno sorprese- ha dichiarato Korol Diker, responsabile della campagna energia di Greenpeace Mediterraneo. - Dalla visita di Putin arriverà un accordo costoso, pericoloso e pieno di scorie radioattive, che provocherà la dipendenza della Turchia dall'energia nucleare. La lobby nucleare continua a sostenere che questo tipo di energia è 'pulita e sicura'. Mentre è già stata ampiamente testata, a Chernobyl!”

Durante la visita del Primo Ministro russo saranno negoziati anche il rinnovo dell’accordo sul gas, le vendite di gas russo a paesi terzi, l’oleodotto Baku-Ceyhan e il gasdotto South Stream (motivo della presenza ‘a sorpresa’ di Berlusconi). Le parti utilizzeranno la gara d’appalto per l’impianto nucleare come uno strumento diplomatico ed è ovvio che a perdere saranno i cittadini turchi e l’ambiente.
”La sicurezza non è l'unico problema dell’energia nucleare- spiega Andrea Lepore, campagna Clima di Greenpeace. - Il nucleare comporta anche alti costi di costruzione, come dimostrato dalla recente gara d’appalto in Ontario, Canada, con cifre quasi quattro volte quelle ufficiali. E poi rimangono problemi irrisolti nella gestione delle scorie radioattive, alti costi di dismissione e rischi di proliferazione nucleare. Queste risorse vanno invece spese per una Rivoluzione Energetica basata su efficienza e fonti rinnovabili”.

Ne è un altro esempio eclatante la Finlandia, dove la centrale nucleare di Olkiluoto 3, che è in corso di costruzione da parte della società francese Areva, è in ritardo nei tempi di costruzione di 38 mesi e le parti sono arrivate a un’azione legale internazionale per determinare chi deve pagare i 3,2 miliardi di dollari di costi aggiuntivi.

Per l’energia nucleare saranno spesi tra i 50 e i 60 miliardi di dollari dei cittadini turchi, utili a garantire solo il 4% del fabbisogno energetico nazionale, mentre il popolo turco dovrà avere a che fare con gli infiniti problemi causati dal nucleare per i secoli a venire. Il rapporto di Greenpeace Energy [R]evolution mostra come i paesi in via di sviluppo siano in grado di essere autosufficienti producendo energia pulita e meno costosa da fonti rinnovabili creando anche migliori e maggiori posti di lavoro.

“Per evitare effetti disastrosi sui cambiamenti climatici e per rilanciare l’economia e l’occupazione, dobbiamo investire in soluzioni reali, come le rinnovabili e l’efficienza e non in false speranze, come l'energia nucleare: in Turchia come in Italia” conclude Lepore.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

5 agosto 2009

Turismo sostenibile: la Puglia si conferma regione accessibile

La Puglia vince il premio SensoriABILIS e si conferma regione accessibile.
Il premio, promosso da Confindustria Ancona in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Fabriano e Camera di commercio di Ancona, viene assegnato ogni anno alle realtà d’eccellenza del turismo accessibile. Alla nostra regione va, quindi, il merito di essere "terra di accoglienza e di ospitalità, che è in grado di diversificare l’offerta turistica rendendola anche accessibile”, come afferma l'Assessore regionale al Turismo, Magda Terrevoli.
Partendo dagli stabilimenti balneari “è stata avviata una indagine a tappeto per mettere in evidenza le criticità del territorio in collaborazione con il partneriato sociale, gli operatori economici, le organizzazioni del Terzo settore che operano nel sociale e non.
La mappatura delle infrastrutture accessibili realizzata, ha messo in rete stabilimenti balneari, strutture ricettive, siti museali, archeologici e naturalistici, che offrono integrati pacchetti turistici e innovative soluzioni in grado di ‘trattenere’ - nella nostra regione - la domanda di turismo accessibile che si sposta verso altre zone italiane”, ha concluso l’assessore Terrevoli, a margine dell’evento che a Fabriano, nelle Marche, ha premiato il progetto "Road Map del turismo accessibile" dell’assessorato al Turismo della Regione Puglia.
Leggi tutto...

Carburanti: aumenti indiscriminati a raffica, proteste dei consumatori

Dopo dieci giorni di relativa calma, i prezzi della benzina tornano a correre. È ancora l'Agip a dettare la linea, con un rialzo di tre centesimi, che porta la verde a 1,34 euro. È salito anche il diesel, +2,5 centesimi a 1,162 euro, mentre rincari, anche se più contenuti, si registrano anche presso i marchi Api/Ip, Erg, Q8 (solo per la verde), Shell, Tamoil e Total.

Anche l'ultima fiammata era iniziata con un ritocco dell'Agip, che il 24 luglio scorso aveva rialzato, sempre di tre centesimi al litro, il costo della benzina, salita allora a 1,31 euro. E, oggi come allora, insorgono i consumatori, mentre l'Unione Petrolifera replica che le variazioni dei listini in Italia riflettono quelle che si stanno verificando sui mercati internazionali.

Per Adusbef e Federconsumatori, l'aumento dei prezzi deciso dall'Agip rappresenta «la dimostrazione lampante dell'inaccettabile meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento dei carburanti, pronti a scattare al rialzo non appena le quotazioni del petrolio accennano ad aumentare, ma lentissimi ad adeguarsi quando queste ultime sono in ribasso». Secondo il Codacons, l'aumento odierno «è incredibile, perchè l'Agip dovrebbe mostrare un comportamento più responsabile, sapendo che poi le altre compagnie si adeguano ai suoi aumenti».

E l'associazione dei consumatori chiede quindi al Governo di convocare «i vertici dell'Eni per avere chiarimenti, considerato che gli aumenti di oggi sono del tutto ingiustificati». L'Unione Petrolifera risponde colpo su colpo: nella definizione del prezzo dei carburanti «si conferma l'assoluta correttezza di comportamento delle aziende, il cui riferimento restano i mercati internazionali», spiegano i petrolieri in una nota, sottolineando che «queste e non altre sono le motivazioni alla base dei recenti aumenti dei prezzi dei carburanti, sistematicamente ignorate dalle associazioni dei consumatori». A ben vedere, secondo l'Up, l'andamento dei prezzi in Italia è stato «più cauto» di quello sui mercati internazionali, con rialzi inferiori a quelli visti in Europa. Quello che è certo è che il prezzo della verde è aumentato di oltre 7 centesimi dai valori di metà luglio. Il riflesso sul pieno è di quasi quattro euro (3,8 per il diesel e 3,6 per la verde), ma in periodo di esodo vacanziero il conto sul portafogli degli automobilisti rischia di diventare più pesante.

fonte: L'unità
Leggi tutto...

3 agosto 2009

Centrale Enel di Porto Torres: firmata la VIA, Legambiente critica l'energia del passato

Critiche dopo la firma del decreto della Valutazione d'impatto ambientale sulla centrale termoelettrica di ''Fiume Santo'' nei Comuni di Sassari e Porto Torres: “Le scelte governative sul futuro dell’energia continuano a guardare al passato, senza tener conto in alcun modo della lotta ai cambiamenti climatici e degli impegni presi a livello internazionale per la riduzione delle emissioni” commenta Legambiente.

“Siamo tra i paesi europei più in ritardo nel taglio delle emissioni – prosegue Ciafani dell'associazione – ed è assolutamente incoerente e anacronistico puntare sul carbone che resta in assoluto il combustibile fossile con le più elevate emissioni di anidride carbonica per kilowattora prodotto. Il carbone pulito infatti non esiste anche perché il confinamento geologico della CO2 è un’opzione ancora sulla carta la cui fattibilità è tutta da verificare soprattutto sotto il profilo economico. Nonostante la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord e il via libera a quelle di Porto Tolle, Vado Ligure e Fiume Santo – conclude il responsabile scientifico di Legambiente - la crescita del carbone non avrà alcun effetto in termini di riduzione delle bollette elettriche dei cittadini in uno scenario di liberalizzazione del mercato inefficace che sta producendo solo vantaggi per le casse delle aziende.”
Legambiente ricorda che le 12 centrali italiane che utilizzano il carbone contribuiscono solo per il 14% alla produzione elettrica nazionale a fronte di una emissione di anidride carbonica pari al 30% del totale del settore elettrico, con un trend in continua crescita.


Leggi tutto...

Legambiente Turismo premia le migliori aziende ricettive del 2009

Legambiente Turismo al termine dei controlli annuali svolti in maggio, giugno e luglio, ha selezionato le migliori 10 aziende del 2009, fra le 372 imprese ricettive e turistiche aderenti alla etichetta ecologica di Legambiente (hotel, campeggi, residenze turistico alberghiere, Bed & Breakfast, Agriturismi, Osterie, ristoranti e anche agenzie e tour operator presenti sul sito web www.legambienteturismo.it) che offrono vacanze confortevoli con un buon rapporto qualità/prezzo, presenti ormai in quasi tutte le regioni italiane. Le 10 strutture sono state scelte per aver onorato al meglio gli impegni obbligatori concordati e aver introdotto anche lodevoli innovazioni nell'uso razionale delle risorse naturali, nell'offerta di comfort, cibo e menù locali, per le azioni di valorizzazione del patrimonio culturale locale e nella tutela dell'ambiente. La scelta delle aziende meritevoli è avvenuta sulla base dei giudizi espressi dagli incaricati dell'associazione e in qualche caso sono stati chieste ulteriori informazioni e/o svolti controlli supplettivi.

I 10 più virtuosi del 2009 sono l'Hotel Viticcio dell'Isola d'Elba; l'Hotel Dory di Riccione; l'Hotel Universal di Senigallia; l'Agriturismo Iscairia di Ascea Marina nel Cilento; il “Piazza Nuova Guest” di Ferrara; l'agriturismo Corte Papadopoli di Cà Mello nel Delta del Po Veneto; il Bed & Breakfast Il Dosso di Nigoline del Gruppo Sebino/ Franciacorta (BS); Il Ristorante Don Claudio di Jesolo Lido (VE). Sono stati premiati anche il gruppo strutture ricettive di Finale Ligure (SV) e Max Barro animatore del nuovo gruppo delle strutture ricettive e turistiche di Lovere nell'Alto Sebino in Provincia di Bergamo.

Legambiente Turismo ha inoltre istituito un nuovo premio dedicato alle strutture ricettive e Turistiche “AMICHE DEL CLIMA” per segnalare gli esercizi che hanno effettuato investimenti strutturali significativi per il risparmio e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per questo premio sono stati scelti : la Casa Vacanza Casa Cares di Reggello FI), l'Agriturismo Fiorano di Cossignano in Provincia di Ascoli Piceno; l'Hotel Alberi del Paradiso di Cefalù in Provincia di Palermo; l'Hotel Mocambo e l'Hotel Magic di Riccione in Provincia di Rimini.
Le strutture premiate riceveranno il premio in occasione delle manifestazioni fieristiche del Circuito Vacanze Weekend . Come noto Legambiente Turismo effettua ogni anno i controlli delle strutture ricettive e turistiche aderenti, non basandosi solo sulle autocertificazioni. Oltre a distribuire premi e riconoscimenti l'Associazione ha provveduto anche a richiamare alcune imprese che si sono limitate a strappare la sufficienza. In alcuni casi si è proceduto a ritirare l'etichetta ecologica nel caso di aziende che hanno dimostrato una attenzione insufficiente per le misure concordate all'interno dei rispettivi progetti locali.


ELENCO DELLE STRUTTURE PREMIATE

I 10 Alberghi & C. premiati per la gestione

- HOTEL VITICCIO DELL'ISOLA D'ELBA; ha migliorato molti punti rispetto al 2008, ottima in particolare la ristorazione e la comunicazione sul risparmio idrico e il cambio biancheria)

- HOTEL DORY DI RICCIONE; ottima la comunicazione per la promozione del menù a Km zero con descrizione dei prodotti utilizzati, della loro provenienza e composizione.

- HOTEL UNIVERSAL DI SENIGALLIA; fautore della mobilità leggera ha realizzato gli itinerari ciclistici nella zona di Senigallia, con mappe plastificate portatili per uso dei cicloturisti

- AGRITURISMO ISCAIRIA DI ASCEA MARINA NEL CILENTO; Piccola struttura ricettiva con una gestione meritevole di plauso.

- CASA VACANZA “PIAZZA NUOVA GUEST” DI FERRARA; Ottima gestione di tutte le attività.

- AGRITURISMO CORTE PAPADOPOLI DI CÀ MELLO NEL DELTA DEL PO VENETO: una delle strutture più confortevoli nel suo genere e con una grande attenzione all'ambiente.

- B.&B. “IL DOSSO” DI NIGOLINE DEL GRUPPO SEBINO/ FRANCIACORTA (BS): Ottima gestione ambientale di tutte le attività della struttura

- RISTORANTE DON CLAUDIO DI JESOLO LIDO (VE): davvero migliore menù. Utilizza frutta e verdura locale, uso diffuso del biologico (farine e paste di grando duro, uova, burro e latte). Distinzione nel menù fra i piatti della tradizione e quelli dell'innovazione.

- GRUPPO STRUTTURE RICETTIVE DI FINALE LIGURE (SV). 4 Hotel e un agriturismo che si distinguono per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio, dei beni culturali e naturali. Difensori della spiaggia privata; promotori del weilwaching nel santuario dei cetacei; degli itinerari ciclabili e del trekking.

- MAX BARRO (NUOVO GRUPPO LOVERE NELL'ALTO SEBINO IN PROVINCIA DI BERGAMO). E' opera sua la realizzazione del primo progetto di Legambiente che vede una interazione concreta fra ricettività e attività turistiche e del tempo libero


Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

2 agosto 2009

Salento / Streamfest 2009: il più importante eco-festival estivo d'italia

Il mondo della musica e dei concerti dal vivo è pronto a sostenere la rivoluzione verde. Dagli "eventi-monstre", che bruciano migliaia di kilowatt, si è pronti a passare a un nuovo tipo di spettacoli a zero emissioni, sfruttando le energie alternative. A partire dal solare. Come spesso accade, i segnali di una rivoluzione culturale arrivano dal basso. Non dai mega-eventi delle rockstar, che spesso si dichiarano favorevoli all'energia verde e poi viaggiano su inquinanti jet privati, ma da situazioni più piccole e underground.

Una di queste è lo Streamfest09, un festival internazionale di cultura eco-digitale che si terrà nel Salento dall'1 al 21 agosto. Una rassegna itinerante interamente basata sul concetto di "eco-entertainment", ecosostenibilità nello spettacolo. "Questa è una fase in cui, a livello globale, si torna a discutere di politiche ambientali. Noi di Streamfest - afferma Michele Manca, direttore artistico - avvertiamo la necessità di progettare eventi che riescano a praticare e non solo a predicare l'ecosostenibilità. Il festival vuole provare così a coniugare lo spettacolo e il divertimento con la sensibilizzazione del pubblico verso questo tema".

In programma una rassegna di immagini, suoni, performance e installazioni che vuole celebrare l'incontro tra differenti stili e culture. Musica elettronica live, spettacoli di teatro-danza, workshop, mostre, convegni. In cartellone nomi importanti della scena elettronica come Cassius, Leroy Thornhill dei Prodigy, Matthias Tanzmann. Ci sarà anche l'interessante mostra "Wet and Dry" con le creazioni di arte interattiva come "La scatola di Giotto" del torinese Ennio Bertrand.

Tutti gli eventi saranno alimentati da un sistema di diffusione audio-video a basso consumo grazie a pannelli fotovoltaici. Laddove il fabbisogno energetico dovesse essere superiore al previsto, il sistema "verde" sarà supportato da generatori di corrente che utilizzano biocarburanti. L'illuminazione con lampadine a basso consumo, volantini e materiale informativo in carta riciclata, raccolta differenziata e punti di ristoro attrezzati con materiale biodegradabile.

Ancora più radicale la scelta del Magnolia Parade di Milano, festival a zero emissioni. La rassegna di musica indipendente si terrà all'Idroscalo di Milano dal 2 al 5 settembre e chiuderà la programmazione estiva del Magnolia, il primo locale italiano dove tutti gli eventi sono prodotti interamente a energia pulita, grazie a 100 pannelli solari da 200 watt l'uno e a un investimento di 150mila euro. I gestori del locale hanno calcolato che, attraverso il sistema fotovoltaico appena installato, il Magnolia produrrà in un anno 22.892 kw/h: una quantità di energia che permetterà non solo l'autonomia al club, ma consentirà anche di vendere il surplus.

In termini di emissioni, si parla di 14mila kg di CO2 annui non prodotti. Un bel risultato. Così, il Magnolia Parade sarà il primo importante festival di musica indipendente in Italia a sfruttare l'energia solare. Tra i protagonisti già confermati, la regina dell'electro-clash Peaches, i francesi Nouvelle Vague e, tra gli italiani, l'ex cantante dei 99 Posse, Meg. Quattro giorni di musica, cinque palchi, venti concerti e quaranta dj set. Tutto a zero emissioni.

(fonte: repubblica)
Leggi tutto...