31 luglio 2009

Turismo Sostenibile: il Salento chiama per la sua estate

“Terra arsa e rossa terra di sud, terra di sud terra di confine terra di dove finisce la terra…”
Le parole di Vinicio Capossela tratte dal brano "Il ballo di San Vito" sono di quanto più appropriato per definire la terra del Salento, bella, dorata, bruciata dal sole tutta l’estate.
Anche quest’anno il Salento vi dà appuntamento sulle sue spiagge, di ghiaia o sabbia finissima, nel mare blu cobalto, sulle rocce e nelle calette riparate oppure nelle piccole insenature.

Immaginate un triangolo: ai verticistanno le perle della Puglia, Otranto sul mare Adriatico, Santa Mariadi Leuca a sud, nel canale d’Otranto, e a ovest, sulle acque delloIonio, se ne sta la bella Gallipoli. Praticamente nel Salento si puòscegliere in quale mare andare a fare il bagno: e lo si fa a seconda dicome soffia il vento. Otranto si trova sull’estrema punta orientale della Puglia: qui le spiagge dei laghi Alimini e la Baia dei Turchi sono un vero e proprio paradiso caraibico.

Se vi fermate nella caletta di Porto Badisco provate a dare un occhio alvostro cellulare (non si resiste neppure in vacanza…): non visorprenderete di trovare l’sms “Benvenuti in Grecia”! Sì, perché questotratto di costa è il punto più esposto verso la Grecia, a ricordo diquanto greche fossero state queste terre prima dell’arrivo di longobardi e saraceni. E se non ci credete, provate a salutare gli anziani sull’uscio dei portoni con uno squillante “kalimèra!”. Virisponderanno in griko con un grande sorriso.
Porto Badisco è il luogo dove si dice che sia sbarcato il mitico Enea. É un’oasi dipace: qui l’acqua ha i colori dei Caraibi, le rocce danno asilo a riccidi mare, granchi e molluschi, e il ristorantino all’inizio dellacaletta prepara le linguine allo scoglio più buone della zona. Lanatura tipica mediterranea, con fichi d’india, mirto e pini fa dacornice allo scenario, già splendido di per sé. Le vicine Torre dell’Orso e Torre Saracenasono località balneari splendide, con le torrette saracene diroccate,sotto le quali si aprono ampie dune di sabbia e una bella pineta: inquesti posti realtà e leggenda si confondono, raccontando le lorofavole fin dalla notte dei tempi, come quella dello Scoglio delle Due Sorelle,che narra di due donne bellissime attratte fin qui dal profumo di tiglie dei pini silvestri e poi cadute in mare; lo scoglio altro non è cheun’unica grande roccia spaccata in due, con una fenditura quasi nelmezzo, percorribile a nuoto o in canoa.
Altri paesaggi meravigliosi si aprono nella Grotta di San Cristoforo e sulla spiaggia della vicina Torre di Guardia.

Muovendo in direzione di Santa Maria di Leuca, si incontra Santa Cesarea Terme, elegantelocalità termale che deve la sua fama alle acque sorgive delle grottedi Gattulla, Fetida e Sulfurea. Domina il paesino la bella dimorasignorile in stile moresco abbarbicata su un rilievo roccioso. Anchechi non sceglie di approfittare delle cure sorgive, può godere di unmare incantevole, che si insinua in fenditure, calette, grottesotterranee. Presso il centro termale ci sono due stabilimentiterrazzati molto chic, dove il massimo del relax è dato da un biancofrizzante sorseggiato su divanetti in vimini all’ora del tramonto. Santa Maria di Leuca,l’estremo lembo meridionale della Puglia, è quasi sempre battuta daiventi: una perla bianca di sole (da leukos, in greco “bianco”) allafine della terra. Le numerose grotte e i fondali marini sono un vero eproprio paradiso per il turismo subacqueo. Doppiato il capo, Torre San Gregorio è il primo borgo che si incontra sull’altro lato della costa. Lapresenza dell’immancabile torre merlata di avvistamento caratterizzaanche le spiagge di Torre Vado: Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Palisono quelle più famose.Di giorno affollate di bagnanti, di nottefrequentate da giovani del posto e turisti che animano i pub all’apertolungo la costa.
Premesso che tutto il litorale della Puglia è meta ambita di sub, qui a Torre Vado,si fanno forse le immersioni più belle della regione. La costa è unacontinua alternanza di rocce, grotte, falesie, con i fondaliricchissimi di fauna e di vegetazione marina.
Torre Mozza e TorreSan Giovanni fanno parte della marina dell’antica Auxentum, oggiUgento; qui si trovano stabilimenti balneari, con feste in spiaggia,centri fitness, aperitivo con musica lounge e molto altro. Via versonord, si va alla volta della baia di Gallipoli, diSanta Maria al Bagno, con il caratteristico paesino alle spalle dellabaia, per proseguire verso Porto Selvaggio, immerso in una naturarocciosa davvero selvaggia, fino alla località di Porto Cesareo,con le meravigliose distese di sabbia di Torre Lapillo e PuntaProsciutto. Se si risale fino alla baia di Taranto, nello Ionio tra lalocalità di Campomarino di Maruggio e Marina di Pulsano, la costaprocede in un tipico paesaggio mediterraneo: insenature, fichi d’India,dune ricoperte da arbusti di timo e di ginepri. Dopo il promontorio diTorre Ovo, la spiaggia Piri Piri è un chilometro di sabbia fine, con fondale basso e trasparente.
Manon è solo di giorno che si può godere la magia dell’estate salentina.Questa terra, si sa, è una terra di “morsicati”, di tarantolati, che dinotte per le strade si muovono al ritmo ossessivo del tamburello… laTaranta, con la sua magica melodia, coinvolge tutti, ma proprio tutti,ed è impossibile assistere a un concerto di pizzica rimanendo coi piediben saldi a terra. La Notte della Taranta è oramai daqualche tempo l’evento più atteso dell’estate, che richiama turisti datutt’Italia, attratti dal sound così particolare e così mediterraneodel tipico ballo salentino. Una serie di altre manifestazionicaratterizza tutta la zona: sagre e feste sulla costa, ma soprattuttonell’entroterra. E' sorprendente come a pochi passi dal mare si possanotrovare borghi minuscoli così ancorati alla tradizione, piccole gemmefulgide di un passato ancora vivo, dove le signore del posto preparanoper le feste di paese pentoloni di farro e grano saraceno, pettole,crispelle, tutto il meglio della tradizione gastronomica salentina.


Fonte: TGCom
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Regione Lazio: si decide sul Piano Casa e l'Housing Sociale

Oggi il Consiglio Regionale del Lazio tornera' a riunirsi per decidere sul Piano Casa, dopo che le commissioni congiunte Urbanistica e Lavori pubblici-casa hanno esaminato e votato la proposta di legge ''Misure straordinarie per il settore edilizio e interventi per l'edilizia residenziale sociale'', piu' nota come 'Piano Casa'.
"Quelle che stiamo svolgendo - hanno dichiarato i presidenti delle due commissioni Claudio Moscardelli (Pd) e Giovanni Carapella (Pd) dureante le audizioni dei giorni precedenti - sono audizioni vere, proficue, si tratta di un confronto nel merito del provvedimento, con lo scopo di migliorare il testo della legge, per arrivare a norme che siano davvero efficaci fino in fondo, per rilanciare l'edilizia e dare una risposta seria al problema della casa".
Per l'assessore alla Casa, Mario Di Carlo: "Con queste norme definiamo per la prima volta quali caratteristiche deve avere l'housing sociale, un'opportunità in più rispetto alle classiche politiche di intervento sulla casa. Cerchiamo, inoltre, di risolvere il problema della definizione delle aree per quanto riguarda l'edilizia sovvenzionata. Un problema reale, soprattutto a Roma: ci sono i fondi, mancano le zone dove costruire le case popolari. Ovviamente sono norme che possono essere migliorate, attraverso il confronto nelle commissioni consiliari e in aula".

Tra le novità di questo Piano c'è proprio l'housing sociale o albergo sociale, una struttura simile a un residence di cui si potrà usufruire in forma temporanea. Grazie all’housing sociale si potrà disporre di alloggi pubblici o privati, tramite agevolazioni o esenzioni fiscali o fondi di garanzia. Con la legge all’esame delle Commissioni si creano infatti le condizioni per costruire case che possono essere affittate o acquistate con 500-550 euro al mese. Il cittadino decide se essere inquilino o proprietario attraverso un sistema che si sta contrattando con le maggiori banche italiane, la Regione e il Comune di Roma.

Intanto Italia Nostra ha richiesto la modifica di alcune parti del piano, prima del voto in consiglio regionale. "Infatti - spiega l'associazione - mentre alcuni articoli sono positivi, altri peggiorano addirittura la proposta governativa. Sono valide le prescrizioni che non permettono gli interventi nei centri storici, nelle aree protette, sulle coste, le sopraelevazioni ed inoltre la possibilita' per gli inquilini degli alloggi pubblici di poterli riscattare. E' positivo l'obbligo di rispettare gli standards di verde, servizi e parcheggi, ma non certamente la possibilita' di andarli a reperire nelle aree agricole".

Appena ci sara' il parere delle Commissioni, la proposta di legge sara' iscritta all'ordine del giorno dell'Aula, gia' impegnata sull'assestamento di bilancio. Ma, a partire da domani, l'Aula potra' pronunciarsi sia sul Piano Casa, sia sull'assestamento, arrivando all'approvazione dei due provvedimenti.

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Greenpeace vince ancora: da oggi anche Timberland si impegna per l'Amazzonia

Continuano le vittorie di Greenpeace che a favore dell’Amazzonia è riuscita a far cambiare rotta a molte aziende che producono pelle. Da oggi anche Timberland si impegna annunciando una nuova politica di acquisti della pelle bovina concordata con Greenpeace. L’azienda, infatti, sarà in grado di garantire che la pelle utilizzata per la produzione delle proprie scarpe vendute in tutto il mondo non avrà causato alcun fenomeno di deforestazione recente dell’ultimo grande polmone del pianeta. Secondo quanto stabilito dal documento in questione Timberland richiederà a tutti i propri fornitori di pelle – tra cui il gigante della carne e della pelle brasiliana Bertin – di impegnarsi immediatamente ad una moratoria sui fenomeni di nuova deforestazione in Amazzonia.
Questo annuncio arriva appena due mesi dopo il lancio dell’inchiesta di Greenpeace “Amazzonia che Macello”, nella quale si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. Meno di una settimana fa anche Nike e Geox si sono impegnate a non acquistare pelle dall’interno del Bioma Amazzonico fino a quando non si fermerà la deforestazione a causa dell’allevamento bovino.

Le buone notizie non sono finite, nel frattempo i commercianti brasiliani di soia rinnovano il proprio impegno per proteggere l’Amazzonia ed evitare una catastrofe climatica rinnovando per un anno ancora la moratoria sull’acquisto di soia da aree recentemente deforestate.
“La coltivazione della soia finalmente non è più un pericoloso motore della deforestazione in Amazzonia mentre non possiamo dire lo stesso dell’allevamento bovino. – spiega Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia - La moratoria sull’acquisto di soia proveniente da aree recentemente deforestate è un modello replicabile e, per questo motivo, è necessario che dopo Timberland, Nike e Geox l’intero settore della carne e della pelle si adegui agli stessi standard”.
“Il nostro Paese ha una grossa responsabilità nella deforestazione. – continua Campione- Siamo, infatti i primi importatori, in termini di valore, di pelle brasiliana al mondo. Per questo motivo è molto importante che oltre ai produttori di scarpe o divani l’impegno per un’immediata moratoria arrivi anche dal settore conciario e da aziende leader come il Gruppo Mastrotto, che ora ha avviato un dialogo con noi, e Rino Mastrotto Group, che invece fa orecchie da mercante alle nostre richieste.”
Ogni otto secondi un ettaro di foresta amazzonica viene distrutto a causa dell’espansione dell’allevamento bovino, il principale motore della deforestazione al mondo e, per questo motivo, la principale causa di emissioni di CO2 in Brasile. Fermare la deforestazione è vitale per salvare il clima. E’ necessario che cittadini, industria e governi esigano un vero ed efficace accordo sul clima al Summit della Nazione Unite che si terrà nel Dicembre del 2009 a Copenhagen. Soltanto un patto, che includa misure reali per fermare la deforestazione a livello globale entro il 2020, potrà mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

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Goletta dei Laghi: Lago del Garda e lago d'Iseo sono quelli più inquinati

Legambiente rende noti i risultati di Goletta dei Laghi sulle acque interne italiane: 14 punti sul lago di Garda risultano inquinati, dove le analisi hanno rilevato una concentrazione di batteri fecali al di sopra dei limiti di legge. Sei sono sulla sponda lombarda, 2 su quella trentina e infine gli altri 6 sulla costa veneta.
Sui quattordici laghi italiani monitorati da Legambiente, in 6 regioni, alla fine sono stati 65 i campioni risultati inquinati. Tra i bacini più grandi la maglia nera nazionale va al lago di Como - con 15 punti critici, in media uno ogni 11 km di costa - e all’Iseo - con 9 campioni fuori dai limiti, mediamente uno ogni 7 km .

Questo il bilancio complessivo al termine della sesta e ultima tappa della Goletta dei Laghi, la campagna per il monitoraggio e l’informazione dei bacini lacustri, quest’anno alla ricerca dei punti critici sulla qualità delle acque, realizzata in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). I dati sono stati comunicati oggi durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente e Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia.
Riflettori accesi dunque sul più grande bacino italiano che si estende in tre differenti regioni: Lombardia, Veneto e Trentino. Tre i punti risultati fortemente inquinati sulla sponda lombarda. Di questi, due sono “vecchie conoscenze” della Goletta dei Laghi, Desenzano e Limone del Garda, a cui quest’anno si aggiunge la new entry di Tignale, frutto delle segnalazioni al servizio “SOS Goletta” di Legambiente. Inquinati invece i punti a Moniga, Salò e Toscolano Maderno.
“Anche sul Garda c’è bisogno di urgenti interventi infrastrutturali, a partire dal basso lago - dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia -. Occorre adeguare il sistema di depurazione, anche alla luce dei nuovi sciagurati piani di sviluppo urbanistico, basati molto spesso sulla costruzione di seconde case. Bisogna risolvere il problema dei 130 sfioratori che scaricano a lago reflui non depurati durante le piogge, separando laddove possibile la rete delle acque bianche da quelle nere. E’ solo con questi interventi che si migliora la salute dei laghi e non cambiando ‘frettolosamente’ la normativa, così come ha fatto la Regione Lombardia”.
Il Pirellone ha infatti cambiato le regole del gioco anticipando l’entrata in vigore della nuova normativa sulla balneazione, il d.lgs. 116/2008, nonostante il decreto mille proroghe e una successiva circolare del ministero della Salute prevedessero anche per l’estate 2009 il monitoraggio delle acque secondo la vecchia legge del 1982, utilizzata da tutte le altre regioni italiane e dai tecnici della Goletta dei Laghi. Nel fare questo la Regione Lombardia non ha aspettato il completamento dell’iter del Ministero della Salute con l’approvazione del decreto attuativo senza il quale la nuova normativa non è pienamente applicabile, oltre a risultare più permissiva.
Con il cambio della normativa lombarda sulla balneazione, che Legambiente ha definito una “magia alla Houdini”, a diventare puliti “per decreto” sul lago di Garda sono ben 4 punti sui 6 riscontrati inquinati dall’associazione: Moniga, Salò, Toscolano Maderno e Limone del Garda.

Ma la Goletta ha analizzato tutto il lago di Garda. Sulla sponda veneta sono risultati fuori dai limiti 6 campioni. In particolare fortemente inquinati sono i 4 punti di Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise e Bardolino. Inquinati invece i due campioni prelevati a Garda e a Torri del Benaco. In Trentino off limits invece i punti campionati a Torbole del Garda, risultato fortemente inquinato, e a Riva del Garda, dove ad essere inquinata è la foce dei fiumi Albore e Varone.

Si conclude dunque sul Garda il lungo viaggio della Goletta dei Laghi. I tecnici del laboratorio mobile hanno monitorato, in un mese, ben 14 laghi in 6 regioni (Lazio, Umbria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino). Alla fine sono 65 i punti critici rilevati da Legambiente, di cui 35 fortemente inquinati. Dal bilancio complessivo della campagna ambientalista emerge un dato significativo: è allarme foci sui laghi italiani. Infatti oltre la metà dei campioni risultati fuori dai limiti (35) è stata prelevata allo sbocco di torrenti e fiumi che scaricano a lago anche i reflui non depurati dei centri abitati delle aree interne. Dieci le foci trovate inquinate sul Garda, 6 sull’Iseo e sul Maggiore, 5 sul lago di Como, tre sul lago di Fondi nel Lazio e 2 sul Trasimeno in Umbria.

I dati di Goletta dei laghi confermano quanto emerso recentemente a proposito della mancata depurazione dei reflui fognari. È di qualche settimana fa la notizia dell’imminente avvio della procedura d’infrazione europea per la mancata applicazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue in ben 525 comuni con oltre 15mila abitanti. Dati confermati dal Rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis e Anea secondo il quale l’85% degli italiani è servito dalla rete di fognatura e solo il 70% da un impianto di depurazione.


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30 luglio 2009

Certificazione Energetica: partono i corsi per certificatori di Luguria, Lombardia ed EmiliaRomagna

Partira' per fine settembre il primo corso per certificatori energetici patrocinato da ACE, a Savona presso il campus universitario e organizzato da SPES, ente accreditato dalla Regione Liguria.
Il Corso di Specializzazione Professionale, riconosciuto dalla Regione Liguria con decreto dirigenziale n. 183 in data 5 febbraio 2009 e pubblicato su B.U.R.Liguria in data 4 marzo 2009, è finalizzato all’inserimento nell’Elenco dei Certificatori della Regione Liguria, ma darà la possibilità ai partecipanti anche per l’iscrizione diretta nell’Elenco della Regione Lombardia. E’ inoltre in fase di verifica la fattibilità dell’accredito diretto secondo il sistema di Certificazione Regionale dell’Emilia Romagna.
Il corso, organizzato e gestito da docenti universitari e professionisti esperti del settore, sarà impostato su approfondimenti costanti delle particolarità maggiormente utili per l’esercizio quotidiano del Certificatore Energetico al fine di migliorare la comprensione dei fenomeni del sistema edificio-impianto, coerentemente con le esperienze formative e lavorative pregresse dei partecipanti. In aula sarà presente un costante tutoraggio tecnico.
Per informazioni rivolgersi a formazione@spesspa.191.it e formazione@certificatorienergetici.it. http://www.campus-savona.it/


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WWF: allarme sul piano casa distruggi-ambiente, nel mirino la Sardegna

Allarme del WWF sui possibili effetti devastanti sull'ambiente del Piano Casa predisposto dal Governo: 'nello scontro istituzionale con il Governo, bloccando la proposta del “piano Casa” avanzata dal Presidente Berlusconi, sembra che le Regioni si siano accorte di avere un potere che non esercitavano - fa sapere l'associazione in una nota - Ecco così che tutte le Regioni hanno normato, o stanno normando, propri piani casa (o sedicenti tali) che consentono aumenti di cubature'.
Il WWF lancia un allarme poiché la sommatoria di tutti questi piani rischia di essere peggiore di quella (improponibile) inizialmente ipotizzata dal Governo: infatti molte Regioni non si sono limitata alle case, ma hanno consentito interventi anche sulle strutture edilizie artigianali ed industriali. E’ il caso del Piemonte e della Lombardia, dove il premio di cubatura viene consentito anche ai capannoni. In Lombardia poi viene autorizzato il recupero e riutilizzo a scopo residenziale delle volumetrie abbandonate anche se con diversa destinazione di uso. Ma a preoccupare il WWF oggi sono i territori di Sardegna e Campania a rischio cemento.

'L’effetto domino che si sta verificando sta portando le regioni ben oltre il concetto di “piano casa” e a breve assisteremo ad un significativo aumento non solo delle costruzioni, ma anche della densità abitativa di alcune zone delle nostre città senza che in via preventiva ci si sia preoccupati di adeguare standard urbanistici quali verde pubblico e servizi e senza che si sia provveduto ad un potenziamento mirato dei servizi di trasporto pubblico' – ha dichiarato Gaetano Benedetto, co-direttore del WWF Italia - Tra le Regioni che si apprestano ad approvare nuove norme in questo settore, quelle che ci preoccupano maggiormente sono due. La Campania, dove è forte il rischio di speculazioni e deregulation nella pianificazione edilizia in conseguenza del piano casa in discussione in questi giorni in Consiglio regionale, si presta così a versare nuovo cemento sul proprio territorio già martoriato.

'In Sardegna - fa sapere il WWF - il cosiddetto piano casa si inserisce in una proposta complessiva di revisione del Piano Paesaggistico Regionale che impediva di edificare entro i 2.000 metri dal mare. La legge è molto articolata, anche per diverse categorie (residenze, strutture turistico alberghiere, strutture agricole ecc), ma con poche eccezioni (centri storici e case sparse entro i 300 mt dal mare) consente un aumento del 20% dell’esistente che, nel caso si strutture uni o bi familiari può essere realizzato non solo sopraelevando, ma anche costruendo corpi separati. Gli edifici entro i 300 metri dal mare possono avere un aumento solo del 10%. Si può arrivare al 30% di aumento se si garantisce un risparmio energetico del 15% rispetto alle prescrizioni regionali, oppure se se gli edifici vengono abbattuti e ricostruiti. Se si abbattono edifici entro i 300 metri dal mare e se si ricostruiscono all’interno è previsto un premio di cubatura del 40% che arriva al 45% se si garantisce un risparmio energetico del 20%. Ma quello che preoccupa è la semplificazione delle procedure. La maggior parte degli interventi potrà essere fatta con autocertificazione con una semplice Dichiarazione Inizio Attività , ma molte sono le opere che necessitano solo di una comunicazione senza rilascio di alcun permesso: movimenti di terra per attività agricole e zootecniche, serre stagionali senza muratura, opere temporanee sino a 90gg, pavimentazione degli spazi esterni anche per aree sosta, impianti funzionali all’efficienza energetica'.

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OGM: Greenpeace all'attacco del mais transgenico

Greenpeace all'attacco contro gli OGM: “L’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha nuovamente violato il proprio mandato. Se uno studente universitario dovesse consegnare un rapporto del genere durante un corso, verrebbe irrimediabilmente bocciato” afferma Federica Ferrario, della Campagna Ogm di Greenpeace.
L’autorizzazione decennale del mais transgenico MON810 è scaduta, e l’Ue sta valutando se rinnovarla o meno. In tale contesto, l’Efsa ha emesso il proprio parere alla fine dello scorso giugno, affermando che il MON810 è sicuro. Secondo Greenpeace e Friends of the Earth Europe, il parere dell’Efsa sulla sicurezza degli Ogm coltivati in Europa è sostanzialmente scorretto. Questa critica arriva come input per la consultazione pubblica che termina questa settimana sul mais della Monsanto MON810. Le due associazioni si appellano alla Commissione europea e agli stati membri per respingere l’autorizzazione per questo Ogm.
Invece, un’analisi scientifica sul parere dell’Efsa, commissionata da Greenpeace e Friends of the Earth Europe, ha riscontrato diversi errori e omissioni da parte dell’Efsa, e ne ha messo in dubbio le conclusioni. Fra i vari punti, la critica mostra che l’Efsa:
  • ignora o sottovaluta le ricerche che dimostrano come l’insetticida prodotto dal mais Ogm può avere impatti negativi a catena sulle farfalle europee e su altri insetti. L’Efsa si limita a raccomandare non ben specificate misure per aree note per ospitare farfalle e falene;
  • non ammette che esistono incertezze scientifiche e rapporti contraddittori circa gli impatti del mais Ogm su ambiente e salute;
  • ignora gli studi scientifici che evidenziano preoccupazione sulla sicurezza;
  • cita ricerche svolte su Ogm completamente differenti, come base per affermare che il MON810 è sicuro;
  • non ha verificato la sicurezza di nuove sconosciute proteine generate in questo mais dal processo di modifica genetica.

“Ci sono varie ipotesi – ironizza Ferrario - l’Efsa soffre di una seria mancanza di expertise scientifico, oppure sta facendo un gioco politico molto rischioso con la nostra salute e l’ambiente. Oramai esistono abbastanza prove a livello scientifico che mostrano come gli Ogm che producono insetticidi possono rappresentare un pericolo e vanno perciò vietati nei campi europei.”

Sei Paesi hanno già vietato la coltivazione del mais Ogm MON810, incluse Germania e Francia. I governi nazionali si sono inoltre lamentati circa la qualità del lavoro dell’Efsa e hanno sottolineato le proprie preoccupazioni sulla sicurezza del mais. Recentemente, il governo francese ha affermato di non poter accettare il parere dell’Efsa sul MON810. In maggio, dodici stati membri hanno scritto all’Efsa per esprimere la loro preoccupazione sull’operato dell’Agenzia.
“La Commissione europea non può far altro che respingere il parere dell’Efsa, bandire la coltivazione del mais MON810, e cercare una nuova Agenzia ufficiale in grado di redigere pareri imparziali e con fondamenti scientifici per i decisori politici” conclude Ferrario.

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Parte la XXI edizione di Festambiente tra incontri e musica

Legambiente presenta la XXI edizione di Festambiente: dieci giorni all’insegna delle buone pratiche della “green economy”, dal risparmio all’efficienza energetica, passando per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dal cibo sano e naturale all’efficienza della differenziata. E ancora dibattiti, concerti, musica, teatro, animazione bambini e blitz ambientalisti. La festa si svolgerà dal 7 al 16 agosto 2009 a Rispescia (Gr) nello splendido scenario del Parco della Maremma.

Per dieci giorni, su oltre 20mila metri quadrati si realizzerà il più grande agorà dell’ambiente, della musica e della politica, uno degli eventi più attesi dell’estate 2009. Un festival che anno dopo anno si rinnova, diventa più grande e più intraprendente. E la conferma arriva dai grossi numeri che la manifestazione, come ogni estate, porta con sé: più di 130 gli stand espositivi, 250 tra volontari e collaboratori coinvolti, circa 400 gli enti patrocinatori, oltre 150 i relatori partecipanti alla festa, più di 100 gli artisti che si esibiscono, 70 le rassegne degustazioni, 20 le ricette servite ogni giorno al ristorante vegetariano più grande d'Italia, oltre 50 le pellicole proiettate tra cortometraggi, documentari e lungometraggi.
Un festival a impatto Zero: anche quest’anno la manifestazione aderisce alla campagna nazionale “Azzero CO2
” adottando misure concrete per abbattere il proprio impatto ambientale e neutralizzando le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, sia attraverso una rigorosa politica di gestione di rifiuti solidi: NO ai bicchieri e alle stoviglie di plastica, SI a quelle di ceramica, vetro e mais, interamente biodegradabili. Semaforo verde anche alla raccolta differenziata dei rifiuti che lo scorso anno ha superato il 90% avviati al riciclo e al compostaggio.Da quest'anno il palco di Festambiente sarà più luminoso e pulito grazie alla collaborazione con Ecoluce: un sistema che sfrutta l'energia solare per ridurre a zero l'impatto ambientale durante concerti ed eventi. Il sistema è composto da pannelli solari sistemati sul palco che trasformano l'energia solare in corrente elettrica, riducendo a zero le emissioni di CO2 e non gravando così sull'ambiente per un futuro migliore e più ecologico.Inoltre sarà realizzato in collaborazione con la Regione Toscana un monitor che indicherà in tempo reale le emissioni della manifestazione e i relativi azzeramenti della CO2 prodotta attraverso la piantumazione di alberi. Un modo per far vedere concretamente l'impegno a favore dell'ambiente in un momento di grande crisi per il pianeta.
Tema principale di questa edizione sono i cambiamenti climatici e la febbre del pianeta per una politica energetica che sviluppi l'efficienza eco-rinnovabile, ribadendo un deciso NO al nucleare, ma soprattutto come fare per rimboccarsi le maniche e impegnarsi per risparmiare energia e acqua, diminuire le emissioni di CO2 e promuovere stili di vita virtuosi e sostenibili. Un’ampia area appositamente allestita mostrerà le tecnologie legate alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico. Anche l'impegno di Legambiente protezione civile per l'Abruzzo avrà uno spazio appositamente allestito con la rappresentanza di volontari che hanno dato un aiuto concreto dopo il sisma.
Un cartellone, quello di Festambiente,
che varia dalla politica alla musica, dal teatro all'arte di strada, dal cinema ai documentari, dalle mostre agli appuntamenti enogastronici. Dal sei agosto, la maremma sarà la capitale dell’ambiente per l’estate. Molti dibattiti saranno dedicati ai cambiamenti climatici e al surriscaldamento del pianeta con le soluzioni energetiche appropriate, al paesaggio e al turismo di qualità su cui si confronteranno politici locali e nazionali, insieme a esperti e giornalisti . Ampio spazio verrà dato anche ad altre tematiche quali l’agricoltura sostenibile, le biodiversità, le energie alternative. Una giornata sarà dedicata alle lotte alle mafie con l’appuntamento fisso con Libera ed il suo presidente Luigi Ciotti.
Ma Festambiente è anche divertimento per tutti: quest’anno il cartellone degli spettacoli vedrà impegnati artisti di grande eccezione, il Clorofilla Film Festival offrirà un viaggio in luoghi dove si vive seguendo ritmi più naturali, il TeatrAmbiente per i più piccoli darà spunti di conoscenza, attraverso il gioco, delle problematiche ambientali.Come è tradizione della kermesse ecologista, l’enogastronomia sarà una delle tappe fondamentali della scommessa della qualità e del “Made in Italy”, dove il gusto e il mangiar sano può approdare ora nel Ristorante Vegetariano più grande d’Italia, ora nella Stuzzicheria o nell’altro ristorante Peccati di Gola che propone menù degustazione con le migliori ricette della tradizione regionale italiana e mediterranea. Non ultime le degustazioni guidate e un vero e proprio Viaggio nei sapori che offriranno ai visitatori gustosi itinerari del palato e specialità territoriali. E ancora l’Ecomercato, con prodotti ecompatibili e biologici e l’editoria ambientale, mostre sui temi ambientali e naturalistici mentre uno spazio centrale sarà dedicato alle energie rinnovabili e alle modalità di risparmio energetico in Energiainmostra, un area appositamente allestita che presenterà le soluzioni tecnologiche di avanguardia.
Festambiente è una città ecologica dove ogni sera è possibile assistere a dibattiti e concerti, con personaggi dello spettacolo, della cultura e della politica sensibili alle tematiche ambientali; partecipare a un laboratorio sulle energie rinnovabili, visitare una mostra, lasciarsi andare alla tentazione di un piatto tradizionale a base di ingredienti sani e biologici e rilassarsi con le terapie naturali in un’area appartata e tranquilla appositamente allestita. Negli stand trovano posto prodotti biologici ed ecocompatibili, all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente. In particolare sarà presente l’Ecomercato: un’area dove si potranno trovare prodotti alimentari per la casa e per la bellezza a “denominazione di origine…ecologica”. Grande spazio sarà dedicato ai bambini in un’area appositamente attrezzata, dove il gioco si incontrerà con l’educazione ambientale nell’intento di trasmettere ai più piccoli, facendoli divertire, la sensibilità indispensabile alla salvaguardia del nostro mondo, ormai quotidianamente minacciato.

E non solo politica ma anche tanta musica con Eugenio Finardi, Giuliano Palma, Roberto Vecchioni, Irene Grandi, Afterhours, Bandabardo’, Paolo Hendel, Africa Unite, Frankie Hi-Nrg, Nomadi.

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29 luglio 2009

Confagricoltura: 120 imprese agricole in rete per la produzione energetica da biomasse

Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, ha garantito l’impegno di 546 mila imprese sul tema strategico delle risorse energetiche e del relativo impatto sull’ambiente: 'Le imprese che si riferiscono a Confagricoltura credono nel capitolo energetico per la diversificazione dell’attività e del reddito, in un ottica di contenimento dei costi, aumento della competitività e recupero della domanda energetica, che è in grado di dare un contributo determinante al processo di sviluppo del Paese'.
Intervenendo alla presentazione del Rapporto Enea “energia e ambiente 2008” Vecchioni ha sottolineato la volontà di Confagricoltura di affiancare il sistema produttivo con lo sviluppo di sistemi a biomassa, biogas e fotovoltaici. Al presidente di Enea, Luigi Paganetto, che sottolineava come investire in tecnologie legate alle nuove frontiere dell’energia puo' essere la via per uscire dalla crisi economica, il numero uno di Confagricoltura ha annunciato che 120 imprese associate realizzeranno la prima rete di produzione energetica da biomasse di origine agricola, con un investimento di 600 milioni di euro e 170 megawatt di potenza installata. Una risposta operativa al “green new deal”, che ha come obiettivo la correzione dei maggiori squilibri del sistema in fatto di risparmio e abbattimento della CO2.
“Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa, con la pubblicazione del disegno di legge 1195 recentemente approvato al Senato – ha affermato Vecchioni - darà nuovo impulso allo sviluppo delle agroenergie, che si affiancherà ai notevoli risultati già raggiunti con il fotovoltaico e l’eolico in agricoltura. Un sistema di incentivi chiaro e stabile negli anni dà infatti una visione non più utopistica che consentirà alle imprese di pianificare gli investimenti nel lungo periodo. Tenendo presente che, superato il passaggio iniziale, più le tecnologie avanzano, più il ricorso agli incentivi può essere ridimensionato”.

La comunità agricola diventerà quindi un alleato ancor più prezioso all’interno di un quadro normativo che consente una riformulazione economica del rapporto col territorio. Vecchioni ha poi espresso il suo sconcerto per il fatto che 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciano fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita.

“Deve essere definitivamente modificato – ha concluso Vecchioni – l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie consentono la coesistenza di entrambe le attività, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati possono essere restituiti alla comunità agricola. Inoltre – ha concluso il presidente di Confagricoltura – a proposito dell’emissione di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani è privata, un patrimonio che va preservato, così come deve essere premiato chi ne ha cura”.

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Cemento depotenziato: oltre l'ospedale di Agrigento c'è altro, Legambiente fa l'elenco delle opere sotto inchiesta

In seguito alla vicenda dell'Ospedale di Agrigento costruito con la sabbia Legambiente lancia l'allarme su altre strutture simili in Italia presentandone un elenco. “Quello di Agrigento non è caso isolato. C’è in Italia un lungo elenco di opere pubbliche a rischio cemento taroccato, un business sul quale la mafia ha evidentemente messo le mani” ha affermato il vicepresidente Venneri.
“La vicenda di alcuni manufatti crollati con il sima in Abruzzo e il caso di questo ospedale – dice Venneri - sono la punta di un iceberg che nasconde uno scenario inquietante. Le mafie, che molto spesso detengono il monopolio nella produzione e distribuzione del calcestruzzo, hanno lucrato nel corso degli ultimi 30 anni fornendo alle opere pubbliche tanta sabbia e poco cemento”.
Tra le opere pubbliche al vaglio della Magistratura per calcestruzzo depotenziato ci sono anche il nuovo padiglione dell’ospedale di Caltanissetta, gli aeroporti di Palermo e di Trapani, il viadotto Castelbuono e la galleria Cozzo-Minneria dell’autostrada Palermo-Messina, il lungomare di Mazara del Vallo, il porto turistico di Balestrate, l’approdo di Tremestieri di Messina e il porto Isola – Diga Foranea di Gela. E addirittura il Palazzo di Giustizia di Gela e il Commissariato di Polizia di Castelvetrano. E’ questo l’elenco stilato da Legambiente sulla base dei dati delle Procure.

“L’ospedale San Giovanni di Dio – dice Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia – è un edificio costruito negli anni delle opere pubbliche finalizzate ad alimentare il sistema tangentizio, quando a prevalere era il principio della totale irresponsabilità. L’importante era fare soldi, anche a costo di mettere a serio rischio la popolazione. Rimane adesso da verificare la solidità di tante altre opere pubbliche segnalate dalla Protezione Civile”.

Infatti è addirittura molto più lunga la lista di edifici pubblici a rischio per “cemento molle” al vaglio della Protezione civile siciliana per verificare che rispondano ai criteri antisismici: su 48 edifici verificati, 43 non hanno superato i test. Un fatto assai grave in una Regione che ha il 90% dei Comuni ad alto rischio sismico. Anche in questo caso colpa principale è del cemento depotenziato e il fenomeno riguarda altre Regioni italiane come Campania, Calabria, Molise e Veneto.

Tra gli edifici più a rischio ci sono proprio gli ospedali: il Cervello di Palermo, l’Ospedale Civico di Partinico, il poliambulatorio Biondo, il padiglione 6 dell’Ospedale Piemonte di Messina. Ma anche il cine-teatro di Porto Empedocle, tante chiese, parrocchie, scuole e asili nido. A Tropea c’è una scuola media in via Coniugi Crigna il cui calcestruzzo è talmente scadente che l’ingegnere chiamato a redigere una relazione tecnica ha chiesto l’immediata demolizione dell’edificio. E mentre si costruiva la scuola pubblica Euclide a Bova Marina, appaltata dalla di Reggio Calabria, “metti meno cemento e più sabbia” raccomandava un boss della mala reggina intercettato a un suo compare. “Meno di 250 kg non lo può pompare – rispondeva l’altro - perché altrimenti rischia di bruciare una pompa del valore di 300.000 euro per gettare il cemento a 200 kg”. Un bello spaccato di prassi e mentalità mafiosa.

L’elenco delle opere pubbliche al vaglio della Magistratura per cemento taroccato:

Galleria Cozzo-Minneria, Autostrada Palermo Messina
Torrente Braemi, Superstrada Licata
Porto Isola – Diga Foranea, Gela
Palazzo di Giustizia, Gela
Nuovo padiglione Ospedale di Caltanissetta
Viadotto Castelbuono, Autostrada Palermo Messina
Approdo di Tremestieri, Messina
Aeroporto di Palermo
Aeroporto di Trapani
Porto turistico di Balestrate
Lungomare di Mazara del Vallo
Commissariato di Polizia di Castelvetrano
Galleria in località Palizzi (RC), statale 106
Scuola pubblica Euclide, Bova Marina
Scuola media, via coniugi Crigna, Tropea
Lotti 9 e 14 dell’autostrada A31Valdastico (VI)
Variante autostradale a Venafro

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Nucleare: non aiuta a ridurre la CO2, è pericoloso ed anti-economico

Nei giorni scorsi il Presidente dell'ENEA, Luigi Paganetto, durante la presentazione del Rapporto annuale dell’ENEA su Energia e Ambiente, ha affermato che tra le opzioni aperte nel quadro energetico italiano restano fondamentali sia la centralità dell’efficienza energetica come scelta per il breve medio periodo, e l’esigenza di concentrare l’attenzione sugli usi finali dell’energia, nel residenziale, nei trasporti e nell’industria, anche per i suoi effetti positivi sul sistema economico. Ma ha anche segnalato l’esigenza di guardare al ritorno al nucleare come una novità importante che si aggiunge, ma non è in alternativa, alle altre fonti, in particolare rinnovabili, e che consente il rientro in un settore tecnologico di cui occorre catturare l’evoluzione.
Legambiente ribatte fortemente alle dichiarazioni di Paganetto affermato: “Il nucleare non solo non è fondamentale per il nostro Paese ma toglierà risorse allo sviluppo delle vere fonti che possono aumentare la nostra efficienza e la nostra competitività. Un ritorno all’atomo oggi in Italia è un errore imperdonabile”.
Il tempo – aggiunge Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente- non è una variabile indipendente e continuare ad ignorare che produrre energia dall’atomo in Italia non sarà possibile prima del 2025-2030 è mettere la testa sotto la sabbia. La crisi economica e quella energetica hanno bisogno di provvedimenti immediati, così come l’urgenza di ridurre la CO2 in atmosfera e il nucleare non offre soluzioni a nessuna di queste problematiche. Per non parlare della sicurezza e dei costi. Le affermazioni di molti nuclearisti di oggi – conclude Cogliati Dezza – alimentano illusioni insieme a false e semplicistiche aspettative distogliendo l’attenzione sociale e politica dall’unica strada immediatamente perseguibile, quella dell’efficienza e delle energie alternative, che danno una risposta immediata ai cambiamenti climatici e alla crisi economica. Secondo un recente studio della UE, investire su quest’ultime ha già portato 2,8 milioni di posti di lavoro e l’1,1% del PIL”.

Legambiente ricorda che secondo uno studio presentato dal Cesi e dall’Aiee ad ottobre del 2008, 4 reattori EPR da 1600MW potranno essere operativi non prima del 2026 e produrranno una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 17 mln di tonnellate annue. Al 2020, se tutto va bene ci sarà una centrale operativa che ridurrà le emissioni per poco più di 4 mln di ton, che, a fronte di una produzione odierna di 552,8 mln/T annue in Italia di CO2, corrisponde allo 0,7%. Tutto ciò al netto della produzione di CO2 di tutta la filiera, perché alcuni studi recenti hanno calcolato che se si considera tutto il ciclo di lavorazione, per ogni kwh di produzione con il nucleare si emette la stessa quantità di CO2 di un kwh prodotto con il ciclo combinato. Il nucleare servirà poi solo alla produzione di elettricità settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18-20% del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialità.

Inoltre la nota di Legambiente afferma che 'il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall’estero (l’Italia ha miniere di uranio?) e le riserve di uranio sono limitate (si parla di 35-70 anni al massimo). I costi e i tempi sono esorbitanti, basti pensare che il reattore in costruzione ad Olkiluoto ha già sforato il budget di 2 miliardi e i tempi di realizzazione del 50%. La bolletta degli italiani non diminuirà. Anche l’ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto al Governo una soglia minima garantita nelle tariffe di vendita'.

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Accordo MinAmbiente e MinIstruzione: a scuola arriva la nuova materia dell' eco-sostenibilità

Oggi sarà firmata presso Palazzo Chigi la “Carta d'intenti” tra il ministero dell'Ambiente e il ministero dell'Istruzione in materia di "Scuola, ambiente e legalità" dai ministri Stefania Prestigiacomo e Mariastella Gelmini. L'obiettivo è quello di promuovere nelle giovani generazioni l'educazione alla legalità ambientale e allo sviluppo sostenibile.
Un tema interdisciplinare con il quale i due dicasteri mirano a diffondere nei ragazzi la comprensione delle problematiche ambientali, la consapevolezza della possibilità di tutelare e valorizzare l'ecosistema mediante progetti concreti di intervento, come quelli da proporre alle scuole e alle istituzioni del territorio in cui si vive, il rilancio di stili di vita eco-sostenibili, rispettosi della natura.
Inoltre, nel corso della conferenza stampa, saranno presentati due concorsi rivolti alle scuole: "Le cose cambiano se…", destinato alle scuole dell'infanzia e alle scuole primarie, e "Scuola, ambiente e legalità", destinato alle scuole secondarie di I e II grado. Il primo concorso raccoglierà in una pubblicazione le migliori proposte dei bambini (testi, manifesti, fotografie, disegni, ecc.) per tutelare l'ambiente. L'altro concorso, invece, è finalizzato alla realizzazione di una campagna di comunicazione su temi come il riciclo dei rifiuti, la lotta alle ecomafie e il consumo sostenibile. Gli elaborati vincitori verranno utilizzati per una campagna di comunicazione dei due ministeri nel 2010.
"Educare le giovani generazioni a una cultura ambientale consapevole – afferma il ministro Prestigiacomo – è essenziale se vogliamo costruire oggi, e soprattutto per domani, un mondo migliore. Spetta alle istituzioni, alla scuola, alla famiglia il delicato compito di formare sin da ora i protagonisti della tutela del pianeta, con strumenti semplici e diretti che insegnino a difenderlo, valorizzarlo e amarlo".

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Aree Marine Protette: arrivano i tre delfini, il nuovo marchio di sostenibilità

Ieri, presso la sede del Parco del Circeo a Sabaudia, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato l'Accordo di Programma Quadro per l'istituzione di un Marchio di Sostenibilità per la valorizzazione delle Aree Marine Protette.
L'accordo, sottoscritto con Confturismo di Confcommercio e Federturismo di Confindustria, servirà ad individuare tutti quei servizi (ricettivi, ristorazione, intermediazione turistica) che qualificano la loro offerta in termini di sostenibilità ambientale. Successivamente, potrà essere esteso anche a ulteriori tipologie di servizi, quali ad esempio quelli rivolti alla nautica da diporto e alla subacquea, facendo seguito agli accordi di programma con cui le Amp sono state aperte alla fruibilità della nautica da diporto e alle attività di diving.
Il Marchio, in cui viene raffigurato un delfino, verrà riconosciuto (con una gradazione da uno a tre delfini) sulla base della persistenza di alcuni requisiti, in particolare relativi alla gestione sostenibile delle acque, all'efficienza energetica e all'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, all'utilizzo di sistemi per la riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, alla gestione sostenibile dei rifiuti, al ricorso a sistemi di mobilità sostenibile.
Il Marchio punta alla valorizzazione dei prodotti tipici e locali, dell'offerta turistica rivolta in modo privilegiato alle categorie sensibili e svantaggiate (bambini, anziani, disabili), attraverso la formazione continua del personale e la comunicazione alla clientela. Quest'ultima verrà garantita attraverso l'attivazione di un sito internet istituzionale centralizzato, multilingue, presso il quale l'utente potrà direttamente prenotare ed avere informazioni sui Servizi al turismo contrassegnati dal Marchio di qualità.
"L'istituzione del Marchio di Sostenibilità pone il nostro Paese all'avanguardia in Europa, e segna un ulteriore passo sulla strada della costruzione di un modello di sviluppo sostenibile – ha dichiarato il ministro Prestigiacomo – ,in questo caso nel settore dei servizi turistici e ricettivi collocati vicino o nelle Aree Marine Protette. Ad ulteriore conferma del fatto che la tutela dell'ambiente costituisce una straordinaria opportunità di crescita per i territori che decidono di puntare su di essa, qualificando la proposta turistica all'insegna del risparmio energetico, del contenimento delle emissioni, dell'adozione di sistemi di mobilità urbana sostenibile. Una scelta – ha concluso il ministro – che trova riscontro nel gradimento del turista, che da molto tempo decide la meta delle proprie vacanze anche sulla base di questi elementi".
A margine dell'evento di presentazione del marchio il Ministro Prestigiacomo ha fatto sapere che entro settembre dovrebbe arrivare un'intesa sulla controversa questione del lago di Paola, da anni oggetto di una diatriba tra pubblico e privato e tutela dell'ambiente. "Con il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo -ha detto il ministro- stiamo lavorando a una soluzione condivisa che vogliamo presentare qui insieme e lo faremo a settembre".

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28 luglio 2009

Produttori di energia ed ambientalisti contro la mozione Gasparri-Dell'Utri che taglia fondi al solare termodinamico

Probabilmente mai l'Italia ha avuto un governo più antiecologico ed anti-rinnovabili di questo in carica. Aiel, Anev, Aper, Assolterm, Federpern, Fiper, Greenpeace Italia, Gses, Ises Italia, Itabia, Kyoto Club e Wwf Italia protestano contro la mozione Gasparri - Dell'Utri n. 1-00155, presentata lo scorso 14 luglio al Senatoche propone tagli di fondi al solare termodinamico.'
La mozione presentata al Senato, - si legge in una lettera congiunta ai senatori - che chiede di tagliare i fondi destinati al programma italiano sul solare termodinamico, pone sul tappeto due ordini di problemi'.
'Il primo, assolutamente inaccettabile, stabilisce improponibili confronti fra nucleare e fonti rinnovabili che portano a proporre il taglio di fondi destinati allo sviluppo di una tecnologia basata sullo sfruttamento diretto dell’energia solare. Qualunque sia la posizione che si assume a proposito del nucleare, gli impegni assunti dall’Italia per il 2020, nel quadro del pacchetto UE clima/energia, impongono al nostro Paese una concentrazione di risorse quasi certamente superiore a quelle già allocate, per cui non è pensabile di potere diminuire queste ultime'.
'Il secondo ordine di problemi - continua la missiva - riguarda il giudizio di carattere tecnico-scientifico espresso da un’istituzione politica qual è un ramo del Parlamento della Repubblica italiana, che, qualora ritenga di dovere rimettere in discussione un importante programma di sviluppo tecnologico, secondo una prassi ormai consolidata, dovrebbe fare precedere una decisione di merito da audizioni da parte delle commissioni competenti aperte a tutti i soggetti interessati, a partire dalle istituzioni scientifiche e dalle associazioni di categoria o con competenze specifiche nel settore delle rinnovabili'.

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Eolico: la Regione Marche autorizza un nuovo parco da 8 MW

La Regione Marche ha autorizzato la realizzazione del secondo parco eolico nelle Marche, dopo quello di Piano Rotondo (Pergola, con 10 aerogeneratori e una potenza complessiva di 25 MW). Il parco sorgera` nel territorio del Comune di Serrapetrona (MC), in localita` Monte d'Aria. Sara` costituito da quattro aerogeneratori della potenza nominale totale di 8 MW, con una produzione annuale stimata di circa 16 mila MWh.
La ditta Erat SpA, che opera nel settore della produzione di energia rinnovabile e fa capo al gruppo Elettromeccanica Adriatica SpA di Ascoli Piceno, avviera` prossimamente le fasi per la realizzazione dell'impianto, iniziando dall'allestimento del cantiere. Il parco produrra` un quantitativo annuo di energia equivalente al consumo ad uso civile di circa 13 mila abitanti. Quello di Serrapetrona sara` un impianto all'avanguardia, equipaggiato con turbine di ultima generazione, in grado di massimizzare la produzione assicurando il minimo impatto, come e` stato valutato nelle fasi istruttorie.
Il percorso di autorizzazione, complesso e caratterizzato da molti vincoli anche paesaggistico ambientali, e` stato piu` lungo del previsto, in quanto sono state necessarie alcune modifiche al progetto originario. 'Procede, quindi l'attuazione del Pear regionale, almeno per la parte delle fonti rinnovabili che, per l'eolico, prevede un obiettivo di 160 MW da raggiungere entro il 2015 ' commenta l'assessore regionale all'Energia, Fabio Badiali - Un obiettivo addirittura superabile se tutte le domande di nuovi impianti pervenute agli uffici regionali potessero essere autorizzate'.

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Fotovoltaico: parte 'Impariamo dal Sole', bandi per 105 impianti sulle scuole di Bari

Anche le scuole della Provincia di Bari avranno i loro impianti fotovoltaici: La Provincia ha appena pubblicato 5 distinti bandi per la progettazione esecutiva e realizzazione di 105 impianti di produzione di energia elettrica da solare fotovoltaico che saranno realizzati su altrettanti edifici scolastici di proprietà o nella disponibilità dell’Amministrazione provinciale.
I bandi sono stati suddivisi per aree geografiche (sul sito internet della Provincia di Bari www.provincia.ba.it è presente l’elenco completo degli istituti scolastici sui quali verranno installati gli impianti fotovoltaici).
Prende, dunque, il via, il progetto “Impariamo dal sole” il programma di investimento sul fotovoltaico promosso dalla Provincia di Bari per un costo complessivo di circa 25 milioni di euro e che avverrà attraverso il cosiddetto “leasing in costruendo” previsto nel nuovo Codice degli Appalti Pubblici e che prevede nuove forme di investimenti fra pubblico e privato.
Con il progetto “Impariamo dal sole” la Provincia di Bari intende avviare un percorso di radicale mutamento del proprio modello di produzione e di consumo dell’energia con tutti i vantaggi che derivano dall’uso del fotovoltaico.
Le finalità del programma sono molteplici: dalla copertura del fabbisogno di energia elettrica degli edifici scolastici, con conseguente contenimento della spesa energetica, alla riduzione di emissioni inquinanti prodotti da combustibili fossili.
“Tale progetto – afferma il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli – è l’esempio concreto di una nuova politica energetica ed ambientale che la Provincia di Bari intende promuovere. Ci stiamo dirigendo verso una nuova era in cui le fonti di energia rinnovabili rappresentano l’unica via di salvezza per la tutela dell’ambiente e, quindi, della salute di ogni cittadino; una strada che indentiamo percorrere fino in fondo. La nostra terra – conclude il Presidente della Provincia - anche in virtù della sua posizione geografica proiettata verso il Mediterraneo, si candida a diventare sito di eccellenza per lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.

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Fotovoltaico: Nasce la jv T.E.R.N.I. SolarEnergy per la costruzione e gestione di 7 centrali in Umbria

TerniEnergia, tra i principali system integrator in Italia nel settore fotovoltaico, e EDF EN Italia, la Società del gruppo EDF Energies Nouvelles dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro Paese, hanno siglato tramite la joint venture paritetica T.E.R.N.I. SolarEnergy un accordo con Centrobanca, la Corporate e Investment Bank del Gruppo Ubi Banca, e MPS Capital Services Banca per le Imprese, Corporate Bank del Gruppo Montepaschi, quali mandated lead arranger per un finanziamento in project financing finalizzato alla costruzione, gestione e manutenzione di un portafoglio di sette centrali elettriche fotovoltaiche. Tali centrali sono già connesse alla rete elettrica ed in esercizio. L’importo complessivamente finanziato è pari a € 24 milioni, destinati in particolare al rifinanziamento della costruzione e al supporto per la fase di gestione.
Questi impianti, di potenza pari a ca. 6 MW, sono situati in Umbria (impianti integrati su tettoie) e in Puglia (impianti fissi a terra), forniti con formula “chiavi in mano” e gestiti da TerniEnergia.
T.E.R.N.I. SolarEnergy si posiziona tra i principali produttori italiani di energia da fonte rinnovabile fotovoltaica. TerniEnergia punta in particolare a rafforzare l’attivita’ di produzione di energia da fonte solare, svolta tramite le joint-venture controllate pariteticamente con EDF EN Italia. Recentemente è stata costituita una terza joint venture (oltre a T.E.R.N.I. SolarEnergy ed Energia Alternativa) tra le due Società, dal nome Energie Srl. La partenza della terza iniziativa comune consolida ulteriormente l’alleanza tra le aziende, che sono già partner da tempo.

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Greenpeace aiuta la Capitaneria a bloccare la pesca illegale delle spadare

La nave ammiraglia di Greenpeace si trova nella zona del canale di Sicilia, incrocia il peschereccio Federica II 7PA1860, proveniente da Porticello, vicino Palermo. La barca è sospetta, gli ambientalisti osservano le reti, controllano sul registro on-line dei pescherecci dell’Unione Europea e scoprono che l’imbarcazione ha solo la licenza per la pesca a strascico, nonostante siano evidenti anche altri tipi di reti. Decidono quindi di avvicinarsi con i gommoni per controllare da vicino. I sospetti sono fondati, comincia un inseguimento con mare a forza cinque. A questo punto, la Capitaneria di porto, avvisata da Greenpeace, raggiunge il peschereccio scortandolo, assieme alla Rainbow Warrior, nel porto di Pantelleria.
Sulla Federica II sono stati trovati tra 10 e 15 km di rete spadara, completamente illegale, e due ceste di palamiti, attrezzo per cui il peschereccio non ha la licenza. Nella stiva c’erano 16 pesci spada (2 di taglia illegale) e 14 esemplari di tonno rosso, di cui ben otto al di sotto della taglia minima di 30 kg. La guardia costiera ha fermato la nave sequestrando pescato e reti illegali, ora il capitano dovrà rispondere dell’accaduto e di quanto presente a bordo.
“Siamo soddisfatti che la Capitaneria di porto di Pantelleria sia intervenuta tempestivamente, ma com’è possibile che un peschereccio possa aggirarsi per il Mediterraneo con ben due attrezzi da pesca senza licenza, di cui uno completamente illegale?” chiede Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, a bordo della Rainbow Warrior.
Le spadare, anche definite muri della morte, sono vietate da anni dall’ONU e dall’UE per il loro devastante impatto ambientale: uccidono delfini, capodogli e tartarughe. Inoltre, la pesca al tonno rosso, una specie in pericolo, è sottoposta a un rigoroso regime di quote. Ovviamente, la Federica II non ha nessuna quota per questa specie.
La Rainbow Warrior è impegnata in un’attività di monitoraggio nel canale di Sicilia, una delle aree più importanti nel Mediterraneo.
Oltre alla lotta alla pesca pirata, la Rainbow Warrior sta effettuando una serie di sopralluoghi, con immersioni e monitoraggi con una telecamera filoguidata nei fondali del canale di Sicilia.

Questo è il nostro mare – continua Giannì - è ora di finirla con la pesca pirata e di salvaguardarlo con una rete di riserve marine, anche in alto mare: e il canale di Sicilia deve essere protetto!
Greenpeace ha proposto una rete di riserve marine che copra il 40 per cento dei mari, per proteggere questo delicato ecosistema dagli impatti del cambiamento climatico, dell’inquinamento e della pesca eccessiva e distruttiva.

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27 luglio 2009

Enea presenta il nuovo rapporto Energia ed Ambiente 2008

ENEA presenterà domani a Roma in Via giulio romano 41 il rapporto Energia ed Ambiente 2008: le questioni dell’energia, dell’ambiente e del cambiamento climatico hanno acquisito nuovi caratteri nel quadro dell’attuale crisi economica. 'La constatazione che la depressione dell’attività economica rende meno pressanti i vincoli legati all’uso delle risorse energetiche e al loro impatto ambientale si accompagna agli interrogativi sulle azioni più opportune per mitigare gli effetti della crisi e avviare un percorso per superarla' fa sapere l'ente in una nota di presentazione dell'evento.
Secondo l'Enea quindi le tecnologie dell’energia sono, a questo riguardo, un punto di riferimento in un mondo in cui l'innovazione assume un ruolo sempre maggiore nella creazione di benessere. La sostenibilità dello sviluppo associa all’esigenza della salvaguardia del pianeta l’obbiettivo della crescita. Ma come rispondere alla sfida di una domanda sempre crescente di energia?
'L’efficienza negli usi finali dell’energia, nel residenziale, nei trasporti e nell’industria, è forse la risposta più efficace, insieme ad un buon mix energetico' continua la nota. Occorre diminuire quindi, secondo l'ente, la nostra dipendenza dell’estero, differenziare le fonti attraverso nucleare e rinnovabili, aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti e per tutto ciò il mix delle fonti è decisivo, ma per diminuire i costi, introdurre innovazione, abbassare i consumi e le emissioni, l’efficienza energetica è lo strumento decisamente più importante.

'Si è fatta strada l’idea che la concentrazione degli sforzi di investimento nelle tecnologie mirate ad un uso più razionale dell’energia e allo sfruttamento di fonti rinnovabili potrebbe funzionare da volano per la ripresa economica. La possibilità di dare attuazione concreta ad una uscita dalla crisi attraverso una sorta di “green new deal” risulta, tuttavia, cosa ben più complessa, ed è in questa prospettiva che il dibattito si è andato sviluppando. La struttura dell’offerta e della domanda di energia, e il modo in cui il loro rapporto è capace di influenzare gli scenari delle emissioni, costituiscono un primo rilevante punto di attenzione. Le risposte che la ricerca può offrire alla correzione dei maggiori squilibri del sistema energetico - conclude il comunicato Enea - determinano in maniera decisiva il percorso di sviluppo e diffusione delle tecnologie energetiche'.

Scarica il programma dell'evento

Scheda di registrazione

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ANEV organizza il corso per diventare manager dell'eolico: Energia per le Idee


A due mesi dall'apertura del Corso di Formazione sull'EOLICO organizzato da ANEV insieme a UIL, e che si terrà presso la manifestazione Eolica Expo 2009 a Roma presso la nuova Fiera dal 28 Settembre al 1 Ottobre 2009, l'ANEV segnala di aver predisposto un apposito servizio per i partecipanti volto a facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore eolico.
Il programma è di altissimo livello, l'ampiezza del Corso e delle tematiche approfondite non ha eguali nel panorama formativo e la possibilità di creare dei legami con i manager delle principali aziende del settore da un ulteriore valore all'evento.

Il corso di occuperà nello specifico di tematiche:

giuridico-amministrative: i contratti con i diversi interlocutori (fornitori, clienti, enti locali, proprietari terrieri, ecc) prevedono una particolare complessità e specifica conoscenza, senza escludere i rapporti con le realtà locali, diversamente regolati in Italia;

tecnico-ingegneristiche: l’ingegneria eolica richiede competenze specifiche che sono necessarie dalla costruzione del parco eolico al suo smantellamento;

ambientali-sociali: la tematica dello sviluppo sostenibile si misura con l’impatto ambientale e con una sensibilità sociale non ancora diffusa ovunque;

produttive: la distribuzione di energia pulita richiede la conoscenza delle norme previste dai gestori dell’energia e del mercato dei Certificati Verdi, in continua evoluzione.

La partecipazione a questo corso consentirà ai partecipanti di meglio gestire queste variabili, mettendoli in grado di:
• Raccogliere tutte le informazioni necessarie alla gestione del business

• Acquisire/rafforzare il know how per sviluppare e gestire un’impresa eolica

• Disporre dei contatti del settore con cui costruire una rete di riferimento

• Avvalersi dei migliori esperti in Italia per risolvere i problemi e analizzare casi specifici

• Conoscere il mercato dei Certificati Verdi, il contesto attuale, i rapporti con la Gse (Gestore dei Servizi Elettrici), gli sviluppi del meccanismo di incentivazione.

Inoltre i partecipanti potranno visitare un parco eolico dove una importante azienda metterà a disposizione tecnici qualificati e esperti che accompagneranno in una esperienza operativa i partecipanti.

Il corso ha la finalità di rafforzare le competenze manageriali e tecniche dei partecipanti per gestire imprese dell’eolico e collaborare all’interno di esse. In questo contesto, gli obiettivi del corso sono:
• favorire la creazione di una base comune di conoscenze per la realizzazione di un’impresa eolica
• approfondire le dinamiche connesse con l’ambiente e lo sviluppo sostenibile su scala locale e globale
• conoscere le politiche e la legislazione in materia di ambiente e sviluppo sostenibile, con prioritario riferimento al settore dell’eolico
• conoscere il contesto attuale dei Certificati Verdi e come utilizzarne il meccanismo di incentivazione in Italia
• acquisire le competenze manageriali di base per la gestione e lo sviluppo del business eolico
• creare un gruppo di lavoro che condivida una visione di business e che possa, attraverso una rete di comunicazione e know how, supportarsi a vicenda nello sviluppo dell’impresa.

L'ANEV regalerà una giornata di approfondimento, che sarà tenuta presso Ecomondo nella quale i partecipanti potranno chiedere di approfondire una tematica specifica e creare quella rete di contatti nel settore che possono garantire ulteriori opportunità di crescita.

Scarica qui il PDF informativo del corso

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Roghi Estivi in Sardegna: Legambiente fa la conta dei danni ambientali

Legambiente fa i conti dei danni ambientali prodotti dalla nuova stagione di roghi estivi che è esplosa in Sardegna: “Diecimila ettari di macchia mediterranea divorati dal fuoco: praticamente più del doppio del territorio incendiato in Sardegna in tutto il 2008. Un’immane tragedia non solo per la perdita di vite umane, ma anche a livello ambientale per la grande quantità di territorio distrutto e per il pregio naturalistico dell’area”.

Secondo quanto emerge da Ecosistema Incendi 2009 di Legambiente, la Sardegna è una delle aree più colpite dai roghi in Italia, basta pensare che nell’ultimo anno sono andati in fumo ben 4.128 ettari con 724 roghi. La regione, al quarto posto per il numero di incendi nella classifica nazionale di Legambiente del 2008, è ancora indietro nella realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco, ad oggi aggiornato solo nel 35% dei comuni.
“Nonostante i segnali di miglioramento degli ultimi anni – ha commentato Tiana, presidente di Legambiente Sardegna – c’è ancora la necessità di una maggiore collaborazione tra Regione e amministrazioni locali. La lotta agli incendi boschivi richiede un impegno a 360 gradi da realizzare durante tutto l’anno come prevede pure la legge n. 353 del 2000 in materia di antincendio boschivo, ancora oggi troppo spesso disattesa dalle amministrazioni comunali, che hanno invece in questa battaglia un ruolo fondamentale insostituibile”.
“Il ritardo dei comuni nella realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco, rappresenta un problema grave
– ha aggiunto Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente –. Fermare a monte la possibilità di speculare sul fuoco è un’azione basilare che i sindaci, soprattutto delle zone ogni anno più colpite dalle fiamme, devono mettere in pratica per contribuire a mettere fine a questa ciclica emergenza. E dove le amministrazioni locali risultano inadempienti, sia la Regione a provvedere al catasto con i dati forniti dalla Forestale così che siano imposti i vincoli di legge a quelle aree. Solo così si potrà fermare il business che alimenta questa emergenza, eliminando a monte ogni possibilità di speculare sugli incendi”.

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25 luglio 2009

Parte la Carovana delle Alpi: il check up di Legambiente all'ambiente alpino

Parte la VIII edizione della Carovana delle Alpi, la campagna di Legambiente che ogni anno effettua il “check up” dell'ambiente alpino. Anche quest'anno Legambiente percorrerà le Alpi per denunciare le aggressioni al delicato equilibrio degli ecosistemi montani, ma anche alla ricerca di quanti sviluppano impegno e progetti di tutela e salvaguardia della più grande catena montuosa d'Europa. Nel territorio alpino italiano vivono oltre 4 milioni di abitanti, in un ambiente costellato da migliaia di centri abitati, molti dei quali saranno 'tappe' di appuntamenti della Carovana delle Alpi, appuntamenti ed occasioni di incontro per sollecitare i cittadini e i turisti, ma anche le forze economiche e le istituzioni a rendersi protagoniste della sfida della qualità ambientale. Ma per l'ottava volta la campagna si avvia denunciando il grave ritardo dell'Italia nell'attuazione della Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, il trattato che in tutti i Paesi confinanti è già nella fase di attuazione e di cui invece il nostro Parlamento, a dieci anni dalla approvazione della legge 403/1999, non ha ancora provveduto alla ratifica dei Protocolli. Segnali positivi arrivano dal Senato, dove il relativo progetto di legge è stato approvato nei mesi scorsi, la speranza è che il provvedimento veda finalmente la luce, consentendo al nostro Paese di sedersi, con pari dignità, al tavolo degli Stati Alpini che si sono impegnati a fare di questo sistema montuoso una regione europea dell'eccellenza ambientale.

'La storia recente delle Alpi è storia di spopolamento delle valli e di perdita dei presìdi chiamati alla gestione e alla sicurezza di un territorio fragile – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – la fase economica che si aprirà dopo la crisi potrebbe agganciare la sfida della Green Economy: se ciò accadrà, su questo percorso la montagna avrà molte carte da giocare grazie alle sue risorse naturali. Quella che oggi è una Italia Minore può trasformarsi in un territorio naturalmente competitivo, che attrae investimenti ed esporta il proprio patrimonio di cultura e identità: ma la politica è chiamata a scelte e orientamenti chiari se davvero vuol far uscire la montagna dalla sua marginalità'.

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24 luglio 2009

Il Ministro Prestigiacomo 'contro tutti' minaccia le dimissioni

Non rimango a fare tappezzeria” ha minacciato la Prestigiacomo riguardo all'articolo 4 del decreto anticrisi che rimuove i compiti del Ministero dell'Ambiente sulle decisioni di valutazioni per le centrali nucleari da installare in Italia.
'Sono incredula, vivo quello che e' successo come una prepotenza e un'arroganza. C'e' la chiara volonta' di violare e spostare i centri decisionali. Penso che sia un attacco politico. Non condivido questo metodo. Vorrei capire il perche' di queste scelte' ha dichiarato il Ministro in un intervista al Corriere della Sera.
'In mia assenza, - continua la Prestigiacomo - mentre ero all’estero a rappresentare gli interessi del Paese, sono state azzerate parti significative delle competenze fondamentali del mi­nistero dell’Ambiente, quelle che ri­guardano le autorizzazioni'.
'Il dato è che vengono bypassati meccanismi di controllo su argomenti delicatissimi come quelli sull’ambien­te, la sicurezza e la salute dei cittadini. Se questa norma passerà tre ministeri, fra i quali non il mio, proporranno i commissari straordinari per le reti elet­triche e gli impianti di produzione di energia'.
'Siccome credo di essere stata effi­ciente,- conclude il Ministro - sinceramente sono rimasta ama­reggiata. Il provvedimento dev’essere modificato o stralciato. Posso anche ca­pire che si nominino dei commissari straordinari, quando sono necessari. Ma in questo caso non ha senso. Confi­do che Silvio Berlusconi saprà risolve­re il problema, come sempre'.

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Rinnovabili: APER fotografa lo sviluppo delle bioenergie in Italia

Si terrà giovedì 24 settembre 2009 presso l'Hotel Antares Concorde di Milano il corso di formazione dedicato alle bioenergie organizzato dall'APER. In questa occasione sarà presentato in anteprima lo studio, condotto da APER, sulla diffusione degli impianti a biomassa presenti sul territorio nazionale.
In particolare, lo studio offre una fotografia del reale sviluppo degli impianti a biomassa in Italia, realizzata attraverso la raccolta di dati forniti dagli Associati APER, informazioni dalla letteratura disponibile e contributi da altri operatori di mercato (produttori di energia, altre associazioni, enti locali, soggetti istituzionali ecc.). A differenza di altre fonti infatti, le bioenergie sono da sempre caratterizzate dall'assenza di dati strutturati sulla loro concreta diffusione. Complici le caratteristiche intrinseche di questa fonte e l'assenza di soggetti preposti alla raccolta e monitoraggio delle informazioni per questo settore, se non per categorie di dati aggregate o per aree territoriali limitate.
Ampio spazio sarà inoltre dedicato agli aggiornamenti normativi che hanno caratterizzato il settore delle bioenergie durante l'ultimo anno, nonché agli aspetti prettamente economici come ad es. le opportunità di fund raising, le tipologie di finanziamento offerte dalle banche (leasing e project financing), fino alla valorizzazione dell'energia e ai sistemi di incentivazione.

Info: http://www.aper.it

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Accordo Autogrill e Conai sui rifiuti: 'Destinazione Ambiente'

Autogrill e Conai si accordano sulla raccolta differenziata di rifiuti sulle autostrade. La gestione dei rifiuti lungo le infrastrutture della mobilità è un tema ancora inesplorato: dalla quantità di rifiuti prodotti alla loro tipologia, fino alle peculiarità di gestione.
Conai ed Autogrill hanno lanciato un progetto pilota per attuare la raccolta differenziata in autostrada e sensibilizzare il consumatore in viaggio sulla possibilità di trasformare i rifiuti in nuove risorse. Per questo Autogrill che sta ripensando i suoi punti vendita in un’ottica ecosostenibile.
Ogni anno nelle 420 aree di ristoro presenti nelle autostrade italiane sono prodotte circa 45.000 tonnellate di rifiuti. Secondo uno studio realizzato da Conai, il 45% è costituito da organico (residui di cibo e bevande), quasi il 40% da vari materiali (acciaio, alluminio, carta e cartone, plastica, legno e vetro) e il 15% da altri rifiuti; mediamente un quarto del totale è costituito da imballaggi. Nel centro-sud risulta più elevata la frazione organica, mentre nel nord aumentano carta e cartone.
Il progetto pilota lanciato ieri in un convengo si chiama 'Destinazione Ambiente': l'iniziativa si rivolge potenzialmente a 300 milioni di persone che ogni anno sostano nelle aree di ristoro delle autostrade italiane (di cui 200 milioni nelle aree gestite da Autogrill). La fase iniziale, condotta in collaborazione anche con Waste Italia, il Gruppo Hera e ID&A, interesserà cinque aree di sosta pilota in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per poi essere progressivamente estesa a tutti i punti vendita Autogrill distribuiti sulla rete autostradale italiane.
Sabato 25 e domenica 26 luglio, presso le cinque aree di servizio interessate dall'iniziativa – Brianza Sud (MI), Villarboit Sud (NO), Limenella Ovest/Nord (PD), Limenella Est/Sud (PD) e Mensa (RA) – verranno organizzate due giornate dimostrative in postazioni CONAI allestite ad hoc e finalizzate a sensibilizzare il consumatore sulle modalità con cui effettuare la raccolta differenziata trasformando i rifiuti in nuove risorse.
Una volta a regime, 20/25.000 tonnellate di rifiuti annui potrebbero essere sottratte alla raccolta indifferenziata e avviate al riciclo producendo, ad esempio, 250.000 caffettiere dal riciclo delle lattine in alluminio, 2.500.000 felpe in pile dal riciclo delle plastiche e ben 9.500.000 di bottiglie dal riciclo degli imballaggi in vetro. Inoltre, riciclando i rifiuti di imballaggio, le emissioni di CO2 si ridurrebbero di oltre 12.000 tonnellate annue.

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Greenpeace convince Nike e Geox a proteggere l'Amazzonia e le sue risorse

Greenpeace festeggia oggi una doppia vittoria della campagna “Deforestazione Zero”, Nike, infatti, annuncia le nuove linee guida per una politica di acquisti della pelle che non faccia male al clima e all’Amazzonia. Allo stesso tempo, in una lettera inviata oggi a Greenpeace, Geox si impegna a “garantire che il pellame acquistato per le proprie calzature non provenga dalla distruzione del bioma amazzonico”.
Meno di due mesi fa Greenpeace lanciava l’inchiesta “Amazzonia che Macello”, pubblicata dopo tre anni di ricerca e indagini condotte sotto copertura. Qui si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. In tutto questo erano e sono coinvolti marchi globali tra cui anche Adidas, Timberland e Reebok.
Lavorando direttamente con Greenpeace, negli Stati Uniti e in Italia, Nike ha messo a punto una nuova politica di approvvigionamento che obbliga i propri fornitori a certificare in maniera formale che la pelle bovina venduta a Nike non provenga dal bioma amazzonico mentre Geox si è impegnata “ad attivare strumenti contrattuali di verifica volti ad evitare in maniera assoluta di favorire – anche solo indirettamente – il fenomeno denunciato da Greenpeace”.
“Siamo molto soddisfatti dell’impegno assunto da Geox e Nike– commenta Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia - che dimostra come anche le altre grandi multinazionali, che producono e vendono scarpe sportive in tutto il mondo, possono e devono agire immediatamente. Se ora anche Timberland, Adidas o Reebok si assumeranno la responsabilità degli effetti che le proprie politiche di acquisto producono, avremo fatto qualcosa di concreto per combattere la deforestazione e il cambiamento climatico”.
Gli allevamenti e i macelli, che si trovano in Amazzonia, spediscono le pelli bovine ad altre aziende trasformatrici fuori dalla regione prima di esportarle. La mancanza di un efficace sistema di tracciabilità, in questa fase, è il vero anello debole della catena. Infatti i prodotti (carne e pelle) che passano attraverso questo iter potrebbero essere riciclati e rivenduti ad aziende come Geox e Nike e finire ai piedi di consumatori inconsapevoli.
“Per questo motivo Greenpeace chiede a tutte le multinazionali, del settore di carne e pelle, di interrompere gli acquisti dall’intero bioma amazzonico fino a quando non saranno disponibili dei sistemi di tracciabilità tali da garantire che nessuno dei propri prodotti provenga dalla deforestazione dell’ultimo grande polmone del nostro Pianeta. Geox e Nike lo hanno appena fatto. Continueremo a fare pressione sugli altri grandi marchi” conclude Campione.
"Ogni otto secondi - conclude Greenpeace in una nota - un ettaro di foresta amazzonica viene distrutto a causa dell’espansione dell’allevamento bovino, il principale motore della deforestazione al mondo e, per questo motivo, la principale causa di emissioni di CO2 in Brasile. Fermare la deforestazione è vitale per salvare il clima. E’ necessario che cittadini, industria e governi esigano un vero ed efficace accordo sul clima al Summit della Nazione Unite che si terrà nel Dicembre del 2009 a Copenhagen. Soltanto un patto che includa misure reali per fermare la deforestazione a livello globale entro il 2020 potrà mitigare gli effetti del cambiamento climatico".

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23 luglio 2009

Rinnovabili: Regione Toscana finanzia pubblici e privati con 29,2 milioni di euro

Il POR - CReO finanzia i progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico, la cogenerazione e il teleriscamento. Fino al 2010 il programma mette a disposizione delle imprese, degli enti locali e degli altri soggetti pubblici 29,2 milioni di euro. Il POR - CReO, Programma Operativo Regionale - obiettivo 'Competitività Regionale e Occupazione', è uno dei più importanti programmi europei attraverso il quale la Regione Toscana sostiene i progetti di investimento delle imprese e degli enti pubblici.

Il nuovo bando promuove la produzione e l’utilizzo di energia da fonti energetiche rinnovabili nonché l’efficienza energetica con lo scopo di concorrere al raggiungimento degli obiettivi del Consiglio Europeo di primavera del 2007 in tema di riduzione di gas ad effetto serra.
Il bando è rivolto a tutte le imprese, micro, piccole, medie e grandi; ai consorzi o società consortili, anche cooperative; agli Enti locali territoriali quali Comuni, Province e Comunità montane o loro associazioni e Aziende Sanitarie Locali (ASL) nell’ambito di investimenti strettamente connessi alla tutela ambientale.

Consulta il Bando 'Aiuti agli investimenti in materia di fonti di energia rinnovabili, risparmio energetico, cogenerazione e teleriscaldamento':
Linea d'intervento 3.1
Linea d'intervento 3.2

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Rinnovabili: Enel Green Power entra in Aper

L'Associazione dei Produttori di Energia Rinnovabili - Aper ha annunciato di aver approvato la domanda di associazione presentata da ENEL Green Power che è quindi a tutti gli effetti divenuta associata.
L’adesione di ENEL Green Power ad APER - fa sapere Longo - è un evento che merita alcune considerazioni non solo perché d’un sol colpo raddoppia la potenza rinnovabile installata dai nostri associati portandola da 3.500 MW a oltre 6.200 MW e porta APER a rappresentare la quasi totalità dei produttori italiani da rinnovabili'.
Questa adesione - continua Longo - 'rappresenta senza false modestie il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni per difendere e promuovere gli interessi della categoria con impegno, determinazione ed onestà culturale, cercando di evitare nelle tante occasioni di confronto e anche scontro con le Amministrazioni la faziosità e l’inutile polemica'.
'Sono convinto - conclude il Presidente Aper - che l’ingresso di ENEL Green Power in APER non rappresenti per l’Associazione un momento di cambiamento, piuttosto un rafforzamento della nostra rappresentatività nei confronti delle istituzioni ed una occasione di crescita delle nostre capacità operative, a conferma dei principi che hanno guidato le nostre attività sino ad ora'.

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