20 giugno 2009

Colate di cemento e Sardegna: Legambiente vince a Carloforte

Il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri accoglie favorevolmente la sentenza del Tar Sardegna che ha accolto la richiesta d'annullamento del Puc di Carloforte presentata da Legambiente: 'Quel piano avrebbe danneggiato gravemente gli interessi paesistici e ambientali di Carloforte concedendo un’eccessiva potenzialità costruttiva specialmente nelle zone residenziali e periferiche. Siamo soddisfatti dunque che il Tar abbia accolto le nostre richieste. La vocazione dell’isola di San Pietro non è fatta di colate di cemento, il suo futuro dovrebbe parlare invece di salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio che sappia coniugare turismo e sostenibilità”.

Approvato nel 2004 il Puc dell'isola di San Pietro era stato elaborato speditamente per dare alla cittadina tabarchina uno strumento urbanistico che non aveva mai avuto. La contrarietà di Legambiente e anche di alcuni politici comunali a certe scelte non si fece attendere. In particolare Legambiente ha contestato il complessivo aumento delle cubature edificabili pari ad un milione e 903 mila metri cubi (in pratica veniva proposto il raddoppio delle volumetrie di tutti gli edifici esistenti), in parte ricadenti su aree umide come le saline, che avrebbero anche stravolto l’assetto storico- urbanistico di Carloforte, e la cementificazione di aree di grande interesse che gli studi preparatori del Piano territoriale paesistico (Ptp 14), viceversa, classificavano come “meritevoli di un vincolo di assoluta immodificabilità”. Dopo il rigetto, nella sentenza di ottobre, della previsione di una nuova zona artigianale-industriale nell’ex zona umida dei Pescetti (da sempre non edificata), il Tar ha considerato “fondate le censure proposte con i motivi indicati, investendo il Puc nel suo complesso”, da cui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento in toto del Puc.

Tutti Sostenibili


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