30 giugno 2009

Energia: Francia costretta a comprare energia nonostate il nucleare

Nonostante la decantata efficienza delle sue centrali nucleari, la Francia con l’arrivo dell’estate potrebbe essere costretta a importare energia elettrica. Molto dipenderà dai picchi di caldo. Più alte saranno le temperature più elettricità sarà necessaria importare dall’estero.
RTE, gestore della rete elettrica francese, ha annunciato nei giorni scorsi che le importazioni a metà luglio potrebbero raggiungere addirittura 8mila MW in caso di temperature molto superiori alla media stagionale. In caso di temperature normali, scrive Rte, il livello dell’import a metà luglio dovrebbe invece attestarsi intorno a 500 MW.
Ciò a causa di una diminuzione della disponibilità di capacità da parte di Edf di 5mila-6mila MW, pari a 5 o 6 reattori nucleari, dovuta a ritardi nei lavori di manutenzione. Edf sostiene che tali ritardi siano dovuti a una serie di scioperi che vanno avanti da aprile.
Tuttavia, il tasso di disponibilità delle centrali nucleari francesi è diminuito nel corso degli anni, calando al 79,2 per cento a fine 2008.

(fonte: zeroemission.tv)
Leggi tutto...

La UE lancia 'Click a Tree': il contest ecologico di sensibilizzazione

La Commussione Europea ha lanciato una nuova iniziativa a favore dell'ambiente: un contest ecologico chiamato Click a Tree. Si tratta della campagna di sensibilizzazione lanciata oggi a livello UE per chiedere ai giovani europei di partecipare attivamente alla lotta contro i cambiamenti climatici con un’azione semplice, quella, per l’appunto, di mettere a dimora un albero. L’iniziativa è aperta a tutti, ma, specifica la Commissione, i primi 5.000 iscritti tra i 15 e 29 anni provenienti da Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Francia Ungheria, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito riceveranno gratuitamente a casa una piantina di Euonymus europeus da interrare.
Per partecipare al concorso basta scattare una foto della propria “piantumazione” da caricare sul sito della campagna entro il 15 novembre 2009, dove tutti gli iscritti potranno votare la favorita. I dieci che otterranno più consensi si aggiudicheranno un soggiorno in un campo di apprendimento ambientale. E per tutti gli altri la consapevolezza di aver fatto del bene alla Terra e a se stessi.
All'interno dello spazio web dell'iniziativa si possono trovare molte altre informazioni relative all'importanza delle piante: circa nove miliardi di tonnellate di CO2 sono assorbite dalle piante, ogni anno, ma quasi due miliardi di tonnellate sono reimmesse nell’atmosfera attraverso la deforestazione.

Tutti Sostenibile
Leggi tutto...

Greenpeace: il Mediterraneo, un mare d'inferno

Greenpeace lancia oggi il rapporto “Un Mare d’Inferno – il Mediterraneo e il cambiamento climatico”, che conferma che anni di ricerche scientifiche ormai dimostrano in modo inequivocabile che anche il Mediterraneo sta cambiando, Alto Adriatico, mari del sud Italia (Sicilia, Puglia e Calabria), e Alto Tirreno (soprattutto Arcipelago Toscano e mar Ligure) registrano già gravi danni a causa del cambiamento climatico.
Il rapporto è una rassegna di alcuni esempi eclatanti, e di certo non è esaustivo dell’enorme mole di dati scientifici noti. Con una bibliografia di quasi trenta pubblicazioni scientifiche, lo scopo del rapporto è di mettere a disposizione di tutti, con un linguaggio semplice e franco, le “prove” di un fatto ormai ben noto agli scienziati: il cambiamento climatico è già tra noi.
“Non è più questione di ‘se’ o di ‘ma’. Ormai siamo dentro il cambiamento climatico e dobbiamo intervenire con urgenza per arrestare una deriva che rischia di essere incontrollata e irreversibile- spiega Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. -Occorre immediatamente ridurre, e poi azzerare, le emissioni di gas serra e, nel frattempo, irrobustire i nostri ecosistemi, compreso il mare, per evitarne il collasso”.
Il rapporto evidenzia come il cambiamento climatico non agisce in isolamento, ma insieme a troppi altri fattori di degrado quali l’inquinamento, la distruzione delle coste e la pesca eccessiva e distruttiva. E’ necessario gestire meglio le attività umane che operano sul mare e uno degli strumenti più utili in tal senso sono le riserve marine.
“Dobbiamo mettere al sicuro grandi aree di mare per garantire il funzionamento di questo ecosistema- aggiunge Giannì. -Un mare in salute potrà resistere meglio allo stress imposto dal riscaldamento globale, mentre un mare malato non ce la farà. E noi con lui!”.
Greenpeace ha presentato una proposta per una rete di Riserve Marine che copra il 40% del Mediterraneo, lungo le coste e in altura per proteggere specie ed habitat costieri e marini che siano più sensibili al cambiamento climatico. La realizzazione di questa rete, al 2012, è stata decisa dalla Convenzione di Barcellona (il principale Accordo Internazionale per la protezione del Mediterraneo) con la Dichiarazione di Almeria, adottata nel gennaio 2008.
Link rapporto “Un Mare d’Inferno – il Mediterraneo e il cambiamento climatico”
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/mediterraneo-clima

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

29 giugno 2009

Usa: passa la legge ecologista contro le lobby

La battaglia di Obama sul terreno del clima e e della politica energetica è appena iniziata. E sarà dura, in un paese fin’ora governato da un etablishment sordo e cieco nei confronti di queste problematiche. Anzi, pesantemente condizionato e finanziato dalle lobby più potenti in assoluto al mondo, quella dei petrolieri, del carbone.

Obama sa di non poter risolvere la questione dando una spallata a tutto e mettere in pratica tutto e subito quello che ha promesso nella campagna elettorale.
Per stare con i piedi ben saldi in terra dobbiamo ricordare che la legge approvata qualche giorno fa dalla Camera è stata approvata solo per sette voti (219 contro 212)Con un margine di 219-212, i legislatori hanno votato per la prima volta nella storia degli Stati Uniti per limitare il calore di cattura delle emissioni di carbonio e di spostare l’economia degli Stati Uniti di energia pulitaQuanto al «cap and trade», il di sincentivo della tassazione delle emissioni non si applicherà per molti anni all’industria del carbo ne. Anzi, in una prima fase la co­struzione di nuove centrali sarà ad dirittura agevolata.Egli ha riconosciuto che gli obiettivi iniziali di riduzione delle emissioni di calore dei gas di cattura fissati dalla Casa di legge sono stati piuttosto modesti e probabilmente non soddisfano i governi di molti altri paesi o gruppi ambientali, il rapporto ha detto.
Ma lui ha detto di sperare di costruire su questi primi obiettivi di modellare una più robusta programma in futuro, come parte della sua amministrazione? S sforzi per spostare la nazione da un’economia basata sui combustibili fossili verso uno costruito su fonti di energia rinnovabili

CORSERA:Adesso è la volta dell’ambiente, un punto-chiave del program ma di Obama. La distanza tra le promesse elet torali e le dure necessità economi che e della politica cresce giorno dopo giorno. Durante la campa gna, il leader democratico si era im pegnato a difendere le foreste dai progetti di sfruttamento economi co di Bush ma, a cinque mesi dal suo insediamento, gli avvocati di Obama hanno assunto la stessa po sizione di quelli del suo predeces sore repubblicano nella battaglia per la protezione dei «polmoni ver di » in corso davanti alla Corte d’Appello.

WWF USA Il cambiamento climatico è un problema globale che richiede una soluzione globale – ha dichiarato Moss – Le famiglie americane non saranno protette dagli impatti del cambiamento climatico se non si ridurranno le emissioni in tutto il mondo. Se vogliamo che altri Paesi si mettano maggiormente in gioco a Copenhagen, dobbiamo dimostrare che gli Stati Uniti sono finalmente pronti ad agire. Avviare una forte legge sul clima è l’azione più concreta che l’America possa fare per negoziare impegni più forti anche dagli altri Paesi.”

AL GORE, Era atteso a Washington per festeggiare la vittoria dei pro-Kyoto, alla fine ha preferito restarsene a casa.

fonte: rinnovabili.it

Leggi tutto...

Greenpeace costruisce un impianto fotovoltaico per l'Abruzzo

Si è inaugurato nei giorni scorsi un impianto fotovoltaico da 5,2 kW realizzato in circa un mese da Greenpeace Italia a Pizzoli, comune terremotato dell’aquilano; l'associazione ha presentato durantel'inaugurazione le diverse attività di diffusione dell’energia solare nelle zone colpite dal sisma.
“E’ un piccolo gesto di solidarietà, finanziato con le nostre risorse e realizzato in tempi rapidi, per fare qualcosa di positivo e per lanciare un messaggio a favore di una ricostruzione rapida e sostenibile - spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace - Abbiamo trovato nell’amministrazione di Pizzoli un soggetto già attento alla questione ambientale con cui continueremo a collaborare per contribuire a una ricostruzione verde”.
Il sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio, ha aggiunto che “l’amministrazione comunale aveva già puntato sul solare fotovoltaico con un progetto di solarizzazione della scuola elementare e ha accolto subito con favore la proposta di Greenpeace. Noi speriamo che la ricostruzione sia rapida ma anche occasione per la diffusione di tecnologie ecosostenibili”.
Il prof Vincenzo Naso, direttore del Cirps, il Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile, di cui fa parte anche l’Università de l’Aquila, ha illustrato le altre attività sul solare.
“Oltre a collaborare con Greenpeace nella progettazione del fotovoltaico, abbiamo promosso interventi di solarizzazione per la produzione di acqua calda in alcune delle tendopoli e coinvolto una decina di comuni della zona – spiega Vincenzo Naso - parte dei pannelli solari termici sono stati prodotti dai corsi di formazione effettuati dai detenuti nell’ambito di un programma sostenuto dai ministeri dell’Ambiente e della Giustizia”.
All’inaugurazione ha partecipato il Prof. Roberto Carapellucci in rappresentanza della Facoltà di Ingegneria de l’Aquila.
Per occasione si è tenuta anche una lezione sul solare organizzata da Greenpeace, Cirps e “Ingegneria Senza Frontiere” associazione coinvolta in queste attività di promozione dell’energia solare.

Dati tecnici dell’impianto:

Impianto fotovoltaico da 5,2 kW, costituito da 2 stringhe una da 10 (sotto) e una da 20 pannelli;nelle condizioni de l'Aquila produce circa 5300 kWh, non emettendo oltre 3.2 tonnellate di CO2 l'anno rispetto alla produzione nazionale. Il conto energia e lo scambio di elettricità valgono oltre 2500 euro/anno.
I collettori termici servono la scuola materna presso lo stesso campo. Sono stati realizzati dai detenuti di Rebibbia nel progetto coordinato dal Cirps installati da Greenpeace e Ingegneria senza frontiere. Forniscono 140 litri di acqua calda al giorno.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

28 giugno 2009

Il Governo Anti-ecologico rinvia il divieto delle buste di plastica

Il governo ha inserito nel nuovo decreto 'Milleproroghe' il rinvio di un anno dell'entrata in vigore del divieto di produzione e commercializzazione dei sacchetti di plastica. “C’è una norma a favore dell’ambiente e che favorisce la competitività dell’industria più innovativa? Berlusconi la cancella o, nel migliore dei casi, ne rinvia l’entrata in vigore” E’ questo il commento di Francesco Ferrante dell’esecutivo nazionale degli Ecodem.
“Quel divieto che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2010 – prosegue Francesco Ferrante, autore dell’emendamento che portò in senato all’approvazione della norma contenuta nella Finanziaria 2007 – fu imposto con tre anni di anticipo proprio per dare il tempo all’industria chimica di riconvertirsi e adeguarsi agli standard più innovativi che la ricerca e proprio l’industria italiana hanno prodotto realizzando sacchetti in plastica biodegradabile provenienti dal mais”.
“il governo però non ha fatto ancora niente, non ha avviato la sperimentazione che avevamo previsto nella stessa norma e non trova di meglio da fare che sospendere l’entrata in vigore del divieto alla vigilia. Per fortuna il mercato e le richieste dei consumatori stanno andando spontaneamente in quella direzione: le industrie innovative godono di sempre maggior successo e aumentano le produzioni di sacchetti ‘ecologici’. Tra industria e agricoltura crescono anche accordi innovativi di filiera per realizzare sul territorio vere e proprie ‘bioraffinerie’, e anche le grandi catene di supermercati si stanno attrezzando per offrire volontariamente ai consumatori alternative alla plastica inquinante”
“Un governo lungimirante – continua Francesco Ferrante – dovrebbe sostenere questi sforzi in modo da contribuire alla difesa dell’ambiente e rafforzare la capacità competitiva del nostro paese senza nascondersi dietro un’inutile e controproducente proroga. Basti pensare che un sacchetto di plastica disperso nell’ambiente impiega oltre 400 anni per distruggersi mentre il nuovo shopper biodegradabile pochi mesi. Nel corso del 2008 in Italia si sono prodotti 300 mila tonnellate di buste in plastica: l’equivalente di 430mila tonnellate di petrolio e si stima che la Co2 emessa in atmosfera derivante da tale produzione sia di circa 200mila tonnellate annue”.
“C’è ancora tempo – conclude l’esponente Ecodem – e per questo rivolgiamo un appello al Ministro delle Attività produttive Scajola per avviare la sperimentazione prevista dalla legge e si ritiri la proposta di proroga”.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

27 giugno 2009

Rinnovabili: Proprogati i termini per la convezione dello scambio sul posto

Il Gestore dei Servizi Elettrici ha fatto sapere che è stato prorogato al 30 settembre 2009 il termine per la presentazione dell’istanza e la stipula della convenzione di Scambio sul posto (deliberazione ARG/elt 74/08 e successive modifiche).
'I soggetti responsabili / operatori elettrici - si legge in una nota - e tutti coloro che fino al 31 dicembre 2008 erano in regime di Scambio sul posto con il proprio gestore di rete e vogliano proseguire con lo Scambio sul posto anche nel 2009, potranno presentare istanza al GSE fino al 30 settembre 2009. La presentazione dell’istanza entro il 30 settembre 2009 consentirà di gestire con continuità la transizione tra il vecchio e il nuovo regime'.

Il GSE comunica la procedura per lo scambio deve compiere per proporre istanza di Scambio sul posto al GSE:
  1. registrazione sul portale del GSE (https://applicazioni.gse.it/);
  2. selezione dell’applicazione web SSP;
  3. compilazione informatica, sull’applicazione web SSP, dell’istanza e della convenzione.

Per informazioni è possibile contattare i seguenti riferimenti:

Numero verde (da telefono fisso): 800.19.99.89, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18.

Numeri da telefono mobile (secondo il proprio piano tariffario): 06.80.11.43.00 – 06.80.11.44.00, con operatori dal lunedì al venerdì dei giorni non festivi dalle ore 9 alle ore 18.

E-mail: scambiosulposto@gse.it

Fax: +39 06.80.11.20.23

Leggi tutto...

26 giugno 2009

Mare Mostrum 2009: Il cemento il nemico numero uno

Legambiente presenta l'edizione del 2009 del rapporto Mare Monstrum, il dossier con i numeri e le storie dell’assalto ai litorali. Il rapporto conferma ancora una volta il cemento il peggiore nemico delle coste italiane, in cima alla lista dei mali del Mare Monstrum. 'Tra villette per le vacanze, grande alberghi a strapiombo sul mare o porti turistici con ristoranti e shopping center sono davvero migliaia i nuovi edifici che ogni estate spuntano lungo le coste italiane. Solo nel 2009 intorno al ciclo del mattone selvaggio si sono registrate esattamente 3.674 infrazioni, sono scattati 1.569 sequestri e 4.697 denunce. Una situazione che non accenna a migliorare perché gli abbattimenti rimangono ancora episodi isolati e sporadici, tali da non riuscire ancora a scoraggiare la piaga dell’abusivismo edilizio' fa sapere l'associazione in una nota.

Ma il mare italiano non soffre solo il mal di cemento, è afflitto anche da tanti altri guai: scarichi illegali, cattiva depurazione, pesca di frodo, infrazioni al codice della navigazione sembrano, infatti, non passare mai di moda. Crescono, quindi, le infrazioni accertate che passano da 14.315 nel 2007 a 14.544 (+1,6), quasi 2 reati a chilometro lungo i 7.400 di costa del Belpaese. Aumentano anche le persone denunciate che da 15.756 arrivano a 16.012 (+1.6%) mentre, parallelamente, diminuiscono i sequestri che da 4.101 scendono a quota 4.049. A guidare la classifica dell’illegalità costiera è la Campania, con 2.776 infrazioni accertate dalle Forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, seguita da Sicilia (2.286), Puglia (1.577) e Calabria (1.435).
'Abbattere diviene la parola d’ordine per vincere la guerra contro il cemento abusivo che devasta le nostre coste e che nelle regioni del sud è diventato, negli ultimi decenni, una vera e propria piaga – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile mare di Legambiente –. Scalfire questa situazione, spesso incentivata proprio dalle amministrazioni comunali compiacenti, in un quadro caratterizzato da assenza di regole, dominio della criminalità organizzata, condoni e sanatorie nazionali diviene difficile senza un vero e proprio scatto di reni degli amministratori locali, a cominciare da quei sindaci che dovrebbero trovare la determinazione e il coraggio per dare il via alle demolizioni. Eliminare concretamente gli ecomostri è infatti l’unico modo per disincentivare nuove illegalità ed è per questo che Legambiente ha deciso di scrivere ad alcuni sindaci, chiedendo ragione della mancate demolizioni. Di fronte a un abuso edilizio conclamato e non sanabile infatti, è dovere del primo cittadino procedere alla demolizione del manufatto, pena la denuncia per omissione d’atti d’ufficio e la segnalazione alla Corte dei Conti per verificare l’eventuale danno erariale'.

Visita la pagina di Legambiente dedicata

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

Emila Romagna e Green Economy: il successo del Piano Energetico Regionale


“La green economy, la nuova industria delle tecnologie, del risparmio energetico, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e delle nuove forme per la produzione elettrica, della eco-edilizia e dell’agro-energia decolla anche in Emilia-Romagna e può rappresentare un nuovo asse di sviluppo, oltre la crisi”.
Così l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli, in un convegno al Cnr di Bologna, ha presentato agli operatori del settore i primi risultati conseguiti in meno di due anni con i programmi del Piano energetico regionale approvato nel 2007. Significativi gli obiettivi realizzati con l’impegno già di 90 milioni di euro previsti dal Piano e con una promozione di iniziative trasversale da parte di tutti gli assessorati regionali interessati.E’ partito davvero, come ha mostrato la relazione sul Piano energetico svolta dal responsabile del servizio Massimo Cenerini e dagli altri dirigenti regionali, una nuova “energica” spinta allo sviluppo di fonti rinnovabili e risparmio energetico. Con i programmi regionali (per 25 MWe) e con il “conto energia” varato dal 2007 a livello nazionale (cioè gli incentivi per la produzione elettrica con fotovoltaico), in regione si è registrata già una partenza record per l’energia fotovoltaica che in poco più di 3 anni arriverà a contare nel 2010 già 65 MWe. Decollati anche eolico (insediamenti già per oltre 40 MWe) e biomasse, con la riconversione di zuccherifici e i piccoli impianti di agro energia nelle imprese agricole (già 100 MWe elettrici complessivamente programmati). Nel 2010 risulteranno quindi già raggiunti e superati tutti gli obiettivi di insediamento di produzione di energia con fonti rinnovabili fissati dal Piano energetico regionale.

Ad oggi è quasi completato anche tutto il grande programma promosso dalla Regione di riconversione del parco di produzione termoelettrica in regione, con l’obiettivo di riequilibrare i consumi elettrici e la produzione regionale.
“Una scelta utile alla sicurezza, alla qualità ed alla economicità degli approvvigionamenti, un’assunzione di responsabilità per gli obiettivi di Kyoto e anche per non far ricadere su altri territori o paesi il peso del controllo delle emissioni relative ai nostri consumi” ha ricordato l’assessore Campagnoli.
La sostituzione di tutti i vecchi impianti ad olii combustibili con quelli a tecnologia avanzata ed alta efficienza (centrali a “ciclo combinato” alimentate a metano), e l’adozione di queste tecnologie per tutti i nuovi impianti, con l’esclusione anche dell’uso del carbone, ha consentito una riduzione del 30% di emissioni (meno 17 milioni negli ultimi 10 anni). Cresce anche l’utilizzo della cogenerazione, decisiva per combinare produzione di calore e di energia elettrica, che secondo il Piano energetico dovrà svilupparsi ora non solo negli impianti di produzione ma negli edifici (micro generazione) e nell’industria (trigenerazione).

Per l’industria sono stati già attivati 2 programmi: quello per l’innovazione energetica delle imprese ha visto realizzato il primo bando, nell’ottobre 2008, che ha messo a disposizione 15,3 milioni di euro per il “Sostegno a progetti innovativi nel campo delle tecnologie energetico-ambientali volti al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili”. Le domande accolte sono state 133 sulle 145 presentate e i progetti presentati genereranno investimenti per quasi 68 milioni di euro. Delle 133 iniziative approvate, 92 (il 69%) sono state presentate da piccole imprese, 41 (33%) da medie imprese. La grande maggioranza degli interventi finanziati riguarda il fotovoltaico (89 interventi), seguono l’efficienza energetica dei processi produttivi (34) e degli edifici (29). Il risparmio di energia stimato all’anno è di 20.737 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e di 48.110 tonnellate di Co2.

Accanto a questo è stato attivato il programma per le aree ecologicamente attrezzate, con il quale Regione e Province hanno selezionato le aree strategiche dove concentrare i nuovi insediamenti industriali per superare l’effetto “sprawl”, cioè la crescita incontrollata delle 1300 aree industriali e artigianali oggi esistenti. Sono 43 le aree che potranno ospitare circa 1500 nuove aziende, che saranno dotate di impianti fotovoltaici (il 70% dei programmi prevede questo tipo di intervento), sistemi di illuminazione pubblica a risparmio energetico (56%), rete di teleriscaldamento/raffrescamento (53%), centrali di cogenerazione/trigenerazione (44%); ma anche opere di protezione idraulica e gestione acque meteoriche/acquedotto industriale, potenziamento della rete fognaria, infrastrutture viarie, area di raccolta/deposito rifiuti, aree verdi. Il programma prevede un investimento regionale e delle risorse del Programma Por-Fesr per 53 milioni di euro.

Attivate anche le due più importanti misure per il risparmio energetico nel settore abitativo che copre il 30% dell’insieme dei consumi energetici regionali. Dal 10 luglio 2008 infatti sono entrati in vigore le norme per i “nuovi standard di consumi energetici nuovi e da ristrutturare”, che prevedono di dimezzare i consumi, e per la certificazione energetica degli edifici, a tutela dei consumatori, realizzata da tecnici accreditati. Ad oggi sono già 7500 i certificati energetici emessi e 1500 i certificatori accreditati e quasi 20 mila i nuovi edifici progettati con le nuove norme. Sono stati poi 32 mila nel 2007 e 2008 i progetti di miglioramento del rendimento energetico negli edifici presentati dai cittadini a valere sulle misure di riduzione fiscale prevista dalle leggi finanziarie approvate nella precedente legislatura, per un ammontare di investimenti per 400 milioni di euro con un abbattimento fiscale del 55%.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Nuova direttiva UE emissioni industriali; Legambiente critica.

La UE ha raggiunto un accordo sulle leggi per la riduzione dell’inquinamento prodotto dalle industrie pesanti quali acciaierie, centrali elettriche e impianti di raffinazione. Tuttavia Legambiente critica la nuova Direttiva sulle emissioni industriali: 'Un compromesso al ribasso – dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell’associazione ambientalista - che, in nome della flessibilità, garantisce enormi deroghe alle autorità nazionali nell’applicazione delle migliori tecniche disponibili negli impianti industriali. In questo caso, però, la flessibilità non fa bene né all’ambiente e alla salute, né alla competitività economica del nostro Paese. E’, anzi, un vero e proprio autogol, che rischia di compromettere nei processi produttivi e nell’abbattimento delle emissioni industriali delle nostre imprese proprio quell’innovazione che ne garantisce il valore aggiunto sui mercati globali'.
Legambiente ricorda che agli inquinanti “classici” che il traffico riversa nelle città, in alcune zone d’Italia si sommano i composti chimici, tossici e in alcuni casi cancerogeni emessi da fonti industriali: diossine e furani, policlorobifenili, mercurio, piombo o cadmio. E sottolinea l’urgenza di interventi migliorativi negli impianti industriali italiani per difendere l’ambiente e la salute dei cittadini che vivono nei pressi dei siti produttivi. Infatti, secondo l’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera di Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel 2006 in Italia l’industria ha emesso il 95% del totale dell’arsenico scaricato in atmosfera da tutte le fonti, il 90% del cromo, l’87% dei Pcb, l’83% del piombo, il 75% del mercurio, il 72% di diossine e furani, il 61% di cadmio. Sono stati emesse in atmosfera 388mila tonnellate circa di ossidi di zolfo (SOx), il 78% delle quali deriva da fonti industriali, soprattutto dalla produzione di energia, mentre il 15% è stato emesso dai trasporti non stradali, prevalentemente marittimi; poco più di 173mila tonnellate di polveri sottili (PM10), emesse per il 28% del totale dalle attività industriali e per il 27% dai trasporti stradali; oltre 1 milione di tonnellate di ossidi di azoto (NOx), il 44% dei quali derivanti dal traffico stradale, mentre il 25% è dovuto all’industria.
'Fortunatamente la partita non è ancora chiusa - aggiunge Ciafani -, la palla passa all’Europarlamento e ci impegneremo affinché il nuovo Parlamento riconfermi la posizione equilibrata e innovativa avanzata in prima lettura a marzo scorso. Le deroghe non devono allargare la maglia della rete dei controlli ambientali e le norme sulle migliori tecniche disponibili devono essere quanto più rigorose nei limiti per garantire la tutela ambientale e della salute dei cittadini'.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

25 giugno 2009

Mobilità Sostenibile: l'Enea lancia l'Autobus che si ricarica alla fermata

Il Presidente dell’ENEA, Prof. Luigi Paganetto, in apertura dell’incontro di presentazione del Programma della manifestazione “H2 Roma 2009”, che si è tenuto nei giorni scorsi presso l’ENEA, alla presenza degli operatori del settore automobilistico e della stampa, ha detto: “L’ENEA prende parte a questo evento per presentare le sue competenze sui sistemi di accumulo elettrico e sulle celle a combustibile, che sono oggi di grande importanza per il settore automobilistico. Le competenze sviluppate da ENEA in questi anni consentono, oggi, di partecipare alla competizione tecnologica che si è aperta in questo settore”.
Profondamente impegnata nel campo della mobilità sostenibile, l'Enea manifesta la sua eccellenza con l'autobus elettrico che si ricarica alle fermate garantendo così l’autonomia necessaria a concludere il suo percorso. Il progetto, ammesso a finanziamento nell’ambito del 'Programma Industria 2015' del ministero dello Sviluppo Economico, potrebbe essere su strada entro tre anni.
È stato progettato da Enea per offrire ai cittadini una modalità alternativa di trasporto pubblico, ecologica e dai costi di realizzazione contenuti. Spiega Luigi Paganetto, presidente dell’Ente: “La principale caratteristica di questo autobus è la capacità di ricaricarsi alle fermate attraverso speciali pensiline cui si aggancia. Ogni 2-3 soste, il mezzo, utilizzando un supercondensatore, accumula l’energia necessaria che gli servirà per viaggiare per altre 2-3 fermate”.


Tutti Sostenibili


Leggi tutto...

Solare Termico in Europa: nel 2008 incremento del 60%

Cresce in Europa il solare termico: il presidente dell’ESTIF (European Solar Thermal Industry Federation, Olivier Drücke) ha affermato che nel 2008 il riscaldamento e il raffrescamento prodotti con il solare termico si sono diffusi in un numero sempre maggiore di paesi. Durante tutto il 2008 si è registrato un aumento del mercato di oltre il 60%, è statainstallata una nuova potenza pari a 3,3 GW termici corrispondente a circa 4,76 milioni di metri quadrati di pannelli solari termici.

La domanda di tecnologie solari termiche è crescita fortemente in Spagna, Italia e Francia, ma il maggiore impulso è venuto soprattutto dal mercato tedesco che ha più raddoppiato (+120%) il suo installato annuale rispetto all’anno precedente, passando da 0,7 GWth a 1,5 GWth (2,1 milioni di m2).
Al primo posto l’Austria
, per quanto riguarda le installazioni pro-capite nell'Europa continentale: 273 kWth ogni 1.000 abitanti. Ma è Cipro il paese che detiene questo primato a livello mondiale, con 623 kWth per 1.000 abitanti a fine 2008.
In Italia nel corso del 2008 il settore è cresciuto del 28% con nuovi 295 MWth installati (421mila m2), ma come in Spagna e in Francia anche nel nostro paese l’uso di questa tecnologia è ancora sotto la media europea. Infatti a fine 2008 erano operativi solo 19 kWth di potenza solare termica (corrispondenti a 27 m2) per ogni 1000 abitanti contro la media dell’Europa di 38 kWth.
Nel 2008 il giro d’affari dei prodotti solari termici ha superato i 3 miliardi di euro e l’industria riesce oggi ad occupare oltre 40mila addetti a tempo pieno.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

Tiziano Ferro a Roma con il Tour sostenibile di ENEL

Arriva a Roma il Tour “Alla mia Età” di Tiziano Ferro, che partecipa insieme a Enel a un progetto a difesa dell’ambiente. Dopo il successo della collaborazione avviata lo scorso anno con Jovanotti, l’azienda elettrica sostiene la tournèe del cantante di Latina che toccherà circa 30 città in tutta Italia.
Enel e Tiziano Ferro pianteranno 2.621 nuovi alberi per compensare le emissioni (circa 1.835 tonnellate di CO2 ) prodotte dai consumi energetici e di carburante legati agli spostamenti dei fans, dello staff e dai consumi di carta necessari per manifesti e biglietti.
Con questo progetto, Enel infatti contribuirà a riforestare un'area complessiva di circa 3,5 ettari, pari a circa 115 campi da tennis o a 30 piscine olimpioniche, oppure a 5 volte la superficie dello stadio Olimpico, confermando in questo modo il suo impegno nella riduzione delle emissioni di CO2. Ogni nuovo albero, in determinate condizioni, genera nella sua vita utile l’assorbimento di 0,5 - 1 tonnellate di CO2.
L’obiettivo è far riflettere sull’emergenza ambientale con concretezza, offrendo un messaggio positivo attraverso l’esempio di un comportamento consapevole nei confronti dell’ambiente anche nella fruizione della musica.
Il progetto di neutralizzazione delle emissioni sarà realizzato da Enel in collaborazione con AzzeroCO2, una società costituita da Legambiente, Ambiente Italia e Kyoto Club che offre a enti pubblici e privati e a singole persone la possibilità di contribuire attivamente a contrastare i cambiamenti climatici.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Greenpeace vince: la Metro diventa amica delle foreste.

Greenpeace ha annunicato la decisione di Metro S.p.A. : l'azienda impegna formalmente a diventare “amica delle foreste”, a meno di tre mesi dal lancio dell’inchiesta di Greenpeace “Anatomia di un crimine” su un carico di legname tagliato illegalmente in Liberia che rischiava di essere utilizzato per la manutenzione della metropolitana di Roma.
Con una lettera inviata a Greenpeace, FSC Italia e al Ministero dell’Ambiente, l’amministratore delegato di Metro S.p.A Antonio Marzia rende noto che negli acquisti lignei (quali traverse ferroviarie e legnami di armamento, mobili ed arredi) la società richieda sistematicamente prodotti certificati FSC (Forest Stewardship Council) e che analoga certificazione FSC sarà richiesta nell’acquisto del 50% della carta per fotocopie (mentre il restante 50% sarà costituito da fibre riciclate post-consumo).
Lo scorso marzo alcuni attivisti avevano srotolato un enorme striscione alla stazione metro del Colosseo a Roma con il messaggio “African forest destruction sponsored by Metro”, mentre al porto di Ravenna un altro gruppo marchiava il legname incriminato e si incatenava ai tronchi, chiedendo l’intervento del Corpo Forestale dello Stato e dell’ente certificatore FSC.
“Siamo soddisfatti per l’impegno assunto da Metro S.p.A. Ora siamo sicuri che la nostra metropolitana non verrà costruita deforestando l'Africa e il Pianeta. - afferma Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia - Questo è un risultato importante per la nostra campagna. Ma non finisce qui. Greenpeace continuerà a fare pressione affinchè l’Italia, che è uno dei porti più importanti per l’ingresso del legno illegale in Europa, assuma un ruolo chiave per proteggere le foreste”

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

24 giugno 2009

Rinnovabili: dieci priorità per lo sviluppo in Italia

Nella giornata di ieri, presso la Sala Guido Carli in via Boncompagni 12 a Roma dalle 9,30 alle 17,00 si è tenuto il primo Convegno promosso dall'Osservatorio sull'Industria delle Rinnovabili, diretto da Andrea Gilardoni dell'Universita' Bocconi, patrocinato dal GSE e che ha come partner strategici UniCredit MedioCredito Centrale, Accenture e Agici Finanza d'Impresa.
Durante il workshop sono emerse le dieci priorità per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia:in primis l'esistenza di una politica energetica nazionale e quindi un Piano energetico nazionale.
Per favorire il contributo delle Regioni sarebbe invece utile “un piano energetico regionale ambientale” con la ripartizione dello sforzo per raggiungere gli obiettivi europei in materia di rinnovabili – con “una chiara ripartizione degli obiettivi tra elettricità,c alore e trasporti” – abbinato a “un sistema di sanzioni in caso di inadempienze, e poteri sostitutivi regionali in caso di provvedimenti ostativi”.
Insieme poi alla necessità di avere un chiaro assetto normativo di settore, ed alla presenza di sistemi di incentivazione e sostegno, vi è anche l'esigenza si una politica che si impegni a favorisca modelli di sviluppo adatti ad ogni settore delle fotin energetiche rinnovabili.
Importante anche il settore tecnologico e della ricerca dove l’Italia risulta indietro: sarebbero utili incentivi volti a sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie a basso impatto ambientale, che riducano i costi di generazione. Tra le tecnologie da incentivare: eolico off-shore, solare e bio-idrogeno creando anche una rete di cooperazione con l’estero, in modo da rendere forte la collaborazione anche tra i centri di ricerca e di sviluppo.
Fondamentale anche lo sviluppo de consenso: L’opinione pubblica è spesso disinformata e, di conseguenza, contraria allo sviluppo delle energie rinnovabili. Migliorare la comunicazione e sensibilizzare il cittadino, potrebbe aiutare nella creazione di un consenso imparziale volto allo sviluppo e alla diffusione delle energie verdi sul territorio grazie anche all’aumento di partership tra imprese elettriche e associazioni ambientaliste.

Tutti Sostenibili


Leggi tutto...

Nucleare: Subsonica in Tour contro l'atomo

I Subsonica aderiscono alla campagna di Legambiente “per il clima e contro il nucleare” ed hanno firmato l'appello per un sistema energetico moderno, pulito, sicuro.
Il tour di quest'anno della band torinese sarà quindi dedicato all'energia pulita ed all'ambiente; per ora sono solo sei le tappe in programma:all’Idroscalo di Milano (24 giugno), Roma (27 giugno), Napoli (15 luglio), Padova (17 luglio), Firenze (22 luglio), Arbatax.
Attraverso l'adesione alla campagna i Subsonica al Governo di cambiare immediatamente politica e impegnarsi per:
- un modello energetico moderno, pulito e sicuro, senza nucleare e nuove centrali a carbone, basato su innovazione, miglioramento dell’efficienza, sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione, che permetta all’Italia di avvicinarsi agli obiettivi di Kyoto per il 2012 e il rispetto della scadenza europea del 2020;

- rendere più efficiente e sostenibile il modo con cui si muovono le persone e le merci;

- percorrere quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo dai paesi europei più avanzati - come Germania e Spagna -, che grazie ad una strategia energetica innovativa stanno realizzando un fortissimo sviluppo delle rinnovabili tale da permettere anche a loro nei prossimi anni l’uscita dal nucleare.

Legambiente accompegnerà le tappe del tour estivo di Subsonica per distribuire materiale informativo, invitare i fan a firmare l'appello contro il nucleare e aderire a Stop the Fever, la campagna dell'associazione del Cigno per uno stile di vita a basse emissioni.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

23 giugno 2009

Fotovoltaico: entro il 2020 sarà un'energia significativa per l'Europa

L’energia solare fotovoltaica è pronta a diventare una fonte significativa e competitiva sul mercato elettrico europeo: questa la conclusione di un ampio studio condotto dall’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica (EPIA) con la società di consulenza di gestione strategica A.T. Kearney.
Lo studio SET For 2020 (www.setfor2020.eu) esplora diverse ipotesi di scenario: in caso
permanessero le condizioni attuali, l’energia fotovoltaica potrebbe soddisfare entro il 2020 tra il 4% e il 6% del fabbisogno elettrico europeo. Assumendo invece condizioni più favorevoli dettate dalle politiche europee, dagli enti regolatori e dal settore dell’energia in generale, l’energia fotovoltaica potrebbe soddisfare entro il 2020 il 12% della domanda di elettricità dell’Unione Europea, contro una situazione attuale di poco inferiore all’1% .
“La generazione di elettricità fotovoltaica sarà competitiva in alcune parti del Sud Europa già a partire dal prossimo anno, nel caso in cui condizioni più favorevoli allo sviluppo del mercato saranno adottate” ha dichiarato il Dr. Winfried Hoffmann, Presidente di EPIA. “Lo studio dimostra che secondo lo scenario del 12%, l’elettricità da fotovoltaico sarà competitiva con le altre fonti di energia in oltre il 75% del mercato elettrico della UE entro il 2020, senza alcuna forma di supporto esterno ai prezzi o sussidi”.
Fornendo una combinazione unica di fatti, numeri e analisi, lo studio dimostra come l’aumento della quota di elettricità fotovoltaica porterà forti benefici alla società europea e alla sua economia. Quella fotovoltaica è la tecnologia che registra la crescita più rapida tra le fonti rinnovabili ed i cui costi diminuiranno più in fretta di quelli di altre fonti energetiche.
“L’Europa oggi deve riconoscere l’importante ruolo che l’energia fotovoltaica può giocare nel raggiungere i suoi obiettivi di sostenibilità energetica, ha dichiarato Adel El Gammal, Segretario Generale di EPIA. “L’industria fotovoltaica è impegnata a fornire una tecnologia sostenibile e competitiva su vasta scala. Per questo chiediamo ai decisori politici, agli enti regolatori e al settore dell’energia di sostenere lo sviluppo fotovoltaico senza ritardi”.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Rifiuti a Palermo: per risolvere termovalorizzatori e discariche

Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo interviene sulla questione rifiuti di Palermo: 'Trasformare il rifiuto in risorsa' afferma il Ministro.
In attesa del termovalorizzatore, ha fatto sapere il Ministro, comincera' una campagna porta a porta per sensibilizzare i cittadini palermitani e portare la raccolta differenziata al 66%.
Il progetto e' stato presentato stamani in prefettura dal ministro Prestigiacomo, dal prefetto Giancarlo Trevisone, dal sindaco Diego Cammarata e dall'assessore regionale con delega alla Protezione Civile, Gaetano Armao. ''La fase iniziale del programma sara' finanziata dal ministero e costera' circa 3,5 milioni di euro - ha spiegato Prestigiacomo - poi saranno il Comune e la Regione a portarlo avanti''.
''E' importante arrivare a buoni livelli di raccolta differenziata, in attesa che sia realizzato il termovalorizzatore di Bellolampo - ha proseguito il ministro - il progetto prevede la sensibilizzazione dei cittadini con una campagna 'porta a porta' eseguita dai volontari di Palermo differenzia, che forniranno anche il materiale utile per la raccolta sia alle famiglie che ai condomini. E' una grande sfida di civilta' che vogliamo iniziare proprio da Palermo''.
Si partirà dal quartiere Politeama e sara' effettivamente operativo da fine ottobre.
E' partita questa mattina la prima parte dei lavori di ampliamento della discarica, finanziati con 2,2 milioni di euro: ''Poi sara' la volta del secondo ampliamento - ha spiegato il ministro - che costera' circa 4,5 milioni di euro e sara' finanziato dalla Regione con fondi Fas. La quinta vasca verra' realizzata successivamente. Il progetto parla di 17 milioni di euro, 6 per il primo stralcio funzionale, ma i fondi sono da reperire''.
'Non posso che essere contento per l'inizio di questi lavori a Bellolampo - ha spiegato il sindaco Cammarata- adesso stiamo avviando un percorso che consenta all'Amia di riscuotere i crediti che vanta anche nei confronti degli altri Ato, che ammontano a circa 95 milioni di euro''. Per colmare il buco dell'Amia l'anno scorso e' stata aumentata la tassa sui rifiuti e in questi giorni le percentuali di riscossione della Tarsu hanno toccato quota 80%.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

22 giugno 2009

Ecomafie: ombre sugli affari dell'Expo 2015

Operazioni Cerberus, Iron, Star Wars: sembrano i nomi di film americani in realtà sono solo alcune delle inchieste sulla criminalità ambientale che hanno coinvolto nell'ultimo anno la Lombardia e hanno portato all'arresto di centinaia di persone che in molti casi risultavano essere affiliate alle mafie. Come ad esempio nel caso dell'operazione Cerberus condotta dalla Guardia di Finanza che ha portato agli arresti di otto persone appartenenti alla storica cosca dei Barbaro-Papalia. Sono 886 le infrazioni accertate contro l'ambiente in Lombardia per il 2008. Nello stesso anno le forze dell'ordine hanno eseguito 307 sequestri e sono state 866 le persone denunciate. Per la Lombardia dunque il 2008 è l’anno della definitiva conferma dell’interesse dell’ecomafia e della criminalità ambientale in questo settore. E' quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2009, edito da Edizioni Ambiente, presentato oggi a Milano da Sergio Cannavò, vicepresidente di Legambiente Lombardia e Lorenzo Frigerio, referente lombardo dell'Associazione Libera. Alla conferenza stampa di presentazione erano inoltre presenti Davide Corbella, Comandante Polizia Giudiziaria del Parco del Ticino e Angela Fioroni, ex Sindaco di Pero. I numeri del Rapporto dipingono uno scenario lombardo a tinte fosche: le illegalità accertate nella gestione dei rifiuti in Lombardia nel 2008 sono state ben 144, con 164 denunce e 57 sequestri. Solo nell'inchiesta “Rewind” che ha visto coinvolto tra gli altri Mario Chiesa, personaggio reso famoso dalle vicende di Tangentopoli, i Carabinieri del Noe hanno scoperto un giro illegale di rifiuti di 2.700 tonnellate. Se si analizzano invece i dati relativi solo alle violazioni dell'articolo 260 del Testo Unico dell'Ambiente ovvero quello relativo al traffico illecito dei rifiuti, dal 2002, anno di introduzione della legge, i casi accertati in Lombardia sono stati 12, il 9,2% del totale italiano, 101 le ordinanze di custodia cautelare, le aziende coinvolte 64 e le persone denunciate 150. Ma la Lombardia si è resa protagonista in ben 36 inchieste italiane come o regione di partenza o solo di transito del traffico illegale dei rifiuti.
"Anche quest'anno la Lombardia si conferma al centro dei più pericolosi traffici illeciti di rifiuti – dichiara Sergio Cannavò, vicepresidente di Legambiente Lombardia -. Più di un terzo di questi crimini contro l'ambiente ha interessato la nostra regione, con la preoccupante presenza di organizzazioni di stampo mafioso coinvolte nel business dell'ecomafia, che sembrano manifestare forti appetiti per gli affari legati all'Expo del 2015. A fronte di questa situazione appare folle l'ipotesi di eliminare lo strumento delle intercettazioni telefoniche per le inchieste sulla criminalità ambientale. Non si tolgano strumenti e risorse alla magistratura e alle forze dell'ordine, ma li si metta nelle condizioni di lavorare al meglio".
Ma anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento la Lombardia non si fa mancare nulla: abusivismo edilizio, appalti pubblici truccati, escavazioni illegali nei fiumi riempono il campionario lombardo portando a 261 le infrazioni accertate nel 2008, con 400 denunce e 26 sequestri. A confermare i forti interessi e del coinvolgimento della criminalità organizzata, soprattutto calabrese, negli appalti pubblici per la realizzazione delle infrastrutture e delle grandi opere in Lombardia sono le relazioni semestrali della Direzione investigativa antimafia e quella annuale della Direzione nazionale antimafia. A marzo 2008 l’operazione “Isola” della Direzione distrettuale antimafia di Milano in collaborazione con i carabinieri di Monza, ha fatto scattare 22 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Durante l'inchiesta, le indagini hanno accertato che una costola della ‘ndrangheta era riuscita a inserirsi anche nella gestione degli appalti legati alla Tav. E quando si parla di appalti pubblici a rischio infiltrazione criminale, l’Expo di Milano del 2015 è sicuramente quello più vulnerabile. Sono tanti, infatti, i soldi pubblici che pioveranno a finanziare appalti d’ogni genere, ed è fin troppo facile pensare che su di questi si scateneranno gli appetiti criminali delle ecomafie, ‘ndrangheta in testa.
(fonte: Legambiente Lombardia)

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Goletta Verde: riparte la guardiana dei mari italiani

Riparte la Goletta Verde di Legambiente: per il ventitreesimo anno consecutivo Goletta Verde parte per difendere il nostro mare dagli attacchi dell’inquinamento.
Tenere d’occhio la qualità delle acque, promuovere la sostenibilità, puntare il dito contro le situazioni più critiche per la salute del mare è la missione del battello ambientalista a cui non sfuggiranno, nel corso delle sue 23 tappe, scarichi abusivi, sistemi insufficienti di depurazione, abusivismo edilizio e cattiva gestione delle coste.
Quasi 2000 miglia di navigazione per valorizzare l’immenso patrimonio paesaggistico e di biodiversità che distingue le coste del nostro Paese, per promuovere la cultura della sostenibilità e uno sviluppo turistico in armonia con le caratteristiche del territorio.
Il monitoraggio scientifico: a caccia dei punti criticiQuest’anno i biologi di Legambiente mettono nel mirino le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento, dalla mancata o scarsa depurazione agli scarichi illegali.
Goletta Verde quest’anno viaggia anche grazie al 5x1000, donato dai tanti amanti della natura con la propria dichiarazione dei redditi.
Il tour di Goletta Verde Catholica:
Grado (Go) 26 – 27 giugno
Venezia 28 – 29 – 30 giugno
Ravenna 1 – 2 – 3 luglio
Ancona 4 – 5 luglio
Giulianova (Te) 6 luglio
Pescara 7 – 8 luglio
Termoli (Cb) 9 – 10 luglio
Bari 11 – 12 – 13 luglio
Santa Maria di Leuca (Le) 14 – 15 luglio
Crotone 17 – 18 luglio
Messina 20 – 21 – 22 luglio
Maratea 23 – 24 luglio
Acciaroli, Pollica, Pioppi (Sa) 25 luglio
Ischia (Na) 26 – 27 – 28 luglio
Gaeta (Lt) 29 – 30 luglio
Anzio (Rm) 31 – 1 agosto
Baunei – Santa Maria Navarrese (Og) 3 – 4 agosto
La Caletta di Siniscola (Nu) 5 – 6 – 7 agosto
Isola d’Elba 8 – 9 – 10 agosto
Portovenere (Sp) 11 – 12 – 13 agosto
Isola del Giglio (Gr) 14 – 15 agosto
Castiglion della Pescaia (Gr) 16 agosto
Capalbio (Gr) 17 agosto


Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

ILVA di Taranto: in avvio l'impianto di riduzione della diossina voluto da Vendola


Partirà a breve il nuovo impianto ad Urea presso lo stabilimento ILVA di Taranto, impianto imposto dal primo step del 30 Giugno 2009 della legge regionale sulla riduzione delle emissioni di diossine voluta dal Governatore della Puglia Nichi Vendola. Una commissione di tecnici della Regione Puglia e di esperti Arpa Puglia hanno compiuto un sopralluogo nello stabilimento Ilva di Taranto per verificare la costruzione dell’impianto Urea che entrerà in funzione il prossimo 30 giugno per abbattere le immissioni di diossine così come previsto dalla legge regionale 8/2009. “L'impianto, composto da due silos, – informa una nota dell’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio – dovrà interagire con le linee di agglomerazione, delle quali attualmente è in funzione solo quella 'D’ ed è completo sia per la parte fisica che per quella elettronica”. “Ci sono, dunque, – conclude Losappio – le condizioni per una reale riduzione delle diossine sotto il controllo di Arpa”.
Nei giorni scorsi si è tenuto a Taranto un convegno sul monitoraggio dell'aria, particolarmente importante perché si è parlato della tecnica del "campionamento continuo", ossia di quel "controllo totale" sui fumi che le associazioni ambientaliste hanno richiesto come condizione imprescindibile a cui vincolare la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). "Noi riteniamo - ha affermato l'associazione ambientalista Peacelink - che l'Ilva e tutti gli impianti che producono diossina debbano essere continuamente sorvegliati da un "Grande Fratello" che non smetta di vigilare un solo minuto, 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno".
Il Convegno tarantino sulle tecniche di monitoraggio delle diossine assume un'importanza europea dal momento in cui il 30 giugno l'Europa deciderà se adottare il "Grande Fratello", ossia il "campionamento in continuo" mediante un'apposita normativa (la EN-1948 parte V).
Leggi tutto...

20 giugno 2009

Eolico: ANEV e UIL organizzano il corso per manager delle rinnovabili

In occasione della Giornata Mondiale del Vento, ANEV e UIL hanno lanciato il secondo corso di formazione “Essere manager ed imprenditori delle energie rinnovabili: l’energia eolica” che si svolgerà in occasione di Eolica Expo 2009, presso la Fiera di Roma, dal 28 settembre al 1 ottobre 2009.
L’obiettivo è fornire ai partecipanti le informazioni e le competenze necessarie per presidiare - nei territori di propria competenza - la creazione, la gestione e lo sviluppo di un parco eolico.
Tre borse di studio
verranno offerte da ANEV-UIL per coprire il costo di iscrizione ai partecipanti. Saranno ritenuti prioritari per l’assegnazione delle borse una specifica motivazione a frequentare il corso e a lavorare nello sviluppo dell’energia eolica; il curriculum vitae; altri lavori svolti nell’ambito dello sviluppo sostenibile e delle energie rinnovabili.
Contenuti del corso saranno: la tecnologia dell’eolico, la gestione e la manutenzione degli aereogeneratori, le modalità attraverso cui enti e privati possono accedere a finanziamenti per lo sviluppo dell’energia eolica, il mercato dei Certificati Verdi, le modalità di negoziazione con le parti, un aggiornamento sulle nuove leggi e sui processi di sviluppo.
Il corso sarà condotto da docenti qualificati e competenti che collaborano con ANEV e sarà arricchito da importanti testimonianze di imprenditori del settore, soci ANEV ed enti coinvolti nello sviluppo di questa sensibilità, inoltre ai soli partecipanti con attestato di frequenza sarà possibile accedere ad una specifica banca dati ANEV-ADECCO per l’inserimento nel mondo del lavoro, riservata alle principali aziende del settore eolico aderenti all’ANEV.
Durante il corso è prevista una giornata di studio e approfondimento tecnico presso un parco eolico, occasione importante per confrontare le idee e i concetti che già si possiedono con un’esperienza reale, conoscere i manager del parco e confrontarsi con loro su diverse problematiche che debbono essere affrontate e, in particolare, sulla gestione e manutenzione del parco, mentre al termine del corso sarà organizzato un incontro di discussione ed approfondimento per i partecipanti.
Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare i siti www.anev.org e www.uil.it dove i candidati potranno trovare tutte le informazioni necessarie alla partecipazione al concorso.
Le domande di assegnazione delle borse dovranno pervenire entro il 30 giugno per posta o via e-mail a Gruppo Prospecta SRL, Via Sanfelice, 3 - 20137 Milano; info@gruppoprospecta.it – Tel. 02 36595088 o all'ANEV anev@anev.org

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

Ecomafie 2009: Legambiente presenta a Milano un Etna colmo di rifiuti

Legambiente ha presentato ieri a Milano il suo Rapporto Ecomafia 2009 che traccia un bilancio della 'ecomafia Spa' inquietante: il suo giro d'affari e' stato nel 2008 di 20,5 miliardi di euro.
'Con i rifiuti speciali scomparsi nel nulla nel 2008 in Italia si potrebbe creare una montagna alta oltre tremila metri, un ecomostro che potrebbe rivaleggiare con l'Etna.' Il business delle ecomafie - ciclo dei rifiuti e del cemento, racket degli animali, abusivismo edilizio e infiltrazioni in appalti di opere pubbliche - e' valutato in 20,5 miliardi di euro, con un incremento del 7,3% rispetto al 2007. Solo sul fronte dei rifiuti, nel 2008 sono stati accertati 3.911 reati (-19%), con 4.591 denunciati, 137 arrestati e 2.406 sequestri. Crescono anche le entrate per i traffici illeciti dei rifiuti speciali: 7 miliardi di euro nel 2006 contro i 4,5 dell'anno prima, con 31 milioni di tonnellate di cui si sono perse le tracce. In generale, diminuiscono del 14,5% le infrazioni accertate alle normative ambientali (25.766), ma aumentano gli arresti, che passano da 195 a 221, e i sequestri che crescono del 6,6% (9.676). Su questi dati la parte del leone, con il 48,1% dei reati in Italia, la fanno Campania, Calabria, Sicilia e Puglia.
Leggi tutto...

Colate di cemento e Sardegna: Legambiente vince a Carloforte

Il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri accoglie favorevolmente la sentenza del Tar Sardegna che ha accolto la richiesta d'annullamento del Puc di Carloforte presentata da Legambiente: 'Quel piano avrebbe danneggiato gravemente gli interessi paesistici e ambientali di Carloforte concedendo un’eccessiva potenzialità costruttiva specialmente nelle zone residenziali e periferiche. Siamo soddisfatti dunque che il Tar abbia accolto le nostre richieste. La vocazione dell’isola di San Pietro non è fatta di colate di cemento, il suo futuro dovrebbe parlare invece di salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio che sappia coniugare turismo e sostenibilità”.

Approvato nel 2004 il Puc dell'isola di San Pietro era stato elaborato speditamente per dare alla cittadina tabarchina uno strumento urbanistico che non aveva mai avuto. La contrarietà di Legambiente e anche di alcuni politici comunali a certe scelte non si fece attendere. In particolare Legambiente ha contestato il complessivo aumento delle cubature edificabili pari ad un milione e 903 mila metri cubi (in pratica veniva proposto il raddoppio delle volumetrie di tutti gli edifici esistenti), in parte ricadenti su aree umide come le saline, che avrebbero anche stravolto l’assetto storico- urbanistico di Carloforte, e la cementificazione di aree di grande interesse che gli studi preparatori del Piano territoriale paesistico (Ptp 14), viceversa, classificavano come “meritevoli di un vincolo di assoluta immodificabilità”. Dopo il rigetto, nella sentenza di ottobre, della previsione di una nuova zona artigianale-industriale nell’ex zona umida dei Pescetti (da sempre non edificata), il Tar ha considerato “fondate le censure proposte con i motivi indicati, investendo il Puc nel suo complesso”, da cui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento in toto del Puc.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

19 giugno 2009

L'Autorità per l'energia vuole le bollette più comprensibili


Bollette dell’energia elettrica e del gas più chiare, semplici e trasparenti, per renderle sempre più comprensibili ai consumatori. Questo l’obiettivo delle proposte che l’Autorità per l’energia ha messo a punto in tema di documenti di fatturazione dei venditori, per rafforzare la garanzia di scelte informate, consapevoli e convenienti ai clienti finali e facilitare il confronto tra le offerte dei diversi concorrenti nel nuovo mercato libero dell’energia.
Le proposte sono contenute nel Documento per la consultazione (DCO 13/09) che presenta quattro diverse opzioni per la regolazione della trasparenza dei documenti di fatturazione, più una opzione per il modello di bollette relativo alle offerte dual fuel (gas ed elettricità insieme).
Per verificare le preferenze delle diverse categorie di consumatori interessate dal procedimento, in termini di trasparenza e completezza delle informazioni contenute nelle attuali bollette, e per conoscere le loro opinioni rispetto alle possibili alternative descritte nel Documento, verrà avviata anche un’indagine demoscopica a livello nazionale.
Le principali innovazioni proposte per rafforzare la leggibilità e la comprensione delle bollette, senza penalizzare la loro necessaria completezza, riguardano l’affinamento dei quadri riassuntivi dei consumi e dei quadri di dettaglio semplificati e l’armonizzazione nella struttura e nei contenuti fra le bollette dell’energia elettrica e del gas.
La crescente diffusione di offerte congiunte (‘dual fuel’) rende infatti necessario uniformare e rendere omogenei i contenuti dei documenti di fatturazione relativi ai due servizi per la fornitura di energia elettrica e di gas, in modo da garantire livelli equivalenti di trasparenza e leggibilitàPer assicurare un risultato largamente condiviso, il Documento con le proposte elaborate dall’Autorità verrà sottoposto alla più completa procedura di consultazione con gli operatori, i consumatori, le loro Associazioni e tutte le parti interessate; per il Documento è infatti prevista l’Analisi di Impatto della Regolazione (AIR) che permette di valutare le ricadute di una decisione regolatoria, valutandone anticipatamente l’efficacia attraverso una interlocuzione molto approfondita con i soggetti interessati, la definizione degli obiettivi, il confronto tra opzioni alternative, la valutazione di benefici e costi per i destinatari, il possibile impatto in termini economici, sociali e ambientali.
Per rendere ancora più partecipato il processo di consultazione sono previsti anche incontri con i consumatori, nell’ambito di specifici “focus groups”, e seminari di approfondimento con le loro Associazioni.
Sulla base delle prime osservazioni e delle proposte che gli operatori e i consumatori faranno pervenire, verrà predisposto un secondo documento per la consultazione nel quale, per ciascuno degli aspetti esaminati, verrà presentata l’opzione di intervento preferita, di cui saranno ulteriormente approfondite le caratteristiche.
Il Documento di Consultazione DCO 13/09, avviato con il procedimento ARG/com 148/08 e disponibile sul sito dell’Autorità (www.autorita.energia.it), fa parte di un processo avviato da tempo per la progressiva semplificazione ed armonizzazione delle bollette con le Direttive sulla trasparenza dei documenti di fatturazione dei consumi di elettricità (Delibera n. 152/06) e dei consumi di gas (Delibera n. 42/99). I soggetti interessati sono invitati a far pervenire all’Autorità osservazioni e suggerimenti entro il 31 luglio 2009.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

18 giugno 2009

Greenpeace e la copia alternativa del International Herald Tribune: un utopistico Berlusconi ecologista


Questa mattina i cittadini di Roma, Parigi, Bruxelles, Beijing, Los Angeles, Bangkok, e di altre 28 nazioni, all’uscita dalla metro, in ufficio, agli incroci delle strade più importanti, ma anche i parlamentari e i funzionari dei diversi Paesi, si sono visti recapitare una copia gratuita dell’International Herald Tribune, in tutto uguale all’originale ma troppo bella per essere vera. Il titolo in prima pagina: Accordo storico dei capi di stato per salvare il clima. All’interno notizie su tutti i paesi raccontano della rivoluzione verde: Sarkozy, il nucleare è morto, Berlusconi spiazza i critici, L’Exxon finalmente pulita. Persino nel divertente oroscopo tutti si tingono di “green” e scompaiono centrali a carbone, impianti nucleari, sostanze tossiche e industrie super inquinanti.
L’edizione ”utopica”, datata 19 dicembre 2009, e diffusa in più di 50mila copie, è quella che Greenpeace vorrebbe trovare nelle edicole di tutto il mondo il giorno dopo la chiusura della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenhagen il prossimo dicembre.
Ovviamente si tratta di un “fake”, un’enorme operazione di comunicazione cui hanno lavorato centinaia di attivisti in tutto il mondo. È questo il modo creativo con cui Greenpeace ha scelto di invitare i Capi di Stato dei paesi industrializzati a raggiungere a Copenhagen un accordo ambizioso per il clima.
Nell’utopico Herald Tribune, un illuminato Silvio Berlusconi, parlando di cambiamenti climatici, sostiene: “Ogni quaranta minuti così tanta energia solare raggiunge la superficie terrestre da soddisfare da sola le necessità di tutto il pianeta per un intero anno”. L’articolo si conclude con la citazione di un reale e recente studio dell’Università Bocconi di Milano, secondo il quale possono essere creati, nel solo settore elettrico, 250mila nuovi posti di lavoro entro il 2020 con l’investimento in energie rinnovabili.
In vista del vertice di Copenhagen, Greenpeace chiede ai Governi dei paesi industrializzati un impegno al 2020 per il taglio di almeno il 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990 e lo stanziamento di 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020 per finanziare la transizione all’economia verde e l’adattamento ai cambiamenti climatici dei paesi in via di sviluppo, oltre a un fondo gestito dalle Nazioni Unite per la protezione globale delle foreste.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Per il Lazio l'anti-crisi sta nella Green Economy


Il Lazio ha tutte le carte in regola per diventare la regione italiana leader nel campo della sostenibilità ambientale e dei 'green jobs' ma questo 'potenziale di innovazione' difficilmente riesce a sfociare in risultati concreti. E' questo in sintesi il quadro che emerge dalla ricerca commissionata al Censis da 'Clorofilla', associazione per la promozione dello sviluppo sostenibile, alla quale va il merito dell'organizzazione del convegno di oggi 'Giovane impresa-il futuro è sostenibile'. L'incontro ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti della regione Lazio e della provincia di Roma e a queste istituzioni, nonostante i dati non esaltanti in termini di concreti traguardi raggiunti (ad esempio sulla percentuale di raccolta differenziata che, seppur raddoppiata negli ultimi anni, è sempre molto al di sotto della media nazionale), sia il direttore della fondazione Censis Giuseppe Roma che il presidente dell'associazione Clorofilla Giovanni Hausmann hanno riconosciuto il merito di aver investito moltissimo sull'ambiente.
"Il tema del dibattito - dichiara l'assessore regionale al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della Alessandra Tibaldi - è centrale nell'agenda politica della regione Lazio, che da tempo ha istruito un percorso anticrisi basato sulla green economy come ricetta per creare nuova e buona occupazione e come volano per un modello di sviluppo sostenibile per l'intero territorio regionale". "La green economy - aggiunge - è un'autentica misura anticrisi proposta anche da Barack Obama che, in questo primo scorcio di incarico presidenziale, ha investito ingenti risorse sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. D'altronde questo settore può sostenere concretamente l'occupazione; secondo gli esperti in Europa può creare oltre 500.000 posti di lavoro nei prossimi anni ed il comparto è talmente in espansione che c'è addirittura carenza di personale adeguatamente specializzato".
"Per questo - dice ancora Tibaldi - la regione Lazio ha assunto lo sviluppo sostenibile come tema centrale nella propria azione di governo. Lo ha fatto anche attraverso azioni di forte impatto simbolico. Recentemente il presidente Marrazzo ha presentato il progetto per la riqualificazione energetica del palazzo della Giunta, su cui verrà installato un impianto fotovoltaico da 150 kW. Con questi lavori si eviteranno, su base annua, l'emissione di 130 tonnellate di Co2 e l'utilizzo di 40 tonnellate di petrolio. Ma, nelle nostre intenzioni, questi interventi saranno solo propedeutici ad altri similari da effettuarsi su più ampia scala. Entro breve Marrazzo chiederà al Presidente Zingaretti ed al sindaco Alemanno la sottoscrizione di un protocollo di intesa per estendere a tutti gli edifici pubblici della provincia e del comune di Roma impianti ed interventi simili, ed inserire nel piano casa innovazioni in materia di bioedilizia".
"Inoltre - continua l'assessore - il tema dello sviluppo sostenibile è ampiamente presente nel protocollo di intesa anticrisi siglato lo scorso 13 maggio tra la Regione Lazio e le confederazioni sindacali. L'intero documento è segnato da questa impostazione culturale, che ha previsto tutta una serie di interventi. Penso, in primo luogo, alle azioni per la semplificazione ed il rilancio dell'attività edilizia, che privilegeranno il risparmio energetico, ed a quelle dei piani regionali per i rifiuti e l'energia".
"Sui rifiuti - conclude Tibaldi - c'è la volontà, sostenuta anche finanziariamente con 300 milioni di euro, di affiancare i comuni e le province nel raggiungimento dell'obiettivo del 50% di raccolta differenziate entro il 2011, di istituire degli Ambiti Territoriali e promuovere la costituzione di un polo pubblico di trattamento integrato. Per quanto riguarda la politica energetica, invece, con un investimento di 125 milioni di euro si dovrebbe ottenere, entro lo stesso periodo, un considerevole risparmio ed il 20% di energia da fonti rinnovabili. Sono tutte misure concrete che dimostrano la vocazione green-oriented della regione Lazio".
"Roma è la città - ha sottolineato il direttore del Censis Giuseppe Roma - con la più grande capacità di ricerca nell'intero paese: 5,6 ricercatori ogni 1000 abitanti, quasi doppio della media nazionale che è di 3,3 e ha 16,1 laureati in discipline scientifiche e tecnologiche ogni 1000 abitanti (di età compresa tra 20 e 29 anni)". Eppure il numero di brevetti depositati, passaggio che Giuseppe Roma ha definito il "momento necessario perchè queste idee prendano corpo", è bassissimo: 28,1 per milione di abitanti contro i 113,9 del nord-est che dispone di molti meno ricercatori (3,6).
Nel Lazio, al pari delle regioni del nord-ovest, c'è la più alta "spesa media per innovazione per addetto nella popolazione totale delle imprese" di 4500 euro contro una media nazionale di 3700 ed "esiste - si legge nel rapporto Censis - una domanda inevasa di sostenibilità che può essere individuata e definita in maniera chiara e che attende di essre soddisfatta adeguatamente". Eppure, se si dà un'occhiata all'elaborazione del Censis (su dati Istat) sulla quantità di energia prodotta nella regione, vediamo che solo 5,8 gwh sul totale di energia prodotta da fonti rinnovabili, quasi un un quarto di quella del nord-est, che ne produce invece 21,8.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Legambiente: Italia Meriodionale a rischio desertificazione


Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia sono fortemente a rischio. La situazione è particolarmente grave in Sardegna, dove il pericolo desertificazione riguarda ben il 52% del territorio regionale, di cui l'11% già colpito. A forte rischio anche la Sicilia, le piccole isole e la Puglia.
Questi i dati allarmanti sulla desertificazione presentati da Legambiente in un recente dossier sugli ecoprofughi. “La desertificazione non riguarda solo le aree torride dell’Africa – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente -. Il problema è reale e ci tocca anche molto da vicino. Senza reali cambi di marcia nelle politiche energetiche e ambientali il rischio diverrà concreto e irreversibile”.
La desertificazione infatti, si può considerare come la fase finale del degrado chimico, fisico e biologico in quanto la terra perde irreversibilmente la capacità di sostenere la produzione agricola e forestale, e anche se le piogge tornano a bagnare i suoli, il degrado, che ormai è in atto, non regredisce anzi molto spesso peggiora.
Le regioni aride e semi-aride del pianeta - si legge nel dossier - rappresentano quasi il 40% della superficie emersa della Terra (5,2 miliardi di ettari) e ospitano circa due miliardi di persone. 135 milioni di persone rischiano di essere spostate a causa della desertificazione, e di queste circa 60 milioni tra il 1997 e 2020, abbandonerà (nel primo periodo preso in considerazione ciò è già avvenuto) le zone desertificate dell’Africa subsahariana verso l'Africa settentrionale e l'Europa.
Di fatto poi il Sahara ha oramai “attraversato” il Mediterraneo, uno dei 25 hotspots mondiali per la biodiversità. 30 milioni di ettari di terra lungo le rive del Mediterraneo sono già colpiti da desertificazione, fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza di 6,5 milioni di persone.
Un quinto dei territori in Spagna è soggetto a desertificazione e anche il Portogallo, l’Italia e la Grecia sono colpiti seriamente dal fenomeno del quale non è immune nemmeno la Francia meridionale. Il Marocco, la Libia e la Tunisia perdono ciascuno circa 1.000 Km2 di terre produttive ogni anno, in Egitto metà delle terre arabili irrigate sono meno produttive a causa della salinizzazione dell’acqua utilizzata. Tutto l’ecosistema Mediterraneo subisce prolungati periodi di siccità e presenta una marcata tendenza all’erosione.

“La desertificazione - ha continuato Venneri - oltre a distruggere la biodiversità degli ecosistemi accentua ed accelera le problematiche connesse al global warming producendo effetti retroattivi, determinando migrazioni di popoli verso altri territori, con conseguente aumento della conflittualità sociale e di sovra popolamento nei territori scelti come rifugio, perpetuando così un circolo vizioso di causa – effetto che mette a rischio la stessa sopravvivenza dell’uomo”.
Le popolazioni che vivono nelle zone più aride si trovano, infatti, implicate in un tipo di ingranaggio all'interno del quale le condizioni di vita si degradano nello stesso momento in cui i suoli subiscono le devastazioni dovute all'aumento del grado di aridità e allo sfruttamento sempre più intensivo delle terre.
“Dobbiamo considerare – ha concluso Venneri – che l’Italia negli ultimi 20 anni ha visto triplicare l'inaridimento del suolo e si stima che il 27% del territorio nazionale è a rischio desertificazione. Sono interessate soprattutto le regioni meridionali dove l'avanzata del fenomeno rappresenta una vera e propria emergenza ambientale”.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

17 giugno 2009

Deforestazione dell'Amazzonia: Greenpeace mette in ginocchio la multinazionale Bertin


L’International Finance Corporation, l’istituzione del Gruppo Banca Mondiale a sostegno degli investimenti privati nei Paesi in Via di Sviluppo, ha cancellato il prestito di 90 milioni di dollari che era stato concesso al gigante della carne e della pelle brasiliana: Bertin. La decisione del IFC arriva due settimane dopo il lancio dell’inchiesta di Greenpeace “Amazzonia che macello!” nel quale l’organizzazione rivela che, dietro il finanziamento del settore dell’allevamento bovino da parte del IFC e del Presidente Lula attraverso la banca governativa per lo sviluppo economico (BNDES), hanno fatto sì che questo settore diventasse la più importante causa della deforestazione dell’ultimo polmone del nostro Pianeta e una pericolosa fonte di emissioni di gas serra a livello globale.Il prestito che IFC aveva concesso a Bertin è, infatti, stato utilizzato per espandere le attività di allevamento di Bertin nella regione amazzonica causando deforestazione illegale e accelerando il cambiamento climatico.“Che la Banca Mondiale abbia cancellato il prestito è senz’altro una buona notizia – commenta Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia – ma è scandaloso che dei prestiti per cifre così importanti siano stati concessi per foraggiare le attività di un’azienda che si è macchiata di gravissimi crimini ambientali. Finanziando Bertin la IFC si è resa corresponsabile della distruzione dell’Amazzonia: un rifugio per la biodiversità e una delle più importanti armi al mondo per combattere il cambiamento climatico”.Gli ultimi 30 milioni di dollari del finanziamento non saranno quindi più erogati a Bertin, il quale, secondo quanto dichiarato da IFC dovrà restituire anche i 60 milioni che ha già ricevuto in tempi molto più brevi di quelli stabiliti all’erogazione del prestito. Greenpeace ritiene che anche la banca governativa BNDES debba immediatamente tagliare i finanziamenti a Bertin e a tutte quelle aziende del settore zootecnico che stanno deforestando l’Amazzonia e distruggendo il clima del Pianeta.La giustizia brasiliana, in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta di Greenpeace, apre un'indagine su Bertin e si appresta a richiedere all’azienda e agli allevamenti illegali che deforestano l’Amazzonia e riducono in condizione di schiavitù i lavoratori e le popolazioni indigene, un indennizzo milionario per danni ambientali e le principali catene di supermercati in Brasile, come Wal Mart, Pao de Azucar e Carrefour, cancellano i propri contratti con Bertin in seguito ad una azione civile del Ministerio Publico Federal che ha imposto multe di circa 200 euro per ogni chilo di carne proveniente dalla distruzione dell’Amazzonia commercializzata nel Paese.In Italia, i clienti di Bertin per la carne come Kraft Foods Italia e per la pelle come le concerie Rino Mastrotto, Gruppo Mastrotto e i produttori di divani Chateau d’Ax, continuano a tacere ritenendo di non dover prendere posizione rispetto ai loro rapporti commerciali con aziende colpevoli di crimini gravissimi come la deforestazione, il lavoro in condizione di schiavitù e il cambiamento climatico.


Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Fotovoltaico: il Lazio insegue il primao nazionale entro il 2009


'Pensiamo di arrivare entro la fine del 2009 al primo posto in Italia per quanto riguarda l'energia rinnovabile da fotovoltaico, con 150 megawatt'.
Così l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti in occasione del convegno sulla "Competitività ambientale per il rilancio delle imprese e dei territori" organizzato dalla Regione Lazio e dalla Rete Cartesio. Sul fronte della green economy "il Lazio rispetto alle altre regioni sta più avanti", ha detto Zaratti precisando che "lo scorso anno - ha detto - il fotovoltaico è cresciuto del 360%: siamo partiti da una produzione di energia rinnovabile di 0.5 mega watt nel 2005 e siamo arrivati ad oggi a 35 megawatt. Siamo quindi passati dall'ultimo posto in classifica tra le regioni italiane al quinto posto".L'assessore all'Ambiente ha inoltre sottolineato che la Regione Lazio sta "investendo sulla ricerca, tanto che i nostri i poli di ricerca ambientale sull'energia rinnovabile sono d'esempio in tutte le regioni italiane" ha detto. "Nei prossimi anni - ha concluso l'assessore Zaratti - il Lazio investirà più di un miliardo di euro sull'ambiente in generale".


Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

16 giugno 2009

Autorità per l'Energia: 200mila euro di sanzioni per violazione norme sulle tariffe


L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha irrogato sanzioni per circa 200 mila euro a tre società del settore elettrico per aver violato norme sulle tariffe e sulla qualità del servizio, danneggiando i clienti finali.
Si tratta dell’AGSM Verona S.p.A., della Soresina Reti e Impianti S.r.l. di Cremona e della Astea S.p.A. in provincia di Ancona. Le delibere VIS n. 53/09 (AGSM Verona), VIS n. 52/09 (SORESINA) e VIS 54/09 (ASTEA) sono disponibili sul sito www.autorita.energia.it.
Nel dettaglio, all’AGSM Verona S.p.A. è stata irrogata una sanzione di 112.411 euro per violazione di diverse norme in materia di obblighi tariffari legati al servizio di vendita dell’energia elettrica (contenute nelle deliberazioni n. 5/04 e n. 237/07). La condotta sanzionata, in particolare, riguarda il periodo antecedente la liberalizzazione del 1 luglio 2007, quando l’operatore ha praticato a clienti finali domestici opzioni tariffarie senza averle sottoposte all’approvazione dell’Autorità, che ne avrebbe assicurato la coerenza con il quadro regolatorio vigente; la società inoltre non ha rispettato il divieto di praticare anche ai clienti non domestici opzioni tariffarie ulteriori, e ha scorrettamente presunto il ‘silenzio-assenso’ nell’applicazione delle nuove condizioni economiche biorarie per il servizio di maggior tutela da parte di alcuni clienti ex vincolati.
La gravità delle violazioni accertate, lesive degli interessi degli utenti, è risultata in parte attenuata dal ridotto numero di clienti coinvolti e dalla misura contenuta del danno economico causato.
Alla società Soresina Reti e Impianti S.r.l. e alla società Astea S.p.A. l’Autorità ha invece irrogato sanzioni pari, rispettivamente, a 30.933 euro e a 56.553 euro per l’inosservanza, nell’anno 2007, di una serie di disposizioni (contenute nella deliberazione n. 4/04) in materia di obblighi indispensabili per il monitoraggio della qualità del servizio, relativi alla corretta registrazione delle interruzioni nelle forniture di energia elettrica e di conservazione della documentazione necessaria per verificarne la correttezza. La gravità delle violazioni accertate, per quanto rilevante, è risultata in concreto attenuata dalla azioni correttive e migliorative intraprese dalle due società nel corso delle istruttorie formali.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...

Solare Termodinamico: la Tecnologia ENEA in Egitto


Il prof. Luigi Paganetto, Presidente dell’ENEA, e il prof. Tarek Hussein, Presidente dell’Accademia della Ricerca Scientifica e Tecnologica - ASRT dell’Egitto, hanno firmato nei giorni scorsi un accordo di collaborazione per la realizzazione in territorio egiziano di un impianto solare termodinamico con la tecnologia sviluppata dall’ENEA. La cerimonia si è svolta presso il Ministero egiziano per l’Istruzione Superiore e la Ricerca Scientifica, in presenza del Ministro Hany Helal, con la partecipazione del Ministro egiziano per l’Elettricità e l’Energia Hassan Younes, già incontrato dal Presidente Paganetto a margine del G8 Energia di Roma.
Quella tra Italia ed Egitto è una partnership strategica per la produzione di energia da solare termodinamico che potrà essere diffusa ai Paesi del bacino del Mediterraneo attraverso un’apposita rete elettrica.
ENEA e ASRT collaboreranno mettendo in campo, rispettivamente, la Soc. FN SpA per parte italiana, e la New & Renewable Energy Authority sul fronte egiziano.
Si tratta di un progetto pilota che vede lavorare congiuntamente Enti di ricerca italiani ed egiziani e e partner industriali italiani per la realizzazione degli impianti e per il necessario sviluppo tecnologico richiesto per l’adattamento della tecnologia alle esigenze locali.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

15 giugno 2009

Pellet lituano radioattivo / Coldiretti: 'perchè non usiamo quello italiano?'


L'associazione di coltivatori Coldiretti, in riferimento al sequestro di diecimila tonnellate di combustibile per stufe proveniente dalla Lituania e contaminato dal Cesio 137, sottolinea in un comunicato stampa che lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte nelle campagne italiane può triplicare nei prossimi dieci anni per raggiungere una percentuale dell'8 per cento del totale, pari a 15,5 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (MTEP). Secondo l'associazione quindi è necessario investire sulla produzione di energia rinnovabile dell'agricoltura italiana che è ottenuta per oltre il 70 per cento dalle biomasse combustibili provenienti dal legno, dalle colture erbacee, dai residui agroalimentari e dai reflui degIi allevamenti, dove sono completamente assenti i rischi di contaminazione nucleare.
'Di fronte agli evidenti rischi è necessario - sottolinea la Coldiretti - garantire la tracciabilità nella produzione di tutte le fonti energetiche rinnovabili che possono offrire una importante risposta ai fabbisogni ambientali ed energetici e rappresentano quindi un fondamentale contributo alla sviluppo sostenibile. L'Italia - conclude la Coldiretti - offre grandi opportunità per la produzione di queste fonti alternative di energia ed è importante rafforzare la produzione nazionale per sviluppare la filiera corta che utilizza biomassa proveniente al territorio'.

Tutti Sostenibili

Leggi tutto...

Per Expo2015 costruire la Milano sostenibile


Il Comune di Milano raccoglie la sfida di Legambiente per dar vita ad un tavolo dove si progetterà la Milano 2015 dell’Expo: questa la proposta emersa durante il convegno “Green life: costruire città sostenibili” tenutosi all’Auditorium Assimpredil Ance.
“Le città del mondo all’avanguardia – ha detto Andrea Poggio, vice direttore nazionale di Legambiente – non costruiscono solo alcuni edifici esemplari ad emissione zero: progettano e realizzano interi quartieri a consumo energetico zero. E dai nuovi quartieri partono per cambiare lo sviluppo urbano, l’edilizia, i trasporti e infine gli stili di vita degli abitanti. La sfida di Green Life al Comune è questa: facciamo altrettanto per il 2015.”
“Accettaimo l’invito di Legambiente e li invitiamo, insieme ad Assimpredil Ance a partecipare attivamente al tavolo che realizzerà le prossime politiche urbanistiche di Milano in vista dell’Expo – ha detto Carlo Masseroli, Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano intervenuto al convegno – è necessaria un’alleanza vera tra tutti i soggetti disposti a prendere impegni concreti e a rispettarli. Ci proponiamo di diventare Green Capital al 2015 per l’Expo."
Il convegno, promosso da Legambiente, Triennale di Milano, Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Assimpredil Ance e Camera di Commercio di Milano, vedrà la partecipazione di ospiti europei ed italiani che si confronteranno su esempi di città come Stoccolma, Barcellona, Linz e Amburgo che hanno già messo in atto politiche e progetti di eco-sostenibilità. Il tema della sostenibilità ambientale assume una rilevanza particolare per Milano e per le sue istituzioni: ecco perché Green Life può essere considerato come uno dei passi delle istituzioni milanesi e lombarde verso lEXPO 2015 “Nutrire in pianeta, energia per la vita”.
“Anche Assimpredil Ance accetta la sfida e parteciperà al tavolo a nome di tutte le imprese edili che fanno parte della nostra realtà – ha concluso Cluadio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance -. Le istituzioni devono fare per primi la propria parte promuovendo opere pubbliche e particolari quartieri con fortissimi connotati di sostenibilità ambientale e aiutando sia le imprese che i cittadini con misure e incentivi che favoriscano la crescita consapevole della città”.
Informazioni ed atti del convegno disponivili su:
www.mostragreenlife.org
.

Tutti Sostenibili
Leggi tutto...